Biografia Primogenito di Giacomo e Fortunata Bolaffi, agiati ebrei di origine toscana, nacque a Il Cairo, dove il padre si trovava per commerciare e vendere tappeti orientali. Nel 1862 la famiglia rientrò a Livorno, dove continuò l'attività commerciale. Adolfo invece studiò pittura con il pittore Felice Provenzal (1825-1907), andando contro i desideri paterni che lo vedevano invece occupato nella gestione della ditta di famiglia.

Nel corso degli anni '60 dell'Ottocento, frequentò direttamente gli ambienti macchiaioli dove fece conoscenza tra gli altri Eugenio Cecconi, con cui condivise uno studio a Livorno. In questi anni l'artista dipinse soprattutto opere raffiguranti i ceti bassi della società (operai, artigiani, gente umile). Nel 1870 espose per la prima volta a Torino e nel 1875 i due viaggiarono in Nordafrica, specialmente in Tunisia, dove si dedicarono a dipingere soggetti orientali. L'anno seguente, una volta tornato a casa, ricominciò ad esporre, di nuovo temi di vita contadina e popolare. Nel 1886 organizzò, insieme ad altri, la Prima Esposizione di Belle Arti a Livorno, che venne inaugurata dal principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta. In questa rassegna artistica parteciparono più di cento artisti, per un totale di circa cinquecento opere. In questi anni viene ritratto nel suo studio dal pittore Luigi Bechi (Il pittore Belimbau nello studio, 1880-85, collezione privata), che lo raffigura seduto, davanti al cavalletto, mentre è intento a leggere il giornale.Nel 1887 espose all'Esposizione Nazionale di Venezia due opereː Prima del minuetto e Orselia (conosciuta anche come Aischelia), la seconda un soggetto orientale. Nel 1890 si trasferì a Firenze dove condivise per la seconda volta uno studio insieme all'amico Cecconi, e iniziò su commissione di privati a riprodurre spesso le sue opere. Nel 1897, venne ritratto dal pittore Vittorio Matteo Corcos, non più come pittore a riposo, ma come gentiluomo elegante che si sta preparando a uscire di casa, opera che verrà seguita tre anni dopo dal ritratto della moglie Anna Blum, sempre di mano dello stesso ritrattista.

Con il nuovo secolo, l'artista iniziò a dipingere ritratti e scene borghesi, e istituì la Fondazione Livornese di Studi Ebraici Adolfo Belimbau.

Attivo fino in tarda età nel 1929 espose alla Galleria Geri di Milano dei paesaggi egiziani. In seguito alla morte della moglie Anna nel 1936, ne progettò l'urna sepolcrale per il cimitero degli Inglesi a Firenze, città dove morì nel 1938 a 92 anni. È sepolto anche lui nel cimitero acattolico di Firenze vicino all'urna funeraria della moglie.

Opere (selezione) (Dove non indicato diversamente, la fonte è: Andrea Baboni, La pittura toscana dopo la macchia 1865‑1920.) Momento di riposo (Un pisolino) (1872), olio su tela, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze Fanciulli in giardino (1875-80) Strada in collina (1875-80) Un momento di riposo (1881) Dopo il lavoro (1881) Chiacchiere (1881) Acquaiole (1881 circa) Dalla fontana (1882) Dalla cantina (1882) Asciugatura del granturco in Val d'Orcia (1884) Fiori di siepe (1884) Saida (Studio di testa) (1886) Testa di studio (1886) Testa di studio (1886) Testa di studio (1886) Una strada a Levico (1887) Orselia (1887) Prima del minuetto (1887) Ritratto di giovane donna (1887), olio su tela, Museo Civico di Castelfranco Veneto Alla fonte (1888), olio su tela, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze Nel 1810 (1889) Una cicala (1889) Studio di testa (1889) Studio (1891-92) Istinto materno (1891-92) Pensierosa (1891-92) Fanciulla seduta (1895) Paesaggio toscano (1895-1900) Paesaggi egiziani (1929 circa) Une page d'Amour (non datato) Una fonte a Livorno (non datato)

Note

Voci correlate

Eugenio Cecconi

Luigi Bechi

Vittorio Matteo Corcos Altri progetti