Il sultanato di Jailolo (in lingua aceh: Kesultanan Jailolo) o talvolta Gilolo fu uno stato principesco esistito nell'attuale Indonesia dal XIII secolo sino al 1832. Fu uno dei quattro regni delle Molucche con Ternate, Tidore e Bacan, e si estendeva nella parte occidentale di Halmahera. Jailolo esistette come regno indipendente sino al 1551. Nel corso del XIX secolo nello stato ormai soppresso dagli olandesi si creò un movimento per la restaurazione del sultanato, sino a quando, in tempi più moderni, esso è stato ricostituito, ma senza valore politico, unicamente per la tutela del patrimonio culturale locale. Kirsten Jäger (2018) Das Sultanat Jailolo: Die Revitalisierung von "traditionellen" politischen Gemeinwesen in Indonesien. Berlin: Lit Verlag.

Storia Le origini Jailolo era uno dei componenti della quadripartizione politico-rituale della parte settentrionale delle Molucche. Lo stato iniziò ad emergere nelle cronache già prima dell'introduzione dell'islam (seconda metà del Quattrocento), ma la storia concreta del regno è tracciabile a partire dal XVI secolo a livello documentale. Lo scritto più completo relativo alla storia di Jailolo è uno documento di un pastore protestante olandese, François Valentijn (1724). Valentijn riferiva che Jailolo era un regno forte già a metà del Duecento e che l'oppressivo governo dei suoi sovrani causò un esodo di popolazione verso Ternate, un'isola a sudovest della baia di Jailolo, dove un nuovo regnovenne fondato nel 1257.François Valentijn (1724) Oud en Nieuw Oost-Indien, Vol. I. Amsterdam: Onder den Linden, p. 134-5. Nei secoli successivi Jailolo e Ternate ebbero conflitti occasionali. All'inizio del XIV secolo, Tidore e le isole Bacan si costituirono pure stati autonomi. I quattro re dei quattro stati si incontrarono sull'isola di Moti negli anni '20 del Trecento e si accordarono per la creazione di una confederazione nella quale il Kolano di Jailolo avrebbe avuto una posizione preminente. Malgrado ciò, la posizione di Jailolo non sempre venne rispettata. Secondo Valentijn un principe ternatese sposò la figlia del re di Jailolo nel 1375 circa e succedette al trono dal momento che il vecchio regnante non aveva avuto figli maschi. Ad ogni modo, un successivo sovrano di Ternate chiamato Komalo Pulo (1377-1432) conquistò alcuni villaggi sull'Halmahera e costrinse il re di Jailolo a cedergli la precedenza.François Valentijn (1724), p. 138-9.

Secondo fonti leggendarie locali, un immigrato arabo di nome Jafar Sadik si portò nelle Molucche e sposò una ninfa di nome Nurus Safa, figlia del Signore dei Cieli. La coppia ebbe quattro figli: Buka, Darajat, Sahajat e Mashur-ma-lamo, che furono gli antenati dei re di Bacan, Jailolo, Tidore e Ternate. Darajat fu quindi il primo a stabilirsi sull'isola di Moti e poi a trasferirsi nella baia di Jailolo ed a fondarvi un reame.C.F. van Fraassen (1987) Ternate, de Molukken en de Indonesische Archipel. Leiden: Rijksmuseum te Leiden, Vol. I, p. 16-8. Questi venne seguito da quindici discendenti, l'ultimo dei quali fu un certo Talabuddin.Noegroho, A. (1957) "'Tjatatan perdjalanan' dari Provinsi Irian Barat di Soa-Sio, Tidore", Mimbar Penerangan VIII:8, p. 563.

La più antica cronaca delle Molucche, l’Hikayat Tanah Hitu (metà del XVII secolo), riporta che l'islam venne introdotto nel XV secolo da Mahadum, figlio del sultano di Samudra Pasai. Mahadum compì un lavoro missionario senza sosta in Indonesia viaggiando poi ancora più ad est. Provenendo dalle isole Banda, passò da Jailolo il cui re venne convertito e prese il nome di Yusuf. Da qui si portò nella vicina Tidore e poi a Ternate, dove pure l'islam riuscì ad attecchire.Christiaan van Fraassen (1987), Vol. II, p. 5-6. L’Hikayat Tanah Hitu menziona anche una lotta di potere tra due fazioni dell'aristocrazia attorno al 1500. La parte che ne uscì sconfitta emigrò da Jailolo verso Hitu, sull'isola di Ambon, dove il loro capo Jamilu divenne un rinomato capo musulmano che combatté gli invasori portoghesi.C.F. van Fraassen (1987), Vol. I, p. 470.

I primi sovrani Il primo sovrano musulmano fu Yusuf e la sua presenza è ben documentata per i confronti che ebbe coi primi coloni portoghesi e spagnoli che giunsero nelle Molucche alla ricerca di spezie da commerciare nel 1514.Artur Basilio de Sá (1954) Documentação para a história das missões Padroado portugues do Oriente, Vol. I. Lisboa: Agencia Geral do Ultramar, p. 113. Tomé Pires, nella sua opera geografica Suma Oriental (c. 1515), confermò il fatto che Jailolo e Ternate fossero spesso in guerra, e scrisse che gran parte del chiodo di garofano che cresceva nell'area, veniva ritrovato entro i confini del regno. Jailolo era inoltre l'unico vero porto attrezzato di Halmahera, anche se la produzione di spezie era più ricca sulle isole di Ternate, Tidore, Moti e Makian, sulla costa occidentale.Tomé Pires (1944) The Suma Oriental. London: The Hakluyt society, p. 221. Antonio Pigafetta della spedizione di Magellano, visitò le Molucche nel 1521-1522, riportando che vi fossero due re musulmani sull'isola di Jailolo (Halmahera) con diverse centinaia di mogli. Uno di questi sovrani era raja Yusuf che era alleato con Tidore ed era temuto e rispettato nelle Molucche.Antonio Pigafetta (1874) The first voyage round the world, by Magellan. London: Hakluyt Society, p. 133. Come conseguenza di questa alleanza, Jailolo si alleò anche con gli spagnoli che periodicamente giungevano al loro avamposto commerciale su Tidore, e si opponevano ai portoghesi che avevano costruito per contro una fortezza a Ternate nel 1522-23 e tentavano di contendersi con loro il commercio delle spezie nell'area. Con l'aiuto delle munizioni e delle armi spagnole, Jailolo espanse la propria influenza sino a Ternate.Leonard Andaya (1993) The world of Maluku. Honolulu: University of Hawai'i Press, p. 122.

L'ormai anziano Yusuf morì nel 1530, lasciando un figlio di 5 o 6 anni di nome Firuz Alauddin Syah a succedergli.Artur Basilio de Sá (1954), p. 253. Egli ad ogni modo si premurò di nominare due suoi nipoti, Kaicili Tidore e Kaicili Katarabumi, alla carica di reggenti sino a quando il bambino non avesse raggiunto l'età adulta. Katarabumi aveva vissuto in esilio in precedenza per aver tentato di uccidere l'anziano re, ma era stato poi perdonato e posto in una posizione di potere.M.F. de Navarrete (1837) Colección de los viages y descubrimientos que hicieron por mar los españoles desde fines del siglo 15. Madrid: Imprenta Nacional, p. 141. Il nuovo capitano portoghese di Ternate, Tristão de Atayde, infastidito dall'alleanza tra Jailolo e gli spagnoli, decise infine di attaccare e distrusse la capitale del regno nel 1533. Il piccolo distaccamento spagnolo a Jailolo si arrese senza combattere. Il giovane Firuz venne portato a Ternate dove venne poi avvelenato dai suoi carcerieri col benestare di Katarabumi, il quale ottenne quindi il trono per sé nel 1536.Leonard Y. Andaya (1993), p. 122; P.A. Tiele (1877-1887) "De Europëers in den Maleischen Archipel", Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenkunde, 25-35, Part 2:2, p. 20. Fervido musulmano, questi era anche uno dei principali oppositori dell'influenza europea nella regione. Si alleò col popolo Tobaru a nord di Halmahera ed attaccò le aree di Ternate.Georg Schurhammer (1980) Francis Xavier: His Life, his times - vol. 3: Indonesia and India, 1545-1549. Rome: The Jesuits Historical Institute, p. 63-88. Quando decise di invadere Gamkonora ed i villaggi recentemente cristianizzati di Morotai e Morotia (a nord di Halmahera), dichiarò guerra anche ai portoghesi.Artur Basilio de Sá (1954), p. 321.

Katarabumi si guadagnò una notevole reputazione nelle Molucche per le sue capacità di governo, al punto da essere visto come un "secondo Maometto". Tra i suoi successi vi fu l'invenzione di una scrittura diffusa localmente, di cui però non ci sono giunti testi.P.A. Tiele (1877-1887) "De Europëers in den Maleischen Archipel", Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenkunde 25-36, Part 3:5, p. 319. Prese residenza in un forte di pietra nei pressi della baia di Jailolo che era considerato impenetrabile e che aveva una guarnigione di 1200 soldati, di cui 100 erano moschettieri. Il comportamento di Katarabumi verso le altre potenze nell'area, ad ogni modo, portò all'invasione congiunta del capitano portoghese Bernaldim de Sousa e del sultano Hairun di Ternate. Jailolo cadde dopo un lungo assedio nel marzo del 1551, dopo l'esaurimento delle provviste. Le condizioni della resa furono dure; Katarabumi perse il titolo di Kolano (re) e dovette accontentarsi del titolo minore di Sangaji ("principe onorato"). Egli avrebbe dovuto inoltre rendere omaggio al sultano Hairun quale suo sovrano. La fortezza locale venne distrutta. Con questi eventi terminò formalmente l'esistenza di Jailolo come stato indipendente.Leonard Y. Andaya (1993), p. 130. Per evitare di sentirsi soggiogato a Ternate, Katarabumi e la sua famiglia lasciarono la loro residenza principale e si portarono nella foresta e morì nel 1552, probabilmente avvelenatosi.Hubert Jacobs (1974) Documenta Malucensia, Vol. I. Rome: Jesuit Historical Institute, p. 4*, 90-2, 187-8.

Il vassallaggio sotto Ternate Katarabumi lasciò tre figli e tre figlie, dei quali Kaicili Gujarati fu il suo successore come Sangaji. Questi dovette rendere annuale tributo al re di Ternate in quantitativi di sago e di altri beni. Per Ternate, Jailolo era divenuta una importante fonte di cibo. I portoghesi, che pure non avevano un'alta opinione di Kaicili, nel 1558 tramite il capitano Duarte d'Eça gli promise di rimetterlo sul trono in cambio dell'aiuto militare contro i ternatesi ribelli. La ribellione venne repressa nel 1559-1560 dal momento che il sultano Hairun fece un accordo coi portoghesi. Ad ogni modo, Hairun si vendicò di Kaicili Gujarati nel 1560 quando venne attaccato e ucciso assieme a parte della nobiltà del regno durante un viaggio in mare.Daniello Bartoli (1879) L'Asia, Vol. VI. Milano: Pressa Serafino Majocchi Librajo, p. 95.; Emma Helen Blair and James Alexander Robertson (1906) The Philippine Islands, 1493-1898, Vol. 34. Cleveland: A.H. Clark Company, p. 201-1.