Questa pagina tratta la storia del Benevento Calcio dal 1929 ai nostri giorni.
Le origini Il calcio a Benevento nacque il 6 settembre 1929, data di fondazione della Società Sportiva Littorio Benevento, che giocava sul campo Santa Maria degli Angeli (poi denominato Meomartini) realizzato da don Francesco Minocchia con l'ausilio di calciatori residenti nella città di Benevento e sito nel rione Libertà della città delle Streghe. I colori sociali erano l'azzurro. La Littorio prese parte al torneo di Terza Divisione Regionale. Nel suo primo decennio di vita vinse i campionati di Terza, Seconda e Prima Categoria, poi, nella stagione 1934-1935 prese parte per la prima volta al campionato nazionale di Serie C, disputando un eccellente torneo grazie alla guida tecnica dell'ungherese Armand Halmos. Tre anni dopo, nella stagione 1938-1939, vinse la «Targa Capocci» (torneo cui parteciparono 22 squadre) vincendo in finale contro la Scafatese per 5-1, poi, nell'immediato dopoguerra la rinominata Associazione Calcio Benevento fece buoni campionati di Serie C dove nella stagione 1945-1946 arrivò per prima conquistando la promozione in Serie B ma rinunciandoci per problemi finanziari. Le successive stagioni, i giallorossi arrivarono tra le posizioni di alta classifica senza tuttavia ottenere la promozione fra i cadetti.
Dagli anni cinquanta agli anni settanta
Negli anni cinquanta va segnalata la folcloristica figura di Oronzo Pugliese che allenò la compagine sannita nel 1952. Dopo un anno, tuttavia, arrivò la chiusura della società storica, oberata dai debiti. Fallita l'antica squadra, ebbe campo libero il secondo club cittadino, i dilettanti della Sanvito Benevento i quali avevano come colori sociali il rosso-nero e dopo sette anni approdarono in Serie C come Società Sportiva Benevento adottando i colori sociali rosso e giallo.
Dopo aver disputato un campionato in terza serie nel 1960-1961, classificandosi al quarto posto, fece seguito il ritorno in Serie D nel 1961-1962, dove i giallorossi rimasero per un triennio. Nel 1965, dalla fusione tra le compagini cittadine Sportiva Benevento e Fiamma Sannita, nacque la Polisportiva Benevento.Almanacco Panini 2021Nel 1967 ritorna in Serie D.
Dopo sette campionati di fila in Serie D, nel 1974, sotto la presidenza di Bocchino, ci fu la riconquista della Serie C, dove i giallorossi conquistarono subito un quarto posto, per poi disputare ben tredici campionati consecutivi in Serie C.Prima Serie C e poi rinominata Serie C1
Stagione 1975-1976 Nella stagione 1975-1976 il Benevento raggiunse il secondo posto, e rimarrà questo, per oltre tre decenni, il campionato più entusiasmante e controverso: con Pietro Santin in panchina la squadra disputò un entusiasmante girone di ritorno inanellando dodici risultati utili consecutivi, frutto di undici vittorie (di cui nove consecutive) e un pareggio, conquistando la vetta della classifica alla 26ª giornata nello scontro diretto in casa contro il Lecce, scavalcandolo. La Serie B, però, svanì a causa di un calo nel finale allorquando la truppa di Pietro Santin racimolò tre pareggi di fila (prima a Caserta e poi due fra le mura amiche contro Acireale e Messina) che consentirono ai salentini di agguantare in classifica il Benenvento e poi due sconfitte fuori casa (a Bari e a Cosenza) che decretarono la fine del sogno. Proprio in quella stagione il Benevento partecipò alla quinta edizione della Coppa Anglo-Italiana, competizione disputata tra club inglesi e italiani nella primavera del 1976: fu eliminato nella fase a gironi. Nella stagione successiva 1976-1977 la squadra ottenne il quarto posto in Serie C.
SSC Benevento e nuovo stadio Nella stagione 1978-1979, in concomitanza con la ristrutturazione della Serie C, nacque la Società Sportiva Calcio Benevento, mentre l'anno successivo ci fu l'inaugurazione dello stadio Santa Colomba.
Anni ottanta Sotto la presidenza dell'avvocato Ernesto Mazzoni, coadiuvato di volta in volta da imprenditori locali, la SSC Benevento disputò nove campionati ininterrotti in Serie C1. Da segnalare la quinta piazza raggiunta con la guida tecnica di Gastone Bean (1981-82) e il sesto posto con allenatore Francesco Liguori (1983-1984) che valsero la partecipazione degli stregoni alla Coppa Italia contro squadre di Serie A e Serie B. Dopo una prima retrocessione nel 1986, a cui seguì un miracoloso ripescaggio, il Benevento retrocesse in Serie C2 nel 1987 nonostante l'ottima rosa di calciatori.
A due salvezze rischiosissime in quarta serie negli anni 1988 e 1989 (ambedue con Maurizio Simonato alla guida tecnica), seguì la retrocessione a tavolino nel Campionato Interregionale per mancato versamento della fideiussione (che non fu coperta per tutti i 400 milioni richiesti dalla FIGC ma solo per 320 milioni). Pertanto, per soli 80 milioni, il Benevento fu costretto ad abbandonare il calcio professionistico. Ne derivò un anonimo campionato in Interregionale disputato con una squadra composta per lo più da calciatori sanniti.
Anni novanta Nella stagione di Interregionale 1990-1991 nacque lo Sporting FC Benevento. Il nome della nuova società fu scelto dai tifosi in seguito a un sondaggio telefonico fatto durante una trasmissione televisiva dell'epoca. Alla presidenza c'era Mario Peca, il quale non mantenne le promesse ma ebbe il merito di risvegliare la passione dei tifosi beneventani. Si ebbe un'ulteriore variazione ai classici colori sociali allorquando si adottarono maglie color rosso e argento, in omaggio allo stemma araldico del Comune di Benevento. Il girone I fu vinto, con ben undici punti di distacco dalla seconda classificata, ma ebbe un epilogo amaro nello spareggio per la promozione contro la (vincitrice del girone L). In seguito alla sconfitta la società venne rilevata da un gruppo di imprenditori napoletani che dopo un semestre, vista la totale disaffezione e ostilità della tifoseria, cedettero la mano alla famiglia Cotroneo i quali riportarono i colori tradizionali rosso e giallo.
Il ritorno in Serie C2
Dopo due stagioni di transizione, chiuse all'ottavo e sesto posto, per l'anno sportivo 1993-1994 fu allestita una squadra d'alto livello che ricalcava per gran parte quella della stagione 1990-1991 a cominciare dallo stimato Luigi Boccolini come trainer. Trascinata da una validissima coppia d'attacco composta da Nicola D'Ottavio e Silvio Paolucci, vero lusso per l'Interregionale, il Benevento ebbe ben presto vita facile sulla rivale . La formazione stravinse il torneo con otto punti di distacco dalle seconde, Nocerina e Toma Maglie, e ben quattordici dalla quarta, il Taranto, ritornando in Serie C2 dopo cinque stagioni.
Nella stagione 1994-1995, con il ritorno nel campionato professionistico, la rosa fu confermata con qualche innesto. La squadra, pur non brillando nel gioco, conquistò il terzo posto, pari merito con il , che valse la qualificazione ai play-off per la prima volta nella storia. La compagine di Boccolini fu subito estromessa proprio dal (sconfitta fuori casa per 2-0 e pareggio interno per 3-3).
La stagione successiva, 1995-1996, fu particolarmente tribolata e culminò con la salvezza raggiunta nell'ultima partita: nel testacoda contro il , gli stregoni s'imposero per 1-0, evitando i play-out e mandando all'aria i sogni di promozione della squadra ciociara che si era presentata da capolista.Seguirono due ottimi campionati di vertice.
Nel 1996-1997 gli stregoni, allenati da Massimo Silva, ebbero una partenza a razzo per poi cedere, con il passare delle giornate, la testa della classifica alla , che vinse il torneo. Classificatosi al secondo posto, il Benevento affrontò i play-off da favorita. Dopo aver eliminato il in semifinale (0-0 fuori casa e vittoria interna per 2-0), però, fu battuto nella finale ad Avellino dalla (0-2) allenata dall'ex Esposito. Resta questa la "trasferta" seguita dal maggior numero di tifosi sanniti con ben ottomila unità. In città ci furono notevoli polemiche soprattutto per un alterco tra il direttore sportivo Nicola D'Ottavio e il centravanti Sossio Aruta.
Nella stagione successiva, 1997-1998, la società rinforzò ulteriormente la rosa. Prima di nuovo con Silva e poi con Pino Raffaele in panchina, in un campionato molto equilibrato al vertice, il Benevento non riuscì a trovare lo spunto per vincere direttamente il torneo dovendo ritentare la promozione mediante i play-off. Come l'anno prima, gli stregoni, dopo aver eliminato il (con due vittorie per 1-0 ed entrambe con reti firmate da Francesco Passiatore), cedettero in finale: sul campo neutro di Lecce furono infatti sconfitti dal per 2-1, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio. Fu l'ultima partita della famiglia Cotroneo che cedette la mano a Renato Pedicini ai vertici della società.
La risalita in Serie C1 Nella stagione 1998-1999 la squadra, guidata da Francesco Dellisanti, dopo un avvio incerto, cominciò a sciorinare un gioco spettacolare che le consentì di scalare posizioni in classifica e terminare al quarto posto, in zona play-off. Dopo aver eliminato ancora una volta il (vittoria per 2-1 in casa e pareggio 1-1 in Calabria), il Benevento approdò per il terzo anno consecutivo in finale. Il 13 giugno 1999, allo Stadio Via del Mare a Lecce, la squadra sconfisse il per 2-1 in una partita che vide nella ripresa gli stregoni andare sotto di un gol, per poi subito ristabilire la parità con Salvatore Bertuccelli. A sei minuti dalla fine dei supplementari il gol di Rosario Compagno regalò il primo trionfo in un campionato professionistico al calcio sannita e il ritorno in Serie C1 dopo ben dodici stagioni.
Anni duemila Approdato in Serie C1 il Benevento, vi disputerà sei campionati consecutivi, dalla stagione 1999-2000 alla stagione 2004-2005.
Nelle prime due stagioni del decennio, i giallorossi si piazzano dodicesimi ed ottengono due salvezze proprio all'ultima giornata, grazie a due vittorie casalinghe per 2-1 (nel 1999-2000 contro l; nel 2000-2001 contro la ).
Nella stagione 2001-2002 il Benevento si piazza quattordicesimo e la salvezza arriva solo dopo i play-out contro la (vittoria per 1-0 a Nocera e sconfitta interna per 1-0).
Dopo aver disputato nell'anno precedente un torneo anonimo da centro classifica, nella stagione 2003-2004 i sanniti approdano, dopo una lunga rimonta, ai play-off. Nella semifinale per la promozione, dopo aver sconfitto in casa 1-0 il , al ritorno arriva una sconfitta per 3-1.
Il fallimento ed il ritorno in Serie C2 La stagione 2004-2005 vide i sanniti lottare per l'accesso ai play-off fino a due giornate dal termine e chiudere con un lusinghiero ottavo posto. Alla luce delle gravi inadempienze fiscali emerse, però, la società del presidente Spatola viene retrocessa a tavolino in Serie C2. Fu scritta così la parola fine al capitolo Sporting Football Club.
Nell'estate 2005 viene costituita la società per azioni Benevento Calcio capitanata da un imprenditore biellese, Older Tescari, che non viene accolto con simpatia per via di una campagna acquisti modesta e inadatta.
Iscritto al torneo di Serie C2 2005-2006, aderendo al Lodo Petrucci, a marzo del 2006, con la squadra in caduta libera in classifica e fuori dalla zona play-off, il Benevento viene rilevato dai fratelli Ciro e Oreste Vigorito. Il club campano riesce a classificarsi al quarto posto, ma viene eliminato nella semifinale dei play-off dal .
Per la stagione di Serie C2 2006-2007 la squadra è affidata al tecnico Danilo Pileggi, che, dopo un buon inizio (due vittorie consecutive) inanella cinque pareggi e due sconfitte, raccogliendo solo undici punti nelle prime nove giornate. Alla decima giornata in panchina subentra, così, Gianni Simonelli. I sanniti riescono a recuperare i punti di distacco dal e a sfiorare la promozione, chiudendo ad un solo punto dalla capolista. Ai play-off, dopo aver superato il , il Benevento vede sfumare tra le mura amiche il ritorno in Serie C1 per opera del (sconfitta per 1-0 e pareggio casalingo per 1-1).
Il ritorno in Serie C1