Seleuro è citato nella Geografia di StraboneStrab. VI 2,6 («Σέλουρός», Sélourós) e la sua figura ricorda quella di Euno di Enna, inseribile nel contesto di una delle tante guerre servili che scoppiarono in Sicilia quando si ridusse a provincia romana.

Racconta Strabone che Seleuro, allevatore, chiamato "figlio dell'Etna" («Αἴτνης υἱὸς»), messosi a capo di una banda armata, per molto tempo razziò le città dell'area etnea.

Catturato, fu portato a Roma, nel Foro e con la scusa di farlo assistere a un combattimento di gladiatori, fu posto su di un palco che rappresentava il vulcano Etna, posizionato sopra gabbie contenenti bestie feroci. Come una trappola, il palco si aprì, Seleuro cadde giù e morì sbranatoDi questo drammatico epilogo Strabone dichiara essere stato testimone diretto..

Note

Bibliografia Strabone. Geografia, L'Italia. Milano, BUR, 1988. ISBN 88-17-16687-1.

Categoria:Criminali dell'antica Roma