Biografia Autodidatta, impara a leggere sui libri trovati presso associazioni caritative. Nel 1977, all'età di 21 anni, si sposa con Françoise, dalla quale avrà tre figli. La famiglia si trasferisce a Saint-Romain-le-Noble, vicino ad Agen. La sua vita si divide tra varie occupazioni (manovale nei cantieri, muratore, contadino),che gli permettono di guadagnarsi da vivere, e periodi di disoccupazione durante i quali si dedica alla scrittura.
Prende contatti il poeta Jean Cussat-Blanc, la cui rivista Résurrection sarà la prima a pubblicarlo con evidente apprezzamento della sua scrittura. Un apprezzamento che si consolida con la pubblicazione della sua prima raccolta poetica, Sur la table inventée (edizioni Jacques Brémond), per la quale Thierry Metz ottenne il Premio Ilarie Voronca nel 1988, e in seguito con la pubblicazione da parte di Gallimard del Journal d'un maneuvre (1990), ispirato dal suo lavoro in un cantiere nel centro di Agen, con una introduzione del poeta Jean Grosjean.
La morte accidentale di Vincent, uno dei suoi tre figli, investito da un'auto all'età di otto anni il 20 maggio 1988, il giorno stesso dell'ottenimento del Premio VoroncaSi veda la menzione in Lettres à la Bien-aimée, quarta di copertina, Gallimard, 1995., sarà per lui un dramma familiare e personale dal quale non si riprenderà mai, e che lo porta all'alcolismoSi veda il testo di Marc Feld, autore nel 1995 di un adattamento di L'Homme qui penche per il teatro, sul sito theatre-contemporain.net. Nel 1996 si trasferisce a Bordeaux, e successivamente viene ricoverato presso l'ospedale psichiatrico di Cadillac per combattere la sua dipendenza dall'alcool e il suo esaurimento nervoso. Durante due soggiorni nell'istituto (1996 e 1997) scrive il quaderno preparatorio de L'Homme qui penche«C’est l’alcool. Je suis là pour me sevrer, redevenir un homme d’eau et de thé. [...] Je dois tuer quelqu'un en moi, même si je ne sais pas trop comment m'y prendre. Toute la question ici est de ne pas perdre le fil. De le lier à ce que l'on est, à ce que je suis, écrivant.», scrive nell'ottobre del 1996 quando arriva al centro ospedaliero, nel primo dei novanta brevi poemi in prosa de L’Homme qui penche, edizioni Opales, 1997; nuova edizione: Unes, 2017, in cui ritrae le ombre vaganti dell'ospedale. L'ultima di queste poesie è datata 31 gennaio 1997, due mesi e mezzo prima del suo suicidio, avvenuto in questo ospedale il 16 aprile del 1997«Et pourtant l’homme qui penche n’est pas dans la tristesse, pas davantage dans le désespoir, mais au-delà de ces états, entouré, enfermé par un cercle invisible qui le rend comme absent à lui-même. Il s’observe et observe les autres, qui essaient eux aussi “de ne pas perdre le fil”.», Marie Étienne, «Le poète encerclé», En attendant Nadeau, 4 juillet 2017.
Mediante l'utilizzo di un linguaggio epurato, la poesia di Thierry Metz è l'espressione contenuta, piena di sensibilità e angoscia, di un uomo spezzato dagli eventi della vita, ma che, secondo le parole di Jean Grosjean, riesce a fare in modo che "quello che potevamo prendere per un universo di banale mediocrità si rivela invece come una meraviglia [...] Parla a mezza voce e la sente solo chi vuole. E dice: Chiunque tu sia, i tuoi momenti non contengono nient'altro, ma sono dei miracoli."Jean Grosjean, prefazione a Le Journal d'un manœuvre, Gallimard, 1990, pag 8 Per Thierry Metz "scrivere una poesia / è come essere soli / in una strada così stretta / che potresti / solo incrociare la tua ombra".Thierry Metz, Poésies 1978-1997, Pierre Mainard, 2017, pag.142.
Riconoscimenti Premio Ilarie Voronca nel 1988 Premio Froissart nel 1989
Opere Sur la table inventée, edizioni Jacques Brémond, 1988 (Premio Ilarie Voronca 1988); nuova edizione con inchiostri di Gaëlle Fleur Debeaux: , 2015 Dolmen suivi de La demeure phréatique, Cahiers Froissart, 1989 (premio Froissart); ristampa: , 2001 Le Journal d'un manœuvre, edizioni Gallimard, collana “L'Arpenteur”, 1990 e 2016 (disponibile anche nella collana "Folio", n.4007) Entre l'eau et la feuille, edizioni Arfuyen, 1991parzialmente consultabile sul sito Gallica.fr; ristampa: , 2015 Lettres à la bien-aimée, edizioni Gallimard, collana “L'Arpenteur”, 1995 Dans les branches, edizioni Opales, 1995 Le Drap déplié, edizioni L'Arrière-Pays, 1995 e 2001 De l'un à l'autre, con opere in copertina di Denis Castaing, , 1996 L'Homme qui penche, edizioni Opales / Pleine Page, 1997; nuova edizione rivista e ampliata: edizioni Pleine Page, 2008L'Homme qui penche è stato oggetto di un adattamento teatrale da parte dell'attore e poeta Lionel Mazari nel 2003 alla Médiathèque intercommunale de Miramas Terre, edizioni Opales / Pleine Page, 1997 e 2000 Dialogue avec Suso, edizioni Opales / Pleine Page, 1999 Sur un poème de Paul Celan con due inchiostri originali di Jean-Gilles Badaire, , 1999 Tout ce pourquoi est de sel, edizioni Pleine Page, 2008, inedito, con illustrazioni di Marc Feld Carnet d'Orphée, con quattro illustrazioni di Jean-Claude Pirotte, edizioni Les Deux-Siciles, 2011 Tel que c'est écrit, edizioni L'Arrière-Pays, 2012 L'Homme qui penche, nuova edizione, prefazione di Cédric Le Penven, edizioni Unes, 2017 Poésies 1978-1997, riunisce le sue poesie mai pubblicate prima, edizioni Pierre Mainard, 2017 Le Grainetier seguito da un'intervista a Jean Cussat-Blanc ("Avec Kostas Axelos et les Problèmes de l’enjeu"), prefazione di Isabelle Lévesque, edizioni Pierre Mainard, 2019Questo racconto giovanile iniziatico e onirico, scritto prima delle poesie, è stato inizialmente pubblicato a episodi dall'inverno 1979 all'inverno 1982 nella rivista Résurrection di Jean Cussat-Blanc, che dopo avere scoperto il poeta lo accoglierà quasi in ogni numero della rivista fino al 2004,quindi molto tempo dopo la morte di Thierry Metz
Traduzioni in italiano L'uomo che pende (L'Homme qui penche) traduzione di Michel Rouan e Loriano Gonfiantini, Pistoia, edizioni Via del Vento, 2001 Quaderno di Orfeo (Carnet d'Orphée) traduzione di Marco Rota, con quattro linoleum originali di Piermario Dorigatti, Milano, edizioni Quaderni di Orfeo, 2012 Il muro (poesie tratte da varie raccolte) traduzione di Marco Rota, con tre incisioni originali di Mario Benedetti, Milano, edizioni Quaderni di Orfeo, 2015 Sulla tavola inventata (Sur la table inventée) traduzione di Riccardo Corsi, Milano, Edizioni degli animali, 2018 Diario di un manovale (Le Journal d'un manœuvre) traduzione di Andrea Ponso, Milano, Edizioni degli animali, 2020 Dire tutto alle case (poesie tratte da Poésies 1978-1997), cura e traduzione di Mia Lecomte, Latiano (BR), Interno Poesia, 2021 Lettere all'Innamorata (Lettres à la Bien-aimée), cura e traduzione di Pasquale Di Palmo, Rovigo, Il Ponte del Sale, 2022 Su una poesia di Paul Celan (Sur un poème de Paul Celan), traduzione di Pasquale Di Palmo e Anna Ruchat, disegni di Teresa Iaria, Montfrin-sur-Gardon, Edizioni degli animali Éditions Jacques Brémond, 2024 Dolmen La dimora freatica (Dolmen La demeure phréatique), cura e traduzione di Pasquale Di Palmo, Roma, Edizioni degli animali 2025
Note
Bibliografia Rivista Diérèse, n.52/53, Maggio 2011, numero dedicato a Thierry Metz (testi, testimonianze, documenti), a cura di Daniel Martinez e Isabelle Lévesque Rivista Diérèse, n.56, primavera 2012 Cédric Le Penven, Thierry Metz, Éditions des Vanneaux, collana "Présence de la poésie", 2017 Pasquale Di Palmo, Thierry Metz, Frammenti di un manovale in Poesia, n.194, maggio 2005 Marco Rota, Thierry Metz, il manovale delle parole in Poeti e Poesia, n.35, agosto 2015, pagg. 118-127