Il Regno di León (Reino de León in spagnolo, Reinu de Llión in leonese), in italiano desueto Regno di Lione, fu un regno medievale situato nel nord-ovest della penisola iberica. Ebbe origine dalla divisione del Regno delle Asturie da parte di Alfonso III nel X secolo.
Questa suddivisione fu conseguenza della sollevazione di nobili, organizzata dal conte di Castiglia, Nuño Fernández, per liberare il figlio maggiore di Alfonso, Garcia; la sollevazione fu appoggiata anche dalla regina Jimena e dagli altri figli di Alfonso, Fruela e Ordoño. Alfonso III, per evitare una guerra civile, liberò Garcia, abdicò e si ritirò a Zamora con la moglie Jimena, dividendo il regno tra i suoi tre figli maggiori: a Garcia il figlio maggiore, andò il León a Ordoño, il secondogenito, andò la Galizia a Fruela, terzogenito, andarono le Asturie.
Dinastia asturleonese
Garcia stabilì la capitale nella città di León, dove già veniva riunita la corte del regno delle Asturie negli ultimi anni del regno di Alfonso III.
Il nome León deriva dall'essere stato il centro, in età romana, sede della Legio VII gemina.Gómez-Moreno, La Legión VIIa Gemina Ilustrada, in: Boletín de la Real Academía de la Historia, LIV (1908), p. 19. Ebbe anche il controllo di una parte della contea di Castiglia, e, con la collaborazione del conte completò le fortificazioni sul fiume Duero ripopolando le zone di Roa, Osma, Clunia nella Provincia di Burgos e San Esteban de Gormaz. Poi avanzò nella Rioja, conquistando Nájera e Calahorra. Nel 914, alla morte di Garcia, senza discendenza, Ordoño fu proclamato anche re di León, riunificando così la Galizia col León continuando la politica di espansione territoriale del padre e del fratello. Successivamente conquista la città di Mérida, poi, alleatosi col re di Pamplona, Sancho I Garcés, nel 917, a San Esteban de Gormaz sconfigge i musulmani dell'emirato al-Andalus. L'anno successivo (918) strappa ai Banu Qasi le città di Calahorra e Arnedo, attaccando anche Nájera e Tudela.
Nel 920 l'avanzata fu fermata, e l'emiro ʿAbd al-Raḥmān III guidò personalmente un esercito che, penetrò in Navarra e sconfisse OrdoñoSenza l'appoggio delle truppe del conte di Castiglia, Fernando Ansúrez che convocato non si era presentato. e Sancho I nella valle di Junquera, a circa 25 chilometri a sudest di Pamplona.Battaglia di Valdejunquera.
Nel 924, alla morte di Ordoño, Fruela, spodestando i figli di Ordoño, si fece proclamare anche re di LeónMa molti lo considerano un usurpatore., per cui le Asturie, il León la Galizia e la contea di Castiglia furono nuovamente riunificate in un regno unico, che nel 925, fu denominato "Regno di León", con capitale a León.
Nel 925, alla morte di Fruela, sul trono unificato di León gli successe il figlio Alfonso Froilaz; ma, dopo pochi mesi, i figli di Ordoño II, Sancho Ordóñez, Alfonso e Ramiro iniziarono una guerra civile e lo spodestarono. Alfonso fu eletto re di LeónAssumendo l'ordinale IV, cioè non considerando legittimo il suo predecessore, Alfonso Froilaz.
Nel 926, si arrivò ad una condizione di stallo: Alfonso IV era re di León. Sancho Ordóñez governò il nord della Galizia sino al fiume MinhoMiño in Galiziano e Spagnolo., attribuendosi il titolo di re di Galizia. Ramiro governò il sud della Galizia, dal fiume Minho al confine con al-Andalus, assumendo anche lui il titolo di re. Alfonso Froilaz, rifugiatosi nella parte orientale delle Asturie, governò questa regione, assumendo anche lui il titolo di re.
Nel 929, alla morte di Sancho, senza eredi, il nord della Galizia fu nuovamente riunificata al León.
Nel 931, Alfonso IV, dopo aver abdicato a favore di Ramiro, si ritirò in monastero, ma, pochi mesi dopo, pentitosi, riaprì una guerra civile che il re Ramiro II concluse, nel 932, imprigionando e poi accecando il fratello.
Terminata la guerra civile, Alfonso IV non riuscì a salvare Toledo, che, accerchiata dal califfo ʿAbd al-Raḥmān III, capitolò e si arrese. In compenso, sulla via di Toledo, occupò la fortezza omayyade di Majrit.
Nel 937 ʿAbd al-Raḥmān conquistò ai Leonesi una trentina di castelli. Ma, nel 939, Ramiro II con il fedele conte di Castiglia, Fernán González alleato a Toda di Navarra, reggente di Navarra e di Aragona, riuscì, nella Battaglia di Simancas, a imporre una dura disfatta ad ʿAbd al-Raḥmān III che spostò la frontiera leonese dal Duero al Tormes, ripopolando luoghi come Ledesma, Salamanca, Peñaranda de Bracamonte Sepúlveda e Vitigudino.
Dopo questa vittoria però, il fronte cristiano, per la fortuna del califfo, si sfaldò: Fernan Gonzales, conte di Castiglia, che aveva partecipato alla battaglia di Simancas, cercò di rendersi indipendente dal regno di León. Dopo essere stato imprigionato, nel 945 Fernán González recuperò la contea e giurò fedeltà a Ramiro II, che, nel 950, partì da Zamora per i territori di al-Andalus, realizzando una spedizione nella valle del Tago, sconfiggendo le truppe del califfo a Talavera de la Reina, ottenendo un ricco bottino e alcune migliaia di prigionieri. Con la morte di Ramiro II, per il regno di León iniziò un periodo di disordini.
Nel 951 l'ascesa al trono di Ordoño III fu messa in discussione dal fratellastro Sancho. La contesa condusse ad una guerra di successione, che vide sia il regno di Navarra, che il conte di Castiglia, Fernan GonzálezSuocero di Ordoño III., alleati di Sancho; ma, nel 953, la guerra civile terminò con la vittoria di Ordoño III che, sconfiggendo Sancho a San Esteban de Gormaz, lo estromise dal potere e ottenne nel contempo la sottomissione del conte di Castiglia. In seguito riprese la guerra contro al-Andalus, e le truppe leonesi arrivarono vicino a Lisbona nel 955.
Alla morte di Ordoño, avvenuta nel 956, Sancho I salì al trono leonese, ma due anni dopo fu detronizzato sia dai nobili leonesi che dai nobili castigliani, guidati dal conte Fernán González, che designarono re Ordoño IV il Cattivo. Sancho allora chiese aiuto al califfo ʿAbd al-Raḥmān III ottenendo un trattato di alleanza con Cordova in cambio della cessione di dieci piazzeforti leonesi; quindi, con l'aiutò dei musulmani, prese Zamora nel 959 e Oviedo nel 960. Poi fece prigioniero il conte Fernán González, mentre Ordoño IV si rifugiava a Cordova, per cercare l'aiuto di al-Andalus. Sancho, approfittando della sopravvenuta morte del califfo ʿAbd al-Raḥmān III, non mantenne i patti, per cui il nuovo califfo al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān gli dichiarò guerra, e, dopo la conquista di San Esteban de Gormaz, Atienza e Calahorra, lo obbligò a chiedere la pace (963).
Nel 966, alla morte di Sancho I, gli succedette il figlio Ramiro III, di cinque anni. La reggenza del regno fu nelle mani della zia Elvira Ramírez, sorella di suo padre, che, per tutto il periodo dell'adolescenza di Ramiro, sino al 975, fu la sua tutrice e si comportò da regina. Sfruttando a suo favore una debole reggenza, il conte di Castiglia si era reso ormai indipendente dal regno del León. Inoltre, dopo la morte del califfo al-Hakam II, con la nomina a califfo di Hishām II ibn al-Ḥakam i musulmani iniziarono ad attaccare i regni cristiani del nord e l'hajib omayyade Almanzor, nel 981, sbaragliò nella battaglia di Rueda, a 40 km circa a sud-est di Simancas, le forze cristiane coalizzate.
Nel 982, la nobiltà leonese proclamò re, Bermudo, figlio illegittimo di Ordoño III, che da quell'anno prese possesso della Galizia. Iniziò così una guerra civile alla fine della quale, nel 984, Ramiro III fu rovesciato dai nobili che sostenevano Bermudo, che lo sostituì sul trono come Bermudo II.
Con l'incoronazione di Bermudo II e la successiva morte di Ramiro III il periodo di disordini finì, ma continuarono i rovesci di fronte agli eserciti di al-Andalus. Nel 987, Almanzor riunì un grande esercito, con il quale saccheggiò e rase al suolo Coimbra e successivamente la capitale León. Bermudo II si rifugiò a Zamora, e, quando quest'ultima città venne attaccata dai Mori, si rifugiò a Lugo; ambedue le città furono conquistate e duramente saccheggiate; Bermudo II allora si rinchiuse in Astorga, che fu conquistata nel 996.
L'ultimo rifugio di Bermudo II fu la Galizia, ma anche qui fu raggiunto dalle truppe di Almanzor, che nell'estate del 997 attaccarono e saccheggiarono Santiago di Compostela. Nel 999 il suo regno era ridotto alla sola zona costiera della Galizia e delle Asturie.
Alfonso V si prodigò affinché il León potesse rendersi indipendente dal califfo di Cordova. Inoltre ripopolò la città di León, dopo che era stata distrutta da Almanzor durante il regno di suo padre, e, nel 1017, introdusse nelle città principali del regno il "fuero" o Codice della Legge Municipale. Fu il primo re di León ad usare anche il titolo di re di Castiglia.
Nel 1029, durante il regno di Bermudo III, quando il conte di Castiglia, García Sánchez, venne ucciso all'uscita dal palazzo reale di León, il re di Navarra Sancho III reclamò diritti dinastici sulla Castiglia, per via del matrimonio con Munia di Castiglia. Nonostante il matrimonio tra Sancha, sorella di Bermudo e Ferdinando, figlio di Sancho e di Munia, del 1032, l'anno seguente si giunse alla guerra, e, dopo la conquista di Zamora, Sancho, nel 1034, occupò Astorga e la stessa León, costringendo Bermudo a rifugiarsi in Galizia. Solo dopo la morte di Sancho III, avvenuta nel 1035, Bermudo poté recuperare i suoi territori, ma si dovette scontrare con Ferdinando I di Castiglia, marito di sua sorella Sancha I, erede della Castiglia e proclamatosi re. Nel 1037 invase il regno di Bermudo che, in quello stesso anno, morì nella battaglia di Tamarón, dove le truppe di Ferdinando I ebbero la meglio su quelle di Bermudo. Non avendo discendenti diretti, dopo la sua morte, la corona di León passo a sua sorella Sancha I, già regina consorte di Castiglia, la quale associò al trono di León il marito Ferdinando.
Casa di Navarra
Ferdinando I, già re di Castiglia, governò anche il León per conto della moglie, Sancha I. Egli combatté i Mori di Siviglia, i quali, alla caduta del califfato, avevano mantenuto in apparenza un governo a forma repubblicana, e conquistò Viseu e Lamego nel 1057. Quindi attaccò il re di Toledo e le sue truppe si spinsero sino ad Alcalà sul fiume Henares. Dopo un altro attacco al territorio di Siviglia, nel 1063, ridusse i regni di Taifa di Siviglia, Badajoz, Toledo e Saragozza a suoi tributari, che ne riconoscevano la supremazia militare.
Nel 1064 riconquistò Viseu e occupò la città di Coimbra, nel nord dell'attuale Portogallo, portando il confine, con al-Andalus, sino al fiume Mondego. Alla sua morte, nel 1065, al figlio primogenito Sancho II toccò la Castiglia, e poiché anche la regina Sancha II di León abdicò il regno di León fu diviso: ad Alfonso VI spettò il León e a Garcia I la Galizia.
Alfonso VI dovette ben presto affrontare le mire espansionistiche del fratello maggiore che voleva impossessarsi dei territori dei fratelli. Alfonso, dopo aver subito una sconfitta trovò l'accordo con Sancho II e, nel 1071, affrontarono, sconfissero e destituirono Garcia e occuparono la Galizia, ma, nel 1072, Sancho rivolse le armi contro Alfonso, che venne sconfitto nella battaglia di Golpejera dal braccio destro di Sancho, Rodrigo Diaz de Bivar, detto il Cid; Alfonso, fatto prigioniero e rinchiuso in una prigione a Burgos, riuscì a fuggire ed a riparare presso il re moro di Toledo, che era suo tributario. Sancho II occupò allora il León, riunendo così nuovamente il regno che era stato governato da suo padre.
Dopo l'assassinio di Sancho II, Alfonso VI tornò in León, e, dato che il fratello non aveva lasciato eredi, fu riconosciuto anche re di Castiglia dai nobili castigliani, riunendo così nuovamente i due regni, che governò come regno di León e Castiglia. Dopo aver aiutato, nel 1084, il re di Toledo al-Qadir a conservare il suo trono, in cambio di alcune fortezze, nel 1085, Alfonso VI attaccò il regno di Toledo, ne assediò la capitale ed il 25 maggio fece il suo ingresso in città e si proclamò imperatore delle due religioni.