Il processo sulla trattativa Stato-mafia è un processo penale iniziato il 27 maggio 2013 relativo alla vicenda della trattativa avvenuta tra le istituzioni e Cosa nostra durante le bombe del 1992-1993. Il processo, in seguito alle condanne di primo grado e alle assoluzioni in appello, si è concluso il 27 aprile 2023 con la conferma in Cassazione dell'assoluzione degli imputati.

Indagini Nel 1998 la Procura della Repubblica di Firenze aprì un'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, scaturita dalle dichiarazioni di Giovanni Brusca, Salvatore Cancemi e Vito CianciminoLe merendine avvelenate dalla mafia . Gianluca Monastra. La Repubblica. Cronaca. 14 gennaio 1998.Le merendine avvelenate dalla mafia . . Gianluca Monastra. La Repubblica. Cronaca. 14 gennaio 1998.La mafia progetto' di avvelenare le merendine da bar . Corriere della sera. Archivio storico. 14 gennaio 1998.La mafia delle merendine . Attilio Bolzoni. la Repubblica. Archivio. 15 gennaio 1998.Chelazzi, un'inchiesta da far paura . Attilio Bolzoni. la Repubblica. Archivio. 19 aprile 2003.; negli anni successivi, l'indagine passò alle Procure di Caltanissetta e Palermo .. Nel 2009 l'inchiesta ricevette nuovo impulso in seguito alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino (figlio di Vito), il quale dichiarò di aver fatto da tramite tra il padre e il ROS per giungere ad un accordo mirato alla cessazione delle stragi e alla consegna dei latitanti, che aveva la copertura politica degli allora ministri Nicola Mancino e Virginio Rognoni; inoltre Massimo Ciancimino sostenne di avere ricevuto il "papello" con le richieste di Riina dal mafioso Antonino Cinà con l'incarico di consegnarlo al padre, che però scrisse un altro papello che doveva essere sempre indirizzato a Mancino e Rognoni (il cosiddetto "contro-papello") poiché le richieste di Riina erano, a suo dire, improponibili: tale circostanza venne anche confermata dal fratello di Ciancimino, Giovanni, che riferì ai giudici che il padre gli chiese un parere giuridico sulle richieste del "papello" di Riina.

Le indagini, poi sfociate nel processo che attualmente è stato definito in primo grado, sono state svolte dalla Procura di Palermo, in particolare dai magistrati Antonino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Vittorio Teresi (in un primo momento vi erano anche i magistrati Antonio Ingroia e Lia Sava).

Le testimonianze di Massimo Ciancimino In particolare Massimo Ciancimino dichiarò che nel periodo successivo alla strage di via d'Amelio lui e il padre ripresero i contatti con il colonnello Mori e il capitano De Donno per individuare il covo di Riina e per questo aprirono una seconda trattativa con il boss Bernardo Provenzano, che sarebbe durata fino al dicembre 1992, quando Vito Ciancimino venne arrestato: infatti, sempre secondo Ciancimino, il padre gli confidò che il ROS lo voleva togliere di mezzo dopo che aveva ricevuto le carte utili per arrestare Riina; sempre secondo le confidenze del padre, nei mesi successivi la trattativa continuò ed ebbe Marcello Dell'Utri come nuovo tramite al posto di CianciminoCiancimino: Dell'Utri sostituì mio padre nella trattativa tra lo Stato e la mafia . Salvo Palazzolo. la Repubblica. Palermo. 2 febbraio 2010.Ciancimino jr e il biglietto del boss. Dell'Utri parlò con Provenzano . Francesco Viviano. La Repubblica. Cronaca. 2 dicembre 2009.. Nell'ottobre 2009 Ciancimino consegnò ai magistrati di Palermo le fotocopie del "papello" di Riina e del "contro-papello"Il contro-papello di don Vito: giudici eletti come negli Usa . Giovanni Bianconi. Corriere della Sera, 17 ottobre 2009. insieme ad altri documenti appartenuti al padreTrattative tra mafia e Stato. Il papello consegnato ai giudici . Giovanni Bianconi. Corriere della Sera. Cronaca. 15 ottobre 2009.; gli esami della Polizia Scientifica accertarono che i documenti erano autentici.

In seguito alle dichiarazioni di Ciancimino, le Procure di Palermo e Caltanissetta ascoltarono Claudio MartelliTrattativa Stato-mafia: Martelli dai pm Ciancimino consegna papello ai giudici . Il Messaggero, 15 ottobre 2009., Liliana Ferraro, Fernanda Contri e Luciano ViolanteIl generale Mori mi disse che la trattativa era politica . Francesco Viviano e Attilio Bolzoni. la Repubblica. Cronaca. 1º agosto 2009. come persone informate sui fatti e questi dichiararono di essere stati avvicinati dall'allora colonnello Mori in relazione ai contatti con Vito Ciancimino e che il giudice Paolo Borsellino era a conoscenza di questi contattiStragi, verità a un passo Ma non tutti la vogliono . Alessandra Ziniti. La Repubblica. Cronaca. 15 ottobre 2009.; venne ascoltato anche Nicola Mancino, il quale però dichiarò di non averne mai saputo nulla e negò, come aveva già fatto in passato, di aver incontrato al Viminale il giudice Borsellino il 1º luglio 1992, nonostante la testimonianza dell'ex ministro Martelli e le agende del magistrato affermassero il contrarioTrattativa tra Stato e mafia Interrogato Nicola Mancino . Francesco Viviano e Attilio Bolzoni. la Repubblica. Cronaca. 18 settembre 2009.Mancino: Nel '92 nessuno mi parlò di trattative tra Stato e mafia . La Repubblica. Cronaca. 9 ottobre 2009.. Per queste ragioni, nel giugno 2012 Mancino venne iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianzaMafia: trattativa; Mancino indagato per falsa testimonianza . ANSA. Cronaca. 10 giugno 2012.; anche l'ex ministro Calogero Mannino ricevette un avviso di garanzia in cui si parla genericamente di "pressioni" che Mannino avrebbe esercitato su "appartenenti alle istituzioni" sulla "tematica del 41 bis"Trattativa, indagato Mannino. I pm: Pressioni sul 41 bis . Salvo Palazzolo. la Repubblica. Cronaca. 24 febbraio 2012..

Nello stesso periodo, il detenuto Rosario Pio Cattafi (ex avvocato messinese legato alla Famiglia di Catania) dichiarò ai magistrati che nel giugno 1993 venne incaricato dal dottor Francesco Di Maggio (appena nominato vice direttore del DAP) di contattare il boss Nitto Santapaola al fine di aprire un dialogo per fermare le stragiinformativa GICO Firenze n. 109/UG del 3.4.1996) . . Guardia di Finanza. 3 aprile 1996 .Trattativa, depone il boss Cattafi: Di Maggio cercava Santapaola . La Repubblica. Cronaca. 3 dicembre 2012..

Le testimonianze successive Nel 2009, in relazione a tale vicenda, sono stati ascoltati come testimoni anche i politici Nicola Mancino, il quale ha dichiarato di non averne mai saputo nullaMancino sul patto mafia-Stato: Non ne ho mai saputo nulla . Repubblica, Palermo. Cronaca. 24 febbraio 2012. e Luciano Violante, il quale invece ha dichiarato di essere venuto a conoscenza di questo dialogo tra il ROS e CianciminoBorsellino sapeva della trattativa tra stato e mafia. Ruotolo convocato dai magistrati di Palermo . Anna Petrozzi. Report on-line. Cronaca. 9 ottobre 2009.. L'ex ministro dell'interno, Nicola Mancino, è stato indagato il 9 giugno 2012 dalla procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato e mafia, con l'accusa di falsa testimonianzaMafia-Stato, indagato Mancino. L'ex ministro: è solo un teorema . Corriere del Mezzogiorno. Cronaca. 9 giugno 2012..

A quanto emerge dai primi risultati dell'indagine avviata nel 2009 (nella quale è stato sentito come testimone anche l'ex ministro Claudio Martelli) la trattativa avrebbe avuto inizialmente due fasi distinte, prima e dopo le stragi che hanno ucciso Giovanni Falcone e Paolo BorsellinoFasi della trattativa mafia stato . Associazione Pereira. 2012..

Le intercettazioni a Nicola Mancino e Giorgio Napolitano Durante le indagini, la procura di Palermo sottopose Nicola Mancino ad intercettazioni telefoniche e registrò casualmente alcune telefonate che l'ex ministro fece al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al dottor Loris D'Ambrosio (consigliere giuridico del Quirinale)Quattro le telefonate Mancino-Napolitano. Pm: Immunità totale? Vale solo per il re . La Repubblica. Pubblico. 12 ottobre 2012.Colle, morto consigliere D'Ambrosio. Napolitano: Atroce rammarico . La Repubblica. Pubblico. 26 luglio 2012..

La vicenda ha avuto un grande rilievo, dato che Mancino poteva essere intercettato, mentre il presidente della Repubblica invece non poteva esserloTrattativa Stato-mafia: le controverse intercettazioni all'origine dello scontro fra Napolitano e i Pm di Palermo . Tiscali. Cronaca. 16 luglio 2012..

In seguito a questo fatto, il presidente della Repubblica ha sollevato il conflitto di attribuzione, e ha chiesto quindi che le intercettazioni venissero distrutte.

Il Quirinale, il 16 luglio 2012, in una nota in merito alla presunta trattativa Stato-mafiaIl Quirinale contro la Procura di Palermo: ecco le carte . Antimafia 2000. 5 settembre 2012. ed alle telefonate di Nicola Mancino al presidente della repubblica Napolitano, per chiedere un appoggio contro i giudici siciliani, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e altri, che stavano valutando la sua posizione processualeTrattativa Stato-mafia, Di Pietro: Napolitano? Monti manipola la realtà . Fatto quotidiano. Politica & Palazzo. 17 agosto 2012., scriveIntercettazioni, è guerra tra il Quirinale e la procura di Palermo . Tiscali. Cronaca. 16 luglio 2012.Trattativa Stato-mafia, il Quirinale: Nulla da dire. Salvatore Borsellino: Impeachment per Napolitano . Tiscali. Politica. 23 giugno 2012: Nel luglio 2012 Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, chiese al presidente Napolitano che fossero pubblicate le sue intercettazioni con Mancino, in nome della trasparenza istituzionale e come segno di determinazione nel ricercare la veritàTrattativa, la sfida di Salvatore Borsellino: “Napolitano deve parlare” . G. Lo Bianco e S. Rizza. Il Fatto quotidiano. Giustizia & impunità. 24 luglio 2012.Borsellino: Napolitano renda pubbliche quelle intercettazioni . Repubblica. Temi. 8 ottobre 2012..

Tuttavia nel gennaio 2013 la Corte costituzionale accolse il ricorso del Quirinale contro la procura di Palermo per conflitto di attribuzione e dispose la distruzione delle intercettazioni tra Napolitano e MancinoTrattativa Stato-Mafia, la Consulta: intercettazioni di Napolitano vanno distrutte . Corriere della Sera. Politica. 15 gennaio 2013.. In seguito a queste disposizioni, gli avvocati di Massimo Ciancimino presentarono ricorso contro la distruzione delle intercettazioni presso la Corte di cassazione, che però ritenne inammissibile il ricorso: nell'aprile 2013 il giudice per le indagini preliminari di Palermo distrusse le intercettazioniNapolitano-pm: Gip ha distrutto intercettazioni . ANSA. Politica. 22 aprile 2013..

Sulla distruzione delle intercettazioni è stata avanzata l'ipotesi che possa tuttora esisterne una copia, che potrebbe essere utilizzata come uno strumento di ricatto. Questa vicenda ha coinvolto anche il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, che in passato apparteneva ai servizi segreti.

La testimonianza di Giorgio Napolitano Il 28 ottobre 2014, Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, rispose alle domande dei pubblici ministeri e degli avvocati sulla vicenda della "trattativa Stato-mafia" e ha chiesto che la trascrizione fosse resa pubblica.Processo trattativa “Stato-mafia”: i verbali della deposizione del presidente Napolitano . La Sicilia. Giudiziaria. 31 ottobre 2014.

Le inchieste sulla P2 Anche la loggia massonica P2 è al centro dell'attenzione per il processo. In particolare, si indaga sui rapporti tra l'ex generale dei carabinieri Mario Mori e Licio Gelli e i contatti dell'ex ufficiale dell'Arma, per anni al SID, con il terrorismo nero. Un ex ufficiale del SID, Mauro Venturi, che negli anni settanta lavorò con Mori, racconta che quest'ultimo gli propose di entrare nella P2.Stato-mafia: indagine si allarga a P2 ed eversione nera . ANSA. Sicilia. Notizie. 16 settembre 2014.

Le prime sentenze