La nazionale di calcio della Libia (in arabo: منتخب ليبيا لكرة القدم) è la rappresentativa calcistica della Libia nazione ed è posta sotto l'egida della Libyan Football Federation, fondata nel 1962.

Non è mai riuscita a qualificarsi per la fase finale della Coppa del mondo. La selezione vanta tre partecipazioni alla fase finale della Coppa d'Africa, dove raggiunse il secondo posto nel 1982 (battuta dal ), nonché la vittoria nel Campionato delle Nazioni Africane del 2014 (ottenuta battendo proprio il ). La nazionale libica vanta inoltre una finale di Coppa araba, dove fu battuta nel 2012 dal .

Nella graduatoria FIFA in vigore da agosto 1993 il miglior posizionamento raggiunto dalla Libia è il 36º posto del settembre 2012, mentre il peggiore è il 187º posto del luglio 1997; al dicembre 2021 occupa il 117º posto della graduatoria.

Storia Esordi (1920-1962) Il calcio arrivò in Libia negli anni '20 del XX secolo, durante la colonizzazione italiana, ma i primi club nacquero ufficialmente solo negli anni '40.

Dopo l'indipendenza del paese, proclamata il 24 dicembre 1951, fu composta una selezione libica per prendere parte ai Giochi panarabi del 1953, disputati in Egitto da sei nazionali. Sotto la guida del selezionatore Massoud Zantouny la Libia, inserita nel girone A con e , esordì ufficialmente il 29 luglio 1953 ad Alessandria d'Egitto con una sconfitta per 10-2 contro gli egiziani, sconfitta più larga nella storia della nazionale. Il primo gol nella storia della nazionale libica lo segnò Ali Zantouni, mentre l'altro gol libico fu di Mohammed Al-Houni su calcio di rigore. Il 1º agosto 1953 la Libia batté la Palestina per 5-2 sempre ad Alessandria e il 9 agosto la per 3-2 nella finale per il terzo posto, ottenendo così la medaglia di bronzo.

Ai Giochi panarabi del 1957 in Libano, inserita nel gruppo con , e , la Libia allenata da Salim Faraj Balteb totalizzò tre sconfitte: 4-3 contro la Tunisia, 5-1 contro il Marocco e 3-1 contro l'Iraq. Nel 1959 in amichevole contro il Marocco e la Tunisia ottenne due sconfitte (3-1 contro i marocchini e 4-0 contro i tunisini), mentre nel 1961 affrontò la squadra del Fronte di Liberazione Nazionale algerino, da cui fu battuta per 7-0 nella prima partita giocata in casa.

Ai Giochi panarabi del 1961, a Casablanca, guidata dall'inglese James Benjeham concluse il girone da sei al terzo posto ottenendo la medaglia di bronzo, con un bilancio di due vittorie (5-1 all' e 3-2 al ), un pari (0-0 contro il ) e due sconfitte (6-2 contro il Marocco e 2-1 contro l'Egitto).

Dall'ottobre 1961 all'ottobre 1963 fu allenata dall'inglese Billy Elliott, durante la cui gestione giocò solo due partite amichevoli.

Fondazione della federcalcio e primi tentativi di qualificazione (1962-1981) Dopo la fondazione della federcalcio locale nel 1962 e la sua affiliazione alla FIFA due anni più tardi, la Libia prese parte alla Coppa araba 1964 in Kuwait. Guidata dallo jugoslavo Vojin Božović, succeduto a Billy Elliott, affrontò Libano, Iraq, Kuwait e Giordania. Batté la Giordania per 5-2 e pareggiò senza reti con il Kuwait padrone di casa e per 1-1 contro gli iracheni, che così si aggiudicarono il trofeo a scapito dei libici, che erano obbligati a vincere per ottenere il primo posto.

Nel 1965 la federcalcio libica si affiliò alla Confédération Africaine de Football (CAF).

Ai Giochi panarabi del 1965 in Egitto la Libia sconfisse per 16-0 lo e per 15-1 l' e fu sconfitta per 4-2 dal e 6-3 dalla , concludendo il suo girone al secondo posto. Sconfitta in semifinale dalla per 8-1, ottenne il terzo posto superando per 4-2 la Palestina.

Ai Giochi panarabi del 1966 batté per 4-0 il Marocco, mentre alla Coppa araba 1966, il 1º aprile 1966, ottenne la più larga vittoria della propria storia, un 21-0 contro l'Oman. A segnare furono Ahmed Ben Soueid, autore di ben 9 reti, Ali Al-Baski (7 gol), Mahmoud Al-Jahani (4) e Mahmoud Zand (un gol). A due pareggi contro Palestina e Siria seguì la vittoria per 13-0 contro lo . Essendosi l'Oman ritirato dal match dopo 80 minuti e quindi dal torneo, la vittoria libica contro l'Oman non fu conteggiata e il primo posto nel girone andò alla Siria. Piazzatasi seconda nel girone, la Libia si qualificò comunque per le semifinali dell'ottobre 1966, dove fu sconfitta per 3-1 dall'Iraq. La squadra ottenne comunque il terzo posto battendo il Libano per 6-1 nella finale di consolazione.

Nell'agosto 1966 la Libia aveva esordito contro una nazionale europea, la , pareggiando per 0-0 in amichevole in Lituaniahttp://www.footballdatabase.eu/football.coupe.lituanie.libye.49256.fr.html. Nel 1967 i libici allenati dall'algerino Mokhtar Arribi affrontarono la , che ad Atene, di fronte a seimila spettatori, li batté per 4-0.

L'esordio della Libia in Coppa d'Africa risale alle eliminatorie dell'edizione del 1968, in cui fu eliminata dall'Egitto, che prevalse nel turno preliminare tra andata e ritorno.

Ai Giochi del Mediterraneo del 1967 la Libia ottenne un pari e tre sconfitte nel girone (3-0 contro la Tunisia, 1-0 contro la e 1-1 contro la ).

Nelle eliminatorie delle Olimpiadi del 1968 la Libia eliminò il e fu eliminata dall' dopo due sfide combattute.

Nel 1969 la Libia debuttò nelle qualificazioni alla Coppa del mondo, in vista di . Sorteggiata contro l', organizzatrice e semifinalista della Coppa d'Africa 1967, la batté per 2-1 in Libia, ma perse per 5-1 in trasferta.

Il 1º settembre 1969 la monarchia libica fu rovesciata dopo un colpo di Stato perpetrato da ufficiali dell'esercito libico capeggiati da Muʿammar Gheddafi, che instaurò la Repubblica araba di Libia in sostituzione del Regno di Libia.

Nel gennaio 1970 la Libia perse per 1-0 contro il Sudan. Nel 1971, sotto la guida dell'inglese George Ainsley, fu eliminata al primo turno delle qualificazioni alla Coppa d'Africa 1972 dalla Repubblica Araba Unita.

Non iscrittasi alle eliminatorie della Coppa d'Africa 1974 né a quelle del , nel 1974, sotto la guida di Mohammed El-Khamisi, fu eliminata dalla Tunisia ai tiri di rigore al primo turno delle eliminatorie della Coppa d'Africa 1976. Nel 1975 fu il Marocco a spegnere i sogni di gloria libici nel turno eliminatorio delle Olimpiadi del 1976.

La Libia uscì al primo turno contro gli algerini anche nelle eliminatorie del (1-0 per gli algerini all'andata e 0-0 al ritorno). Nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 1978 la Libia fu opposta alla quotata , finalista perdente della Coppa d'Africa 1976 contro il Marocco. L'andata, il 18 settembre 1977, terminò con una vittoria per 3-0 dei guineani, che si imposero anche nella sfida di ritorno, con il risultati di 2-0.

La squadra partecipò poi ai Giochi panafricani del 1978, dove vinse solo contro il e perse contro Algeria ed Egitto.

L'inglese Ron Bradley guidò la Libia nelle qualificazioni delle Olimpiadi del 1980, dove i verdi eliminarono al primo turno la Tunisia (1-0 per i tunisini all'andata in Tunisia e 3-0 per i libici al ritorno in Libia) e furono ammessi direttamente al terzo turno, ma si rifiutarono di giocare contro l'Algeria e furono squalificati. Sconfitta per 5-0 dalla per 5-0 il 19 agosto 1979 in amichevole a Słupsk, la squadra di Bradley superò il primo turno delle qualificazioni alla Coppa d'Africa 1980, ma fu fermata al secondo turno dall'Algeria.

Nel 1980 subentrò sulla panchina libica Mohammed El-Khamisi, sotto la cui guida la Libia, nelle eliminatorie del , superò il (2-1 in casa e 0-0 in trasferta), ma per motivi politici legati al conflitto libico-egiziano si rifiutò di disputare il secondo turno contro l'Egitto e fu dunque squalificata.

Finale di Coppa d'Africa e mancate qualificazioni mondiali (1981-1987) La Libia ospitò poi la Coppa d'Africa 1982, a cui non prese parte l'Egitto, ancora scosso dall'assassinio del presidente Anwar al-Sadat e rimpiazzato dalla Tunisia. Nella fase a gironi i libici padroni di casa se la videro con , Tunisia e . Proprio quest'ultima nazionale costrinse i libici al pareggio (2-2) con una rete allo scadere del match di apertura del torneo. Successivamente la vittoria contro la Tunisia (2-0) ed il pareggio a reti bianche contro il Camerun portarono la Libia al primo posto del girone. In semifinale i verdi si confermarono la rivelazione del torneo battendo lo per 2-1 grazie alla doppietta di Beshari. In finale la Libia affrontò di nuovo il Ghana ed anche in questa occasione arrivò il pareggio, stavolta per 1-1. Ai tiri di rigore si imposero per 7-6 i ghanesi, che si aggiudicarono così il loro terzo titolo. La finale fu caratterizzata dai disordini dei tifosi locali, che lanciarono petardi per tutta la durata dell'incontro e alla fine della partita invasero il campo.

La Libia mancò poi la qualificazione alla fase finale della Coppa d'Africa del 1984 e del 1986.

I verdi andarono molto vicini all'obiettivo di qualificarsi per il mondiale di : superato l'ostacolo Niger, prevalsero nella doppia sfida contro il con un punteggio totale di 4-0, mentre il turno successivo vide i libici battere il 2-0 nell'arco di 180 minuti. A questo punto rimaneva da eliminare solo il , ma la Libia rimediò un pesante 3-0 il 6 ottobre 1985 allo Stadio Moulay Abdallah di Rabat e non bastò l'1-0 ottenuto il 18 ottobre 1985 allo Stadio 28 marzo di Bengasi per rovesciare le sorti della qualificazione.

Embargo e squalifica internazionale (1988-1998) A causa dell'embargo imposto dal 1992 al 1999 alla Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista dai paesi dell'occidente e a causa delle sanzioni dell'ONU, la nazionale libica fu poi bandita dalle competizioni internazionali, saltando così 6 edizioni della Coppa d'Africa e 3 edizioni del campionato del mondo.

Guidata dal rientrante Mohammed El-Khamisi, tornò sulla scena internazionale in vista delle qualificazioni al , dove eliminò il , ma poi, sorteggiata nel girone con Algeria, e , si ritirò. In seguito fu allenata dall'ex nazionale libico Ahmed Ben Soueid.

Già alla guida tecnica della Libia dal 1984 al 1986, Hashimi El-Bahlul vi tornò nel 1991 e vi rimase sei anni, per quasi tutta la durata dell'embargo. Sotto la sua gestione i libici giocarono solo incontri amichevoli nel 1991 e nel 1992. Dopo oltre 5 anni di inattività della nazionale, El-Bahlul fu sostituito nel 1997 dal rumeno Ion Moldovan in vista dei Giochi panarabi del 1997, che si tennero a Beirut. La Libia fu eliminata al primo turno da terza classificata nel suo gruppo, dopo due pareggi e una sconfitta. Nel settembre 1997 la squadra partecipò ad un torneo amichevole in cui ottenne due vittorie e un pari.

Ritorno alle competizioni ufficiali (1998-2011) La Libia tornò a disputare match ufficiali nel luglio 1998, giocando le qualificazioni alla Coppa d'Africa 2000. Fu eliminata al primo turno dall'Algeria dopo due sconfitte (2-0 in Libia e 3-0 in Algeria).

Nella Coppa araba 1998 la Libia tornata nel torneo dopo ventidue anni di assenza, subì due sconfitte consecutive e fu eliminata.

Partecipò poi ai Giochi panarabi del 1999 disputati in Giordania, allenata dall'italiano Eugenio Bersellini: dopo cinque match senza sconfitte (di cui tre vinti), la Libia arrivò in semifinale, dove fu eliminata dall'Iraq; chiuse poi l'edizione al terzo posto.

Superata la doppia sfida delle eliminatorie del contro il (successo per 3-0 in casa e sconfitta per 3-1 in trasferta), la Libia fu eliminata nella fase a gironi, dove fu sorteggiata nel girone del Camerun. In otto incontri raccolse sei sconfitte e due pareggi.

I libici tentarono dunque di qualificarsi alla Coppa d'Africa 2002. Sconfitti per 3-1 dal in trasferta, in casa vinsero per 3-1 portando la sfida ai supplementari, per poi vincere ai rigori. Inserita in un difficile girone con Sudan, Egitto e Costa d'Avorio, la Libia uscì dopo essere giunta terza (due vittorie e quattro sconfitte).