I cannoni controcarro ad anima conica erano armi controcarro tedesche, utilizzate dalla Wehrmacht, in particolare durante la seconda guerra mondiale. Si basavano sul principio di Gerlich, una tecnologia balistica in cui il diametro interno della canna diminuisce dalla camera di scoppio alla volata, aumentando la capacità di perforazione dei proiettili.

Storia Il concetto di cannone perforante a compressione fu brevettato per la prima volta dal tedesco Karl Puff nel 1903. Successivamente, negli anni '20 e '30, Hermann Gerlich sperimentò il concetto, realizzando un fucile anticarro sperimentale da 7 mm con una velocità alla volata di 1800 m/s. Questo portò alla formulazione del concetto di fucile a compressione, noto anche come "principio di Gerlich".

Sulla base di queste esperienze, nel 1939-1940 la Mauser-Werke AG sviluppò un'arma anticarro in calibro 28/20 mm, che nel 1941 entrò in produzione come 2,8 cm sPzB 41, seguita a novembre dello stesso anno dal 4,2 cm lePaK 41 e dalla Krupp che nel 1941 produsse il cannone 7,5 cm PaK 41, che è ricordato come il più grande cannone operante secondo il "sistema Gerlich". Furono montati anche sul semicingolato Sd.Kfz. 250 Il Giappone imperiale tentò di creare una propria versione del Pak 41, nota come Tipo Ge, ma non entrò in produzione, per le difficoltà di reperimento del tungsteno.

Descrizione L'idea era quella di conferire all'anima della canna una conicità costante, o quasi, in modo che il proiettile potesse “strizzarsi” . Si trattava di cannoni con una canna conica che si restringeva verso la bocca, che sparavano proiettili decalibrati, non provvisti di sabot ma di due flange che si schiacciavano nell'anima della canna, al ridursi della sezione. La particolarità consisteva nel fatto che sparavano, ad altissima velocità, proietti perforanti sottocalibrati di tungsteno, particolarmente adatto pertanto a perforare le corazze dei carri armati.

La canna conica funzionava come una camera di compressione, e utilizzava l'energia del propellente per comprimere il diametro del proiettile, aumentandone significativamente la velocità. Questo processo comportava una più elevata pressione in camera di scoppio, ma anche una più bassa durata della canna. Per comprimere i proiettili si ricorreva a una particolare tecnica costruttiva, combinando un nucleo penetrante indurito (tungsteno) e un rivestimento esterno più morbido (lega di alluminio o acciaio dolce) che formava delle flange. Questo rivestimento esterno veniva schiacciato quando il proiettile usciva dalla canna.

La tecnologia della canna conica è stata superata dell'invenzione dei penetratori a energia cinetica dotati di sabot (involucro esterno che viene rilasciato), e attualmente non è più utilizzata.

Versioni

Ve ne erano tre tipi principali:

2,8 cm sPzB 41, calibro 28 mm alla culatta, 20 all'uscita, aveva una capacità di perforare 56 mm a 350 metri, peso 223 kg.Melvin M. Jr. Johnson, Rifles and Machine Guns, New York, William Morrow and Company, 1944, p. 385. Poco più che un grosso fucile anticarro, esso perforava più del 3,7 cm PaK 36 grazie alla granata da 0,124 kg con una velocità alla volata di ben 1 400 m/s. Fu utilizzato anche sui semicingolati Sd.Kfz. 250/11. 4,2 cm lePaK 41: calibro 40,3/29,4 mm con capacità di perforazione di 72 mm a 455 m. Peso 560 kg, velocità alla volata 1 265 m/s. Impiegava proiettili da 0,336 kg.Ian V. Hogg, German Artillery of World War Two, Mechanicsburg, Stackpole Books, 1997, pp. 192-193, ISBN 978-1853672613. 7,5 cm PaK 41: vero e proprio cannone anticarro, candidato anche a sostituire i 7,5 cm PaK 40 (utilizzato anche nei Panzer IV), che perforava 171 mm a 455 m; munizione da 2,5 kg a 1 230 m/s.Ian V. Hogg, German Secret Weapons of the Second World War, London, Greenhill Books, 1999, p. 126,, ISBN 978-1510703599 .

Impiego Furono utilizzati sia nell'artiglieria anticarro, che montati su cingolati. I cannoni ad anima conica erano armi efficaci, ma necessitavano di tungsteno (che serviva anche per altre attrezzature): così, essi vennero progressivamente ritirati dall'artiglieria della Wehrmacht. Solo il più piccolo rimase in linea, perché era dotato di proiettili molto leggeri, da 0,125 kg.Aleksandr Borisovich Shirokorad,The God of War of the Third Reich, Moscow, AST, 2003, ISBN 5-17-015302-3,

Note

Bibliografia

Voci correlate Artiglieria controcarri Carro armato Proiettile perforante

Collegamenti esterni

Categoria:Cannoni controcarro Categoria:Armi da fuoco tedesche della seconda guerra mondiale

en:Squeeze bore es:Cañón reductor perforante