La storia degli ospedali inizia nell'antichità con alcune strutture religiose o militari dell'Antica Grecia e dell'Impero Romano, ma anche del subcontinente indiano. I precursori degli ospedali furono infatti i templi asclepiani dell'antica Grecia e poi gli ospedali militari dell'antica Roma: i templi greci erano dedicati agli ammalati e agli infermi, ma non somigliavano affatto ai moderni ospedali, mentre i Romani non avevano ospedali pubblici civili, ma soltanto militari.

Infatti, l'ospedale pubblico come tale non è esistito fino all'avvento del Cristianesimo: verso la fine del IV secolo, si ebbe la fondazione del primo ospedale cristiano nell'Impero Romano d'Oriente da parte di Basilio di Cesarea: dopo il primo, nel giro di pochi decenni l'ospedale si era diffuso universalmente nella società bizantina, dunque anche a Roma, dove il primo nosocomio fu fondato da Fabiola, e nel resto d'Italia, in Oriente e in Nord Africa. L'ospedale avrebbe poi avuto un ulteriore sviluppo e diffusione non solo nella società bizantina, ma da essa si diffuse in tutte le società medievali europee e islamiche dal V al XV secolo.

L'età delle esplorazioni geografiche degli Europei esportò gradualmente gli ospedali occidentali nelle nuove colonie in Nord America, Africa e Asia. Essi si affiancarono ai luoghi di cura delle tradizioni locali: in Asia i templi buddhisti e i monasteri erano infatti anche luoghi di cura.

All'inizio dell'era moderna la cura e la guarigione sarebbero diventate un ambito secolare in Occidente per molti ospedali. Durante la prima e la seconda guerra mondiale furono creati molti ospedali militari e furono trovare molte innovazioni in ambito ospedaliero. Dopo la seconda guerra mondiale, gli ospedali gestiti dai governi sono aumentati di numero in Corea, Giappone, Cina e Medio Oriente. Verso la fine del XX secolo, si formarono reti ospedaliere e organizzazioni sanitarie governative per controllare meglio i costi dei vari gruppi di ospedali e condividerne le risorse; in Occidente molti ospedali più piccoli e meno efficienti sono stati chiusi perché non venivano considerati sostenibili.

Antichità

Le prime istituzioni documentate nel fornire cure erano gli antichi templi egizi. Nella storia antica, sono stati documentati ospedali anche in Grecia, a Roma, nel subcontinente indiano e in Persia. Nelle culture antiche, religione e medicina erano collegate.

Grecia

Nell'antica Grecia, i templi dedicati al dio guaritore Asclepio, noti come Asclepieia (, singolare Asclepieion, ), funzionavano come centri di consulenza medica, prognosi e guarigione. Gli Asclepeia fornivano spazi attentamente controllati favorevoli alla guarigione e soddisfacevano molti dei requisiti delle istituzioni per la cura. Sotto il nome latino Æsculapius, fu costruito un tempio romano, nel 291 a.C., a Roma sull'isola sul Tevere, l'Isola Tiberina, dove venivano eseguiti riti e trattamenti simili.

In questi santuari, i pazienti entravano in uno stato di sonno indotto noto come enkoimesis ( ) non diversamente dall'anestesia, in cui ricevevano la guida della divinità in sognoAskitopoulou, H., Konsolaki, E., Ramoutsaki, I., Anastassaki, E. Surgical cures by sleep induction as the Asclepieion of Epidaurus. The history of anaesthesia: proceedings of the Fifth International Symposium, by José Carlos Diz, Avelino Franco, Douglas R. Bacon, J. Rupreht, Julián Alvarez. Elsevier Science B.V., International Congress Series 1242(2002), p.11-17.. Nell'Asclepieion di Epidauro, tre grandi lastre di marmo datate 350 a.C. riportano i nomi, i casi clinici, i reclami e le cure di circa 70 pazienti che sono venuti al tempio con un problema medico e lo hanno lì documentato. Alcune delle cure chirurgiche elencate, come l'apertura di un ascesso addominale o la rimozione di materiale estraneo traumatico, sono abbastanza realistiche per aver avuto luogo, ma con il paziente in uno stato di enkoimesis indotto con l'aiuto di sostanze soporifere come l'oppio. Il culto di Asclepio fu adottato anche dai Romani.

La marina ateniese aveva una nave chiamata Therapia, e la marina romana aveva una nave chiamata Esculapio, i cui nomi indicavano che potevano essere navi ospedale.

Impero romano

I Romani cominciarono a costruire edifici chiamati valetudinaria per la cura di schiavi malati, gladiatori e soldati già intorno al 100 a.C.: molti però risalgono anche ad epoche successive. Se loro funzione ospedaliera dei valetudinaria è considerata dimostrata, permangono ancora dei dubbi sulla loro reale diffusione nell'impero, che forse era più limitata di quanto si è creduto in passato: infatti molti sono stati identificati solo in base alla disposizione dei resti degli edifici, e non anche grazie a documenti superstiti o a rinvenimenti della strumentazione dei medici.

L'accettazione del Cristianesimo nell'Impero Romano ha portato ad un allargamento dell'offerta di assistenza sanitaria. Infatti, dopo il primo concilio di Nicea nel 325 d.C. si iniziò la costruzione di un ospedale in ogni città cattedrale: tra i primi ci furono quelli costruiti dal medico San Sansone a Costantinopoli e da Basilio di Cesarea nell'odierna Turchia verso la fine del IV secolo, mentre Fabiola veniva riconosciuta tra i cristiani come la fondatrice del primo nosocomio a Roma. All'inizio del V secolo, gli ospedali erano già diventati onnipresenti in tutto l'Oriente cristiano, cosa che ha costituito un sostanziale cambiamento nella società rispetto all'era precristiana dell'Impero Romano, quando infatti non esistevano ospedali civili. L'ospedale di Basilio venne chiamato "Basilia": esso era simile ad una vera e propria città e comprendeva alloggi sia per medici che infermieri, oltre ad edifici distinti per le varie tipologie di pazienti: una sezione separata era destinata ai lebbrosiRoderick E. McGrew, Encyclopedia of Medical History (1985), p. 135.. Alcuni ospedali ospitavano anche biblioteche e programmi di formazione: i medici completavano i loro studi di medicina e farmacologia con il supporto dei manoscritti.

Pertanto, l'assistenza medica nel ricovero ospedaliero con il senso che ancora oggi consideriamo essere caratteristica degli ospedali è stata una novità culturale introdotta dalla dottrina religiosa della misericordia cristiana e dall'iniziativa bizantinaJames Edward McClellan and Harold Dorn, Science and Technology in World History: An Introduction (The Johns Hopkins University Press, 2006), pp. 99, 101.. Il personale dell'ospedale bizantino comprendeva il capo medico (archiatroi), gli infermieri professionisti (hypourgoi) e gli inservienti (hyperetai). Nel XII secolo Costantinopoli aveva due ospedali ben organizzati, gestiti da medici sia maschi che femmine. Le strutture includevano procedure di trattamento sistematico e reparti specializzati nelle varie malattieByzantine medicine.

Subcontinente indiano: Sri Lanka

La prima enciclopedia di medicina in sanscrito che sia sopravvissuta fino a noi, il Charaka Samhita ("Compendio di Caraka", datato dallo storico-medico Dominik Wujastyk al periodo compreso tra il 100 a.C. e il 150 d.C.) descrive proprio la costruzione di un ospedale. La descrizione di Fǎxiǎn è uno dei primi resoconti di un sistema ospedaliero civile di una qualunque parte del mondo: questa prova, unita alla descrizione di Caraka di una clinica bene equipaggiata, suggerisce che l'India potrebbe essere stata la prima area del mondo ad aver sviluppato un sistema organizzato di erogazione di prestazioni mediche su base istituzionale.

All'opposto, sono considerate errate le informazioni di molte fonti secondarie che affermano che il re Ashoka abbia fondato negli ospedali nel ca. 230 a.C.Encyclopaedia of Medical History - McGrew, Roderick E. (Macmillan 1985), p. 135..

Secondo il Mahavamsa, l'antica cronaca della famiglia reale singalese scritta nel VI secolo d.C., il re Pandukabhaya dello Sri Lanka, regnante dal 437 a.C. al 367 a.C., fece costruire case e ospedali (Sivikasotthi-Sala) in varie aree del Paese: questa è comunque la prima prova documentaria che abbiamo su istituzioni specificamente dedicate alla cura dei malati in una qualsiasi parte del mondoResource Mobilization in Sri Lanka's Health Sector - Rannan-Eliya, Ravi P. & De Mel, Nishan, Harvard School of Public Health & Health Policy Programme, Institute of Policy Studies, February 1997, p. 19. Accessed 2008-02-22.. L'ospedale a Mihintale considerato da alcuni studiosi il più antico del mondo, anche se non è più utilizzato come tale.

Rovine di antichi ospedali in Sri Lanka esistono ancora a Mihintale, Anuradhapura e MedirigiriyaAyurveda Hospitals in ancient Sri Lanka – Siriweera, W. I., Summary of guest lecture, Sixth International Medical Congress, Peradeniya Medical School Alumni Association and the Faculty of Medicine. Recenti ritrovamenti archeologici dell'ospedale di Tissamaharama risalgono al I - II secolo d.C. e risale a 600–700 anni prima dei ben noti ospedali di Mihintale e Polonnaruwa e dunque risultando il più antico mai scoperto nell'Asia meridionale, indicando una lunga tradizione medica sull'isola.

Persia L'Accademia di Gondishapur era un ospedale dotato anche di un centro di formazione medica nella città di Gundeshapur, in Persia. Gundeshapur fu fondata nel 271 d.C. dal re sassanide Shapur I; essa era una delle principali città della provincia del Khuzestan dell'impero persiano, nell'attuale Iran. Una grande percentuale della popolazione era siriaca, la maggior parte della quale cristiana.

Sotto il dominio di Khusraw I, nel 529, giunsero a Gundeshapur come rifugiati anche i filosofi cristiani greci nestoriani, compresi gli studiosi provenienti dalla Scuola Persiana di Edessa (Urfa), chiamata anche "Accademia di Atene", un'università teologica e medica cristiana. Questi studiosi avevano ottenuto il rifugio in seguito alla chiusura dell'accademia da parte dell'imperatore Giustiniano. Si occupavano di scienze mediche e hanno avviato i primi progetti di traduzione di testi medici.

L'arrivo di questi medici da Edessa segna l'inizio dell'ospedale e centro medico di Gundeshapur: esso comprendeva una scuola di medicina e un ospedale (bimaristan), un laboratorio di farmacologia, un centro di traduzioni, una biblioteca e un osservatorio astronomicoCyril Elgood, A Medical History of Persia and the Eastern Caliphate, (Cambridge University Press, 1951), p. 7. Anche medici indiani contribuirono alla scuola di Gundeshapur, in particolare il medico Mankah. Successivamente, dopo l'invasione islamica, gli scritti di Mankah e del medico indiano Susruta furono tradotti in arabo nella Casa della Sapienza di BaghdadCyril Elgood, A Medical History of Persia and the Eastern Caliphate, (Cambridge University Press, 1951), p. 3.

Dal V al XV secolo

Nel periodo medievale il termine hospitale indicava una grande varietà di strutture: ostelli per viaggiatori e pellegrini, dispensari per soccorsi dei poveri, cliniche e ambulatori per feriti e case per ciechi, zoppi, anziani e malati di mente. Gli ospedali monastici svilupparono molti trattamenti, sia terapeutici che spirituali.