Biografia Ha frequentato dapprima l'istituto d'arte Dosso Dossi di Ferrara, successivamente l'istituto superiore Adolfo Venturi di Modena, diplomandosi maestro d'arte nel 1966. Inizialmente si distinse vincendo numerose gare di pittura estemporanea in Emilia-Romagna. Significativa di questo periodo è La ceppaia (1966), oggi presso la civica raccolta d'arte di ComacchioLucio Scardino e Antonio P. Torresi, 50 opere d'arte dalle Collezioni Comunali di Comacchio, Liberty House, Ferrara, 2009, pp. 112-113. Dopo l'esperienza paesaggistica, il suo stile subì una svolta grazie alla conoscenza e all'attento studio della Nuova Figurazione, una corrente propugnata soprattutto da Renzo Vespignani. L'artista stesso ha in seguito dichiarato di essere stato fortemente impressionato dalla visione del film Fellini Satyricon, che gli ha permesso di approdare a un inquieto realismo esistenzialeGiorgio Balboni (Ferrara 1943-2016). Una piccola mostra antologica, a cura di Lucio Scardino, Mediolanum, Ferrara, 2018, p. 24.
Negli anni settanta espose in molte personali a Roma (Galleria Valle Giulia, 1972), Ferrara (Galleria Estense, 1975), (Palazzo dei Diamanti, 1978), Rio De Janeiro (Galleria Irlandini, 1978). In questo periodo iniziò una intensa attività di ritrattista, che rivelò nel 1974 nel foyer del Teatro Lauro Rossi di Macerata, in una personale costituita da una serie di icastici ritratti di cantanti lirici, da Franco Corelli a Mario Del Monaco. La serie di ritratti proseguì negli anni, con le immagini di Claudio Villa, cantante a cui era legato da grande amicizia, l'attrice Caterina Boratto, Franco Farina, direttore di Palazzo dei Diamanti, Monica Benini, amica gallerista, Lucio Scardino, storico dell'arte, Antonio Placido Torresi, pittore e restauratore. Altri ritratti avevano valenza più allegorica, come ad esempio uomini in pose teatrali abbigliati in maniera eccentrica, vecchie signore truccate vistosamente, un vescovo davanti a un microfono in una chiesa vuota.Gabriele Turola, I figli delle Muse Inquietanti, a cura di Corrado Pocaterra e Lucio Scardino, Ferrara, 2025, p. 11
Fondamentale il suo rapporto con la famiglia Sgarbi, frequentata a partire dal 1982. Il critico Vittorio Sgarbi lo invitò alle collettive tenute al Castello di Mesola (1987 e 1991), alla Fiera di Milano (1987) e gli presentò una mostra personale a Cesena nel 1997; nel 2011 lo invitò ad esporre all'edizione speciale della Biennale di Venezia dedicata al 150º dell'Unità d'Italia. In anni diversi, fra il 1986 e il 1990, Balboni eseguì ritratti a olio su tela di VittorioVittorio Sgarbi, Giorgio Balboni, in Day Dre@m, 30 gennaio 2002, pp.12-13, Elisabetta e Giuseppe Sgarbi, che attualmente sono conservati nella casa-museo di Ro Ferrarese.
Balboni ha poi illustrato diversi volumi scritti dal giornalista e musicologo Daniele Rubboli.
Tra i soggetti preferiti negli ultimi 30 anni è il manichinoOfficinOttanta, una situazione ferrarese, a cura di Fausto Gozzi e Lucio Scardino, Liberty House, Ferrara 1986, ritratto attraverso le vetrine al di là dell'iperrealismo, tra realtà e apparenzaGianni Cerioli, Giorgio Balboni, realtà e apparenza, in Il Resto del Carlino, 23 aprile 2006.
Sue opere sono conservate anche presso la civica raccolta di Ferrara e la pinacoteca di Bondeno, Collezione Pro LocoLucio Scardino, La quadreria della Pro Loco di Bondeno, in La Pianura, n. 1, 1997, pp. 54-55.
Balboni fu trovato senza vita nella sua casa-studio di Ferrara nell'ottobre 2016Vittorio Sgarbi, Balboni, il virtuoso dimenticato che ha giocato per l'eternità, in Il Giornale, 16 ottobre 2016, p.24.
Note
Bibliografia Vittorio Sgarbi, Giorgio Balboni, Grafis Edizioni, Casalecchio di Reno, 1997 Giorgio Balboni (1943-2016). Una piccola mostra antologica, a cura di Lucio Scardino, Mediolanum, Ferrara, 2018