Ex schiavo, guidò la rivolta degli schiavi di Saint-Domingue (oggi Haiti). Il suo acume militare e politico seppe salvare gli ideali della prima rivoluzione haitiana nel novembre 1791. Egli combatté dapprima per gli spagnoli contro la Francia e poi per la Francia contro Spagna e Gran Bretagna. Combatté infine per Haiti contro la Francia napoleonica. Risultò fondamentale nella trasformazione dei primi moti rivoluzionari in una vera e propria rivoluzione che nel 1800 scoppiò a Santo Domingo, la più prospera colonia di schiavi dell'epoca, nella prima vera e propria società libera coloniale con l'esplicito rifiuto della razza come base di scala sociale.
Sebbene Toussaint non avesse tagliato i legami con la Francia, le sue azioni nel 1800 portarono de facto alla proclamazione di una colonia autonoma. La costituzione della colonia che lo proclamò a vita al ruolo di governatore, si scontrò con i desideri di Napoleone Bonaparte. Egli morì prima della conclusione degli scontri armati, ma il suo impegno consentì nel gennaio del 1804 a Jean-Jacques Dessalines di ottenere un'assoluta vittoria sui francesi, proclamando lo stato sovrano di Haiti. La principale conquista di Toussaint nell'operazione haitiana fu la vittoria sul colonialismo e la schiavitù che gli guadagnarono l'amicizia di molti ed il biasimo di altri.Matthewson; "Abraham Bishop, "The Rights of Black Men", and the American Reaction to the Haitian Revolution"; The Journal of Negro History, Vol 67, No 2, Summer 1982, pp.148–154
Toussaint Louverture iniziò la propria carriera militare proprio nel 1791 come capo della rivoluzione di schiavi nella colonia francese di Saint-Domingue; all'epoca egli era un uomo libero ed aveva aderito al movimento dei Giacobini. Inizialmente alleato con gli spagnoli della vicina Santo Domingo (attuale Repubblica Dominicana), Toussaint cambiò alleanza con i francesi quando questi abolirono la schiavitù. Egli gradualmente ottenne il controllo dell'intera isola sfruttando tattiche politiche e militari per sopraffare gli avversari. Negli anni che fu al potere, lavorò alacremente per migliorare l'economia e la sicurezza dell'isola. Restaurò il sistema delle piantagioni utilizzando però il lavoro stipendiato regolarmente, negoziando trattati commerciali col Regno Unito e gli Stati Uniti, mantenendo su tutto un esercito grande e ben disciplinato.Cauna, pp.7–8
Nel 1801, promulgò una costituzione autonoma per la colonia che lo nominava Governatore Generale a vita. Nel 1802 venne costretto a dimettersi dalle truppe francesi inviate sul posto da Napoleone Bonaparte per restaurare la piena autorità francese sull'ex colonia. Venne deportato in Francia dove morì nel 1803. La rivoluzione haitiana continuò sotto il suo luogotenente, Jean-Jacques Dessalines, che dichiarò l'indipendenza dell'isola il 1º gennaio 1804. I francesi avevano perso i due terzi delle loro forze sull'isola nel tentativo di reprimere la rivoluzione, gran parte di questi a causa di una tremenda epidemia di febbre gialla. La repubblica di Haiti fu il primo Stato nero della storia moderna.
Biografia Origini Toussaint Loverture nacque schiavo il 20 maggio 1743 a Port-Margot, sull'isola di Hispaniola, nella metà occidentale nota come Saint-Domingue, all'epoca colonia francese. I genitori erano schiavi nella piantagione Bréda e discendevano dalla famiglia reale del regno africano occidentale del Dahomey in quanto suo nonno Gaou Guinou era figlio di re Ardra il Grande. Toussaint era il primogenito di numerosi figli.Beard, pp.23–24 Pierre Baptiste Simon è solitamente indicato come suo padrino di battesimo. Sulla data di nascita non vi sono certezze, ma si ha ragione di credere che sia stata il 1º novembre come suggerirebbe il suo nome. Aveva circa 50 anni allo scoppio della rivoluzione del 1791.Bell, p.60 In assenza di attestazioni scritte è probabile che nemmeno Toussaint stesso conoscesse esattamente la sua data di nascita.Bell, pp.59–60. Durante la giovinezza si guadagnò il soprannome di Fatras-Bâton, il che fa pensare che fosse piccolo e debole di costituzione.Beard, pp.26–27; Bell, p.60, 62
Toussaint crebbe nella piantagione dei Bréda, da cui prese inizialmente il cognome, lavorando come mozzo di stalla e poi come cocchiere, imparando tuttavia a leggere e a scrivere dai Gesuiti.
L'educazione Toussaint si crede che sia stato istruito dal suo padrino, Pierre Baptiste. Alcuni storici hanno indagato sulla formazione di Toussaint, dal momento che le lettere da lui scritte dimostrano una certa padronanza del francese oltre che del creolo nativo; era inoltre un ammiratore di Epitteto, il filosofo stoico che aveva vissuto da schiavo; inoltre, secondo i biografi, dai suoi discorsi pubblici si deduce che avesse letto Machiavelli.Bell, p.61 Alcuni hanno citato l'abate Guillaume-Thomas François Raynal, il quale aveva scritto contro la schiavitù, come possibile influenza per le sue idee:Bell, p.61; Beard, pp.30–36 la dichiarazione d'indipendenza proclamata dall'allora capo della rivoluzione degli schiavi Toussaint il 29 agosto 1793 (che fu tra l'altro il primo scritto ove si indicò col cognome di "Louverture"), sembra infatti richiamare il passaggio anti-schiavista dell'abate Raynal presente in "Histoire philosophique et politique des établissements et du commerce des Européens dans les deux Indes."Bell, p.18. Robin Blackburn. The Overthrow of Colonial Slavery 1776–1848. New York: Verso, 2000, p.54.
Egli dovette gran parte della propria educazione ai gesuiti presenti sull'isola. Le sue conoscenze mediche sono attribuite da molti storici alla sua familiarità con le tecniche mediche naturali di tradizione africana o creola come pure quelle conosciute dai gesuiti ed applicate negli ospedali locali.Bell, pp. 64–65 Alcuni documenti legali firmati per conto di Toussaint nel periodo compreso tra il 1778 ed il 1781 indicherebbero la sua incapacità sino a quest'ultima data di scrivere.Cauna, pp.61–67; Bell, pp.60, 80 Nella sua carriera politica e militare del resto fece largo uso di segretari per gestire gran parte della sua corrispondenza. Alcuni documenti manoscritti sopravvissuti ad ogni modo confermano la sua capacità di scrivere anche se la sua conoscenza della lingua francese era "strettamente fonetica."Bell, p.61; James, p.104
Matrimonio e figli
Nel 1782, Toussaint sposò Suzanne Simone Baptiste Louverture, che si pensa fosse sua cugina o figlia del suo padrino di battesimo.Cauna, p.263 Alla fine della sua vita, disse al generale Caffarelli di essere stato padre di 16 figli in tutto, di cui 11 gli erano premorti.Cauna, pp.264–267 Non tutti i suoi figli sono stati identificati per certo, ma almeno tre sono noti alla storia. Il primogenito, Placide, era stato probabilmente adottato da Toussaint, ma era forse figlio di Suzanne e di un mulatto, tale Seraphim Le Clerc. I due figli nati poi dal suo matrimonio con Suzanne ebbero per nome Isaac e Saint-Jean.
Schiavitù, libertà e vita lavorativa
Sino a tempi recenti, gli storici hanno creduto che Toussaint fosse rimasto schiavo sino all'inizio della rivoluzione che lo vide poi protagonista.Si veda, ad esempio, C.L.R. James ed i suoi scritti del 1938 La scoperta di un certificato di matrimonio datato 1777 mostra come egli sia stato liberato nel 1776 all'età di 33 anni circa. Questo fatto viene chiarificato ulteriormente in una lettera del 1797, nella quale è lo stesso Toussaint a dichiarare di essere libero da circa vent'anni.Cauna, pp.62–62 Egli comunque continuò ad avere un ruolo importante nella piantagione dei Breda sino allo scoppio della rivoluzione, probabilmente come impiegato salariato.Bell, pp.24–25 Egli inizialmente divenne responsabile dei viveri,Bell, p.62 ma nel 1791, le sue responsabilità comprendevano il ruolo di cocchiere, marinaio, conduttore di schiavi ed organizzatore della forza lavoro della tenuta.Bell, p.76,
Come uomo libero, Toussaint iniziò ad accumulare ricchezze e proprietà. Sopravvivono dei documenti legali che lo vedono impegnato in una piccola piantagione di caffè lavorata da una dozzina di suoi schiavi.Cauna, pp.63–65 Egli stesso dichiarerà che all'inizio della rivoluzione aveva accumulato una discreta fortuna ed era uno dei proprietari di schiavi ad Ennery.Bell, pp.72–73
Religione e spiritualità In tutta la sua vita, Toussaint fu un devoto cattolico romano.Bell, p.194 Anche se la pratica vudù era diffusa a Santo Domingo in concomitanza col cattolicesimo, poco si sa di certo sul fatto se Toussaint avesse dei collegamenti con essa. Ad ogni modo, quando divenne ufficialmente il governatore di Santo Domingo, ne scoraggiò la pratica.Bell, pp.56, 196
Gli storici hanno suggerito come egli sia stato un membro di alto livello della loggia massonica di Santo Domingo per via dei simboli massonici utilizzati nella sua firma.Bell, p.63
La rivoluzione haitiana La Rivoluzione haitiana (1791-1804) fu una rivolta di schiavi nella colonia francese di Saint-Domingue che culminò con l'eliminazione della schiavitù in loco e la fondazione della Repubblica di Haiti. Fu l'unica rivolta di schiavi che portò alla formazione di uno stato sovrano ed è generalmente considerata come la più fruttuosa delle rivolte di schiavi in America.
La ribellione: 1791-1794
A partire dal 1789, la popolazione libera di colore di Santo Domingo si ispirò alla Rivoluzione francese per cercare un miglioramento della propria condizione e l'espansione dei propri diritti. Inizialmente, la popolazione di schiavi non venne coinvolta in questo conflitto.Bell, pp.12–15; James, pp.81–82 Nell'agosto del 1791, una cerimonia vudù che si tenne al Bois Caïman segnò l'inizio della principale rivolta schiavista del nord dell'isola. Toussaint da quel che si sa non prese parte alle prime fasi della ribellione, ma dopo alcune settimane inviò la sua famiglia a Santo Domingo ed aiutò gli schiavi della piantagione di Breda a lasciare l'isola. Si unì alle forze di Georges Biassou al comando di un piccolo distaccamento.James, p.90; Bell, pp.23–24 Prese parte alla ribellione discutendone le strategie e negoziando con gli spagnoli per ottenere i necessari rifornimenti per la causa.
Nel dicembre del 1791, venne coinvolto nei negoziati tra i capi ribelli ed il governatore francese Blanchelande per il rilascio dei loro prigionieri bianchi ed il ritorno al lavoro in cambio di un bando contro l'uso della frusta ed un ulteriore giorno libero a settimana.Bell, p.32-33 Quando l'offerta venne rifiutata, Biassou minacciò di massacrare i prigionieri in sua custodia.Bell, p.33 I prigionieri vennero rilasciati dopo ulteriori negoziati coi commissari francesi e la presa di Le Cap da parte di Toussaint. Egli pensava che il momento fosse propizio per presentare le richieste dei ribelli all'assemblea coloniale, ma quest'ultima si rifiutò di incontrare i rivoltosi.Bell, pp.34–35
Nel 1792, Toussaint, come capo dell'alleanza tra ribelli e spagnoli, razziò gli avamposti fortificati di La Tannerie e mantenne il Cordon de l'Ouest, una linea posta tra i ribelli ed il territorio coloniale.Bell, pp.42–50 Si guadagnò la reputazione di ottimo capo addestrando i suoi uomini a tattiche di guerriglia "sullo stile di guerra europeo",Bell, pp.46 ed iniziò ad attrarre a sé anche soldati che giocheranno un ruolo fondamentale nella rivoluzione.Bell, pp.28, 55 Dopo duri scontri, perse La Tannerie nel gennaio del 1793 a favore del generale francese Étienne Maynaud, ma fu grazie a queste battaglie che per la prima volta i francesi gli riconobbero il ruolo di capo militare.Bell, p.50