Il Compitese (o zona di Còmpito) è un'area geografica della Provincia di Lucca, situata nella zona meridionale del Comune di Capannori. Si estende sul versante nord-est del massiccio del Monte Pisano, affacciata sulla Piana di Lucca e sul cosiddetto Alveo del Lago di Bientina o di Sesto.

Frazioni componenti I dieci territori, che attualmente compongono il Compitese, sono frazioni del comune di Capannori: Castelvecchio di Compito, Colle di Compito, Colognora di Cómpito, Massa Macinaia, Pieve di Compito, Ruota, Sant'Andrea di Compito, San Ginese di Compito, San Giusto di Compito e San Leonardo in Treponzio.

Origini del nome Incerta l'origine latina del nome: Riccardo AmbrosiniAmbrosini (1926-2008) era professore di Linguistica e Glottologia nell'ateneo pisano alla Facoltà di Lingue. Dal 1991, Ambrosini era presidente dell'Accademia lucchese di Scienze, Lettere e Arti. Ambrosini è morto nella sua casa di San Quirico a Moriano (Lucca).e Cesare Sardi lo riferiscono al significato di crocicchio, crocevia, bivio, derivato dal vocabolo latino compĭtum, che secondo il vescovo di Lucca Cesare Sardi (Lucca, 18 giugno 1853- Lucca il 22 settembre 1924), starebbe a indicare un un crocicchio, in particolare, cioè l'incrocio di via Di Tiglio (oggi ss.439), posto dinanzi all'antico ospedale di San Leonardo, che può considerarsi a buona ragione il centro nevralgico della zona di Compito.

L'Ambrosini accenna anche ad una possibile origine longobarda del nome per un'assonanza ad altri toponimi derivati da nomi personali longobardi (Gumbizo).

Geografia Il Compitese occupa una zona del territorio di Capannori che comprende dieci borghi che storicamente facevano parte del Piviere di Compito ed oggi sono tutti ricompresi nella comunità parrocchiale del Compitese, con oltre dieci chiese, sotto la guida di un parroco e di un coadiutore.

Comprende uno spazio di territorio largo poco meno di un terzo della superficie totale del Comune di Capannori, di cui è la zona con la densità abitativa più bassa. Si tratta di un'area geografica che alterna pianura, colline e bassa montagna.La popolazione totale del Compitese è pari a 7.246 abitanti (dati aggiornati al 2019 dal Comune di Capannori).g3w - client | CARTOTECA

Monti Il Monte Pisano si erge a sud-ovest della piana di Lucca e costituisce la maggior parte del territorio compitese.I tratti pianeggianti sono limitati all'alveo dell'antico lago di Sesto, che si estende nella parte orientale. Ospita le migliori sorgenti d'acqua della Lucchesia.

Fiumi Il canale Rogio-Ozzeri, erede del ramo meridionale del fiume storico Auser, raccoglie le acque che arrivano dal Monte Pisano e quelle della piana e le riversa o nel Serchio o nel canale Emissario di Bientina. Il Rio Guappero affluisce a Pontetetto al Canale Ozzeri. Il Rio di Massa, la Visona di Compito, Rio Ralletta e la Visona di Castelvecchio affluiscono al canale Rogio.

Caratteristiche morfologiche, climatiche e ambientali La parziale copertura dai venti del mare, fornita dal massiccio del Monte Pisano, conferisce all'area un particolare microclima semi-umido, che la rende particolarmente adatta alla crescita di alcune specie di piante. È la caratteristica che unifica tutte le frazioni del Compitese.

I numerosi rilevi, che permettono di ottenere un drenaggio ideale dei terreni, ospitano ampie distese di olivi, che hanno sostituito quasi completamente la coltivazione delle vite, per la produzione di un olio con squisite proprietà organolettiche, da sempre vera eccellenza territoriale ed oggi di gran resa economica.

È nel Compitese presente l'unica piantagione italiana di tè, ubicata presso l'Antica Chiusa Borrini a Sant'Andrea.

L'area, che è sostanzialmente un'isola di pace, è oggetto di numerosi eventi a ricorrenza annuale, che celebrano la bontà dei prodotti tipici del territorio, l'olio, pregiato fin dal medioevo, la frutta e gli ortaggi, tra cui il Fagiolo cannellino di san Ginese.

Vanto indubbio della zona, si tiene annualmente dal 1989 a Sant'Andrea e Pieve di Compito, anche con doppi appuntamenti primaverili ed autunnali, la Mostra delle Antiche camelie della Lucchesia, dal vasto assortimento frutto dei molti vivaisti compitesi, che, proprio per quel clima particolare, producono le varietà più rinomate della camelia.

Nell'alveo di Bientina, che i toscani chiamano Padule, storpiando il nome "palude" con un processo di metatesi, dai tempi della bonifica ottocentesca area vocata alla coltivazione dei campi per la produzione agricola, si trova il Lago della Gherardesca, che può considerarsi l'ultimo residuo del lago di Sesto.Ha una

superficie di circa 30 ettari e si estende all'interno di una zona protetta lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, ove vige il divieto di caccia. A breve distanza da esso è ubicata l'Oasi del Bottaccio, un'area umida protetta di estrema importanza naturalistica, gestita dal WWF.

Tutto il territorio è solcato da numerosi percorsi di treckking, che si snodano nelle aree collinari e montagnose, ben tutelate dalle leggi paesaggistiche e ben pubblicizzate.

Estremamente rinomate sono le numerose fonti dislocate su tutto il territorio, che offrono ininterrottamente acqua purissima alla popolazione. Questo efficiente sistema è possibile grazie ai molti ruscelli e rii che discendono dal Monte Serra. Le fonti sono state di recente ristrutturate e dotate di un sistema di disinfezione, la qualità dell'acqua viene monitorata da controlli periodici che ne garantiscono la potabilità.

A riprova di quanto sia radicato il legame tra la comunità compitese e il mondo agreste, nel giugno 2023 le aree ai piedi del monte tra la Pieve e Sant'Andrea, hanno ospitato la prima edizione del Festival del bosco. Per un'intera settimana infatti la zona è stata sede di spettacoli, conferenze, attività di trekking, mercatini enogastronomici e molto altro. L'obiettivo della manifestazione è stato quello di intrattenere gli amanti della natura, degli stili di vita ecosostenibili e del buon cibo locale. Visto il successo che ha riscosso il festival, gli enti organizzatori si sono detti favorevoli a riproporlo anche nei prossimi anni.

Preistoria e Protostoria Risale a 150.000 anni fa la presenza dell'uomo in questa area, testimoniata da schegge, punte, bulini, raschiatoi rinvenuti nella zona di Castelvecchio., 1966.

Insediamenti stabili lungo le sponde dell'antico Auser cominciarono a comparire in questa area all'inizio della Media Età del Bronzo a partire dal 1995 gli scavi vennero effettuati nella località subito a nord dell'edificio del Palazzaccio tra questo e via del Porto al Fontanino, su un dosso ora sito sul lato destro del Rogio.

Storia antica "A partire dal VII secolo d.C. e fino alla metà circa dell'Ottocento, epoca della bonifica granducale, la vasta zona a oriente di Lucca conosciura sotto la denominazione di padule di Bientina fu occupata da un lago di estensione variabile. Su di esso sono nate molte leggende con una matrice comune, cioè l'esistenza della misteriosa città di Sextum, una volta grande e splendente, poi sepolta nell alveo del lago da una terribile alluvione.Narra un erudito (Farnocchia1806) che •[...] certi antichissimi vestigi di grandi edifizi [... quando le acque del lago sono più basse, si scorgono benissimo, ed i pescatori anche d'oggi, cioè del 1700 circa, sanno alla mente, e per pratica, di essere ora in Piazza alla chiesa e ora in tal luogo».Michelangelo Zecchini, Capannori (Lu) scavi nella fattoria romana del Palazzaccio. L'occupazione del territorio del Compitese da parte degli Etruschi è testimoniato da insediamenti rinvenuti sulla riva destra del ramo meridionale dell'Auser, al Chiarone di Capannori, all'altezza di Colle di Compito, dimostrati appartenere all'VIII e VII secolo, epoca cioè ricollegabile alla cultura villanoviana.

Secondo gli storici l'Auser risulta pertanto diventare una delle più importanti vie commerciali per l'espansione degli etruschi verso il nord d'Italia nei secoli VI e V a.C., con una vera e propria esplosione di insediamenti etruschi della piana: abitati sono stati scoperti al Chiarone, Palaiola e in altre zone del Palude.

Ben documentata è l'invasione dei Galli nel 390 a.C., che avrebbe ricacciato oltre Arno gli Etruschi, ottenendo lo spopolamento dei villaggi lungo l'Auser: di ciò avrebbero potuto approfittare gli Apuani, abitualmente abitanti di alture, per occupare i rilievi dei Monti Pisani e forse del Compitese.

Ma l'avanzata delle truppe della Repubblica Romana verso nord era incessante. La data della conquista romana della piana lucchese risale al periodo compreso tra il 265 ed il 220 a.C. come riferito da Tito Livio nel XXI libro. Il console romano Sempronio Longo, inseguito da Annibale durante la seconda guerra punica dopo la sconfitta del Trebbia (218 a.C.), mentre Annibale si unisce ai Liguri, tradizionali avversari dei Romani, si rifugiò a Lucca, probabilmente allora già fortificata ed alleata o già avamposto romano.

Nel 179 a.C., dopo una decennio di battaglie con risultati alterni, i romani, guidati da Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino, vinsero gli Apuani-Liguri, e l'anno seguente, il 180 a.C., a valle dei loro territori e proprio per fermarli, fondarono una nuova colonia latina, Luca, nel territorio soggetto a Pisa, città già alleata con Roma. Dopo la conclusione delle ostilità con i Liguri Apuani (155 a.C.) e alla fine della era repubblicana fu trasferita nella pianura lucchese, acquitrinosa e paludosa, una grande quantità di legionari veterani, similmente a quanto documentato per LuniTito Livio Ab Urbe condita Liber XIL, 13.

Come era costume degli antichi romani, le terre strappate ai liguri ed agli etruschi, vennero da prima divise in quadrati, misuranti per lato, nella sua forma classica, 710 metri, corrispondente a 20 actus, quindi di oltre 50 ettari, ovvero 1/2 Kmq., ciascuno dei quali destinato teoricamente ad ospitare cento famiglie di coloni, da cui deriva il nome della tecnica utilizzata " centuriazione". Le terre assegnate ai legionari veterani, come ricompensa per la fedeltà prestata ai generali, costituirono una pianura fertile, costellata da abitazioni coloniche, a presidio delle terre coltivate, ciascuna con l'adozione del modello di domus con atrio, ben documentato negli scavi del Palazzaccio.Giulio Ciampoltrini, Edilizia rurale tra Valdarno e Valle del Serchio: la colonizzazione etrusca tra VI e V secolo a. C. e le deduzioni coloniali d’età tardorepubblicana, 2011, I segni dell'Auser È ben documentatauna seconda centuriazione, per la quale il prefetto addetto alla divisione dei terreni , L.Memmio C.Galleria, in epoca triumvirale o augustea, assegnò le terre ai veterani delle legioni XXVI e VIII.

Ricchi di reperti furono i siti degli insediamenti dei coloni romani, scoperti sull'Auser, sponda sinistra, nel comune di Porcari ( Fossa nera) e su quella destra di Capannori ( il Palazzaccio in Colognora di Cómpito). Sul sito archeologico del Palazzaccio, posto sul dosso del canale, è dimostrato l'avvicendarsi di culture umane fin dall'età del bronzo ( II millennio a.C.) fino ai giorni nostri, passando per gli etruschi, i romani, i longobardi e tutto il medioevo fino ai giorni d'oggi. Alla fine del millennio (1999) si arrivò alla creazione di una Parco archeologico delle "100 Fattorie romane", per la fruizione di itinerari guidati da professionisti archeologici sulla riva sinistra del Rogio, recentemente rifinanziato. L'aspetto attuale del paesaggio della piana lucchese, con distribuzione a maglie larghe sul territorio delle case rurali, distanziate l'una dall'altra, prende proprio origine dalla distribuzione delle case coloniche attuata con le centuriazioni romane.

La toponomastica odierna riporta alla colonizzazione romana con significativa frequenza: Colognora (piccola colonia) e Villora, il borgo di San Ginese ora denominato Villa, da villa,ae, Colle di Compito dal latino Collis,is, Pieve di Compito da Plebs, Castelvecchio di Compito da Castrum Veteris, ecc.