Le enclavi europee in Nord Africa (tecnicamente "semi-enclavi") erano città, fortificazioni e colonie commerciali sulle coste mediterranee ed atlantiche del Nord Africa occidentale (area detta anche Maghreb), ottenute da varie potenze europee nel corso del medioevo e dell'età moderna, nel periodo precedente la capacità militare di occupare l'interno (cioè prima della conquista francese dell'Algeria nel 1830).
Le prime furono istituite nell'XI secolo dalle Repubbliche marinare italiane. Le principali potenze europee coinvolte furono Spagna e Portogallo; anche la Francia e, brevemente, l'Inghilterra ebbero una loro presenza temporanea. La maggior parte di queste enclavi venne evacuata alla fine del XVIII secolo: oggi rimangono solo i possedimenti spagnoli di Ceuta, Melilla e delle Plazas de soberanía.
Possedimenti italiani Le repubbliche marinare Intorno all'anno 1000 cominciarono ad apparire nel Nord Africa piccole colonie di mercanti provenienti dalla Repubblica di Amalfi e dalla Repubblica di Pisa. Nel 1133, Pisa negoziò un trattato commerciale con gli Almoravidi, così come Genova cinque anni dopo. Quando il potere degli Almoravidi si indebolì, le repubbliche marinare adottarono una politica più aggressiva e Pisa tentò di impadronirsi delle isole Baleari nel 1114Silvia Orvietani Busch (2001), Medieval Mediterranean Ports: The Catalan and Tuscan Coasts, 1100 to 1235 (BRILL, ), pp.207–211. Nel 1134, appena un anno dopo aver firmato un trattato commerciale con Bejaia, Genova attaccò la città prima di inviare una flotta combinata con Pisa ad occupare Annaba nel 1136. Gli stessi pisani fecero irruzione a Tabarca nel 1140. Queste iniziative italiane miravano principalmente all'acquisizione del controllo del redditizio commercio del corallo. Esistono testimonianze della zona costiera di Marsacares (oggi El Kala) sotto la giurisdizione, in tempi diversi, di Pisa e successivamente di Genova.
Il regno di Sicilia
L'arrivo dei Normanni in Italia portò alla riconquista cristiana della Sicilia, completata nel 1091. Ruggero II di Sicilia ampliò i domini del Regno di Sicilia verso l'Africa, prendendo Djerba nel 1135, per poi successivamente occupare varie città costiere tunisine che, insieme, portarono alla formazione di un'entità semi-statuaria di breve durata nota come il Regno normanno d'Africa. Dopo l'evacuazione di Mahdia nel 1160, ebbe fine il controllo normanno della costa nordafricana.
Nel 1296 il nuovo sovrano di Sicilia, Federico III, invase nuovamente Djerba e la tenne fino al 1333. Fu riconquistata dal Vicario del Regno di Sicilia Manfredi Chiaramonte, che divenne signore dell'isola, e conquistò anche le Isole Kerkenna. La guarnigione siciliana abbandonò l'isola nel 1392, l'anno dopo la morte di Chiaramonte.
Gli ospitalieri di Malta I Cavalieri ospitalieri che dal 1530 governavano Malta, formalmente sempre del Regno di Sicilia, possedevano in questo periodo la città di Tripoli, in Libia, detta Tripoli di Berberia per distinguerla dall'altra Tripoli, detta di Siria, nell'attuale Libano. Questa città venne loro tolta da Dragut nel 1551.
I genovesi
Con la fine del controllo siciliano della costa tunisina, i possedimenti italiani in Nord Africa ritornarono nel XVI secolo, grazie alla repubblica di Genova, che detenne Jijel (Algeria) e Tabarca (Tunisia), conservando quest'ultima dal 1540 al 1742.
Possedimenti (da Ovest a Est) Jijel (Djidjelli) (a intermittenza prima del 1514) Mers el-Kharez (Marsacares) oggi El Kala (XI-XII secolo) Tabarka (Tabarca) (1540-1742) Regno normanno d'Africa, da Tunisi a Tripoli (1135-1160) Djerba (Gerba) (1135-1158, 1284-1333, 1389-1392) Tripoli (1530-1551)
Possedimenti portoghesi
La presenza portoghese in Nord Africa risale al regno di re João I, con la conquista di Ceuta del 1415 e continuò fino al 1769, anno in cui El Jadida fu abbandonata. Le enclavi, per lo più lungo la costa atlantica del Marocco, erano conosciute in Portogallo come "l'Algarve berbero" o come "l'Algarve dall'altra parte" ("Algarve de Além").
La presa di Ceuta fu riconosciuta da papa Martino V come una crociata. Il possesso della città non portò tuttavia alcun vantaggio economico al Portogallo, poiché il commercio si spostò in altre città della regione. Di conseguenza, il successore di João, il re Duarte, cercò di prendere anche Tangeri nel 1437, ma non ci riuscì. Fu solo durante il regno del figlio di Duarte, Afonso V, che il Portogallo fu in grado di espandere i suoi possedimenti in Nord Africa, prendendo Ksar es-Seghir nel 1458, Arcila nel 1471, oltre alla breve riconquista di Tangeri. Afonso era conosciuto come o Africano (l'Africano) a causa delle sue conquiste, e fu il primo sovrano portoghese a prendere il titolo di "Re del Portogallo e degli Algarves su questo lato e oltre il mare in Africa". Nel 1486 il suo successore João II conquistò e fortificò El Jadida (Mazagan) mentre i portoghesi continuavano il loro viaggio a sud verso la Guinea. Due anni dopo venne poi accettato l'atto di sottomissione del governatore di Safi.
Le rimanenti conquiste portoghesi in Marocco furono assicurate dal re Manuele I - Agadir, Essaouira e Azenmmour. Dopo una precedente sconfitta, El Jadida fu riconquistata e nel 1508 fu stabilito il dominio diretto su Safi. Mehdya fu presa nel 1515, sebbene andò perduta subito dopo nel 1541. La vecchia base pirata di Anfa, che i portoghesi avevano distrutto nel 1468, prima di rioccuparla e fortificarla nel 1515, divenne nota come "Casa Branca", da cui, proviene l'attuale denominazione di Casablanca.
Al tempo di João III, l'impero portoghese si era espanso in tutto il mondo. In questo contesto, il mantenimento o forse l'espansione dei possedimenti in Marocco non esercitava alcuna attrazione economica e sembrava sempre più difficile da sostenere in termini militari. Nel 1541 Agadir cadde in mano al principe Saadi Moulay Muhammad, e nello stesso anno anche il Portogallo perse Safi e Azamor. Nel 1550 persero Ksar es-Seghir e Arcila.
Nel 1577, durante il re Sebastiano I del Portogallo Arcila tornò sotto il controllo portoghese fino alla sua conquista per mano del sovrano Saadi Almanzor nel 1589. La disastrosa crociata in Marocco costò però la vita al re portoghese, ponendo fine all'epoca dell'espansione portoghese e portando all'estinzione dello stato portoghese indipendente tra il 1580 e il 1640.
Nonostante la riacquistata indipendenza nel 1640, la corona portoghese fu costretta a rinunciare alle sue mire su Ceuta, in favore della Spagna, in seguito alla firma del Trattato di Lisbona del 1668. Dopo di esso il Portogallo ha mantenuto solo tre enclavi in Nord Africa: Tangeri, Casablanca e El Jadida. Tangeri fu ceduta all'Inghilterra nel 1661 ai sensi del Marriage Treaty come parte della dote di Caterina di Braganza, e Casablanca fu abbandonata dopo il terremoto di Lisbona del 1755. Sotto l'assedio di Muhammad III fu infine evacuata anche El Jadida il 10 marzo 1769, ponendo fine alla presenza portoghese in Nord Africa.
Da Ovest a Est: Agadir (Santa Cruz do Cabo de Gué) (1505-1541) Essaouira (Mogador) (1506–1525) Souira Guedima (Aguz) (1506-1525) Safi (Safim) (1488-1541) El Jadida (Mazagão) (1486-1769) Azemmour (Azamor) (1513-1541) Casablanca (1515–1755) Asilah (Arzila) (1471-1589) Tangeri (Tânger) (1471-1661) Ksar es-Seghir (Alcácer-Ceguer) (1458-1550) Ceuta (1415-1640)
Possedimenti spagnoli Dopo aver preso Granada nel 1492, i monarchi cattolici di Spagna decisero di estendere la Reconquista attraverso lo stretto di Gibilterra.
Vennero create una serie di teste di ponte sulla terraferma africana, prima Melilla (1497), poi Cazaza e Mers El Kébir (1505). Tra il 1508 e il 1510 si estesero ampiamente le aree sotto il loro controllo, includendo Peñón de Vélez de la Gomera (1508), e poi le principali città costiere - Orano (1509), Algeri (1510), Bejaia (1510) e Tripoli (1510) e dintorni nella Libia costiera. La Spagna, tuttavia, non disponeva dei mezzi militari per estendere ulteriormente la sua area di controllo. Questo successo limitato ha spinto i governanti musulmani locali in Nord Africa a incoraggiare Oruç Reis ad attaccare le posizioni spagnole e fare incursioni in Andalusia, Valencia e Alicante. Nel 1516, l'anno in cui morì il re Ferdinando, Oruç prese Algeri ed espulse gli spagnoli.
L'imperatore Carlo V, successore di Ferdinando, intendeva riconquistare Algeri e porre fine alla minaccia di pirateria rappresentata da Oruç. Carlo sbarcò quindi a Orano e Oruç fu ucciso dalle forze spagnole a Tlemcen nel 1518. Tuttavia, l'impero spagnolo non fu in grado di mantenere il controllo delle aree occupate, ed il fratello di Oruç, Hayreddin Barbarossa, pose Algeri sotto la protezione dell'Impero ottomano.
Quando Filippo II di Spagna assunse il trono del Portogallo nel 1580 e della Spagna, tutti i possedimenti spagnoli sulla costa nordafricana erano ormai già stati persi, ad eccezione di Melilla, Peñón de Vélez de la Gomera e Oran - Mers El Kébir (Mazalquivir) mentre solo Ceuta, Tangeri, Arcila ed El Jadida rimasero dei territori portoghesi. Sebbene Filippo III di Spagna ottenne Larache (1610) e La Mámora (1614) in Marocco, l'ascesa della dinastia alawita significò la perdita di molti precedenti possedimenti al dominio musulmano. Alla morte di Mulay Isma'il (1672-1727), gli unici territori rimasti alla Spagna furono Ceuta (acquisita dal Portogallo nel 1640), Melilla, le isole Alhucemas (occupate nel 1673) e Peñón de Vélez de la Gomera.
Il primo sovrano borbonico spagnolo Filippo V desiderava ristabilire la supremazia spagnola sulla costa algerina e nel 1732 inviò una spedizione militare che riconquistò Oran e Mers El Kébir. Le città rimasero sotto il dominio spagnolo fino a quando non furono del tutto distrutte da un terremoto nel 1790 e successivamente evacuate. Nel 1792 tornarono infine sotto il dominio ottomano.
Da Ovest a Est: Dakhla (Dajla, poi Villa Cisneros) (1502) Santa Cruz de la Mar Pequeña (in seguito Puerto Cansado) (1510–1644) Mehdya (La Mamora) (1614-1681) Larache (1610-1689) (anche parte del protettorato spagnolo del Marocco 1912-1956) Ceuta (dal 1668) Peñón de Vélez de la Gomera (1508-1522; dal 1564) Isole Alhucemas (dopo il 1559) Cazaza (1505-1533) Melilla (dopo il 1497) Honaïne (1531-1535) Mers El Kébir (Mazalquivir) (1505-1708, 1732-1792) Orano (1509-1708, 1732-1791) Peñón di Algeri (1510-1529) Algeri (Argel) (1510-1516) Béjaïa (Bugia) (1510–1555) Annaba (Bona) (1535-1540) Bizerte (Biserta) (1535-1573) La Goulette (La Goleta) (1535–1574) Tunisi (Túnez) (1573-1574) (protettorato spagnolo dal 1535 al 1569 a seguito della campagna del 1535) Susa (Susa) (1537-1574) Monastir (1550-1554) Mahdia (1550-1553) Djerba (Yerba) (1521-1524 e 1559-1560) Tripoli (1510-1530; poi ceduta ai Cavalieri Ospitalieri, infine persa nel 1551)
Possedimenti francesi
L'alleanza franco-ottomana del 1536 pose le basi per i primi possedimenti francesi sulla costa nordafricana. Nel 1550 il Dey di Algeri, Turgut Reis, concesse il diritto di pescare coralli sulla costa di Massacares, vicino ad Annaba, a Tomasino Lenche (c. 1510–1568), un mercante di Marsiglia. L'anno successivo Enrico II gli concesse un identico monopolio (rinnovato nel 1560 da Carlo IX). Il sultano Selim II garantì alla Francia una concessione commerciale sui porti di Malfacarel, La Calla (El Kala), Collo, Cap Rose (Cap Rosa) e Bone (Annaba). Nel 1552 Lenche ottenne il permesso di costruire la prima presenza francese permanente sulla costa, la fortezza nota come Bastion de France.