La Lancia Flaminia è la grande ammiraglia Berlina della Lancia, che verrà prodotta anche nelle altre versioni Coupé, Sport, Convertibile e Supersport; nasce per sostituire i fasti della precedente Aurelia e per porsi sul mercato come la nuova grande auto di rappresentanza della produzione italiana, nel periodo che va dalla seconda metà degli anni cinquanta agli anni sessanta.

La Flaminia non avrà una discendente diretta, al termine della produzione, nel 1969, poiché nella medesima categoria di vetture, il Gruppo Fiat aveva in produzione la sola Fiat 130. E per avere una vettura Lancia della stessa categoria, si dovrà attendere il 1976, con la Lancia Gamma.

La Flaminia Dalla Aurelia alla Flaminia Più o meno nel momento in cui, nel 1955, la famiglia Lancia cede la maggioranza azionaria al gruppo Pesenti (Italcementi), alla direzione tecnica avviene una piccola rivoluzione: al posto dell'ingegner Vittorio Jano, che passa alla Ferrari, il 27 marzo 1955 viene nominato il professor Antonio Fessia, un tecnico illustre e di vasta esperienzaWim H.J. Oude Weernink e Adriano Cimarosti. «La Lancia», Vimodrone (Milano) [I], Giorgio Nada Editore, 1994, p. 216.

Fessia è un fautore della trazione anteriore (infatti di li a qualche anno progetterà la Flavia, prima vettura di serie italiana con ruote motrici anteriori) ed inizia con la revisione del modello di punta, l'Appia, varando la seconda serie (che esce nei primi mesi del 1956), ma contemporaneamente deve occuparsi di progettare la macchina destinata a sostituire il modello Aurelia, che comincia a denunciare i suoi anni.

È così che nasce la Flaminia, un'automobile di alta classe, dall'indole assai meno vivace rispetto a quella della progenitrice, ma senza dubbio più moderna nella linea e più lussuosa nell'allestimento.

La prima Flaminia vede la luce nell'aprile del 1956 ed è la versione berlinaQuattroruote numero 4 anno 1956, pagina 51Motor Italia numero 34 anno 1956 pagina 41Auto Italiana numero 11 anno 1956 pagina 66.

Si tratta di una voluminosa limousine, la cui linea è dovuta a Pininfarina, dotata di motore a 6 cilindri a V di 60° da due litri e mezzo di cilindrata, erogante circa 100 HP e capace di spingere la vettura fino a 160 km orari.

Rispetto all'Aurelia, si presenta con una livrea totalmente diversa (tra cui l'abbandono della classica mascherina anteriore Lancia a favore di una a sviluppo orizzontale), ma con una meccanica non certo rivoluzionaria, in cui la variazione di maggior rilievo è data dal mutato sistema di sospensione anteriore, non più a foderi verticali, ma a trapezi trasversali e molloni elicoidali.

La messa a punto del nuovo modello richiede tuttavia più di un anno: la versione definitiva, che si caratterizza per il nuovo sistema di apertura delle porte (ora tutte incernierate anteriormente) e per un notevole allargamento della carrozzeria, viene esposta al Salone di Ginevra (marzo 1957), ma per le prime consegne ai clienti occorre attendere ancora qualche mese.

La scelta del nome Nel 1956, quando esce la vettura di fascia superiore destinata a sostituire l'Aurelia, la direzione Lancia sceglie un nome che abbandoni la serie di quelli aventi inizio con la lettera “a” (Aprilia, Ardea, Aurelia), ma che ripercorra la via intrapresa con la Aurelia e proseguita con l'Appia, designando cioè il modello con il nome di un'altra strada consolare romana, cioè “Flaminia”.

Stile Lo stile della Flaminia, preceduto dal prototipo Florida, ad opera di Pininfarina, segna una svolta epocale ed influenzerà tutta la produzione automobilistica successiva. Quando questi mostrò la sua ultima creatura al mondo durante il Salone dell'Automobile di Torino nella primavera del 1955, tutti furono impreparati, nessuno poteva capire in quel momento quanto la Florida avrebbe influenzato il car design negli anni a venire.

Per la prima volta, infatti, si supera lo stilema ponton, quasi un grumo di argilla, monolitico, organico, fatto di curve, dettato precedentemente da Pininfarina stesso con la Cisitalia 202. Come non c'era quasi stata una coupé o una berlina che non avesse pagato il "tributo" alla Cisitalia, viceversa ora con la Flaminia la carrozzeria non era più un blocco unico modellato, ma composto da varie superfici affiancate, ognuna con un concetto estetico proprio, raccordate ora anche da spigoli vivi. Tendenza che si diffonderà presto in Europa (Fiat 1800/2100/2300, Peugeot 404), quanto in oltre Oceano (basti pensare alle Pontiac Grand Prix e Buick Riviera del 1963) e rimarrà in voga ancora intatto venti anni dopo (Rolls-Royce Camargue).

Il profilo vettura appare lungo ed elegante, e la dimensione del volume di coda era sufficiente per un pieno equilibrio visivo con il cofano, dando enfasi alla statica distribuzione dei pesi 50/50.

La Flaminia era notevolmente pulita per il suo tempo. Il tema principale era la forma, con una quasi totale assenza di decorazione. Lateralmente, l'unica era la cornice cromata attorno alla vetratura, quasi a valorizzare il dettaglio più importante, ossia i suoi passeggeri.

Forte enfasi orizzontale è data dalla linea di cintura, che collega i parafanghi anteriori estendendosi fino a quelli posteriori, miscelandosi con la modanatura proveniente dal montante C. A rafforzare ulteriormente questo motivo vi è un teorico che piega la lamiera appena sopra i passaruota, estendendosi per tutta la lunghezza dell'auto.

Caratteristico il frontale basso e largo, che abbandona lo scudo Lancia a favore di una calandra orizzontale dal vago gusto Ferrari. Sul cofano è inserita una presa d'aria, mentre il parabrezza panoramico, di ispirazione americana, è ripreso dalla show car Florida. Da questa, e dalla precedente Aurelia quindi, si perdono invece le portiere posteriori a vento.

Nel posteriore il lunotto non è più montato a filo, ma incassato nei montanti, i quali prolungandosi dànno origine a pinne posteriori.

La serie Flaminia La berlina Flaminia inizia la sua carriera nel 1957; quattro anni dopo esce la sua seconda serie, caratterizzata da alcune piccole varianti meccaniche, che peraltro influiscono marginalmente sulle prestazioni. Poi, nel settembre 1963, riceve un motore di maggior cilindrata (2,8 litri contro 2,5), che accresce soprattutto le doti di elasticità e ripresa.

Il successo riscosso dalla Flaminia berlina, al suo apparire sul mercato, è indiscutibilmente buono: dopo aver degnamente sostituito la berlina Aurelia, la Lancia deve proporre le versioni dall'impronta più sportiva, quelle che debbono prendere il posto delle famose Aurelia B20 coupé e B24 spyder; per far questo, la casa torinese imbocca la strada già percorsa con l'Appia, creando un telaio che possa essere adeguatamente rivestito dai migliori carrozzieri italiani.

Le Flaminia sportive vengono esposte al pubblico per la prima volta in occasione del XV Salone dell'automobile di Torino, che si apre il 5 novembre 1958: sono tre versioni, tutte aventi forma di coupé, logicamente molto diverse tra loro e realizzate da tre dei carrozzieri italiani più quotati: Pininfarina, Touring e Zagato.

Rispetto a quella della berlina, la meccanica delle tre nuove coupé non presenta grandi rivoluzioni, se non l'accorciamento del passo (275 cm la coupé Pininfarina e 252 cm la Touring e la Zagato, contro i 287 cm della berlina) ed un incremento della potenza (da 102 a 119 HP).

Pininfarina presenta una lussuosa coupé, creata adattando il design del prototipo precedentemente realizzato su base Aurelia, chiamato Florida II (per anni auto personale dello stesso Battista Pininfarina); questa coupé rimane comunque nel contesto delle auto da rappresentanza dalle dimensioni generose, più che delle sportive, pur se non mancheranno partecipazioni, anche di successo, di questa vettura ad alcune competizioni velocistiche.

Touring espone invece, con la classica struttura definita “Superleggera” (ossatura in tubi di acciaio con copertura in alluminio), una filante versione a soli 2 posti, caratterizzata dalla doppia fanaleria anteriore e da vistosi gruppi ottici posteriori.

Zagato, specializzato nelle costruzioni di tipo più sportivo, lancia la sua berlinetta più spartana, di peso contenuto e dalla linea che ricalca quella della sorellina minore Appia. Le Flaminia Sport di Zagato parteciperanno a numerose competizioni, cogliendo, nella propria categoria, un buon numero di significativi successi.

Grazie alla maggiore potenza e alla diminuzione di peso, le tre coupé vantano prestazioni più elevate: le velocità massime dichiarate sono di 170 km orari per la coupé di Pininfarina, di 180 per la Touring e di 190 per la Zagato.

Per il parto della versione aperta della Flaminia, che sostituisce la B24 Aurelia, occorrerà pazientare ancora più di un anno: la “convertibile” (questa la denominazione ufficiale) - che porta a cinque il numero di versioni della Flaminia - esce infatti nel marzo del 1960, quando viene esposta al Salone di Ginevra. È dovuta a Touring e ha una linea che è sostanzialmente identica a quella della coupé, dalla quale naturalmente eredita anche la meccanica.

Le evoluzioni successive possono così sintetizzarsi: 1962 (gennaio): le coupé Touring e Zagato e la convertibile Touring montano un motore che, grazie all'alimentazione mediante 3 carburatori, eroga una potenza di 140 HP (contro 128); queste vetture vengono identificate mediante l'aggiunta della sigla “3C”; 1962 (settembre): anche la coupé Pininfarina viene modificata nell'alimentazione ed adotta un carburatore triplo corpo; il motore eroga così 128 HP (contro 119); questa vettura viene identificata mediante l'aggiunta della sigla “3B”; 1963 (settembre): nasce una nuova versione della GT Touring, maggiorata nel passo, che ora può ospitare 2 persone sul sediolo posteriore (cosiddetta versione 2+2); la nuova versione viene identificata come “3C-GTL”; 1963 (settembre): come la berlina, anche tutte le versioni derivate possono montare, in luogo del 2,5 litri, il motore maggiorato a 2,8 litri; 1964 (novembre): nasce l'ultima Flaminia, la Supersport, sempre carrozzata da Zagato; 1970 (marzo): la Flaminia sparisce definitivamente dai listini; le ultime ad essere commercializzate sono state la berlina e la coupé di Pininfarina.

Per chiudere la storia della Flaminia, occorre ancora citare i 4 o 5 esemplari di vettura "Presidenziale", costruiti (nel 1960-61) da Pininfarina per la Presidenza della Repubblica Italiana.

Schema periodi commercializzazione Flaminia Commercializzazione in Italia Flaminia con motore da 2457 cm³Anni Berlina CoupéGTConvertGTL 2+2Sport1957maggio/dicembre---------------1958tutto l'anno---------------1959tutto l'annotutto l'annotutto l'anno------tutto l'anno1960tutto l'annotutto l'annotutto l'annogiugno/dicembre---tutto l'anno1961tutto l'anno (dadicembre 2ªserie)tutto l'annotutto l'annotutto l'anno---tutto l'anno1962tutto l'annotutto l'anno (daottobre tipo 3B)tutto l'anno (dafebbraio tipo 3C)tutto l'anno (dafebbraio tipo 3C)---tutto l'anno (dafebbraio tipo 3C)1963tutto l'annotutto l'annotutto l'annotutto l'annosolo 2 o 3esemplaritutto l'anno1964tutto l'annotutto l'annotutto l'annotutto l'anno---tutto l'anno1965tutto l'annotutto l'annotutto l'annotutto l'anno---gennaio/giugno1966tutto l'annotutto l'annotutto l'annotutto l'anno------1967tutto l'annotutto l'annotutto l'annotutto l'anno------1968gennaio/ottobregennaio/ottobregennaio/ottobregennaio/ottobre ------