Lo Scisma Nazionale () o Grande divisione fu una serie di disaccordi tra re Costantino I di Grecia ed il suo primo ministro, Eleutherios Venizelos, riguardo alla politica estera della Grecia nel periodo compreso tra il 1910 ed il 1922, di cui il punto focale era l'ingresso o meno della Grecia nella prima guerra mondiale. Venizelos era favorevole a supportare la Triplice intesa e voleva che la Grecia entrasse in guerra al suo fianco, mentre il re, filogermanico, desiderava la neutralità della Grecia per favorire i piani delle Potenze Centrali.
Al di là dei disaccordi, la questione divenne sempre più seria perché iniziò a intaccare il ruolo del sovrano nello stato. Il licenziamento di Venizelos da parte del re portò ad un profondo risentimento personale tra i due e una sostanziale divisione in due parti della società greca.
Dopo che il regno di Bulgaria entrò in guerra contro il regno di Serbia (già assediata da un attacco combinato di Germania ed Austria-Ungheria) nel settembre del 1915, Venizelos tenne una votazione al parlamento il 4 di ottobre per chiedere la coscrizione obbligatoria per onorare il trattato di alleanza sottoscritto due anni prima tra Grecia e Serbia. Dal giorno successivo, iniziò l'invasione delle forze alleate a Salonicco per stabilire il fronte Macedone ed aiutare così la Serbia, ma il re rifiutò di firmare la proposta di coscrizione obbligatoria per i cittadini greci, accusando il primo ministro di tradimento per l'invasione di Salonicco e costringendolo a dare le proprie dimissioni per la seconda volta in un anno (1915). Nell'agosto del 1916 i seguaci di Venizelos instaurarono un governo provvisorio che includeva la Grecia settentrionale, le isole dell'Egeo e Creta e che si schierò apertamente con la Triplice Intesa. Questo atto, che effettivamente divise la Grecia in due entità, diede modo all'Intesa di reclamare le perdute regioni della Macedonia e di riottenere così il controllo della Grecia settentrionale, gradualmente dopo lo sbarco dell'Armata d'Oriente l'anno precedente. Dopo intensi negoziati diplomatici, si aprì un confronto armato ad Atene tra gli Alleati e le forze realiste con dozzine di morti, linciaggi e cinque mesi di blocco navale che costrinse infine re Costantino ad abdicare l'11 giugno 1917, lasciando che suo figlio Alessandro prendesse il suo posto. Venizelos tornò ad Atene il 29 maggio 1917, e la Grecia venne riunificata ed entrò ufficialmente in guerra con gli Alleati.
Sebbene alla fine la Grecia uscì vittoriosa dal conflitto assicurandosi anche nuovi territori secondo il trattato di Sèvres, gli effetti di questa divisione nella politica greca minarono lo stato sino agli anni '40 del Novecento, contribuendo alla sconfitta della Grecia nella guerra greco turca, alla nascita e al collasso della Seconda Repubblica ellenica, al colpo di stato di Pagalos ed al regime dittatoriale di Metaxas. Lo Scisma Nazionale rifletteva le differenze tra la "Nuova Grecia" ottenuta con le guerre balcaniche del 1912-13 composta da Tracia, Macedonia, Epiro, Creta ed isole dell'Egeo settentrionale, e la "Vecchia Grecia" composta dai territori antecedenti al 1912. In generale, la popolazione della "Nuova Grecia" era più propensa a supportare le idee di Venizelos mentre gli abitanti della "Vecchia Grecia" sostenevano più strenuamente la monarchia.Kostis, 2018, pp. 277-278.
La fonte del conflitto
La causa principale del conflitto fu la disputa personale sorta tra il primo ministro greco Venizelos e re Costantino I di Grecia. Sin dagli anni '70 dell'Ottocento, i capi di stato greci erano stati costretti ad accettare il principio della maggioranza di governo per costituire una legislatura e ovviamente questo pose i primi ministri in posizione dominante nella scena politica, creando attorno a loro dei gruppi politici ad personam per quanto questi potessero governare solo dietro consenso del sovrano.Koliopoulos, 2002, p. 53.
Molti politici liberali greci vedevano il ruolo mediatore del sovrano nella politica nazionale come superfluo e persino deleterio. Il senso pubblico di opposizione alla monarchia si acuì con la sconfitta dell'esercito greco, capeggiato da Costantino (allora principe ereditario), nel corso della guerra greco turca del 1897. Molte delle speranze di riforma vennero a diffondersi anche nei giovani ufficiali dell'esercito ellenico che si sentirono umiliati da questa sconfitta, influenzati dal repubblicanesimo.
La "Lega Militare" venne costituita il 15 agosto 1909 ed in quella data venne pronunciata una dichiarazione nelle caserme di Goudi ad Atene. Il movimento, che chiedeva riforme al governo e nell'ambito degli affari militari, venne supportato anche da una parte di popolazione; re Giorgio I venne costretto a cedere alle richieste dei militari. Nominò Kyriakoulis Mavromichalis al ruolo di primo ministro ed accettò le dimissioni del principe Costantino dagli incarichi militari.
Ad ogni modo, apparve chiaro ben presto che la leadership della Lega non era in grado di governare il paese e pertanto questi si misero alla ricerca di un leader politico d'esperienza che fosse però anche anti-monarchico e non fosse legato ai vecchi sistemi di partito. Gli ufficiali trovarono quest'uomo nella persona di Eleutherios Venizelos, un noto politico cretese i cui contrasti personali col principe Giorgio, reggente dell'allora stato cretese, sembravano confermare le sue credenziali anti-monarchiche e repubblicane.
Con l'arrivo di Venizelos, la Lega si fece da parte e l'energico primo ministro dominò la scena politica greca. Il suo governo portò avanti una serie di riforme, inclusa la creazione di una nuova costituzione. Ad ogni modo, egli riuscì anche a stabilire delle strette relazioni col re, resistendo ai richiami che gli pervenivano da più parti per avviare la transizione alla repubblica, reintegrando persino i principi reali nelle loro posizioni nell'esercito, nominando il principe ereditario Costantino quale ispettore generale. Il reintegro dei principi e di numerosi altri ufficiali realisti come Metaxas (che Venizelos nominò suo aiutante di campo) e Dousmanis, portò alle proteste da parte degli ufficiali della Lega Militare (come Zorbas e Zymvrakakis); Venizelos favorì inoltre la missione francese in Grecia del 1911-1914, scelta che però non piacque al principe ereditario che era stato educato secondo la scuola tedesca.
Le riforme di Venizelos ruppero l'influenza della casata dei Glücksburg e creò un apparato clientelare fedele a lui solo.Kaloudis, 2014, p. 10. In una società dove i clan tradizionali e le famiglie determinavano anche le lealtà politiche, la creazione di un'entità di questo genere, fedele al Partito Liberale non riuscì comunque ad attecchire presso il popolo. Inoltre, quanti si sentivano naturalmente esclusi puntavano per contro alla famiglia reale, vista come il naturale contraltare ai Liberali.
Le guerre balcaniche (1912–13)
Con lo scoppio delle guerre balcaniche, Costantino venne immediatamente nominato ancora una volta comandante in capo dell'esercito greco ed il successo delle sue armate sul campo, in particolare nella seconda guerra balcanica contro i bulgari, aiutò molti a dimenticare la disfatta del 1897. Fu ad ogni modo durante questa guerra che si aprirono le prime tensioni tra Costantino e Venizelos, in una disputa sul ruolo dell'esercito dopo la vittoria nella battaglia di Sarantaporo. Costantino voleva marciare verso nord, verso Monastir, temendo che l'esercito greco potesse essere accerchiato, mentre Venizelos era ansioso di portare l'esercito ad est e di catturare la città ed il porto di Salonicco, strategicamente importante.
Le ragioni di Venizelos erano dovute al fatto che anche i bulgari avevano mire sulla città, la più importante della Macedonia, e vi stavano inviando le loro truppe. La strategia di Venizelos riuscì a prevalere e i greci catturarono la città alcune ore prima dell'arrivo dei bulgari. L'episodio non venne pubblicizzato all'epoca, e dopo la fine delle guerre entrambi gli uomini, sovrano e ministro, erano estremamente popolari, anzi la loro unione era stata ritenuta invincibile per il bene dello stato greco.
L'opposizione anti-venizelista in parlamento, ad ogni modo, iniziò gradualmente a pungolare il sovrano. Dopo la seconda guerra balcanica e durante i negoziati del trattato di Bucarest, Venizelos venne pesantemente criticato per essere stato troppo comprensivo con la Bulgaria che aveva infatti ottenuto le terre della Tracia occidentale anche se queste erano state conquistate dai greci nel corso della guerra. Per il porto e la città di Kavala, l'intervento del kaiser Guglielmo II in favore della Grecia risultò cruciale. Venizelos in parlamento supportò l'idea che non fosse contro gli interessi della Grecia consentire alla Bulgaria di ottenere la Tracia, così che la Grecia avrebbe potuto ottenere una zona cuscinetto da ulteriori attacchi esterni.
Enver Pasha, il ministro della guerra ottomano e membro del triumvirato che reggeva all'epoca l'Impero ottomano, decise nel gennaio del 1914 di "ripulire" l'area ionica dell'Anatolia dei suoi abitanti greci e nel maggio del 1914 istituì una commissione con questo scopo.Akçam, 2007, pp. 103–104. Questa operazione di "pulizia" portò alla morte di almeno greci ionici e portò centinaia di rifugiati verso le coste egee della Grecia. Nel luglio del 1914, l'operazione di pulizia etnica si fermò per le proteste di Russia, Francia e Regno Unito che protestarono tramite i loro ambasciatori alla Sublime Porta, ed in particolare l'ambasciatore francese Maurice Bompard si espresse in difesa dei greci che abitavano il suolo turco.Akçam, 2007, pp. 105–106.
L'inizio del conflitto
Con lo scoppio della Grande guerra, le autorità greche dovettero scegliere se mantenere la neutralità o allinearsi alle forze della Triplice Intesa. La partecipazione della Grecia alla guerra dalla parte degli imperi centrali era fuori discussione sia per la vulnerabilità della Grecia alle navi della Royal Navy, sia perché nell'ottobre del 1914 il principale nemico tradizionale della Grecia, l'Impero ottomano, si era schierato con la Germania. La posizione della neutralità era favorita dai greci filogermanici nonché dallo staff generale dell'esercito che aveva un notevole ascendente sulla figura del sovrano.Kaloudis, 2014, p. 12.
Per i primi due mesi della guerra, l'Impero ottomano mantenne una sostanziale neutralità favorevole alla Germania, e i governi inglese, francese e russo avviarono una campagna per mantenere neutrale la potenza ad est.Kaloudis, 2014, p. 13. Il 18 agosto 1914, Venizelos disse all'ambasciatore inglese ad Atene, sir Francis Elliot, di desiderare che la Grecia entrasse in guerra con gli Alleati, ma questi rifiutò decisamente ritenendo che l'Intesa preferisse mantenere l'impero ottomano neutrale senza ulteriori disordini che l'entrata in guerra della Grecia avrebbe certamente causato tra i due paesi.Kaloudis, 2014, pp. 13-14. Il 29 ottobre 1914, gli ottomani attaccarono la Russia nel Raid del Mar Nero ed il 4 novembre 1914, Gran Bretagna, Francia e Russia dichiararono simultaneamente guerra agli ottomani.Kaloudis, 2014, p. 14. Dopo la decisione degli ottomani di entrare nel conflitto, gli Alleati erano più aperti nei confronti dell'entrata in guerra della Grecia la quale chiedeva in cambio l'adempimento della Megali Idea. Ad ogni modo, gli Alleati volevano mantenere ancora neutrale la Bulgaria.Kaloudis, 2014, pp. 14-15. Venizelos venne sconfortato dal fatto che gli Alleati avessero preferito la Bulgaria anziché la Grecia dalla loro parte.