La chiesa di Santa Maria della Consolazione, anche detta Maria Santissima della Consolazione, sorge ad Arcavacata di Rende in provincia di Cosenza.
È sede dell'omonima parrocchia dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.La parrocchia comprende oltre alla Chiesa omonima anche a Santo Stefano di Rende la chiesa di Gesù Misericordioso e la chiesetta di Santa Maria della Consolazione di proprietà della famiglia Magdalone.
Storia La chiesa ha origine da una vicenda accaduta nel XVIII secolo, secondo cui la sua costruzione sarebbe stata voluta dalla stessa Vergine Maria, a seguito della guarigione di due mendicanti e dell'apparizione della sua icona nel punto in cui oggi sorge l'edificio sacro.
Secondo la tradizione locale, la sera del giorno di Pasqua, due mendicanti, uno zoppo e l’altro cieco, si fermarono nei pressi di un roveto per trascorrere la notte. Durante il riposo, il mendicante cieco avrebbe visto una luce intensa provenire dal roveto e, al risveglio, si sarebbe accorto di aver riacquistato la vista; poco dopo, anche l’altro avrebbe constatato la guarigione dalla propria infermità. Le grida dei due avrebbero attirato gli abitanti della zona, i quali, recatisi sul posto, avrebbero scavato nel punto da cui proveniva la luce, rinvenendo un frammento di muro raffigurante la Madonna col Bambino. L’immagine, apparsa illuminata da un bagliore intenso, fu venerata con il nome di Madonna dall’Arco cavataDa questo arco cavato viene attribuito il nome moderno della frazione Arcavacata in cui sorge la Chiesa. o Madonna della Consolazione. Il giorno successivo, una folla si sarebbe radunata nel luogo del rinvenimento; il proprietario del fondo, appartenente alla famiglia Magdalone di Rende, avrebbe quindi promesso la costruzione di una chiesa nel sito dell’evento.Secondo studi condotti in anni recenti, l’arco deriverebbe da un edificio di culto preesistente, riconducibile al monastero basiliano di San PietroIl monastero sorgeva nei pressi del torrente Emoli, ai piedi dell'odierno Santuario della Madonna di Costantinopoli. o, più probabilmente, a una chiesa edificata nel 1424 e dedicata alla Vergine Maria, della quale si conservano pochissime informazioni di carattere storico e nessuna indicazione certa riguardo alla sua ubicazione. L’icona probabilmente rappresentava in origine la Madonna di Costantinopoli, venerata nel vicino santuario. In seguito all’evento miracoloso, il nome del luogo, originariamente Arquagabatha, sarebbe stato modificato in Arca-Vacata, in riferimento all’icona collocata all’interno di un arco con cavità.
A ricordare questo evento miracoloso è stato composto un inno alla Madonna di Arcavacata nel 1929, dal Vicario Foraneo di Rende e parroco dell'epoca, Don Francesco de Paola.Inno alla Madonna della Consolazione
Terremoto dell’8 Settembre 1905 Durante la notte fra il 7 e l’8 settembre 1905, in Calabria si verificò un potente sisma, probabilmente uno tra i più forti storicamente noti in Italia. Il terremoto distrusse molti paesi della provincia di Cosenza e di Vibo Valentia, provocando centinaia di vittime.
La popolazione di Arcavacata si affidò durante il terremoto, alla Madonna della Consolazione, che salvò la popolazione dal sisma. Da allora nella vigilia della solennità della Natività della Beata Vergine Maria, appunto l’8 settembre, i devoti si radunano a pregare e mangiare cibi tipici attorno a un grande falò, detto popolarmente “Luminera” per ricordare quella notte di paura e la grazia ricevuta. Nei tempi più remoti si organizzavano grossi festeggiamenti e una processione, oggi ridotta solo a una messa solenne di ringraziamento alla Vergine Maria ed alcuni eventi civili come spettacoli e concorsi canori.
Costruzione Prima dell’attuale edificio sorgeva una chiesa di piccole dimensioni, edificata agli inizi del XVIII secolo e menzionata in alcuni documenti storici dell’epocaNei catasti onciari ddella prima metà del '700 è scritto che "La chiesa di Santa Maria della Consolazione possiede nel luogo detto "Arcavacata" una possessione di stoppellate 10, d'annua rendita di ducati 5. Dice anche che possiede numerosi legati di messe.". Non sono pervenute informazioni dettagliate riguardo alle sue caratteristiche architettoniche, ad eccezione del fatto che le murature, spesse circa un metro, le consentirono di resistere a una violenta scossa di terremoto che colpì la provincia di Cosenza nel 1854. In seguito a tale evento sismico e alla conseguente ricostruzione del centro abitato di Arcavacata, la comunità locale decise di ampliare il luogo di culto, in segno di ringraziamento alla Madonna della Consolazione per la protezione ricevuta durante il terremoto. L’attuale edificio ingloba soltanto alcune parti della chiesa originaria, tra cui la parete di fondo dell’altare, sulla quale è collocata l’icona della Madonna della Consolazione, nella sua posizione storica.L’ampliamento della chiesa, che ne determinò l’aspetto attuale, risale alla seconda metà del XIX secolo e fu realizzato grazie al contributo economico dei coniugi Donna Marietta Morelli e Don Giovanni Magdalone. I lavori, portati avanti dai braccianti locali della famiglia, si protrassero per circa trent’anni e si conclusero intorno al 1892, anno riportato in una scritta al lato degli affreschi della volta.
Nel 1926 Donna Caterina Quintieri Morelli, discendente del barone Morelli di Rogliano e imparentata con la famiglia Magdalone, donò l’edificio alla diocesi di Cosenza e il vescovo Tommaso Trussoni ne dispose l’elevazione al rango di chiesa parrocchiale, ottenendo l'indipendenza dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore in Rende.L'atto di elevazione a Parrocchia, firmato dal vescovo di Cosenza mons. Tommaso Trussoni, è datato 10 Novembre 1925.
Nel corso della seconda metà del XX secolo la chiesa fu oggetto di diversi interventi di ristrutturazione interna, finalizzati sia al restauro conservativo sia all’adeguamento liturgico. L’intervento più significativo venne realizzato a metà degli anni Novanta e interessò quasi l’intero edificio. In tale occasione furono restaurate le opere d’arte presenti, tra cui dipinti, statue e affreschi, ritinteggiate le pareti e la volta, e sottoposti a restauro l’antico altare maggiore, la pala d’altare, i capitelli e la cantoria. L’intervento comprese inoltre il rifacimento del pavimento del presbiterio, nonché il restauro della facciata e del campanile. Durante lo stesso periodo furono installati nuovi arredi liturgici nel presbiterio, due nuove campane e una nuova sagrestia, ricavata da un’abitazione storica adiacente donata alla parrocchia.Informazioni storiche tratte dall'archivio fotografico e cartaceo della Parrocchia di S. Maria della Consolazione in Arcavacata
Sisma del 2020 A seguito della scossa di terremoto del 24 febbraio 2020, registrata alle ore 17:01 con epicentro a Castiglione Cosentino e magnitudo 4.4, la chiesa ha riportato alcune lesioni alla volta a botte incannucciata, non portante. Per motivi precauzionali l’edificio è stato temporaneamente chiuso al culto, in attesa delle necessarie verifiche, successivamente rinviate a causa delle restrizioni legate alla pandemia da COVID-19. Dopo gli accertamenti strutturali condotti dai tecnici del Comune di Rende, la chiesa è stata riaperta al culto il giorno dell’Immacolata Concezione del 2021.
Il 17 novembre 2023 l’edificio è stato nuovamente chiuso al culto, a seguito del rilevamento di un possibile deterioramento degli stucchi del controsoffitto, in particolare nell’area del presbiterio. Nell’Aprile 2026, si sono svolti i lavori di ripristino degli stucchi danneggiati e di messa in sicurezza della chiesa.
Il 5 Luglio 2026, con una solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Giovanni Checchinato, la chiesa ha riaperto al culto ufficialmente.
Descrizione Esterno La chiesa sorge su un lieve rialzo rispetto al livello della strada, accessibile attraverso una piccola piazzetta pavimentata con sanpietrini e delimitata da gradini e ringhiere in ferro battuto che conducono al sagrato. L’edificio presenta le caratteristiche tipiche dell’architettura del tardo barocco meridionale, con facciata a capanna di sobria eleganza e proporzioni armoniche.
La facciata, intonacata in colore rosa pastello e scandita da lesene e cornicioni bianchi, è conclusa superiormente da un timpano triangolare. Al centro si apre il portale d’ingresso, incorniciato da elementi decorativi in tufo, sormontato da una finestrone rettangolare con cornice modanata dello stesso materiale. Ai lati del portale si trovano due nicchie verticali, un tempo contenenti le statue di San Giovanni Battista (a destra) e di San Giuseppe (a sinistra), rimosse negli anni Settanta per un intervento di restauro e mai ricollocate. Accanto al complesso parrocchiale, oltre la strada, si trova un piccolo campo da calcio di pertinenza della chiesa, utilizzato per le attività dell’oratorio e per eventi di carattere religioso e comunitario.
Torre campanaria Alla destra della facciata si eleva il robusto campanile a pianta quadrata, realizzato in muratura mista e con lesene di pietra locale a vistaLe lesene, oggi in muratura di pietra a vista, sono state riportate alla luce nel restauro di fine secolo scorso. Precedentemente erano stuccate di bianco, suddiviso in tre ordini da alcune cornici marcapiano. La cella campanaria, aperta da monofore ad arco, ospita tre campane e termina con un terrazzino delimitato da un'elegante balaustra. L'ultimo piano, in cui oggi sono presenti le campane, è stato aggiunto nel 1930 per consentire una maggiore propagazione del suono delle campane nelle vicine contrade. La torre contiene tre campane di cui una sola a slancio. Dietro il campanile, fino al 13 Dicembre 2025 erano posti due cipressi secolari, simboli della Chiesa.
Interno L'interno costituito da un'unica navata è decorato da capitelli corinzi incastonati nel muro. Il soffitto è a volta a botte lunettata decorata da affreschi.
L’interno della chiesa è a navata unica, coperta da una volta a botte lunettata scandita da archi traversi che si impostano su un alto cornicione modanato. Le superfici voltate sono decorate da cornici in stucco che contengono affreschi di forma ovale e polilobata, disposti lungo l’asse centrale della navata. Le pareti laterali sono ritmate da una sequenza di lesene con capitelli corinzi in stucco, che sostengono una trabeazione continua arricchita da fregi e modanature. Le sezioni fra le lesene si alternano: quelle più ampie contengono ampie tele poste in cornici mistilinee, quelle piccole contengono le nicchie con statue e tele di minori dimensioni. Nel lato destro dell'arco trionfale verso l'altare vi è riportata la scritta: “A devozione del sacerdote Stefano Pastore rettore della Chiesa Anno 1892”, scritta votiva che ricorda il primo sacerdote della chiesa.Ai lati della Chiesa sono presenti anche due stanze di successiva fattura, nelle quali sono presenti altri posti a sedere; dietro l’altare la sagrestia realizzata negli anni 90 da un’antica abitazione.
Nella Chiesa è presente anche una piccola cappella, posta fra il campanile e l'antica canonica, nella quale riposano le spoglie mortali di Marietta Morelli e del consorte Giovanni Magdalone. A questa cappella si accede tramite una piccola porta lignea che riporta sulla sua sommità un fregio contenente gli stemmi delle due famiglie. È posta a destra della cantoria, sotto il quadro dell'Assunzione. Attualmente nella cappella é esposto un presepe.
Il pavimento, oggi in mattonelle di graniglia decorate a scacchi bianchi e neri, originariamente era in mattoni di tufo. Nel 1925 venne applicata sopra di essi l’attuale pavimentazione, coprendo la precedente danneggiata dal passare degli anni.
Presbiterio