Biografia Diplomatosi presso l'Istituto tecnico per geometri nel 1933, due anni dopo consegue la maturità scientifica e, nell’agosto 1935, entra nella Regia accademia navale di Livorno col corso “Pirati” per il ruolo normale del Corpo del genio navale, divenendo capocorso al termine del primo anno e mantenendo tale posto sino ad uscirne nel 1938 col grado di aspirante. Nel 1939 è promosso sottotenenteAnnuario ufficiale delle forze armate del Regno d'Italia. II, Regia Marina, Ministero della marina, 1939. e imbarca per quattro mesi sul Conte di Cavour, per poi essere destinato all’Università di Genova, dove consegue la laurea in ingegneria navale.
Nominato tenente del genio e imbarcato sul Bartolomeo Colleoni, dichiarata l’Italia la guerra a Francia e Gran Bretagna, partecipò alla battaglia di Capo Spada del 19 luglio 1940; sopravvissuto ai colpi d’artiglieria alle motrici da parte dell'incrociatore australiano HMAS Sydney, che avevano immobilizzato il Colleoni, successivamente affondato dai siluri delle cacciatorpediniere britanniche HMS Ilex e HMS Hyperion,Cfr. in Lorenzo Colombo, Bartolomeo Colleoni, in Con la pelle appesa a un chiodo, 23 luglio 2015. naufrago, venne tratto in salvo da quest’ultima, quindi fatto prigioniero dagli inglesi i quali lo condussero, assieme ad altri superstiti, inizialmente presso la Caserma Mustafà di Alessandria (Mustapha Barracks), in Egitto, per poi essere trasferito in cattività in un campo ancora in costruzione nella località di Geneifa, una zona desertica nei pressi del Grande Lago Amaro,Cfr. in Gino Galuppini, La visita del capitano Zammit, in Rassegna della ANRP, settembre-novembre 2007, p. 15. penultima stazione della ferrovia Alessandria-Suez. Imbarcato assieme ad altri prigionieri il 23 agosto 1940 sul piroscafo Rajula, giunse a Bombay, in India e da qui fu dapprima destinato al Central Internment Camp di Ahmednagar,Cfr. in Gino Galuppini, Il condor in picchiata, in Rassegna della ANRP, giugno-luglio 2007, pp. 16-17.Cfr. in Gino Galuppini, Il P.O.W. Nº 10, in ANRP, settembre-dicembre 2010, pp. 17-18. trasferito poi al POW Camp di RamgarhCfr. in Gino Galuppini, La fotografia “per la famiglia”, in Rassegna della ANRP, gennaio-marzo 2009, pp. 15-16.Cfr. in Gino Galuppini, La prigionia “a lieto fine, in Rassegna della ANRP, agosto-ottobre 2008, p 10., presso il quale fu responsabile del servizio mensa,Cfr. in Gino Galuppini, La visita dell’ispettore della CRI, in Rassegna della ANRP, novembre-dicembre 2008, p. 22. e infine al campo n. 28 – ala 2, di Yol,Cfr. in alle pendici dell’Himalaya, dove svolse la mansione di ”ufficiale pagatore”,Cfr. in Gino Galuppini, Token Money, in Rassegna della ANRP, settembre-novembre 2009, pp. 26-27. fu infine rimpatriato tra il settembre 1944 e il gennaio 1945, coi “collaboratori” fedeli al cosiddetto Regno del Sud.
Dopo il conflitto insegnò all'Accademia navale assolvendo poi a diversi incarichi presso il Comando NATO del Mediterraneo (Hedquarters Allied Forces Mediterranean – HAFMED) a Floriana, sull'isola di Malta. Collezionista ed appassionato di uniformologia, destinato all’Ufficio storico della Marina, del quale divenne il decano, fu autore di numerosi articoli e libri a carattere storico, scientifico, tecnico e divulgativo sulle varie tipologie di navi (militari e mercantili) nonché sulla storia della Regia e della Marina militare italiana.
Onorificenze
Premi
Opere In ordine cronologico per anno di pubblicazione (parziale e incompleta):
In lingua tedesca
Note
Bibliografia
Voci correlate Romolo Lastrucci Salvatore Pelosi Alberto Santoni
Collegamenti esterni Giovanni Cecini, Gino Galuppini, militare, uomo di mare, storico (27 dicembre 1914 – 16 ottobre 2010)
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