La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, comunemente chiamata Chiesa del Purgatorio (Chiesa di lu priatoru in siciliano) o Chiesa di Santa Lucia, è una chiesa cattolica ubicata nel centro storico di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani.

Ebbe la funzione di Chiesa Madre dal 1726 al 1736, quando la medesima era stata demolita per essere ampliata.

In questa chiesa dal 1741 risiede la Congregazione fra i marinai intitolata a Maria Santissima del Paradiso, che usufruiva della cripta sottostante la chiesa.

Storia Nel XIV secolo al di fuori della cinta muraria che si estendeva fino al Ponte della Porta, sarebbe sorto a Castellammare un cimitero nei pressi dell'attuale Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. All'interno del cimitero dove oggi sorge la chiesa vi era una piccola cappella, anch'essa dedicata alle Anime del purgatorio, circondata da varie sepolture. Il viale di entrata del cimitero corrispondeva con l'attuale Via Purgatorio. Con il continuo espandersi della città si dovette spostare tale cimitero e al di sopra della piccola cappella sarebbe sorta l'attuale chiesa.Salvatore Antonino Romano, Le Chiese di Castellammare del Golfo, pp. 35- 37 La chiesa attuale La costruzione della chiesa va legata all’espansione dell’abitato di Castellammare all’esterno delle mura avvenuta all’inizio del 1600. Nacque allora il Burgo con nuove abitazioni. Infatti nei riveli del 1636 mastro Vito La Sala dichiarava che la propria bottega di scarpe confinava con la Chiesa del Purgatorio, ma nella visita del cardinale Spinola del 1639, non viene citata. Un'altra testimonianza riguarda un atto di morte del 22 maggio 1676: La chiesa fu costruita ad ovest della piazza antistante il fondaco (chianu di lu funnacu in siciliano). Nella stessa piazza si trovavano numerose fosse granarie ed una grande fontana di acqua potabile. Vi si stabilirono anche le strutture di servizio (ricevitore del caricatore, ufficio del notaio ed ambulatorio medico, forno, botteghe del fabbro e del venditore di scarpe), a disposizione dei residenti, dei funzionari e degli operatori del caricatore, ma anche dei forestieri (bordonari che portavano il frumento, commercianti e sensali, proprietari e gabelloti delle terre, padroni dei vascelli). Di questa grande piazza si hanno notizie fino agli inizi del 1800, successivamente vi furono costruite delle abitazioni che la deturparono. Per dieci anni, dal 1726 al 1736 la chiesa funzionò come Madrice poiché la Chiesa Madre era stata demolita per essere ampliata.Giuseppe Vito Internicola, Castrum ad Mare de Gulfo, pp. 238- 240 Alla fine del XX secolo la Chiesa era strutturalmente in condizioni pessime e venne dichiarata inagibile. Rimarrà chiusa al culto per diversi decenni e la statua di Santa Lucia verrà provvisoriamente collocata nella Chiesa Madre. Nel 2019, dopo diverse sollecitazioni, iniziarono i lavori di restauro che terminarono l'anno successivo. Il 12 settembre 2020 venne inaugurata alla presenza del vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli. Mentre sarà definitivamente consegnata alla congregazione e riaperta al culto il 19 ottobre 2020.

La Congregazione e la cripta

Nel 1741 presso la Chiesa del Purgatorio fu istituita la Congregazione di Maria Santissima Regina del Paradiso, composta da marinai e retta da un superiore e due assistenti. Il 31 marzo 1741, con espresso consenso e per volontà del Barone Baldassare Naselli, venne eletto cappellano della congregazione il Sacerdote Giuseppe Carollo, già cappellano della chiesa. Nella chiesa esisteva già una congregazione intitolata alle Anime Sante del Purgatorio con gli statuti approvati dall’ordinario diocesano.Michele Antonino Crociata, Castellammare Storia e Storie, Cronaca e Memorie, vol.I, pp.64- 65 Il sacerdote Carollo, per grande devozione alla Congregazione ed alle Anime del Purgatorio si impegnò, a proprie spese, di far costruire i due pilastri dell'arco trionfale, rivestiti in marmo rosso estratto dal Monte Inici, tipico delle chiese di Castellammare. La Congregazione di Maria Santissima del Paradiso nel 1753 stilò i propri capitoli che prevedevano la costruzione di una cripta, destinata ad ospitare le tombe dei congregati. Tale proposta fu approvata dal vescovo di Mazara del Vallo, Monsignor Giuseppe Stella, il 13 luglio 1753. Il successivo 17 luglio il cappellano Sac. Carollo concesse alla congregazione, rappresentata dal superiore Giovan Battista Romano e da Bartolomeo Asaro e Vito Plaia suoi assistenti, di poter costruire una sepoltura in un vano (cripta) da realizzarsi sotto il pavimento della chiesa. Nell’accordo stabilito nel 1753 il cappellano consentiva alla congregazione di seppellire nella cripta i propri associati ed i loro parenti e dava l’autorizzazione a riunire i propri membri nella chiesa e celebrarvi, a porte aperte, le cerimonie religiose. Era, anche, previsto che la congregazione versasse annualmente alla chiesa una somma di denaro per le concessioni di cui godeva. In occasione della visite pastorali erano i superiori della Congregazione che accoglievano il vescovo. Al di sotto della stessa cripta venne aperto un altro spazio, destinato anch'esso alle sepolture. Il progetto di costruzione che costò 78 onze, venne affidato al muratore trapanese Giovanni Pisano. In seguito alla legislazione sui cimiteri dell’inizio del 1800, la congregazione non ha potuto più usufruire della sepoltura sotto la chiesa. Ha costruito nel 1854 una grande sepoltura nel cimitero comunale, comunemente chiamata fossa marinara, su autorizzazione del re Ferdinando II di Borbone del 1836. Nel 1956 l'Arciprete Romano fece deporre tutti i corpi e i vari resti umani all' interno della seconda cripta, dove ancora oggi si trovano, e venne definitivamente murata. Inoltre dalla cripta tramite un passaggio sotterraneo, che attraversa il centro storico di Castellammare, era possibile raggiungere Palazzo Crociferi.

Devozione a santa Lucia

Il culto a Santa Lucia è uno dei più antichi e sentiti a Castellammare del Golfo. Nella seicentesca Chiesa del Purgatorio, appunto chiamata di Santa Lucia per la profonda devozione verso la martire siracusana, è dedicato un altare alla santa con una statua lignea. Ogni anno, il 13 dicembre, fino alla fine degli anni 50 del XX secolo veniva portata in processione per le vie della città, la statua di Santa Lucia. In seguito alla chiusura, per le precarie condizioni della Chiesa, la processione venne abolita e la statua fu trasferita in Chiesa Madre, dove negli anni a seguire venivano svolte le celebrazioni in suo onore. Nel 2014 per interessamento dell'allora arciprete Fabiano Castiglione è stata riproposta la tradizionale processione, organizzata facendo uscire il simulacro di Santa Lucia il primo anno dalla Chiesa di Sant'Antonino e successivamente dalla Chiesa Madre in quanto la Chiesa del Purgatorio era ancora chiusa al pubblico. Oggi, grazie ai lavori di restauro del 2020, la statua di Santa Lucia è stata ricollocata nella sua chiesa di origine dove viene festeggiata solennemente.Michele Antonino Crociata, Castellammare Storia e Storie, Cronaca e Memorie, vol.I, pp.201- 202 Oltre alla processione, la devozione verso questa Santa è stata sempre caratterizzata dalla preparazione di pietanze tipiche come la cuccìa (frumento cotto) che viene pulita e preparata la notte prima, per essere mangiata il 13 dicembre per devozione alla santa. Questa cuccìa viene condita tradizionalmente con vino cotto, latte o miele. Recentemente è nata una variante con la crema, condita con gocce di cioccolato, zuccata o zuccherini colorati. È tradizione il giorno di Santa Lucia non mangiare farinacei, infatti la pasta in questo giorno viene sostituita dal riso. Oltre alla cuccìa, vengono preparati ceci cotti, fave bollite e altri legumi che durante la giornata sostituiscono il pane. Tuttora questa tradizione è molto sentita a Castellammare e ad essa si sono aggiunte le tipiche arancine siciliane, che i bar e le pasticcerie locali preparano in grande abbondanza e con particolari gusti nel giorno dedicato alla martire siracusana.

Descrizione

La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio sorge nel centralissimo Corso Garibaldi tra i Quattro Canti e il Ponte della Porta. Si affaccia sul Corso dove è presente il portone d'ingresso e la porta di accesso alla sacrestia. La sua facciata è rivolta verso est ed è affiancata da abitazioni private. Di fronte al portone principale si apre una piccola stradina chiamata Via Purgatorio che conduce alla Via Nunzio Nasi. La chiesa venne costruita sopra una roccia di natura tufacea e misura 17 metri in lunghezza e 6 metri in larghezza. La chiesa del Purgatorio, detta nei documenti più antichi Ecclesia Animarum Sancti Purgatorii è intitolata alle anime purganti e successivamente al titolo originale della chiesa fu aggiunto il titolo sub auspicium Sancti Joseph e dunque San Giuseppe diventò contitolare della chiesa. Questa intitolazione è piuttosto rara, infatti si hanno pochi esempi in Sicilia di questo tipo. La chiesa assunse l'aspetto attuale nella seconda metà del settecento dove venne arricchita da decorazioni, dipinti, tele e furono costruiti gli altari. Esterno La facciata di tipico stile neoclassico presenta un portone centrale coronato da un frontone circolare con nel timpano l'incisione MISEREMINI MEI SALTEM VOS AMICI MEI (abbiate pietà di me almeno voi amici miei) tratta dal libro di Giobbe. Le parole che Giobbe utilizza, sono rivolte a tre suoi amici e in questo caso sono state riportate e riadattate alle anime purganti che si rivolgono ai propri cari e amici ancora in vita, affinché preghino Dio che faccia loro lasciare al più presto le pene del Purgatorio e andare in Paradiso. Al di sopra del portone vi si trova una cornice vuota dove un tempo vi era collocato un prezioso dipinto raffigurante le anime del Purgatorio, oggi andato perduto a causa delle intemperie. Al di sopra della cornice si apre una grande vetrata circolare, anch'essa edicolata. I tre elementi portone, cornice e vetrata sono affiancati da due paraste per lato, coronate da capitelli dorici, che poggiano sul cornicione e suddividono verticalmente la facciata. Al di sopra del cornicione è presente un campanile a vela formato da tre arcate, di cui quella centrale più ampia, dove si affacciano tre campane sormontate dal cornicione con in sommità una croce in ferro. La conclusione è centrale con un complesso campanario trilobato, originariamente era presente un inferriata in ferro battuto.

Interno

L’interno a navata unica è coperto da una volta a botte, adornata da un riquadro centrale e da medaglioni con dipinti. Un ampio arco trionfale sostenuto da pilastri rivestiti in marmo rosso divide il coro dalla navata, mentre numerose lesene ritmano il succedersi degli archi e delle sovrastanti vele. Le vele contornavano in origine delle aperture laterali che davano luce all’interno tramite delle finestre, adesso chiuse per la sopraelevazione dei palazzi vicini. Rosso marmo locale decora i pilastri, le lesene e le arcate che accolgono gli altari laterali. A separare il coro dalla navata era una balaustra con colonnine lignee, rimosse in seguito ai lavori di restauro del 2019. Anche le lesene dell'abside in marmo rosso in seguito ai lavori sono state private del marmo e adesso risultano in muratura.

La volta