La Chiesa cattolica la riconosce come Venerabile.

Biografia Maria Domenica LazzeriNell'Ottocento, e fino a metà del Novecento, nelle sue biografie è spesso attestata la forma Lazzari. era la più giovane dei cinque figli di Bortolo Lazzeri, di professione mugnaio, e di sua moglie Margherita; l'infanzia e l'adolescenza trascorsero in maniera non dissimile da quelle dei suoi coetanei in Val di Fiemme, frequentando la scuola nel paese e cominciando a lavorare da adolescente. Le testimonianze dell'epoca affermano generalmente che Maria Domenica vivesse in casa solo con l'anziana madre (il padre era morto già nel 1828 per una polmonite, anche se la data è contestata); l'abitazione era comunque frequentata anche da altri parenti, oltre che da una domestica. Le agiografie riportano che fosse profondamente credente, e che amasse particolarmente leggere testi religiosi di varia natura.

Secondo quanto riportato da un suo confessore, ad un certo punto, alla fanciulla sarebbe apparsa la Madonna, che le avrebbe chiesto "Vuoi tu godere le insanguinate piaghe di Gesù?", domanda alla quale Maria Domenica aveva risposto: "Se ne sono degna e se lo merito, sia fatta la tua volontà". Dopo quell'incontro la sua salute peggiorò rapidamente a seguito di una specie di influenza, e ben presto la giovane si ritrovò costretta a letto afflitta da gravi dolori e da una forma di anoressia, condizione nella quale rimase per quattordici anni, fino alla morte avvenuta in odore di santità nel 1848.

Resoconti I numerosi resoconti dell'epoca affermano che, durante la lunga malattia definita dal dottor Leonardo Cloch come «ammiranda infermità» In: , Maria Domenica Lazzeri avrebbe dato prova di capacità soprannaturali di vario genere: in primis, dal 1834, le sarebbero comparse delle stimmate sulla fronte, sui piedi, sulle mani e sul costato, che sanguinavano ogni venerdì. Oltre a questo, come riportato dai visitatori – per la maggior parte laici – la giovane sarebbe anche stata dotata di bilocazione, telepatia, preveggenza, xenoglossia, e in grado di sentire ciò che veniva detto altrove; infine, sarebbe stata afflitta da una specie di anoressia che le avrebbe reso insopportabile l'assunzione di qualsiasi cibo o bevanda al di fuori dell'eucaristia, che le veniva amministrata almeno una volta al mese.

La sua storia raggiunse una fama eccezionale all'epoca, travalicando i confini italiani e venendo discussa in tutta Europa; al suo capezzale giunsero medici e professori di scienze naturali (sulla sua condizione furono pubblicate e discusse varie relazioni), così come storici, filosofi e autorità religiose. Capriana, per quanto distante ore di cammino dalla Valle dell'Adige, diventò una delle più ricercate tappe del Grand Tour. Tra i nomi celebri sono da ricordare Beda Weber, Adolph Kolping, Joseph Streiter, Anatole de Ségur, Edmond de Cazalès, John Bede Polding e Antonio Rosmini; ai visitatori, Maria Domenica Lazzeri era solita donare delle immagini votive che teneva in un baule nella sua stanza.

Al suo caso si interessò anche lo storico e scrittore tedesco Joseph Görres con delle annotazioni nella sua monumentale opera sulla mistica cristianaCfr. . Per ciò che riguarda le stigmate, secondo il gesuita Herbert Thurston «nessun altro caso è meglio attestato di questo».

Dal punto di vista scientifico, come in pochi altri casi al mondo, la condizione di Maria Domenica Lazzeri venne studiata rigorosamente in loco, puntualmente descritta e adeguatamente comunicata – secondo le procedure tipiche della ricerca metodologicamente corretta – quasi un secolo prima di Padre Pio. Un chimico e farmacista illustre, Demetrio Leonardi, studiò la composizione della sostanza proveniente dalle stimmate e accertò che si trattava di sangue; l'esito della sua analisi venne quindi pubblicato nel primo lavoro scientifico di Leonardo ClochIn realtà il medico aveva già avuto esperienza di scrittura scientifica, avendo pubblicato sulla prestigiosa rivista Annali Universali di Medicina diretta da Annibale Omodei. Nell'indice del volume 84 l'articolo risulta inserito tra le Memorie originali; viene dunque considerato tra i lavori di maggiore dignità scientifica dell'epoca, tanto che «costituisce ancor oggi una delle fonti più dettagliate per lo studio della vita della Lazzeri».

L'articolo del dottor Cloch (medico ispettore della Val di Fiemme e primario dell'ospedale di Tesero successivamente primario dell'ospedale di Trento) presenta innanzitutto ciò che già era stato pubblicato attorno alla giovane donna di Capriana, quindi prosegue con l'anamnesi; sulla base di ciò che gli viene riferito l'Autore scrive: «Incliniamo a credere, che sia stato un grave isterismo». Tuttavia questa sua prima ipotesi diagnostica non lo soddisfa, tanto da indurlo a compiere lunghi viaggi fino a Capriana, prima da Cavalese poi da Trento. Le sue numerose osservazioni, che superano l'arco di un decennio, sfociano infine nel secondo lavoro scientifico attorno al caso di Maria Domenica Lazzeri, questa volta scritto insieme al dottor Antonio Faes, già assistente alla cattedra di Storia naturale dell'Università di Padova, futuro segretario alla Sezione di medicina della riunione degli scienziati italiani a Venezia e membro dell'Accademia Roveretana degli Agiati. Rivolgendosi ai colleghi medici della settima riunione degli scienziati italiani a Napoli, i dottori Cloch e Faes in fondo alla loro relazione pongono otto quesiti – che non otterranno risposta – esprimendo una chiara perplessità diagnostica:

Eredità e culto

Le spiegazioni di quanto era avvenuto nel corso dei 33 anni di vita di Maria Domenica Lazzeri sono molto varie. Il punto di vista storico pone attenzione alla sua biografia; essa corrisponde – come un calco esatto – all'epoca della Restaurazione, che in Tirolo fu molto travagliata a causa della forte pressione culturale illuminista e giacobina sul mondo cattolico. Quella tensione tra visioni del mondo incompatibili spiegherebbe la numerosità delle esperienze mistiche nell'area tirolese – oltre alla Lazzeri, nello stesso periodo troviamo Maria von Mörl, Crescenzia Niglutsch, Ursula Mohr, Juliane Weisskircher, Hieronyma Strobl, Magdalena Gschirr e diverse altre ragazze, come una di San Genesio e un'altra di Moena. In una situazione di potere maschile sempre più pesante, le donne avrebbero dunque messo in atto una singolare forma di protesta: «Soprattutto il cattolicesimo, offrì alle donne anche, nel contesto del modello di verginità, possibilità di affermazione personale e permise forme di devozione basate sulla corporeità e sull'immaginazione – visioni, stigmate, digiuni –, alle quali le donne aderirono con particolare intensità».

Per quanto teoricamente fondate, le interpretazioni storiche di taglio sociologico non rendono conto degli eventi obiettivamente riscontrati sulla Lazzeri. Durante l'Ottocento il dottor Joseph Ennemoser aveva creduto di poter spiegare gli strani fenomeni fisici, anche quelli più incredibili, attraverso la Teoria del magnetismo animale e aveva dedicato un lungo paragrafo alla mistica di CaprianaCfr. , mentre a partire dagli anni Duemila hanno iniziato a farsi strada approcci più aggiornati che tengono conto della meccanica quantistica, della teoria delle stringhe e della dilatazione temporale gravitazionale; tuttavia la dimensione dell'inspiegabile, nella vita dell'Addolorata di Capriana, appare resistente a qualunque interpretazione: «Domenica non può sapere nulla di fisica quantistica, in compenso sa tutto su Gesù»; per Giulio Viviani il caso della Meneghina ha rappresentato «una risposta all'epoca che si stava vivendo. Un'epoca in cui gli uomini pretendevano di spiegare tutto. Una provocazione estrema che nostro Signore manda attraverso la vita di questa donna e sembra dire: Provate a spiegare questa, adesso...».

Il pellegrinaggio a Capriana non si è mai interrotto nel corso del tempo. Le migliaia di persone che intendevano mettersi in viaggio per andare a trovare Maria Domenica Lazzeri quand'era ancora in vita vennero informate della sua morte da un lungo articoloNel libro , la riproduzione del necrologio occupa tre pagine. apparso su Il Messaggiere Tirolese del 26 aprile 1848 Fino al 2025 nei libri su Maria Domenica Lazzeri la data di pubblicazione del Necrologio veniva riferita al 28 o al 29 aprile 1848, sulla base di un ritaglio di giornale erroneamente annotato; la ricerca d'archivio ha permesso di accertare la data esatta. Il testo venne redatto «nel giorno di s. Dionisio» cioè l'8 di aprile.. Alla sua tomba si recano persone singole, gruppi parrocchiali e diocesani, così come gruppi di rilevanza nazionale, ad esempio quelli che fanno capo a Paolo Brosio e al Movimento Sacerdotale Mariano fondato da Stefano Gobbi.

Un primo tentativo di avviare la causa di beatificazione partì nel 1943 per iniziativa dei capifamiglia di Capriana, Carbonare e Anterivo, ma si concluse con un nulla di fatto a causa della seconda guerra mondiale. Negli anni 50, con la ripresa delle pubblicazioni scientifiche, nel continente europeo la vicenda di Maria Domenica Lazzeri venne riesaminata da diversi studiosi: Jean Lhermitte nel libro Mistici e falsi mistici, dando inopinatamente credito alle posizioni negazioniste di Walter JacobiCfr. , medico nazista morto suicida nel 1938, aveva inserito il caso di Capriana in un capitolo intitolato Le stigmatizzazioni fraudolente, mentre Herbert Thurston nel volume Fenomeni fisici del misticismo aveva dedicato una particolare attenzione al caso, con numerosi riferimenti sparsi in tutto il suo testo.

Nel 1973 venne installata una targa sulla sua casa natale a Capriana; nel cimitero del paese è presente un piccolo tempietto con la sua tomba; il mulino della sua famiglia, situato nella valle del Rio Bianco, è stato ristrutturato nel 1989 e trasformato in un museo dedicato in parte alla figura della beata Meneghina, in parte all'attività lavorativa legata ai mulini ad acqua.

Nel 1990 venne costituita l'Associazione "Amici della Meneghina", che risvegliò l'interesse attorno alla sua figura e fece ripartire il processo, il quale ottenne il nulla osta dalla Santa Sede nel 1995. Il 23 agosto 1998 al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini venne presentato il libro Maria Domenica Lazzeri: una mistica in Val di Fiemme; all'incontro erano presenti l'autore Guido Sommavilla e il responsabile dell'ufficio medico per il processo di beatificazione Paolo Basso. L'inchiesta diocesana si concluse nel 2000; tra il 2019 e il 2022 la causa venne quindi esaminata dai Consultori.

Il 23 marzo 2023 Maria Domenica Lazzeri è stata dichiarata venerabile da papa Francesco.

A Maria Domenica Lazzeri la Rai ha dedicato uno sceneggiato radiofonico in 13 puntate trasmesso da venerdì 6 ottobre 2023 a venerdì 29 dicembre 2023 dalle 13.40 alle 14.00 su Rai Radio 1 a diffusione regionale, , a cura di Giorgio Balducci, scritto da Pino Loperfido e interpretato da Chiara Turrini. Successivamente, per la regia di Stefano Uccia, nel 2025 la Sede Rai di Trento ha trasmesso il programma radiofonico , brani tratti dal libro Il dono di Pino Loperfido letti da Miza Mayi.

Il 12 agosto 2026 a Capriana è stato proiettato in anteprima assoluta il docufilm Voluntas tua, un lungometraggio di Lia Giovanazzi Beltrami e Alberto Beltrami sulla vita della Lazzeri e sulla sua memoria collettiva nel XXI secolo replicato a settembre nei cinema di Tesero, Trento e Baselga di Piné.

Note

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