Biografia Studiò alle Scuole Tecniche di Comacchio, quindi si perfezionò all'Accademia di belle arti di Bologna, grazie ad un sussidio finanziario concesso dall'Amministrazione provinciale di Ferrara.Lucio Scardino, Fate la carità!, in Terra di Provincia. Uomini, donne, memorie e figure, Ferrara, 2003, pp. 63-64

Esordì come ritrattista: del 1898 è una sua immagine a sfumino della concittadina Ines Samaritani. Nel 1902, Cavallari Murat si occupò dei restauri alla cappella di Santa Filomena nel Duomo di Comacchio.Antonio P. Torresi, Secondo dizionario biografico di pittori restauratori italiani dal 1750 al 1950, Liberty House, Ferrara, 2003, p. 60 Nel 1907, ormai trentenne, decise di trasferirsi a Chiavenna, dove insegnò disegno e calligrafia nelle scuole superiori.

In seguito si trasferì a Torino ma non troncò mai i rapporti con la provincia d'origine: nel 1914 infatti aderì ad una collettiva tenuta a Palazzo dei Diamanti e fu costantemente paesaggista di Comacchio e delle sue valli.

Negli anni venti e trenta fu autore di vedute di Torino e del Piemonte ma anche di nature morte, come documentano alcune opere collocate in collezioni private a Comacchio. Fu anche scultore e, nel 1945, eseguì il busto in marmo del partigiano Edgardo Fogli, collocato nella sala consiliare del Municipio di Comacchio: l'opera fu donata «dai Comacchiesi residenti a Torino», come recita la sottostante lapide.Lucio Scardino, Appunti sparsi sulla quadreria di Comacchio, in Anecdota, anno XVII, n. 2, Comacchio, dicembre 2007

Suo figlio, Augusto Cavallari Murat (Chiavenna 1911 - Torino 1989), si laureò in ingegneria al Politecnico di Torino; fu a lungo docente universitario e direttore, pubblicando numerosi volumi di carattere tecnico.

Note

Bibliografia Lucio Scardino, Antonio P. Torresi, Cinquanta opere d'arte dalle Collezioni Comunali di Comacchio, Liberty House, Ferrara, 2009, pp. 99-100.