Dopo aver accumulato una grande fortuna negli anni novanta, la crisi finanziaria asiatica del 1996 lo portò alla bancarotta e a condurre una serie di operazioni finanziarie illecite che lo aiutarono a superare la crisi ma per le quali fu in seguito incriminato. Nel 2016 la Corte suprema di Thailandia lo condannò a 20 anni di detenzione per una di quelle operazioni e finì in carcere, dal quale uscì nel 2019 dopo essere stato graziato dal re.
Biografia Magnate dei media Iniziò la carriera lavorativa come giornalista e in seguito si mise in proprio nel mondo editoriale. Dopo alcune esperienze in questo campo, nel 1990 fondò il quotidiano Phuchatkan Rai Wan ("Quotidiano del manager") che ebbe fortuna nelle vendite e quello stesso anno Sondhi fece quotare in borsa le azioni del neonato Manager Media Group, una holding per le sue pubblicazioni su cui aveva il controllo. Con questo gruppo espanse il raggio dei suoi interessi in altri settori, non solo delle comunicazioni, e all'estero. Fondò anche la televisione satellitare thailandese ASTV e il quotidiano Asia Times.
Costruì la sua fortuna con una serie di aziende registrate a Hong Kong e al paradiso fiscale delle Isole Vergini sulle quali deteneva una piccola parte delle azioni, con la maggioranza in mano alla holding, garantendosi così di pagare poche tasse e un risarcimento minimo in caso di bancarotta. Nel 1996 il suo patrimonio fu stimato in 600 milioni di dollari, viaggiava con un jet privato e si accompagnava alla diva del cinema cinese Gong Li. Proprio quell'anno il suo impero diede i primi segnali di cedimento dovuti alla crisi finanziaria asiatica e in breve tempo molte delle sue aziende andarono in fallimento o rimasero aperte senza lavoro e con molti debiti. Lo stesso Sondhi si trovò gravemente indebitato e nel 2000 fu dichiarato fallito, anche se molti dei suoi patrimoni all'estero rimasero intatti. Dai suoi giornali lanciò aspre critiche contro il governo di Chuan Leekpai del Partito Democratico per il modo in cui gestì la crisi.
Leader delle camicie gialle anti-Thaksin
Proteste del 2005-2006
Sostenne inizialmente con entusiasmo il governo di un altro magnate, Thaksin Shinawatra, che con il suo programma populistico aveva vinto le elezioni politiche del 2001 e aveva quindi iniziato a inserire i propri collaboratori all'interno delle principali istituzioni, grazie ai vantaggi che gli garantiva la democratica Costituzione del 1996.. Il nuovo governo assegnò ruoli chiave nell'amministrazione a personaggi della politica e della finanza associati a Sondhi, il cui impero tornò a galla. Uno dei più importanti tra questi personaggi fu Viroj Nuankhair, che dopo le elezioni divenne presidente della Krung Thai Bank, istituto di credito governativo, e in questa nuova veste condonò un debito di circa 40 milioni di dollari che Sondhi aveva con la Krung Thai Bank. Nel 2004 i rapporti tra Thaksin e Sondhi si deteriorarono. Viroj fu costretto a dare le dimissioni e il governo fece chiudere due canali TV legati a Sondhi, il quale iniziò quindi a criticare Thaksin dal suo giornale Manager Daily e dalla sua emittente televisiva ASTV. Particolarmente aspre furono le critiche di Sondhi nella trasmissione settimanale Muangthai Rai Sapda di ASTV, che fu fatta sopprimere dal governo e Sondhi continuò il programma sotto forma di comizi senza copertura televisiva nelle strade della capitale. Ebbe inizio una battaglia legale fra i due e Sondhi si fece promotore di diverse grandi dimostrazioni antigovernative. Nel 2005 fondò il movimento Alleanza Popolare per la Democrazia (APD), caratterizzato dalle camicie gialle indossate dai suoi membri; il giallo era il colore che simbolizzava l'allora sovrano Bhumibol Adulyadej, particolarmente venerato dal popolo thai. Sondhi raccolse adesioni contro il governo tra le comunità monarchiche, unendosi alle critiche secondo le quali Thaksin insultava il re, in alcune aziende di Stato che si opponevano ai piani di privatizzazione del governo e nelle fazioni delle forze armate che accusavano il primo ministro di promuovere solo gli ufficiali a lui favorevoli. Un'importante acquisizione per l'APD fu l'arrivo tra i suoi leader di Chamlong Srimuang, ex sindaco di Bangkok e attivista famoso per aver guidato le proteste popolari contro la dittatura militare nel maggio nero del 1992.. Nel gennaio del 2006 Thaksin vendette le sue azioni della Shin Corporation sfruttando un cavillo che gli consentì di non pagare le tasse sulla plusvalenza maturata, il movimento APD si ingrandì ulteriormente chiedendo pubblicamente che quelle tasse fossero pagate, malgrado l'Ufficio delle Entrate non avesse riscontrato alcuna infrazione.
Le dimostrazioni si fecero sempre più affollate e accese, in un comizio di fine febbraio un attivista buddhista anti-governativo definì Thaksin un "cane pietoso" e un insegnante augurò che le figlie del primo ministro diventassero "prostitute afflitte da malattie veneree". Il presidente della sezione thailandese di Amnesty International condannò il comportamento dei dimostranti, mentre Sondhi ricevette alcune denunce per aver usato il nome del re a fini personali. Il grave clima politico creato dalle dimostrazioni costrinse il primo ministro a sciogliere il Parlamento e a fissare nuove elezioni in aprile, che come previsto videro la schiacciante vittoria del partito Thai Rak Thai di Thaksin. Ma le elezioni erano state boicottate dalle opposizioni e vennero annullate dopo un intervento del re per reati commessi dalla Commissione elettorale. L'intervento di Rama IX contro le elezioni fu significativo, pur restando al di fuori delle proteste delle camicie gialle, importanti personaggi particolarmente vicini al monarca come gli ex primi ministri Prem Tinsulanonda e Anand Panyarachun avanzarono aperte dichiarazioni contro il governo. Dal canto loro, Sondhi e le camicie gialle accentuarono nelle loro dimostrazioni la loro riverenza al sovrano, per il quale si stavano preparando in quei giorni le attese celebrazioni per il 60º anniversario sul trono. Nonostante Sondhi fosse stato criticato per aver utilizzato il nome del re per i propri fini politici, i maggiori partiti dell'opposizione vicini alla monarchia fecero scarsa resistenza al suo operato..
In maggio, Sondhi cominciò a sostenere che Thaksin nel 1999 era stato in Finlandia per mettere a punto un piano atto a sovvertire la monarchia thailandese e a creare una repubblica al suo posto, accusa sempre respinta dal primo ministro che diede corso a un'ulteriore denuncia per diffamazione contro il rivale. Le condizioni finanziarie di Sondhi erano nel frattempo tornate ad essere deficitarie, continuò la sua campagna anti-Thaksin alla guida delle camicie gialle ma verso metà estate non ebbe la grande risposta popolare che aveva avuto all'inizio. La situazione politica subì un peggioramento a fine luglio dopo un nuovo intervento del re che fissò nuove elezioni in ottobre, fece denunciare 3 membri della Commissione elettorale e fece trasferire 120 ufficiali dell'esercito che erano vicini al primo ministro. Lo scontro tra le fazioni si fece esasperato e i monarchici sperarono di scoraggiare Thaksin per costringerlo a uscire dalla scena politica, ma questi confermò che si sarebbe presentato alle elezioni alla guida del proprio partito. Militari e polizia intervennero la notte del 19 settembre con un colpo di Stato mentre il primo ministro era a New York per un'assemblea delle Nazioni Unite. Thaksin rimase quindi a vivere in esilio all'estero e annunciò il proprio ritiro dalla politica. Le elezioni furono annullate dalla giunta militare che abrogò la Costituzione, dissolse il Parlamento e vietò le manifestazioni di protesta, fece chiudere o censurare i media, dichiarò la legge marziale e arrestò i membri del governo. L'APD quindi si dissolse annunciando che i suoi obiettivi erano stati raggiunti.
Fu eletto premier il generale in pensione Surayud Chulanont, molto vicino alle posizioni di Prem, e un tribunale nominato dalla giunta dissolse Thai Rak Thai e inibì alla politica per 5 anni 111 dei suoi membri. Fu emanata una nuova Costituzione che limitò il potere del governo e aumentò quello giudiziario, quello del Senato, metà del quale non veniva più nominato dagli elettori, e quello dell'esercito, che vide anche un aumento del proprio budget. Furono fissate nuove elezioni per il dicembre 2007. Le camicie gialle si dichiararono in favore del colpo di Stato e Sondhi intraprese un viaggio negli Stati Uniti e nel Regno Unito per celebrare la caduta di Thaksin con i sostenitori dell'APD all'estero e per raccogliere fondi in proprio favore, sostenendo di aver speso 420 milioni di baht del proprio capitale per finanziare le proteste. In seguito diede vita all'organizzazione no profit Yam Fau Paendin per raccogliere altri fondi destinati a finanziare le proprie attività relative al dopo Thaksin. Nei primi mesi del 2007, la giunta militare al potere lo invitò a tenere un programma televisivo nell'emittente di Stato Channel 11 in cui commentò la situazione politica. Nei mesi che seguirono il golpe cominciò comunque a criticare i militari, accusandoli di non fare abbastanza per reprimere le proteste dei sostenitori di Thaksin, e alla guida di un nuovo gruppo confermò la sua devozione alla monarchia.
Proteste del 2008
Nel periodo tra il colpo di Stato e le elezioni fu fatto un lavoro capillare per distruggere il potere di Thaksin e fu quindi una sorpresa la vittoria nelle consultazioni di dicembre della coalizione guidata dal Partito del Potere Popolare (PPP), in cui figuravano molti ex aderenti del disciolto Thai Rak Thai. Fu eletto primo ministro Samak Sundaravej, i cui programmi furono ben presto ostacolati da magistratura e alcune agenzie statali controllate dall'esercito. Fu nominata una commissione per investigare sulle elezioni che nel giro di un mese denunciò per brogli elettorali diversi deputati del PPP. Dopo che il governo propose di cambiare la nuova Costituzione dei militari, nel maggio del 2008 gli aderenti all'Alleanza Popolare per la Democrazia tornarono a manifestare con veemenza nelle piazze, accusando il governo di voler favorire il ritorno dall'esilio di Thaksin e di aver ottenuto concessioni d'affari dai cambogiani, dopo aver loro ceduto i territori contesi del Tempio Preah Vihear. Le proteste furono guidate dal giornale di Sondhi Limthongkul, che ricevette dure critiche per la sua intransigenza anche in Thailandia. La campagna anti-governativa portò alle dimissioni del ministro degli Esteri alla fine di giugno. Nuove proteste furono suscitate dalla sentenza di tre anni di detenzione per la moglie di Thaksin con l'accusa di evasione fiscale. Il 25 agosto un tribunale dispose il sequestro di 2 milioni di dollari dal patrimonio dell'ex premier, scatenando la reazione delle opposizioni. Durante tutto il periodo di crisi rimasero sostanzialmente impunite le azioni violente di cui si resero responsabili i membri dell'APD, che una volta fermati dalle forze dell'ordine venivano scagionati o rilasciati su cauzione e potevano tornare in prima linea nelle dimostrazioni.