Villaggio incantato (Enchanted Village), pubblicato anche come Il villaggio incantato, è un racconto di fantascienza di A. E. van Vogt del 1950.
É la storia di un esploratore precipitato su Marte che si imbatte in un antico villaggio marziano che cerca di soddisfare ogni sua esigenza.
Storia editoriale
E stato pubblicato per la prima volta nel numero di luglio del 1950 della rivista statunitense Other Worlds Science Stories.
Da allora questo racconto è stato inserito in oltre venti antologie o raccolte, come Destination: Universe! del 1952 o Monsters del 1965, e tradotto in molte lingue.
Un adattamento a fumetti è stato pubblicato su Unknown Worlds of Science Fiction nel luglio 1975,
Edizioni italiane
È stato tradotto in italiano da:
Giorgio Monicelli con il titolo Villaggio Incantato, pubblicato: nel 1954 dalla Arnoldo Mondadori Editore, nel volume n. 49 della collana Urania, in appendice al romanzo Avventura su Marte di John Wyndham, nel 1959, nel 1973 e nel 1992 dalla Einaudi nell'antologia Le meraviglie del possibile;
F. Jachno con il titolo Il villaggio incantato, pubblicato dalla Ponzoni Editore: il 31 agosto 1961 nel volume n. 82 della collana Cosmo intitolato, La sfera temporale, nel febbraio 1965 nel volume n. 40 della collana Cosmo. I Capolavori della fantascienza, intitolato Nemico invisibile - La sfera temporale;
Duccio Mangano con il titolo Il villaggio incantato, nell'ambito della raccolta Le storie delle lune, pubblicata dalla Casa Editrice La Tribuna nel 1969 nel volume numero 97 della collana Galassia e di nuovo nel 1971 nel volume n. 1 della collana Bigalassia;
Sandro Pergameno con il titolo Il villaggio incantato, nell'ambito dell'antologia Destinazione Universo (Destination: Universe!, 1952), pubblicato nel 1979 dalla Editrice Nord, nel volume n. 40 della collana Cosmo Oro;
Renato Pestriniero con il titolo Il villaggio incantato, pubblicata nel 1982 dalla Libra Editrice nel volume n. 70 della collana Slan. Il Meglio della Fantascienza, in appendice al romanzo omonimo, una versione espansa della storia scritta dallo stesso Pestriniero e tradotta in inglese dall'autore insieme ad A. E. van Vogt per un'edizione statunitense (rimasta allo stato di progetto) dal titolo The People of the Wide Sands;
Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli con il titolo Il villaggio incantato, nell'ambito dell'antologia Le grandi storie della fantascienza 12, (Isaac Asimov Presents the Great SF Stories 12 (1950), 1984) pubblicata: nel 1985 dalla SIAD Edizioni nella collana Le grandi storie della fantascienza, nel 1994 dalla Bompiani nel volume n. 276 della collana I Grandi Tascabili Bompiani;
Riccardo Valla con il titolo Villaggio incantato, nell'ambito della raccolta Creature (Monsters, 1965) pubblicata nel 1990 dalla Mondadori nel volume numero 1134 della collana Urania.
Trama
Bill Jenner è l'unico superstite dell'equipaggio di un'astronave di esplorazione che si schiantata nel deserto marziano. Jenner tenta di raggiungere il basso mare polare avvistato durante l'avvicinamento ma, dopo giorni di cammino, si rende conto di aver sottovalutato le distanze.
Oltrepassata una duna, l'uomo scopre un villaggio di marmo situato in una valle. Mentre si avvicina all'insediamento, è perseguitato da un costante e stridente rumore di sottofondo. Ormai privo di scorte, Jenner tenta di nutrirsi con i frutti degli alberi locali, che però si rivelano tossici, causandogli gravi bruciori a labbra e gengive. Esplorando l'abitato, Jenner ne comprende la natura totalmente aliena; esausto, si addormenta in una delle strutture, ma viene svegliato da una nebbia velenosa emanata dal soffitto. Sebbene inizialmente interpreti l'evento come un attacco, comprende in seguito che si trattava di un sistema di igienizzazione automatizzato, concepito però per una biologia non umana.
Nei giorni successivi, Jenner tenta di "istruire" il villaggio affinché provveda alle sue necessità, mostrandogli le briciole di cibo che ha in tasca e le ultime gocce d'acqua rimaste nelle borracce. La città sembra rispondere ai suoi stimoli, ma Jenner si accorge che il villaggio si sta letteralmente logorando nel tentativo di fornirgli sostanze quasi inesistenti sul pianeta. Convinto che la sua sopravvivenza sarà comunque breve, continua a essere tormentato dal misterioso rumore stridente.
Infine, Jenner si risveglia al suono di una musica di violini, una sorta di canto funebre per la civiltà marziana, estinta da tempo. Il cibo prodotto dal villaggio ha ora per lui un sapore eccellente e la "doccia" gassosa risulta finalmente rinfrescante. Dopo innumerevoli tentativi di comunicazione, il villaggio ha trovato la soluzione definitiva per garantire la sopravvivenza dell'ospite: non potendo adattare l'ambiente all'uomo, ha modificato biologicamente Jenner trasformandolo in un marziano. Il protagonista, ormai perfettamente integrato nel nuovo ecosistema, si scuote il liquido detergente dalla coda e striscia all'esterno per crogiolarsi al sole.
Note
Bibliografia Edizioni
Fonti critiche
Collegamenti esterni
Categoria:Racconti di A. E. van Vogt Categoria:Racconti di autori statunitensi Categoria:Racconti di fantascienza Categoria:Marte nella fantascienza