Biografia Guiscardo di Pietrasanta apparteneva a una numerosa famiglia dell’aristocrazia milanese.Documentata la prima volta nel 1039; di parte guelfa lottò contro Federico Barbarossa e Federico II. Le case della famiglia erano nei pressi della Chiesa di San Nazaro in Pietrasanta e dell'attuale via Dante. Figlio di Pagano e nipote di Pietro, di lui non è nota la data di nascita.

La più antica notizia di Guiscardo di Pietrasanta risale al 1247 quando, insieme agli zii Guido e Gabrio, è catturato da armati genovesi a Portovenere, condotto a Genova, poi scambiato con prigionieri detenuti a Milano e così fa ritorno in patria.

La fama dal padre e dal nonno funge per lui da garanzia, evidentemente unita a una preparazione adeguata di cui anch’egli deve aver dato prova. Guiscardo è così chiamato all’incarico di podestàGuiscardo incarna appieno la figura del politico di professione nell’Italia comunale del XIII secolo: la nascita in una famiglia di rilevante posizione sociale e i solidi studi giuridici costituiscono la premessa di una fama amministrativa che comporta l'offerta di incarichi podestarili anche in sedi lontane dalla propria città. a Novara nel 1250-51 e l'anno seguente dell’importante sede di Genova.

Prende così avvio la breve, ma intensa attività politica di Guiscardo di Pietrasanta, che ricopre la carica podestarile a Firenze nel 1254. L'anno seguente è chiamato a Lucca dove rimane fino al 1257. Nello stesso 1255 fonda in Versilia il borgo murato che da lui prende il nomeMentre è podestà a Lucca, nel 1255 Guiscardo fonda in Versilia il borgo murato di Pietrasanta come caposaldo nella lotta del Comune contro le famiglie feudali della zona, in particolare le signorie dei Corvaia e dei Vallecchia (il cui esponente più famoso è Guido), infide ed oscillanti nell’alleanza ora con Pisa ora con Lucca..

Nel 1258 è protagonista dell’unico suo incarico importante a Milano, quando vi svolge un ruolo equilibrato e neutrale in occasione della cosiddetta pace di Sant’Ambrogio. In questa occasione viene invitato ad unirsi alla delegazione paritaria di aristocratici e popolari che avrebbe dovuto chiedere al papa Alessandro IV di legittimare l’accesso dei popolari alle più alte cariche della gerarchia ecclesiastica ambrosiana.

Ai primi del 1259 è in carica come podestà a Piacenza, mentre nella seconda metà dell’anno, e probabilmente anche nella prima parte del 1260, è a capo del Comune di Firenze. Nel 1261 è nuovamente podestà a Lucca e vi rimane l’anno successivo con il titolo di Capitano del Popolo, in una fase molto travagliata della vita della città, soprattutto per i ricorrenti scontri bellici con Pisa per il controllo di vaste aree e luoghi strategici del contado.

L’ultima parte della vita politica di Guiscardo avviene nell’ambito dell’amministrazione pontificia. Guiscardo è già segnalato al tempo di Innocenzo IV tra i podestà favorevoli alla Chiesa (Ecclesiae devoti) e viene compreso tra quei rettori in temporalibus a cui ricorrevano i papi valorizzando le esperienze acquisite nei governi comunali. E così che Urbano IV decide di nominarlo Rettore e Capitano del Patrimonio di S. Pietro.

Ma questo incarico determinerà la sua tragica fine. L'azione papale per affermare la sovranità della Chiesa su Bisenzio e sui territori circostanti il lago di Bolsena conduce a uno scontro armato contro le riluttanti Signorie locali e in particolare con Giacomo, Nicolò e Tancredi, feudatari Signori di Bisenzio. Giacomo è catturato, condannato e liberato in cambio della sua rinuncia. NicolòSecondo altre fonti, a tendere l'imboscata fu suo fratello Giacomo., sapendolo in viaggio da Montefiascone a Canino, presso Orvieto tende un'imboscata al Pietrasanta, lo uccide e ne fa scempio. Mentre Nicolò muore pochi giorni dopo per le ferite riportate nell'agguato, Giacomo e Tancredi riescono a fuggire e a sottrarsi alla condanna del papa.

Figlio di Guiscardo era Pagano, che è stato Capitano del popolo a Firenze nel 1288. La sua tomba è custodita nel portico della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Il coperchio del sarcofago in granito riporta lo stemma della famigliaSembra che lo stemma (un arco che racchiude una colonna sormontata da un'ostia) sia collegato alla Pietra Santa, porzione di colonna legata alla figura di sant'Ambrogio e alla sua lotta contro l'eresia ariana, in origine conservata nella chiesa di San Nazaro in Pietrasanta e oggi custodita nella basilica di San Vincenzo in Prato a Milano. e l'epitaffio: "Qui giace Pagano di Pietrasanta cavaliere e capitano dei Fiorentini, il quale morì nell’anno del Signore milletrecento, al cui funerale intervennero quattro cardinali".

Note

Bibliografia Historia Iohannis de Cermenate notarii mediolanensis. De situ ambrosianae urbis et cultoribus ipsius…, a cura di L.A. Ferrai, in Fonti per la storia d’Italia, II, Roma, 1889. D.Scalabrella, Vita eroica del milanese Guiscardo da Pietrasanta, fondatore del cuore della Versilia, Pietrasanta, 1964. E. Occhipinti, Vita politica e coesione parentale: la famiglia milanese dei Pietrasanta nell’età dei Comuni, in Studi di storia medioevale e di diplomatica, VII, Milano, 1982. G. Villani, Nuova Cronica, a cura di G. Porta, Parma, 1990.

Voci correlate Pietrasanta Chiesa di San Nazaro in Pietrasanta

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