La campagna di Giava del 1806-1807 fu una campagna militare nel corso delle guerre napoleoniche tra le forze della Royal Navy britannica e uno squadrone navale del regno d'Olanda, stato cliente del Primo impero francese, di base sull'isola di Giava, nelle Indie orientali olandesi. Cercando di eliminare ogni possibile minaccia ai convogli mercantili inglesi che passassero dallo stretto di Malacca, il contrammiraglio Sir Edward Pellew si pose all'inizio del 1806 l'obbiettivo di contrastare le forze olandesi a Giava, che includevano diverse navi di linea e tre fregate che dovevano essere eliminate per assicurare agli inglesi il dominio totale della regione. Mancando di forze necessarie all'invasione della colonia olandese, Pellew pensò invece di isolare e bloccare lo squadrone olandese di base a Batavia per poi colpire le sue navi principali.

Anche se il suo piano venne ritardato per la mancanza di risorse adeguate e per l'ammutinamento di Vellore in India, Pellew inviò la sua fregata HMS Greyhound nel mare di Giava nel luglio del 1806. La HMS Greyhound intercettò e sconfisse un convoglio olandese al largo della costa di Sulawesi il 25 luglio e tre mesi dopo la fregata HMS Caroline riuscì a catturare la fregata olandese Maria Riggersbergen all'entrata del porto di Batavia. A seguito di questi successi, Pellew fu in grado di portare il grosso delle sue forze sull'isola e nel novembre del 1806 lanciò un raid su Batavia, distruggendo le fregate rimanenti e le navi da guerra più piccole dello squadrone olandese. Le navi olandesi di linea erano sfuggite prima dell'attacco di Pellew al porto di Griessie presso Surabaya, e per quanto fossero vecchie e da riparare, Pellew venne costretto ad una seconda operazione a Giava nell'ottobre del 1807, con la quale cattur il porto ed eliminò le ultime forze navali olandesi presenti nell'area.

La vittoria diede agli inglesi il dominio della regione sugli altri rivali europei, sia nel Pacifico occidentale che nell'Oceano Indiano orientale, permettendo il libero passaggio delle navi commerciali inglesi nella regione e permettendo altresì alle forze inglesi di focalizzarsi sull'Oceano Indiano e precisamente sulle isole francesi di Île Bonaparte e sull'Isle de France (odierna Mauritius).

Antefatto All'inizio del 1806, il controllo dell'Oceano Indiano era ancora disputato nelle guerre napoleoniche. L'Impero francese ed il suo stato cliente, il regno d'Olanda, avevano diverse basi navali di una certa importanza nella regione, dalle quali le navi da guerra potevano operare contro gli interessi inglesi. Le isole francesi di Île Bonaparte e Isle de France dominavano la parte centrale dell'Oceano Indiano, consentendo alle loro navi di attaccare convogli isolati, mentre le colonie olandesi del Capo di Buona Speranza e delle Indie orientali olandesi controllavano i principali punti d'entrata dell'oceano da est e da ovest con propri squadroni navali.Adkins, p. 183Gardiner, p. 93 Gli inglesi, le cui basi in India davano a loro il controllo dell'Oceano Indiano settentrionale, erano in grado di ottenere rinforzi dall'Europa più facilmente dei loro nemici, dal momento che la Royal Navy era già una potenza dominante nelle acque europee, ma le forze inglesi nella regione erano comunque insufficienti ad avere un impatto significativo sui territori francesi e olandesi.Gardiner, p. 59 Il controllo dell'Oceano Indiano era essenziale per gli inglesi, dal momento che l'economia britannica faceva già largamente affidamento sui possedimenti della Compagnia britannica delle Indie orientali in India ed in altri porti in oriente, in particolare in Cina.Adkins, p. 342

Nel 1803 allo scoppio delle guerre napoleoniche, uno squadrone francese al comando del contrammiraglio Charles Linois aveva già operato nell'Oceano Indiano contro il commercio inglese, inizialmente con base sull'Isle de France.James, Vol. 3, p. 212 Il principale obbiettivo di Linois era la flotta diretta verso la cina, un convoglio che annualmente trasportava beni preziosi da Canton ed attraversava l'Oceano Indiano, il Capo di Buona Speranza ed infine piegava a nord verso l'Europa. Nel 1804, questo convoglio trasportava valori per più di di dollari ed era composto da 29 navi, ma non era protetto da navi militari nella prima lega di viaggio nel Mar Cinese meridionale.Woodman, p. 194 Per quanto Linois non sapesse della debolezza delle difese del convoglio, sapeva l'importanza ed il valore del suo carico ed era determinato ad intercettarlo utilizzando la base di Batavia, sull'isola di Giava, per le proprie operazioni. Linois infine non riuscì a sconfiggere il convoglio, ritirandosi dopo alcune schermaglie iniziali ed a seguito della battaglia di Pulo Aura, ma l'importanza di Batavia come base contro gli inglesi venne confermata.Clowes, p. 338

Il comandante inglese nell'Oceano Indiano, il contrammiraglio Peter Rainier, era preoccupato di proteggere i mercantili indiani dal possibile rischio di una spedizione dal Mare di Giava. Il suo successore, il contrammiraglio Sir Edward Pellew, venne distratto dalle continue operazioni dello squadrone di Linois e dagli attacchi delle fregate provenienti dall'Isle de France e pertanto si impegnò a prendere posizione contro gli olandesi prima dell'inizio della stagione dei monsoni alla fine del 1805, così da evitare la minaccia degli uragani che avrebbero impedito ogni azione. Ad ogni modo, all'inizio del 1806, la partenza di Linois per l'Oceano Atlantico permise a Pellew ed al suo squadrone di Madras di considerare la possibilità di un'offensiva contro i porti nemici. Oltre alla minaccia degli squadroni francesi, gli olandesi mantenevano le loro forze a Giava, al comando del contrammiraglio Hartsinck di Batavia. Questo squadrone, composto da quattro navi di linea, tre fregate e diverse navi da guerra più piccole, aveva il compito principale di compiere operazioni anti-pirateria, ma la sua presenza nei pressi dello stretto di Malacca era ovviamente vista come una minaccia dal comando inglese in India.

La campagna militare La ricognizione delle fregate

Gli sforzi di Pellew per lanciare un dispiego di forze contro il nemico nel 1806, inizialmente pianificato contro l'Isle de France in congiunzione alle forze del contrammiraglio Sir Thomas Troubridge per poi giungere sin oa Giava, venne ritardato dal fatto che i suoi Royal Marines vennero chiamati a reprimere l'ammutinamento di Vellore.Gardiner, p. 81 Ad ogni modo, Pellew inviò diverse fregate verso il Mare di Giava per fare ricognizione nella regione, attaccare le navi olandesi che avessero incontrato e riportare informazioni sullo stato dello squadrone navale olandese a Batavia. Le prime navi inviate furono la fregata HMS Greyhound (32 cannoni) al comando del capitano Edward Elphinstone e lo sloop HMS Harrier (18 cannoni) al comando di Edward Troubridge, figlio dell'ammiraglio Troubridge. Elphinstone inizialmente si portò a navigare nelle Isole Molucche tra il giugno ed il luglio di quell'anno, collezionando alcuni successi ed il 25 luglio scoprì quattro navi olandesi presso lo stretto di Selayar. Cauto nei confronti delle forze del nemico, Elphinstone osservò i movimenti delle navi olandesi durante la notte e la mattina del 26 luglio identificò le navi come una fregata, una corvetta e due mercantili. In risposta alle navi inglesi, il comandante olandese N. L. Aalbers formò il suo convoglio in linea, sperando di dissuadere Elphinstone dall'attaccare.James, Vol. 4, p. 251 Gli inglesi, per nulla spaventati, fecero attaccare la Greyhound contro la fregata olandese Pallas mentre la Harrier passò tra le fregate e la nave mercantile. In 40 minui, la Pallas dovette arrendersi e la Harrier venne pure catturata da due mercantili mentre la corvetta rimanente fuggì verso la costa di Sulawesi, evadendo l'inseguimento.Clowes, p. 386.

Di fronte al successo di Elphinstone, una seconda fregata entrò nelle acque olandesi, la HMS Caroline, al comando del capitano Peter Rainier (nipote dell'ammiraglio Rainier) e si mise a sorvegliare il Mare di Giava durante il mese di ottobre di quell'anno. Qui Rainer scoprì che una nave di linea olandese era salpata ad est di Batavia, ma poi era affondata presso le Mille isole il 18 maggio perdendo due uomini.Grocott, p. 213 Egli venne inoltre a sapere che la fregfata olandese Phoenix era in riparazione e che si trovava sull'isola di Onrust, non lontano dal porto di Batavia. Navigando per investigare, la Caroline giunse nei pressi del porto il 18 ottobre, ma incontrò due brigantini olandesi che diedero l'allarme, permettendo alla Phoenix di fuggire verso il porto principale. Per nulla intimorito, Rainier salpò verso Batavia e vi scoprì un gran numero di piccole navi da guerra e la fregata Maria Riggersbergen. Le piccole navi da guerra non erano intenzionate a confrontarsi col vascello inglese che le superava per forza e dimensioni, ma il capitano Claas Jager della Maria Riggersbergen attaccò per primo la Caroline. In uno scontro che durò 30 minuti, la nave olandese venne sconfitta, catturata e rinominata HMS Java.James, Vol. 4, p. 267

L'attacco a Batavia

Incoraggiato dal successo delle sue fregate nel Mare di Giava, Pellew raccolse diverse forze nell'autunno del 1806, incluse quattro navi di linea, due fregatee un brigantino per eliminare le forze rimanenti dello squadrone olandese. Raggiungendo lo stretto di Sunda il 23 novembre, Pellew passò il porto di Bantam ed il 27 novembre raggiunse Batavia, dividendo le sue forze così che i vascelli più leggeri fossero più vicini alla riva e le navi di linea rimanessero in acque più profonde davanti all'entrata del porto. Venne catturata una corvetta ed il resto dello squadrone olandese venne colto di sorpresa, scambiando le forze di Pellew per navi dello squadrone francese.Clowes, p. 392 Quando realizzarono che si trattavano di navi inglesi, il porto era ormai già bloccato e quindi il capitano Vander Sande guidò la Phoenix a riva, seguito da sei altre navi da guerra e da 22 mercantili.James, Vol. 4, p. 268

Determinato ad eliminare le navi olandesi, l'ammiraglio Pellew diede l'ordine alle navi del suo squadrone di affiancarsi alla fregata HMS Terpsichore comandata da suo figlio, il capitano Fleetwood Pellew. Con marinai e Royal Marines inviati ad abbordare i vascelli olandesi, sotto la copertura a distanza delle fregate e l'attacco delle batterie olandesi da riva. Abbordando Phoenix, gli inglesi scoprirono che Vander Sande aveva cercato di affondare le sue navi per evitare che cadessero in mano al nemico, rendendo inutilizzabile la Phoenix. Prendendo i cannoni dalla nave ormai in via di affondamento, il capitano Pellew aprì il fuoco verso le altre navi olandesi e le abbordò una per una, con la perdita di un solo uomo ed il ferimento di altri quattro.Clowes, p. 393 Una volta catturate, le navi che non poterono essere rimesse in mare vennero bruciate; il capitano Pellew attese che il resto delle navi olandesi fosse distrutto prima di dar fuoco al relitto della Phoenix e ritornare a bordo della sua nave. In totale, una fregata, sette navi piccole da guerra e 20 navi mercantili vennero distrutte, mentre una delle navi da guerra più piccole e due mercantili vennero catturati. Avendo completato l'obbiettivo, l'ammiraglio Pellew ordinò alle sue navi di disperdersi e ritornare ai porti alleati per l'inverno.Gardiner, p. 82

Griessie