El pueblo unido jamás será vencido è un album in studio del gruppo cileno Quilapayún pubblicato nel 1975.
Descrizione Questo è il primo disco in studio realizzato dopo il golpe di Pinochet, e il primo durante l'esilio in Francia. In seguito a un lungo periodo caratterizzato da continui concerti e manifestazioni di solidarietà con il Cile e contro la dittatura, il gruppo registra nel 1974 e pubblica l'anno seguente un disco che non può non risentire del vissuto di quei giorni. Molti sono quindi i brani con riferimenti al dramma cileno, a partire dalla traccia di apertura, Compañero presidente, dedicata allo scomparso presidente del Cile Salvador Allende. Ci sono poi i due brani entrambi intitolati La represión ("La repressione"), Canción de la esperanza, un brano strumentale composto subito dopo il colpo di stato (da cui il titolo Canzone della speranza), Con el alma llena de banderas, una canzone scritta qualche anno prima da Víctor Jara come omaggio a un giovane comunista cileno ucciso dalla polizia, qui presente in quanto brano di lotta e di speranza, El rojo gota a gota irá creciendo ("Il rosso crescerà goccia a goccia") che racconta con toni drammatici l'orrore del presente e la speranza per il futuro.
Il disco si conclude con uno dei brani più famosi del gruppo, El pueblo unido jamás será vencido, scritta prima del colpo di stato e cantata in Cile in molte manifestazioni a difesa del governo di Unidad Popular. Dopo il golpe si è trasformata nella canzone simbolo della resistenza cilena e non poteva mancare in questa produzione.
La traccia 8, La represión, era già stata incisa dal gruppo all'interno dell'LP La fragua. In questa nuova registrazione è stata arrangiata per strumenti folklorici, sostituiti all'orchestra presente nella versione originale. Titicaca è uno strumentale la cui parte lenta è stata scritta da Eduardo Carrasco, mentre l'altra sezione è la rielaborazione di una melodia popolare utilizzata come base per la costruzione della prima. Elegía al Che Guevara è una nuova versione del brano contenuto nell'album Quilapayún 3 e lì intitolato semplicemente Elegía.
Gli arrangiamenti appartengono tutti collettivamente al gruppo, tranne Chacarilla (brano dell'altopiano andino, questa versione si rifà all'arrangiamento realizzato dagli Illapu) e La represión e El pueblo unido jamás será vencido arrangiati da Sergio Ortega.
Prima di questo disco abbandona il gruppo Rubén Escudero, sostituito da Guillermo García, che aveva collaborato col gruppo negli anni precedenti e che per unirsi ai Quilapayún sceglie volontariamente di vivere in esilio.
Edizioni Questo album è stato pubblicato per la prima volta nel 1975, in formato LP, e in questo stesso formato è stato pubblicato in diversi paesi del mondo, sempre con le stesse canzoni, ma a volte con l'ordine modificato, identico titolo e a volte con la copertina modificata. L'edizione italiana contiene solo 7 brani dal disco originale, uniti a 5 altre canzoni provenienti da dischi precedenti del gruppo. Nella sola edizione tedesca il testo di El rojo gota a gota irá creciendo è attribuito anche a Pablo Neruda (il titolo e il testo riprendono alcuni frammenti della sua poesia Cómo nacen las banderas parte del Canto general).
Negli anni '90 El pueblo unido jamás será vencido è stato anche pubblicato in CD in edizioni che hanno sempre escluso le canzoni Compañero presidente e La represión (traccia 8). Sono state però aggiunte svariate bonus-track tratte da altri dischi (indicate come "altri titoli fondamentali registrati nella stessa epoca").
Tracce LP
CD
Crediti
Formazione
Eduardo Carrasco: quena, pincuyo, zampoña, voce Carlos Quezada: percussioni, chitarra, voce Willy Oddó: chitarra, percussioni, voce Hernán Gómez: chitarra, charango, voce Rodolfo Parada: chitarra, tiple, tres, cuatro, zampoña, voce Hugo Lagos: quena, zampoña, charango, chitarra, voce Guillermo Garcia: chitarra, percussioni, voce
Collaboratori Jean-Claude Lefevre - ingegnere del suono José Balmes - disegno di copertina
Note
Collegamenti esterni