Il carcere dell'Ucciardone, ufficialmente casa di reclusione «Calogero Di Bona», è un istituto penitenziario di Palermo.
È situato in piena città, vicino al quartiere di Borgo Vecchio, nei pressi del porto, in via Enrico Albanese 3.
Storia
Origine del nome Secondo un'etimologia diffusa localmente, il nome deriverebbe dal siciliano u ciarduni, a sua volta dal francese chardon, che vuol dire cardo: un tempo, infatti, questa pianta commestibile veniva coltivata nel terreno in cui sarebbe poi sorto l'edificio.
Fondazione
È stato progettato all'inizio del XIX secolo dall'architetto Nicolò Puglia e riformato, come oggi si vede, dall'architetto palermitano Emmanuele Palazzotto (Palermo 1798-1872). Nel 1842, con il trasferimento dei detenuti dallo storico carcere della Vicaria, poi trasformato in Palazzo delle Reali Finanze dallo stesso architetto Palazzotto, iniziò la sua attività. Il 2 settembre 2014 è stato trasformato da casa circondariale a casa di reclusione.
L'8 gennaio 2018 il carcere è stato intitolato al maresciallo degli agenti di custodia Calogero Di Bona, ucciso dalla mafia il 28 agosto 1979.
Popolazione detenuta Al 13 agosto 2026 l'istituto ospitava 589 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 569 posti, dei quali 41 non disponibili: il tasso di affollamento rispetto ai posti effettivamente utilizzabili risultava quindi pari a circa il 112%. L'organico effettivo dell'istituto comprende 295 unità di polizia penitenziaria su 341 previste, 31 addetti amministrativi su 40 e 10 funzionari giuridico-pedagogici su 13.
Le condizioni detentive dell'istituto sono state oggetto delle rilevazioni dell'osservatorio dell'Associazione Antigone, che vi ha svolto visite nel 2018, nel 2019 e nel 2021.
Note
Voci correlate
Carcere (ordinamento italiano) Cosa nostra Calogero Di Bona Aula bunker del carcere dell'Ucciardone Platano di Piano dell'Ucciardone
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