Sogni e bisogni è una serie televisiva italiana del 1985, diretta da Sergio Citti e interpretata da Héctor Alterio, Jacques Dufilho, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi, Giulietta Masina, Franco Citti, Carlo Verdone, Francesco Nuti, Renato Pozzetto e Marilù Tolo al suo ultimo ruolo.
Episodi Gli episodi durano circa mezz'ora; tra l'uno e l'altro sono presentati alcuni intermezzi di tre curiosi personaggi (Il Bene, Il Male ed il Destino, interpretati rispettivamente da Héctor Alterio, Jacques Dufilho e Giulietta Masina) che vagano. Il primo episodio, Amore cieco, è l'unico presentato nella prima puntata, intervallato da intermezzi più ampi. Sempre nella prima puntata il Destino, incarcerato per un equivoco insieme al Bene e al Male, scopre di avere smarrito un libriccino su cui era scritta la vita di ogni essere umano. Il libello, finito nelle mani di uno sconosciuto, viene progressivamente riscritto e, già dalla seconda puntata, i successivi episodi, sono presentati due a due, intervallati da intermezzi più brevi.
Durante gli intermezzi il Destino si dispera per l'incarcerazione e, alla fine, riesce ad evadere insieme al Bene e al Male. I tre, insieme, si buttano alla ricerca del libriccino. Il Destino è quanto mai coriaceo e intende recuperare il suo prezioso strumento, senza il quale la sua esistenza non ha più senso. Gli episodi, invece, presentati a due a due per ogni puntata, rappresentano storie che l'ignoto ritrovatore del libello inventa e scrive di sana pianta sul prezioso strumento del destino, rendendole reali e veritiere. Solo alla fine il Destino scoprirà che l'importantissimo testo era finito nelle mani di un bambino povero.
nº Titolo Prima TV Italia 1 Amore cieco 6 ottobre 1985 2 Il ritorno di guerriero 13 ottobre 1985 3 Micio micio 4 La morte porta consiglio 20 ottobre 1985 5 Il fattaccio 6 Ladri 27 ottobre 1985 7 L'imbiancone 8 Anche questo è amore 3 novembre 1985 9 Verde Luna 10 Sant'Analfabeta 10 novembre 1985 11 Cuore nero
Amore cieco Principali interpreti: Paolo Villaggio (Orazio), Lara Nakszyński (Caterina).
Trama Due strani personaggi (il Bene e il Male, che dicono provenire direttamente dal Paradiso e dall'Inferno) attendono sotto l'acqua, in una cava, il Destino. Quando il Destino arriva, tutti e tre partono per un lungo viaggio. Il Destino preannuncia un'imminente guerra che porterà all'estinzione della razza umana. Fra i tre nasce presto un diverbio che sfocia in una rissa per strada; il fatto attira allora una "gazzella" della polizia di passaggio nei dintorni e arresta i personaggi. In galera, mentre il Destino consulta il suo "libriccino" dove è descritto il destino di tutte le persone della terra, arrivano due ciechi melanconici che misteriosamente non sono elencati nel libriccino. Il Destino si addormenta e sogna.
Orazio è un omuncolo insignificante che scrive continue lettere d'amore a Caterina (una giovane e bellissima vicina di casa impagliatrice di cestini di vimini) ma senza sapere che lei è completamente cieca e si chiede dunque come mai questa non gli rivolga mai lo sguardo, finché un giorno non decide di dichiararsi. Andando a casa di lei scopre la verità dalla zia che l'accudisce, la quale gli dice anche che la cecità potrebbe essere eliminata tramite un'operazione molto costosa (60 milioni di lire). Quindi Orazio comincia ad acquistare tutti i cestini per accumulare la cifra necessaria all'operazione ma ben presto si rende conto che potrebbero volerci quarant'anni per arrivare a tale cifra e decide quindi di vendersi la casa e accompagnarla amorevolmente a fare l'operazione.
Nel frattempo però Orazio è sempre più spaventato dal fatto che quando Caterina potrà vederlo, scoprendo che non è quel bell'uomo che lei s'era sempre immaginata, possa scappare via. Nel viaggio di ritorno Caterina cerca di riconoscere in tutti gli uomini del treno il suo Orazio che le si para davanti molte volte ma viene ignorato e non considerato, esattamente come quando era cieca. Orazio non ci crede neppure più, rinuncia a rincorrerla e s'addormenta in uno scompartimento. Anche Caterina è rassegnata e le si va a sedere proprio di fianco, riconoscendolo solo grazie alla curiosa suoneria dell'orologio e accettandolo bonariamente pur vedendo che non è l'angelo biondo che s'era sempre immaginata.
Il Destino si sveglia dalla notte in galera e scopre subito che i due ciechi sono evasi rompendo le sbarre alla finestra e con essi è sparito anche il suo famoso libriccino. Subito evade, seguita prima dal Male e poi dal Bene, che li segue titubante con rimorso.
Il ritorno di Guerriero Principali interpreti: Maurizio Nichetti (Guerriero), Daria Nicolodi (la moglie di Guerriero), Asia Argento (la figlia di Guerriero) e Alessandro Haber (Perotti).
Trama Guerriero torna dopo dieci anni di lavoro all'estero dalla figlia (che non ha mai conosciuto) e dalla moglie che nel frattempo si è risposata con il misterioso Perotti e l'ha dichiarato defunto. Trova un quadretto famigliare felice e decide di non fare scenate, assecondando la richiesta della moglie di darsi per morto.
Tuttavia durante la sepoltura (assolutamente grottesca, con il "morto" nella bara che parla col becchino), parlando con chi gli scava la fossa, il fratello di Perotti, scopre che quest'ultimo è tutt'altro che santo e brav'uomo e ha (con vari espedienti psicologici) soggiogato ai suoi favori tutto il paese di poveri contadini che ora l'odia. Apprende inoltre che è debole di cuore e basta una lieve arrabbiatura per stroncarlo. Allora Guerriero torna dalla moglie e provoca in tutti i modi Perotti che però rimane impassibile, anzi ride.
Durante l'aggressione entra in scena un contadino guercio assoldato da Perotti per uccidere Guerriero che spara ai due uomini ferendoli (di striscio Guerriero, al cuore Perotti). A quel punto, capendo che rimangono pochi istanti di vita al nuovo marito, Guerriero istiga Perotti a sfogare la rabbia repressa. Scende in paese e fa una scenata ai suoi sottomessi, ribadendo anche la sua cattiveria e supremazia, nonché alla moglie e alla figliastra quanto sono pesanti e poi muore, scoprendo però all'ultimo che non è affatto stato ferito, ma solo sporcato dal sangue di Guerriero.
Micio micio Principali interpreti: Gigi Proietti (Pompeo) e Andréa Ferréol (padrona del gatto).
Trama Pompeo è uno sfasciacarrozze grezzo, buzzurro e assolutamente impassibile alle donne che cercano continuamente di sedurlo. Proprietario di un gatto bianco e nero, pubblica un annuncio su un giornale per farlo accoppiare. Trova finalmente un potenziale partner nella gatta di una ricca aristocratica, ma i due felini non si accoppiano. I due provano a portarli sulla spiaggia per creare una "situazione romantica". Al chiaro di luna, i due confidano le loro passate esperienze amorose, per poi scoprire che i gatti sono scomparsi.
I due padroni iniziano a cercarli nervosamente, fin quando li ritrovano intenti a rincorrere una gatta in calore. A quel punto, si chiarisce l'equivoco: entrambi sono padroni di un gatto maschio ed entrambi pensavano che l'altro fosse padrone di un esemplare femmina. Ne nasce un forte diverbio, al termine del quale entrambi i padroni confessano all'altro di non aver mai fatto l'amore con qualcuno. Proprio nel momento in cui i due stanno per baciarsi, ritrovano i due gatti e ricominciano a litigare su quale dei due gatti avesse dato dimostrazione di miglior vigore, facendo svanire ogni passione in procinto di sbocciare fra i due.
La morte porta consiglio Principali interpreti: Marina Confalone (Teresa) e Pietro Tordi (padre di Teresa).
Trama Una donna di mezza età, Teresa, è al capezzale del padre morente in un letto di un ospedale. La donna gli strappa la promessa che alla sua morte le darà i numeri del lotto in sogno. Subito la prima notte, la figlia vaga nel sogno alla ricerca del padre che trova prima immedesimato in un bambino e poi nell'adulto intento sempre comunque a far giochi da bimbo. Nonostante l'insistenza della figlia, il padre non è disposto a darle i numeri (che afferma tuttavia di conoscere) per come l'ha trattato male durante gli ultimi anni di vita e soprattutto per la pessima sepoltura datagli. Le dice inoltre che se vuole i numeri deve redimersi e fargli una tomba bellissima in luogo di quella scarna e insulsa che ha ora. Per dar comunque prova della sua fede gli concede un solo numero estratto che effettivamente esce a patto che però lei giochi solo 100 lire.
Nel sogno successivo la figlia accetta l'impegno del padre: lei si vende la casa e con i soldi fa una tomba stupenda al padre che in cambio le darà un terno secco. Durante il giorno la figlia organizza la riesumazione e fa costruire un monumento funebre. La notte Teresa si addormenta sotto la tomba (non avendo oltretutto più la casa) e in sogno il padre, beffardo e intento in giochi infantili come sempre, le dà i numeri, troppi numeri, tutti i numeri così che lei non possa giocarli tutti.
Il Fattaccio Principale interprete: Enrico Montesano (il portiere della casa da affittare).
Trama In un condominio alla periferia di Roma, un padre di famiglia ha fatto una strage uccidendo moglie, figlia e poi suicidandosi. A fare la macabra scoperta è il portiere. La notizia appare su tutti i giornali (con tanto di foto del portinaio) e vari possibili acquirenti si fanno avanti per poter visionare e quindi comperare l'appartamento ora sfitto. Il portiere approfitta della situazione e si fa dare laute mance per far vedere i locali agli ipotetici compratori (talvolta facendosi corrompere per farli passare avanti nella fila) e durante la visione della casa inscena racconti ora raccapriccianti, ora macabri, ora schizofrenici sul quel che è successo in quelle mura per far desistere dall'acquisto i possibili compratori e continuare le sue visite (ben) pagate. Ben presto il portinaio diventa un vero e proprio artista e organizza addirittura un palco dove - con interminabili monologhi - dà fondo alla sua vena d'attore sadico riproponendo storie di cronaca nera familiare.
Ladri Principali interpreti: Mario Brega (Policlinico), Ninetto Davoli (ladro) e Eliana Miglio (ragazza investita)
Trama Tre ladri di galline squattrinati ('er Caramella', 'er Pecora' ed 'er Bengala') s'apprestano a fare un furto di galline..... Nel mentre si dirigono sul luogo del delitto investono una (bella) ragazza che sviene. Non potendo portarla all'ospedale né tanto meno alla polizia, la portano in casa di 'er Caramella' che convive col vecchio nonno brontolone.
Chiamano un vicino di casa dottore ('er Policlinico') che con uno strano intruglio di olio, aceto, pepe, sale, punte d'aglio e prezzemolo spalmato sui piedi la fa rinvenire. Ma la ragazza è straniera e parla solo la sua lingua e allora coinvolgono un altro vicino di casa 'John Wayne' che parla tutte le lingue del mondo, conosciute e sconosciute. Ma non capisce la ragazza, ugualmente. Fortuna che interviene il nonno (che da giovane ha fatto il muratore in America) e che fa da interprete per la giovane ragazza americana.
Nella scena irrompe a questo punto un altro vicino di casa: 'er Tigre' che fa il duro e vuole vendicarsi sulla ragazza per l'odio xenofobo che ha verso gli americani. In realtà non riesce ad avvicinarsi che subito si commuove per lei e piange per quello che le è successo: è stata scippata pochi minuti prima che la investissero e nella borsetta aveva i soldi e soprattutto il biglietto aereo per tornare a casa.
Messosi la mano sul cuore, il nonno raccoglie i risparmi di una vita (200 dollari) conservati per tornare un giorno in America e invita la banda dei sei debosciati a fare altrettanto. Raccolti i soldi e comprato il biglietto, portano all'aeroporto la ragazza che promette loro, appena arrivata a casa, d'invitarli tutti da lei in California. Nonno esulta e balla sulla pista di volo (ben presto seguito dagli altri) per il fatto che ancora potrà tornare in America.
L'imbiancone