L'Alleanza per l'Unione dei Romeni (, AUR) è un partito politico romeno di destra ed estrema destra, fondato nel 2019 da George Simion e Claudiu Târziu. Il partito è attivo con lo stesso nome anche in Moldavia.

Il partito si autodefinisce conservatore, patriottico, nazionalista e unionista.

Alle elezioni parlamentari in Romania del 2020 ottenne il 9% dei voti, che gli valse 33 deputati (di cui uno, Francisc Tobă, fu in seguito escluso dal partito e rimase come indipendente) e 14 senatori. Alle elezioni del 2024 il partito ha raggiunto il suo massimo storico, raccogliendo oltre il 18% di voti, conquistando 63 seggi alla Camera e 28 al Senato.

Storia

Origini e fondazione

Il partito fu fondato da George Simion, già leader della piattaforma Acțiunea 2012, organizzazione che militava per l'unificazione di Romania e Moldavia. Per tali motivi nel 2015 Simion aveva subito un decreto d'interdizione all'ingresso in questo paese. Pretendendo di difendere i diritti della comunità romena contro quelli della minoranza ungherese, nel maggio 2019, al fianco di altri rappresentanti di forze ultranazionaliste prese parte ai disordini esplosi nel caso dello scandalo della risistemazione del cimitero di Valea Uzului. Nello stesso mese da indipendente si candidò alle elezioni europee, ottenendo l'1,29%.

L'altro presidente fondatore, Claudiu Richard Târziu, personaggio vicino ad ambienti ultraconservatori e favorevole a politiche antiabortiste, era stato membro del consiglio nazionale della Coalizione per la famiglia, ONG che nel 2018 aveva promosso un referendum per vietare a livello costituzionale i matrimoni omosessuali.

Il 1º dicembre 2019 nella città di Alba Iulia Simion e Târziu posero le basi per la nascita di un nuovo partito, l'Alleanza per l'Unione dei Romeni. Il 24 gennaio 2020 furono convalidate le nomine della dirigenza e fu presentato il programma politico, basato sull'unione tra Romania e Moldavia e sulla difesa dei valori cardine di famiglia tradizionale, patria, religione cristiana e libertà individuali. Proteste contro le misure del governo e campagna elettorale del 2020 Nel corso del 2020 AUR iniziò a farsi conoscere soprattutto sui canali online. Tra marzo e dicembre il profilo Facebook di George Simion fu quello che, tra tutti i politici rumeni, registrò il maggior numero di interazioni, staccando di gran lunga qualunque altro personaggio. Furono soprattutto gli argomenti richiamati nelle proprie pubblicazioni ad attrarre sempre più simpatizzanti. Simion utilizzò una retorica antisistema dagli accenti populisti, ricorrendo ad argomenti sensibili agli elettori, come quelli del disboscamento illegale, dello sfruttamento delle risorse romene da parte delle aziende straniere, della politicizzazione delle istituzioni pubbliche, della corruzione della classe politica e delle impopolari misure promosse dal governo volte a contenere la diffusione della pandemia di COVID-19, come la chiusura dei mercati e dei ristoranti.

Oltre a godere della forza della strategia comunicativa utilizzata su internet e praticamente assente in televisione, nel contesto della crisi sanitaria in atto, AUR fu uno dei pochi partiti a organizzare manifestazioni sul territorio. Nel corso della campagna elettorale per le elezioni locali e parlamentari del 2020 Simion organizzò un tour in autobus che attraversò l'intero paese, diffondendo i propri proclami nazionalisti e conservatori.

In autunno organizzò delle manifestazioni contro l'obbligatorietà delle mascherine mediche e contro le misure messe in atto dal governo per contrastare la crisi sanitaria. Nel mese di ottobre, altresì, AUR fu autore di proteste contro l'interdizione del pellegrinaggio a Iași in occasione delle festività per Santa Parascheva. Lo stesso atteggiamento fu mantenuto anche per la ricorrenza di Sant'Andrea del 30 novembre a Costanza. A tal proposito un membro della dirigenza di AUR, Diana Șoșoacă, fu l'avvocato difensore dell'arcivescovo di Costanza Teodosie, che fece causa allo stato per ottenere l'annullamento delle misure restrittive in occasione della giornata di Sant'Andrea.

Il 1º dicembre 2020, festa nazionale che celebrava la commemorazione dell'unione tra Romania e Transilvania, il partito realizzò una marcia elettorale nella città di Alba Iulia.

Ingresso in Parlamento

Alle elezioni locali celebratesi nel settembre 2020 rimase in generale sotto l'1%. Candidandosi a Bucarest, Claudiu Târziu ottenne lo 0,67%, mentre il partito riuscì ad eleggere tre sindaci a livello nazionale (nelle località di Amara, Pufești e Valea Lungă). Pur prefigurandosi come una forza marginale crebbe rapidamente nei sondaggi dell'ultima fase di campagna elettorale per le parlamentari. Con la pubblicazione degli exit poll del 6 dicembre AUR si rivelò un'autentica sorpresa. Dato inizialmente al 5%, nei calcoli ufficiali raggiunse il 9%, diventando il quarto partito del paese e ottenendo rappresentanza parlamentare a discapito di altre forze politiche più quotate (PMP e PRO), che non superarono la soglia di sbarramento. Fu il primo partito di estrema destra a sedere alle due camere dal 2008, anno di ultima presenza del Partito Grande Romania, dal quale AUR riprendeva alcuni aspetti dottrinari.

George Simion rese noto che AUR non avrebbe appoggiato alcun governo né con il Partito Social Democratico (PSD), né con il Partito Nazionale Liberale (PNL) e che sarebbe andato all'opposizione. Claudiu Târziu annunciò l'inizio di una riforma della classe politica e di una «rivoluzione conservatrice» a favore del sovranismo e contraria al globalismo.

Contro il partito si espresse pubblicamente la dirigenza del gruppo filoungherese Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR), che non nascose il proprio disappunto sul risultato conseguito dell'AUR, dichiarando che nel XXI secolo un simile partito non avrebbe dovuto aver posto in un parlamento democratico. Esprimendosi sulla polemica Simion catalogò come assurde tali osservazioni e rispose che nella nuova legislatura si sarebbe battuto per l'adozione di una previsione costituzionale che avrebbe vietato la formazione di partiti su base etnica, che avrebbe colpito direttamente l'UDMR. Tra gli altri aspetti controversi nel dicembre 2020 il presidente del senato di AUR, Sorin Lavric, fu espulso dall'Unione degli scrittori romeni per alcune dichiarazioni e diversi passaggi contenuti nei suoi libri, ritenuti offensivi per le donne, i rom e gli ungheresi.

In procinto delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo, Simion annunciò che il suo partito avrebbe avviato le procedure per la sospensione del presidente della Romania Klaus Iohannis, considerato reo di aver favorito il PNL. Il 13 dicembre AUR sottopose al capo di Stato la nomina a primo ministro dell'indipendente Călin Georgescu. Il 23 dicembre, tuttavia, nacque una coalizione di governo formata da PNL, USR+ e UDMR. Nel dibattito precedente l'investitura parlamentare del nuovo governo Cîțu, Simion lanciò un messaggio antisistema, invitando il popolo romeno alla lotta per la riapertura immediata di scuole e ristoranti, settori colpiti dalle misure per contrastare la pandemia di COVID-19, e a non pagare più le tasse, perché sarebbero servite per favorire la clientela della classe politica, i cui scopi reconditi erano quelli di appropriarsi del bilancio statale e di indebitare il paese.

Opposizione parlamentare Nel maggio 2021 Simion annunciò che AUR avrebbe partecipato con la stessa sigla e la stessa denominazione anche alle elezioni parlamentari moldave in programma nel luglio 2021. L'ala moldava del partito, tuttavia, rimase sotto l'1%.

Dopo averne discusso l'adesione nei primi mesi dell'anno, il 19 giugno 2021 il consiglio del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei deliberò l'avvio del processo di ammissione dell'AUR come membro a pieno titolo.

Il 2 ottobre 2021 il partito organizzò a Bucarest una protesta contro le restrizioni per la COVID-19, cui presero parte tra 15.000 e 20.000 persone

Il 5 ottobre 2021 votò a favore della mozione di sfiducia che portò alle dimissioni del governo Cîțu.

Il 27 marzo 2022 presso il Palazzo del Parlamento si svolse il primo congresso di AUR, che convalidò la presidenza di George Simion, il cui manifesto programmatico «Romania ricca: cristiana e democratica» («România bogată: creștină și democrată») ottenne 784 voti, contro i 38 dell'altro candidato Dănuț Aelenei. Claudiu Târziu fu nominato presidente del Consiglio nazionale di dirigenza.

Grazie alla propria strategia comunicativa di opposizione alla coalizione di governo PSD-PNL, il partito crebbe nei sondaggi fino ad attestarsi intorno al 20% nelle intenzioni di voto tra il 2023 e il 2024.

Il 10 maggio 2023 un gruppo di sostenitori del partito si rese protagonista dell'aggressione di diversi parlamentari nel corso di una protesta contro l'elaborazione di una legge sulla tutela dei minori avversata dalle gerarchie di AUR. Il giorno successivo Simion presentò i 15 punti del programma di governo per le elezioni del 2024. Alcuni osservatori ritennero come populiste le sue proposte, tra le quali la reintroduzione della leva obbligatoria, la creazione di tribunali popolari, l'istituzione di una settimana storica a scuola e la nazionalizzazione di diverse società strategiche. Nel luglio dello stesso anno AUR annunciò i propri candidati per le elezioni europee del 2024.

Nel novembre 2023 fu presentato il "Polo sovranista", un'alleanza realizzata con altre formazioni minori (Alianța Național Țărănistă di Radu Ghidău, Partidul Republican di Marian Cucșa, Forța Identității Naționale dell'ex ministro del commercio Ilan Laufer, Alianța Renașterea Naționala di Peter Costea e Partidul Satului Românesc di Marian Vișu-Iliescu). I partiti di Ghidău e Laufer comunque si ritirarono nei primi mesi del 2024. Tra gli aderenti al Polo sovranista figuravano vari parlamentari provenienti da altri partiti e Lidia Vadim Tudor, figlia dell'ex leader del PRM Corneliu. Il 14 dicembre 2023 AUR e Partito Nazionale Conservatore Romeno siglarono un accordo che prevedeva la formazione di una coalizione per le elezioni europee del 2024. Il leader del PNCR Cristian Terheș sarebbe stato capolista.

Nel febbraio 2024 AUR ottenne il suo primo europarlamentare, Tudor Ciuhodaru, che lasciò il PSD e si iscrisse al partito di Simion.

Elezioni del 2024 Alle elezioni locali del 2024 AUR conseguì 164 consiglieri distrettuali, 30 sindaci e oltre 3.500 consiglieri municipali. Alle concomitanti elezioni europee del 9 giugno 2024 confermò la propria crescita. L'alleanza fu il secondo partito dopo la coalizione PSD-PNL e con il 15% dei voti mandò sei eurodeputati al parlamento di Strasburgo.Oltre al capolista Cristian Terheș, che faceva parte del Partito Nazionale Conservatore Romeno, i cinque eurodeputati di AUR furono Claudiu Târziu, Gheorghe Piperea, Maria Georgiana Teodorescu, Adrian George Axinia e Șerban Dimitrie Sturdza. Nel corso della campagna elettorale il vicepresidente dell'AUR Claudiu Târziu dichiarò di voler collaborare con altri partiti che ne condividevano l'ideologia, al fine di cambiare quelle che riteneva le politiche distruttive della Commissione europea sull'immigrazione e l'energia sostenibile. AUR entrò a far parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei e nel gennaio 2025 George Simion fu eletto vicepresidente di ECR.