Era padre dell'astrofisico Ferdinando Patat.
Biografia Giovanni Patat d'Artegna nacque il 9 dicembre 1928 da una famiglia contadina. Fin dall'infanzia rivelò un talento naturale che si espresse nelle prime figure in argilla e nei disegni. Terminate le scuole elementari, frequentò la bottega dello zio marmista, Pietro Rizzotti, di cui fu allievo anche lo scultore Troiano Troiani. Affascinato dai modelli che l'artista emigrato in Argentina lasciò nella bottega, d'Artegna scelse la scultura come sua strada d'espressione artistica. In quei primi anni apprese la tecnica della scultura su pietra, perfezionò la lavorazione dell'argilla ed eseguì i primi calchi in gesso, collaborando alla realizzazione di monumenti funebri. Nel 1941, a soli tredici anni, realizzò un'aquila in pietra per la tomba di un aviatore. Nella bottega di Rizzotti entrò in contatto con Max Piccini e Antonio Franzolini, all'epoca fra gli scultori più attivi in Friuli-Venezia Giulia. Entrambi fornivano dei modelli in argilla affidandosi a degli esecutori per la riproduzione in pietra. Dal 1946 al 1955 il giovane d'Artegna lavorò spesso per Franzolini, già allievo di Adolfo Wildt. Nel 1949 lasciò la bottega dello zio altarista. Nel 1951 emigrò in Lussemburgo, dove conobbe lo scultore perugino Aurelio Sabbatini, da cui imparò la tecnica dei compassi per riprodurre i modelli in scala. Rientrato in Italia, essenzialmente autodidatta, si mise in proprio. Gli anni del dopo-guerra furono quelli che d'Artegna amò definire la sua verde prigione. Nella sua produzione artistica alternò monumenti pubblici a opere di medio e piccolo formato, in terracotta, gesso, pietra e bronzo, prediligendo il figurativo. Nel 1952 riprese i contatti con Max Piccini, il quale lo incaricò dell'esecuzione di alcune opere di cui gli fornì i modelli in scala ridotta. La prima collaborazione riguardò la realizzazione di sette statue per il Franciscan Monastery of the Holy Land di Washington, seguita dalla Madonna Immacolata per il Collegio Gabrieli (1954), la Madonna del Conforto per il Tempio di Cargnacco (1956) e il monumento a Giosuè Carducci ad Arta Terme (1957).
Il rapporto di lavoro fra i due artisti terminò alla fine degli anni cinquanta, a seguito di una controversia per la realizzazione di una Via Crucis destinata al Tempio di Cargnacco.Si veda G. Patat d'Artegna, La mia verde prigione, Aviani & Aviani editori, p.54, 2015. In quegli anni collaborò anche con lo scultore Edoardo Alfieri, impegnato ininterrottamente dal 1958 alla morte nella chiesa di Avilla di Buja, e con Silvio Olivo, su modello del quale realizzò una Madonna per l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Nel 1961 conseguì il brevetto di pilota civile. Negli anni sessanta a settanta si fece conoscere in regione, realizzando numerosi monumenti pubblici e moltissime sculture funerarie e a carattere religioso. A partire dagli anni ottanta iniziò un nuovo percorso di esplorazione nella pietra, "in cui non rinnega il figurativo del suo passato; semplicemente lo disattende per dare voce al tormento di un presente sfibrato ed involuto, che sottrae positività ad ogni prospettiva".Lettera del critico d'arte Luciano Perissinotto a Giovanni d'Artegna. Ebbero così origine opere di grande formato in pietra, collocate nel parco delle sculture presso lo studio dell'artista. Fra queste vi fu Fenomeni e vicende della terra, amara riflessione sul Terremoto del Friuli del 1976, che colpì duramente la terra dello scultore. In essa l'artista non descrisse più la figura intera, bensì parti e frammenti di un corpo umano e sagome schematiche e simboliche di vari soggetti.G. Gemo, in Giovanni Patat d'Artegna - la pietra che vive, p.47, Udine 2011.
Le opere di d'Artegna, prodotte nell'arco di oltre settant'anni, sono esposte in svariate sedi d'Italia, in diversi paesi d'Europa e negli Stati Uniti. L'università di Urbino gli dedicò una tesi di Laurea e la Provincia di Udine una monografia, includendovi anche il catalogo delle opere e un DVD. Per la sua attività artistica gli furono assegnati il premio Nadâl Furlàn (2005)Nadâl Furlàn, domani i premi, Messaggero Veneto, 2 dicembre 2005. e il Merit Furlàn (2011).Merit Furlàn a Blasoni, Cerruti e Patat, Messaggero Veneto, 4 agosto 2011.
Opere principali
Madonna, Madonna con Bambino, Sant'Anna, Gesù su modello di Max Piccini, 1952-1953, marmo, Franciscan Monastery of the Holy Land, Washington Monumento ai Caduti della Brigata alpina "Julia", 1953-1954, Pietra Piasentina, 230x120x60, Artegna Monumento ai Caduti, 1955, pietra piasentina, 240x140x120, Montegnacco di Cassacco, restaurato nel 2005 Madonna del Soccorso, su modello di Max Piccini, 1956, marmo di Carrara, 160x60, Tempio di Cargnacco Santa Cecilia, San Sebastiano su modello di Max Piccini, 1959, Franciscan Monastery of the Holy Land, Washington Madonna su modello di Silvio Olivo, 1960, Reparto di maternità dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, ora Liceo N. Copernico, Udine I lavori dell'uomo, 1961, Marmo di Aurisina, pannello 300x200, Istituto Comprensivo G. Pascoli, Cormons I giochi ginnici, 1964, Marmo di Aurisina, pannello, Scuola Media Statale G. da Tolmezzo, Tolmezzo Monumento ai Caduti, 1966, Marmo di Aurisina, 200x150x80, s. Giorgio di Resia Monumento all'Alpino, 1968, Marmo di Aurisina, 340x200x250, Cervignano del Friuli Il minatore, 1969, Marmo di Aurisina, 280x125x96, Cava Romana, Aurisina La nascita dell'elica, 1970, Marmo di Aurisina, 300x50x50, Aeroclub, Campoformido Monumento ai dispersi in mare, 1974, Marmo di Aurisina, 240, Marano Lagunare A flagello terrae motus, 1976, Marmo di Aurisina, 130x80x50, parco delle vittime del Terremoto del Friuli, Artegna Fenomeni e vicende della terra, 1980, Pietra Piasentina, 130x170x150, parco delle sculture, Artegna San Francesco e il lupo, 1982, Marmo di Aurisina, 195x105x80, Chiostro del convento di s. Antonio, Gemona del Friuli E 'n la voluntade tua è nostra pace, 1983, bronzo, 40x25, studio d'Artegna Madonna del mare, 1983, Marmo di Aurisina, 230, laguna di Grado Fontana, 1985, pietra piasentina, Monastero delle Suore Francescane, Gemona del Friuli Redentore, 1985, marmo di Aurisina, cima del monte Cuarnan, Montenars Fontana longobarda, 1987, pietra piasentina, 170x50x50, Artegna La cacciata degli angeli ribelli, 1988, Tomba Patat, Artegna Meridiana di pietra, 1991, marmo di Aurisina, Casa On. Alfeo Mizzau, Beano di Codroipo Madonna, 1993, marmo di Aurisina, 200x80x80, Domus Mariae, Tarcento Via Crucis, 1995, Pietra di Trani, chiesa di San Giacomo (Laives) Francesco va e ripara la mia casa, 1996, marmo di Aurisina, 200x50x50, chiesa parrocchiale di s. Stefano, Gradisca di Sedegliano Guerriero medievale, 2000, pietra piasentina, 230x110x80, parco delle sculture, Artegna Elemento spaziale, 2000, pietra piasentina, 180x130x90, Torreano Scultura astratta, 2002, pietra piasentina, 90x120x60, parco delle sculture, Artegna Riposo del minatore, 2003-2004, pietra piasentina, 170x180x70, parco delle sculture, Artegna Santa Lucia, 2003, pietra piasentina, 250x100x90, collezione privata, Cividale del Friuli Autoritratto, 2003-2004, pietra piasentina, 180x60x40, parco delle sculture, Artegna L'uomo e la materia, 2003-2004, pietra piasentina, 230x140x90, parco delle sculture, Artegna Monumento ai bersaglieri d'Italia, 2005, pietra piasentina, 120x140x110, parco della rimembranza, Udine Lo scalpellino, 2006, pietra piasentina, 200x130x100, Julia Marmi, Cividale del Friuli Il mio lungo percorso, 2006, pietra piasentina, 100x130x100, parco delle sculture, Artegna Via Crucis, 2008, terracotta, chiesa di s. Rocco e Valentino, Artegna Monumento ai donatori di sangue, 2010, Villa Santina Antroposfera, 2015, sasso trovante, 70x50x50, Teatro Lavaroni, Artegna Cinquanta anime che cantano le lodi, 2019-2020, sassi trovanti, studio d'Artegna
Mostre Anni Sessanta Mostra collettiva, Majano (UD) Mostra personale, Udine, Galleria Carrara Mostra collettiva (con Mocchiut e Calcioni), Tarvisio Mostre collettive con Oddone e Saccon, Udine, Galleria Nerea e Centro Friulano Arti Plastiche (CFAP)
Anni Settanta Mostra personale, Sculture di G. d'Artegna, Udine, Galleria il Ventaglio, 1971 III Collettiva d'autunno, Tricesimo (UD), Cooperativa tra artisti e scrittori del Friuli, 1979
Anni Ottanta XX, XXI, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXIX Mostra sociale regionale d'arte, Udine, Galleria del CFAP, 1980, 1981, 1983, 1984, 1985, 1988, 1989 Mostra personale, Giovanni Patat d'Artegna - Sculture e disegni 1970-1980, Udine, Galleria del CFAP, 1981 Omaggio a Udine, Celebrazioni del Ventennale del CFAP, Udine, 1981 Gli artisti del laboratorio, Udine Esposizioni, Galleria d'arte "il laboratorio degli artisti", 1983 VI Biennale internazionale del bronzetto artistico, Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 1983 Udine città millenaria, Udine, Galleria del CFAP, 1983 Rassegna regionale dell'artigianato artistico, Udine, Galleria del CFAP, Regione Autonoma FVG, 1986 LONGOBarte, Cividale del Friuli, Centro di s. Francesco, Regione Autonoma FVG, 1989
Anni Novanta
XXX, XXXI, XXXV, XXXVI Mostra sociale regionale d'arte, Udine, Galleria del CFAP, 1990, 1991, 1995,1996 Arte sotto i portoni, Rassegna di scultura, Flambro (UD), Circolo Culturale G. Bini, 1994 Arte sotto i portoni, Rassegna di scultura, Flambro (UD), Circolo Culturale G. Bini, 1995 Artisti sullo Stella, Palazzolo dello Stella (UD), Casa del Marinaretto, 1995 XIII Mostra-concorso di pittura e scultura "Imago", Premariacco (UD), vincitore del primo premio, 1996 Il fienile di prometeo, mostra personale, Artegna (UD), Casa Patat, 1998 XVI Mostra-concorso di pittura e scultura "Creatività e Comunicazione", Premariacco (UD), vincitore del primo premio, 1999 Incontro con la Croce, Cividale del Friuli, Chiesa di s. Francesco, AURA, 1999
Anni Duemila III Simposio internazionale di scultura su pietra piasentina, Reana del Roiale (UD), Circolo Culturale il Faro, 2000 Mostra personale, Artegna, Palazzo Comunale, Associazione culturale "Grop Pignot" e Pro Loco, 2003 Giovanni Patat d'Artegna, mostra personale, Buja (UD), Cripta della Pieve di San Lorenzo, Circolo Culturale Laurenziano, 2005 Arte in Arta. Pittura e scultura, Arta Terme (UD), Palazzo Savoia, 2006 Giovanni Patat - piccolo percorso antologico, Gemona del Friuli (UD), Scuola s. Maria degli Angeli, 2007 La natività: interpretazioni medaglistiche, Buja (UD), Museo d'arte della medaglia, 2008 Apertura mostra personale permanente, parco delle sculture, Artegna (UD), Casa Patat, 2009 Giovanni Patat d'Artegna - La pietra che vive. Udine, chiesa di S. Antonio abate, 16 giugno - 17 luglio 2011 Giovanni Patat d'Artegna- La risorgiva di pietra - Venzone (UD), Palazzo Orgnani-Martina, 16 agosto - 29 settembre 2013 Giovanni Patat d'Artegna - Un lungo percorso nell'arte, Museo d'arte della città di Buja (UD), 8 agosto - 31 Ottobre 2020
Note
Bibliografia R. Baldissera, Sculture di G. d'Artegna, catalogo della mostra, Udine, Galleria d'Arte il Ventaglio, 2-14 dicembre 1971. Bolaffi. Catalogo della scultura italiana, n. 6, p. 205, Mondadori, Milano 1982. Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, VI biennale del bronzetto dantesco, catalogo della mostra, 20 marzo - 31 ottobre, Ravenna 1983. V. Sutto, Giovanni Patat d'Artegna, in Agenda Friulana, a cura di G. di Caporiacco, Chiandetti Editore, Reana 1996. S. Paoli, Friuli terra di frontiera: Giovanni d'Artegna un artista sullo sfondo, tesi di laurea, Università degli Studi di Urbino, Urbino 1996. Il sasso e la sabbia. Renato Toso/Giovanni Patat, catalogo della mostra, ex Polveriera Napoleonica, a cura di V. Sutto, Comune di Palmanova, Palmanova 2000. G. Ellero, L. Damiani, G. Pauletto, Neorealismo friulano, Centro Friulano Arti Plastiche, Udine 2001.