Il Partito Socialista dei Lavoratori Unificato (, PSTU) è un partito politico brasiliano di estrema sinistra fondato nel 1994 e registrato definitivamente nel 1995; il suo numero elettorale è 16. Nel dicembre 2025 contava 14.710 iscritti.

Il PSTU è un'organizzazione socialista che rivendica il marxismo rivoluzionario, basandosi sulle teorie e sulle pratiche di Lev Trockij e di Nahuel Moreno.

Il partito costituisce la sezione brasiliana della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (LIT-QI) e ne rappresenta la sezione più numerosa; nei diversi paesi tale organizzazione si articola come partito legalizzato o meno, oppure come corrente interna di più ampi partiti anticapitalisti.

Analogamente al Partito Comunista Brasiliano (PCB), al Partito della Causa Operaia (PCO), a Unità Popolare (UP) e ad alcune tendenze del Partito Socialismo e Libertà (PSOL), il PSTU si colloca all'opposizione da sinistra rispetto ai governi municipali, statali (compresi quelli guidati dal Partito dei Lavoratori) e federale.

Storia Fondazione Nell'aprile 1992 il deputato José Dirceu presentò, alla riunione dell'Esecutivo nazionale del PT, una risoluzione poi approvata che concedeva quindici giorni alla Convergência Socialista (CS) per adeguarsi alla nuova regolamentazione delle tendenze interne.

Tale regolamentazione vietava le manifestazioni aperte contro la politica della direzione maggioritaria. Secondo José Dirceu, per evitare la pubblicizzazione di simili manifestazioni si dovevano proibire sedi proprie, giornale proprio, finanze proprie, relazioni internazionali pubbliche e di partito, in quanto queste sarebbero state l'esteriorizzazione di una politica contraria alle risoluzioni del PT e del suo primo Congresso.Silva, 2001; Cerdeira, 2009.

Dopo aver lasciato il Partito dei Lavoratori a metà del 1992, la Convergência Socialista avviò la formazione di un nuovo partito politico insieme ad altri piccoli gruppi di estrema sinistra che all'epoca formavano il cosiddetto Fronte Rivoluzionario (FR), del quale, oltre alla CS, facevano parte altre organizzazioni:

il Partito del Fronte Socialista (PFS), in precedenza denominato Partito della Liberazione Proletaria (PLP);E prima ancora Coletivo Gregório Bezerra (CGB), organizzazione formata da militanti che avevano accompagnato Luís Carlos Prestes al momento della sua rottura con il PCB. il Movimento Socialista Rivoluzionario; la Democrazia Operaia, formata principalmente da impiegati bancari di Porto Alegre, uno dei cui dirigenti era Victor Hugo Ghiorzi; la Lega, formata da militanti che ruppero con il PT all'inizio del 1993, tra i quali Júnia Gouveia, Celso Lavorato, Edmilson Araújo, Rômulo Rodrigues, Santiago, Henrique Martins e Lays Machado; il Gruppo Indipendente di Diadema; il Coletivo Luta de Classes, tra i cui dirigenti si possono citare Carlos Bauer e Magno de Carvalho.

Tra il 3 e il 5 luglio 1994 il FR si riunì in un congresso per fondare il PSTU. La registrazione definitiva presso il Tribunale superiore elettorale avvenne il 19 dicembre 1995.

Scissione del 2016 Nel luglio 2016 739 militanti firmarono un manifesto di rottura con il partito, intitolato Arrancar alegria ao futuro, e fondarono successivamente il Movimento per un'Alternativa Indipendente e Socialista (MAIS). Nell'agosto 2017 il MAIS ufficializzò il proprio ingresso come corrente interna del PSOL; la decisione fu presa nel congresso dell'organizzazione, svoltosi dal 27 al 30 luglio a San Paolo. In seguito il MAIS e altri gruppi si fusero dando origine a Resistência, corrente interna del PSOL.

Arresto di Lula

Nel 2018, nel contesto dell'arresto di Luiz Inácio Lula da Silva, il PSTU prese posizione a favore dell'arresto dell'ex presidente, giudicando inaccettabile la tesi del PT secondo cui Lula veniva incarcerato a causa della selettività della giustizia. Il partito non ritenne tuttavia sufficiente l'arresto dell'ex presidente per porre fine alla corruzione, chiedendo anche l'arresto di politici come Aécio Neves, Michel Temer ed Eduardo Cunha e di imprenditori come Joesley Batista e Marcelo Odebrecht. Nel 2021 il partito sostenne invece che l'arresto era stato un atto arbitrario promosso dal giudice Sérgio Moro, rovesciando la propria posizione precedente. Nel 2022 il PSTU appoggiò la candidatura di Lula al secondo turno delle elezioni.

Elezioni del 2022 e il Polo Socialista Rivoluzionario Nell'ottobre 2021 il PSTU lanciò il «Polo Socialista Rivoluzionario» (PSR), con l'obiettivo di unire diverse organizzazioni di sinistra, movimenti sociali e attivisti per partecipare alle elezioni del 2022 sotto il simbolo del partito. Le adesioni avvennero tramite la cosiddetta «affiliazione democratica», procedura per cui partiti, organizzazioni e attivisti privi di simbolo elettorale registrato presso il Tribunale superiore elettorale presentano le proprie candidature sotto il simbolo di un altro soggetto, mantenendo però indipendenza politica e posizioni proprie sulla base di un accordo reciproco. Tale procedura era già stata adottata in elezioni precedenti da altri gruppi privi di registrazione elettorale, come Unità Popolare, per affiliazione democratica nel PSOL. In quell'occasione fu approvato un manifesto proposto dal PSTU e sottoscritto dai partecipanti, cui seguirono dibattiti programmatici promossi dallo stesso PSTU, dalla CST e dal MRT.

Tra le organizzazioni che composero il PSR figuravano la Corrente Socialista de Trabalhadoras e Trabalhadores (CST), corrente politica fondata nel 1992 all'interno del Partito dei Lavoratori, che alle elezioni agiva come tendenza interna del PSOL ma sostenne le candidature del PSTU agli esecutivi e presentò Barbára Sinedino, dello stato di Rio de Janeiro, al Senato federale con il simbolo del PSTU, mentre le restanti candidature furono presentate dal PSOL; il Movimento Rivoluzionario dei Lavoratori (MRT), che presentò candidati alla Camera dei deputati e alle assemblee legislative statali; la corrente Socialismo ou Barbárie (SoB), proveniente dal PSOL, che presentò una candidatura nello stato di San Paolo; la corrente Revolução Brasileira di Nildo Ouriques, anch'essa proveniente dal PSOL; oltre ai gruppi Iniciativa Socialista, Emancipação Socialista, Política Revolucionária, Petroleiros Socialistas e a Plínio de Arruda Sampaio Jr., direttore del giornale Contrapoder.

Dopo le elezioni, nel dicembre 2022, il PSTU propose lo scioglimento del PSR. Si dichiararono contrari alla proposta Plínio de Arruda Sampaio Jr., il gruppo Petroleiros Socialistas, la CST, il MRT e Iniciativa Socialista.

Organizzazione Numero di iscritti Data Iscritti Variazione annua dic. 2006 13.568 — — dic. 2007 13.332 236 −1,7% dic. 2008 13.156 176 −1,3% dic. 2009 11.867 −9,8% dic. 2010 12.541 674 +5,7% dic. 2011 13.159 618 +4,9% dic. 2012 14.177 +7,7% dic. 2013 16.756 +18,2% dic. 2014 17.141 385 +2,3% dic. 2015 17.375 234 +1,4% dic. 2016 17.403 28 +0,2% dic. 2017 17.177 226 −1,3% dic. 2018 17.143 34 −0,2% dic. 2019 15.873 −7,4% dic. 2020 15.858 15 −0,1% dic. 2022 15.303 555 −3,5% dic. 2023 14.951 352 −2,3% dic. 2024 14.922 29 −0,2% dic. 2025 14.710 212 −1,4%

Risultati elettorali Elezioni presidenziali Anno Immagine Candidato presidente Candidato vicepresidente Coalizione Voti Posizione 1994 Luiz Inácio Lula da Silva(PT) Aloizio Mercadante(PT) Frente Brasil Popular pela Cidadania(PT, PSB, PCdoB, PPS, PV e PSTU) 17.122.127 (27,04%) 2º 1998 José Maria de Almeida(PSTU) José Galvão de Lima(PSTU) Nessuna coalizione 202.659 (0,30%) 7º 2002 José Maria de Almeida(PSTU) Dayse Oliveira(PSTU) Nessuna coalizione 402.232 (0,47%) 5º Secondo turno: appoggio critico al candidato vincitore Luiz Inácio Lula da Silva (PT) 2006 Heloísa Helena(PSOL) César Benjamin(PSOL) Frente de Esquerda(PSOL, PCB e PSTU) 6.575.393 (6,85%) 3º Secondo turno: voto nullo 2010 José Maria de Almeida(PSTU) Cláudia Durans(PSTU) Nessuna coalizione 84.609 (0,08%) 6º Secondo turno: voto nullo 2014 José Maria de Almeida(PSTU) Cláudia Durans(PSTU) Nessuna coalizione 91.209 (0,09%) 8º Secondo turno: voto nullo 2018 Vera Lúcia Salgado(PSTU) Hertz Dias(PSTU) Nessuna coalizione 55.762 (0,05%) 11º Secondo turno: appoggio critico al candidato sconfitto Fernando Haddad (PT) 2022 Vera Lúcia Salgado(PSTU) Raquel Tremembé(PSTU) Nessuna coalizione 25.625 (0,02%) 10º Secondo turno: appoggio critico al candidato vincitore Luiz Inácio Lula da Silva (PT)

Elezioni statali Nelle elezioni statali del 2010 il PSTU presentò a Minas Gerais la candidatura a governatore del Fronte di Sinistra, mentre a San Paolo, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul e Ceará, tra gli altri stati, presentò candidature al Senato federale.

Nelle elezioni statali del 2014 il PSTU sostenne candidati alla carica di governatore in tutti gli stati a eccezione di Acre, Mato Grosso do Sul e Tocantins. In metà di questi 24 stati il PSTU non costituì fronti elettorali né con il PSOL né con il PCB; negli stati in cui il PSTU era alleato solo con il PSOL, il PCB presentò candidature isolate, salvo che in Rondônia e Roraima, dove il PCB non aveva candidati. Dei 10 candidati a governatore del PSOL sostenuti dal PSTU, solo quattro provenivano dall'ala sinistra del PSOL.

Note

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