Il Torneo di Capodanno fu una competizione calcistica italiana organizzata nel 1981 dalla Lega Nazionale Professionisti e la FIGC tra i sedici club della Serie A 1980-81.
Era destinata a essere una competizione una tantum, ideata al fine di dare continuità all'attività agonistica durante la disputa in Uruguay, a inizio 1981, della Coppa d'Oro dei Campioni del Mondo, altrimenti nota come Mundialito, anch'essa una competizione senza repliche.
A vincere il torneo fu l', che si impose in finale sulla per 2-1.
Storia Nel 1980 la federcalcio uruguaiana organizzò a Montevideo un torneo celebrativo del cinquantesimo anniversario della vittoria nel campionato mondiale 1930, a cui furono invitate quelle Federazioni all'epoca almeno una volta campioni del mondo (nell'ordine, , , , – che declinò l'invito a favore dei per non dare visibilità politica alla giunta militare all'epoca al potere in Uruguay – e , campione in carica). Tale torneo avrebbe dovuto tenersi a cavallo tra la fine del 1980 e le prime due settimane del 1981.
Avendo l'Italia accettato l'invito, si pose il problema di dare continuità agonistica al campionato di Serie A 1980-81, sottoposto a un'interruzione di tre settimane dal al ; per tale ragione fu messo in cantiere il Torneo di Capodanno che, tuttavia, fu visto già dalla presentazione come un tappabuchi che avrebbe riscosso scarso successo di pubblico, tanto che e chiesero di avere in calendario incontri in trasferta onde garantire migliori incassi negli stadi ospiti.
Per ovviare alla scarsità di tempo a disposizione della disputa del torneo, furono organizzati quattro gironi di quattro squadre ciascuna e ogni squadra avrebbe dovuto incontrare solo due di esse; fu inoltre istituito un bonus in classifica di un punto per ogni incontro vinto con almeno due goal di scarto. Il regolamento prevedeva che la squadra prima classificata di ogni girone accedesse alle semifinali in gara unica e, a seguire, le vincitrici della semifinale si incontrassero in gara unica sul terreno di una delle due per aggiudicarsi il titolo.
Lega e Federcalcio, inoltre, permisero per la durata del torneo il tesseramento straordinario di un ulteriore giocatore proveniente da federazione estera, facoltà della quale tuttavia si avvalsero solamente tre club, la (che schierò lo svedese Mikael Rönnberg), l' (con lo jugoslavo Abid Kovačević) e l' (che ingaggiò l'austriaco Dieter Mirnegg, l'unico che poi militò in Italia, ingaggiato dal per la stagione successiva). Tra le altre sperimentazioni fu anche permesso di rimettere con i piedi il pallone in gioco da fallo laterale, se lo si riteneva più opportuno.
Come paventato dai club più grossi, il torneo ebbe pochissimi spettatori in rapporto alla capienza degli impianti: gli otto incontri della prima giornata raccolsero in totale poco meno di spettatori con il picco a Como che riceveva la ( presenze) e poco più di 136 milioni d'incasso complessivo. A rispettare il pronostico furono e, sostanzialmente, la , che vinsero il proprio girone, anche se i viola avevano la come avversaria; nel girone dell' e del vinse invece il per differenza reti, mentre l' vinse un girone in cui figurava anche il .
La semifinale tra e , l'11 gennaio successivo, fu l'incontro del torneo con la maggiore affluenza, paganti, e fu vinto dai bianconeri per 4-3 ai tiri di rigore. L'altra semifinale vide coinvolti e e registrò un successo della squadra marchigiana ben più netto di quanto il risultato di 2-1 lasciasse intuire.
Con la ripresa del campionato il torneo fu accantonato dal calendario calcistico nazionale fin quando se ne decise la finale per il in gara unica ad Ascoli Piceno.
La Juventus si presentò da fresca vincitrice del suo diciannovesimo scudetto e l'andamento dell'incontro mise in luce la maggior determinazione dell'Ascoli a voler vincere il torneo. Dopo un primo tempo senza reti i padroni di casa andarono in vantaggio con Carlo Trevisanello al quinto della ripresa; Marco Tardelli riportò la partita in parità a venti minuti dalla fine, ma nelle battute finali dell'incontro l'arbitro Tonolini assegnò ai padroni di casa un calcio di rigore che la Juventus reputò «generoso», e che la stessa stampa giudicò dubbio: Adelio Moro, alla sua ultima partita con i marchigiani e in procinto di trasferirsi al , trasformò, consegnando alla squadra ascolana il primo trofeo ufficiale della sua storia.
Fase a gironi Girone A
Classifica Squadra211032+1—32101220—22101220—2201123-1—1
Girone B
Classifica Squadra211032+1—32020220—22020220—2201123-1—1
Girone C
Classifica Squadra211053+214220031+2—4201123-1—1200225-3—0
Girone D
Classifica Squadra210143+113211021+1—3210133013201102-2—1
Fase a eliminazione diretta
Semifinali
Finale
Classifica marcatori
Note
Voci correlate Coppa d'Oro dei Campioni del Mondo Serie A 1980-1981
Categoria:Competizioni calcistiche italiane scomparse Categoria:Calcio nel 1981