La chiesa di Santa Maria Assunta è un luogo di culto cattolico, con la funzione di chiesa parrocchiale del quartiere Ombriano di Crema.
Storia La prima chiesa Il primo documento noto che testimonia l'esistenza di Santa Maria Assunta è un contenzioso del 1155 tra il vescovo di Piacenza Ugo e il priore del monastero di San Benedetto Giovanni Bonomelli su una questione di diritti sopra questa chiesa..
La chiesa di San Benedetto era stata donata con atto datato 1º dicembre 1097 da Enrico II Ghisalbertini, assieme alla moglie Belisia, all'abbazia di Montecassino.; un comunità religiosa era comunque senz'altro già insediata nel 1101 quando un atto riporta il nome del priore Lanfranco.; è in questo periodo, quindi, che la chiesa di Ombriano entra sotto l'influenza dei benedettini.
Per quanto non vi siano documenti provanti, non è escluso che parte dei beni del monastero di San Pietro sempre qui a Ombriano (fondato da un altro Ghisalbertini, Ghiselberto IV) siano passati nel momento di decadenza e abbandono al monastero cassinese..
Anche una bolla di Papa Alessandro III del 20 ottobre 1178 sancisce la dipendenza di Santa Maria al monastero cittadino di San Benedetto i cui priori avevano facoltà di investire i parroci. Un ulteriore documento che sancisce il legame tra le due chiese è del 1204 quando il vescovo di Piacenza Grimerio conferma i diritti dei benedettini sulla chiesa..
La seconda chiesa Nell'anno 1519 subentrarono a San Benedetto i canonici regolari lateranensi ma non mutarono i diritti di gestione sulla chiesa ombrianese.
Importante per le vicende storiche di quest'edificio è l'anno 1567 quando il villaggio sparso dei Sabbioni venne staccato dalla parrocchia della Santissima Trinità e assegnato a Ombriano.. Ne conseguì che l'antica chiesa divenne insufficiente a contenere i fedeli e venne pertanto ampliata. Tale chiesa, secondo gli atti della visita Castelli del 1579, aveva cinque altari (il “maggiore", San Giovanni Battista, San Rocco, Santa Croce e beata Vergine Maria), era priva di battistero e con un tetto in laterizi; era affiancata da un cimitero senza muri o delimitazioni..
Nel 1583 (visita del vescovo Regazzoni), alla chiesa era stato aggiunto il battistero e l'altare di San Rocco era stato sostituito dal quello del Santo Rosario; l'edificio era privo di sagrestia, per cui il prelato ordinava di ricavare un ambiente nell'attigua casa parrocchiale.
Risale al 20 settembre 1598 il giorno della consacrazione ad opera di monsignor Gian Giacomo Diedo, come riportava un'epigrafe ricordata dal vescovo Griffoni al termine della visita pastorale del 1724:
Verso il 1647 furono eliminati due altari laterali, lasciando solo quelli dedicati alla Beata Vergine del Rosario e riporonendo la dedicazione del secondo a San Rocco. L'organo, inizialmente collocato alla parete del coro, fu spostato nella prima cappella sinistra e il battistero, ivi collocato, fu trasposto in una nicchia. Dai documenti del XVIII secolo sappiamo che la chiesa continuava ad avere un soffitto in laterizio, lunghe finestre laterali, un campanile con due campane; studiando le fondazioni rinvenute, le sue dimensioni si attesterebbero a circa 10 metri di larghezza e 20 di lunghezza..
Gli atti delle visite Griffoni citano la presenza di due confraternite: quella del Santo Rosario (istituita nel 1604) e quella del Santissimo Sacramento (1608) cui si aggiungeva nel 1710 la confraternita dei defunti.
La terza chiesa Nel 1769 la Repubblica di Venezia sopprimeva le strutture con meno di dodici religiosi e nel 1771 l'ultimo priore abbandonò San Benedetto.. La chiesa di Ombriano, perciò, fu presa totalmente sotto la giurisdizione vescovile eccetto la nomina dei parroci il cui giuspatronato spettava agli acquirenti dei beni dell'ex abbazia benedettina, i nobili Giavarina e, successivamente, il subentrante Francesco Sangiovanni.
Fu in questo periodo che, complice anche l'incremento della popolazione., si appurò che la chiesa cinquecentesca non fosse ormai più idonea ai bisogni religiosi dei fedeli, per cui i sindaci delle congregazioni religiose chiesero e quindi ottennero nel 1786 dal vescovo Antonio Maria Gardini la costruzione di un nuovo edificio.
Due anni dopo iniziarono i lavori che si protrassero fino al 1799, un periodo piuttosto lungo per varie vicissitudini, quali il reperimento dei fondi, ma anche il passaggio delle truppe francesi sconfitte dopo la battaglia di Lodi che si prodigarono a spogliare le case del borgo, incluse la chiesa e la casa parrocchiale.. Va comunque segnalato il forte impulso profuso dal parroco don Giovanni Angelo Cerioli per completare l'edificazione della chiesa; peraltro, per la chiesa ombrianese, sfruttando le soppressioni religiose decretate della Repubblica Cisalpina, il parroco Cerioli si diede da fare per recuperare pale e altari collocati nelle chiese soppresse..
Nel 1819 il vescovo Tommaso Ronna autorizzò la ricostruzione dell'altare maggiore, mentre l'anno successivo si mise mano all'altare della Madonna.; la decorazione interna ad opera di Angelo Bacchetta è del 1890 e si segnala un cambio di altare (san Francesco di Paola in luogo di Sant'Agnese) avvenuto nel 1895.
Per quanto riguarda le vicende storiche, il 1º ottobre 1865 il vescovo Pietro Maria Ferrè consacrava la nuova chiesa. Nel 1895 l'altare di San Francesco di Paola veniva sostituito con quello di Sant'Agnese..
Il 10 agosto 1948 monsignor Francesco Maria Franco otteneva il beneplacito per elevare la chiesa dei Sabbioni in curazia; successivamente il 30 ottobre 1960 fu eretta in parrocchia autonoma staccandola definitivamente da Ombriano e affidandola ai padri cappuccini presenti in loco fin dall'anno 1574..
Nel 1951 sulla chiesa di Santa Maria Assunta fu necessario un rifacimento totale del tetto. mentre gli ultimi restauri più significativi risalgono al 1981 per il campanile (ditta cav. Giuseppe Mazzocchi) e quelli degli anni 2012-2014 (architetti Mario Scaramuzza e Vania Zucchetti).
Caratteristiche La chiesa sorge isolata, affiancata dalla sola casa parrocchiale, con un piazzale a nord che sostituisce l'antico cimitero. Misura circa 42 metri di lunghezza, poco più di dodici in larghezza ed è alta circa 18 metri.. È interamente in mattoni a vista e sono evidenti le buche pontaie.
La facciata Si presenta divisa in due ordini; quello inferiore è più largo con una parte centrale scandita da doppie lesene che sorreggono un cornicione modanato con coppi. Le parti esterne di quest'ordine sono più arretrate.
Attorno al semplice portale vi sono file di cotti alternati, probabilmente realizzate a sorreggere una decorazione mai compiuta..
L'ordine superiore, più stretto, è diviso in tre specchiature: quelle laterali contengono delle nicchie mentre in quella centrale si apre il finestrone con arco centinato.
Conclude la facciata un timpano triangolare con al centro una piccola finestra poligonale.
Le fiancate Anche queste sono divise in due ordini: quello inferiore presenta delle specchiature a sottolineare le campate interne; quello superiore accoglie ampi finestroni ad arco ribassato.. La fiancata meridionale è in parte coperta da alcune pertinenze quali la sagrestia vecchia, ora penitenzieria, e la sagrestia nuova.
Il campanile Si trova lungo la fiancata sinistra inglobato nell'edificio, di forma quadrata di circa cinque metri per lato ed è alto circa 43 metri, esclusa la statua..
La parte inferiore è in laterizio, divisa in riquadri con aperture rettangolari con alcune finestre di varie dimensioni. La parte superiore è leggermente più stretta (quattro metri per lato), intonacata e divisa in due parti: quella inferiore è dotata di basamento sul quale si appoggiano delle lesene angolari; ai lati sud e nord è collocato il quadrante dell'orologio. La parte superiore è la cella campanaria con lesene angolari e aperture a tutto sesto con concio in evidenza..
Termina il campanile una balaustra con quattro pinnacoli all'interno della quale vi è una copertura a cipolla sulla quale, in cima, è collocata la statua della Madonna assunta.
La maggior parte delle campane risale al 1930 ad opera della fonderia D'Adda Francesco e figli; due di esse, tuttavia, furono ripristinate nel 1949 dopo le requisizioni avvenute a seguito del decreto del governo Mussolini del 23 aprile 1942; un'altra campana fu sostituita nel 1976 a causa di una fessurazione.
L'interno È ad aula unica con cinque campate di larghezze diverse: si alternano due spazi di maggiori dimensioni contenenti cappelle poco profonde e tre minori lievemente aggettanti, tra i quali si sviluppano in elevazione delle doppie lesene ornate da capitelli corinzi; alla pianta si aggiunge il presbiterio rettangolare ed il profondo coro all'interno dell'abside circolare.
Negli campate più strette si aprono dei vani mentre sui rispettivi apparati murari sono appese sei scene della Vita di Maria di Gian Giacomo Barbelli: Lo sposalizio della Vergine, Il sogno di Giuseppe, La visitazione, La fuga in Egitto, Il riposo durante la fuga in Egitto e Gesù fra i dottori del tempio; quest'ultima tela riporta la firma dell'autore e la data del 1639..
L'apparato decorativo fu commissionato ad Angelo Bacchetta nel 1890..
Parete sinistra Il primo ambiente contiene il battistero protetto da una cancellata; il fonte è coperto da una copertura ottagonale con una piccola statua di San Giovanni Battista. Sulla parete è collocato Il battesimo di Gesù di Luciano Perolini..
Segue la cappella del Sacro Cuore di Gesù (in passato dedicata a San Francesco da Paola, poi a Sant'Agnese); l'altare proviene dalla soppressa chiesa di San Francesco, molto più semplice dell'alzata formata da colonne di marmo rosso di Verona che sorreggono un timpano circolare spezzato al centro del quale è collocata una piccola tela di fra' Luigi Cerioli, San Francesco da Paola; al centro, in una nicchia, è posta la statua lignea del Sacro Cuore. Alla parete sinistra è posto un altarino in legno intagliato a forma di tabernacolo, ottocentesco, con l'immagine di San Giuda Taddeo mentre a destra una nicchia contiene la statua lignea di Santa Teresa del Bambin Gesù risalente alla prima metà del XX secolo.. Sull'arco della nicchia è posta un'iscrizione tratta dal libro dei Giudici:
La terza campata è caratterizzata da una bussola che introduce al vano di uno degli ingressi laterali.
La seconda cappella sinistra è dedicata a San Giovanni Evangelista con un semplice altare del XIX secolo; sopra due gradini portacandelieri (con statua marmorea settecentesca raffigurante la Madonna col bambino) sia appoggiano due lesene con capitelli corinzi che sostengono una trabeazione ed un timpano triangolare. In mezzo è collocata l'ancona del Martirio di San Giovanni evangelista di autore anonimo e che alcuni studiosi hanno provato ad attribuire a Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, oppure Carletto Caliari.. Alla parete destra si apre una nicchia con la statua lignea di San Luigi Gonzaga della prima metà del Novecento.
La quinta campata pure contiene una bussola che nasconde l'accesso al secondo accesso laterale.
Il presbiterio È preceduto da un arco trionfale nelle cui imposte si aprono due nicchie con le statue lignee di San Fermo (prima metà del Novecento) e San Rocco (seconda metà dell'Ottocento).
Il presbiterio è diviso dall'aula per mezzo di due file di balaustre in marmo rosso e nero di Verona precedenti alla ricostruzione della chiesa; infatti, vi si trovano due iscrizioni delle quali la seconda riporta l'anno 1652, e che unite formano una frase intera di senso compiuto: