La classe Lupo è una classe di fregate missilistiche che sono tra i prodotti di maggior successo della cantieristica militare italiana dal dopoguerra. Il progetto di queste unità navali è stato sviluppato dalla Fincantieri in collaborazione con la Marina Militare. Nella Marina Militare la classe Lupo era costituita da quattro unità costruite alla fine degli anni settanta.

Sono state costruite diciotto navi, di cui quattro per la Marina italiana e le rimanenti per tre clienti esteri: sei per il Venezuela, quattro per il Perù e quattro per la Marina dell'Iraq. Queste ultime però non entrarono mai in servizio per il committente originario a causa dell'embargo, dovuto prima alla guerra Iran-Iraq e poi alla prima guerra del Golfo, e finirono per essere acquistate dalla Marina Militare nel 1994, dove prestano attualmente servizio come pattugliatori di squadra. Nella storia della cantieristica italiana un simile successo lo avevano avuto in precedenza tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo gli incrociatori corazzati classe Garibaldi che servirono oltre che per la Regia Marina anche in quelle di Spagna, Argentina e Giappone. Le Lupo segnarono il debutto dei Cantieri Navali Riuniti, con gli stabilimenti di Riva Trigoso e Muggiano specializzati sulla prefabbricazione in moduli e la possibilità di realizzazioni in serie, che, con gli stabilimenti dell'OTO Melara di La Spezia che realizzavano l'armamento, fecero dello spezzino il polo dell'industria navale militare, con l'adozione della formula “chiavi in mano”, segnando il ritorno, ed il successo, della cantieristica militare sui mercati esteri.

Costruzione La progettazione e la realizzazione inizialmente concepite come cacciatorpediniere per la loro spiccata capacità antinave, come si può rilevare dalla foto del varo della unità capoclasse, venne sottoposta alle sollecitazione di diverse esigenze: quella di natura economica a causa della esiguità delle risorse finanziarie di quel periodo; l'urgenza di avere in squadra unità dotate di capacità antinave e la necessità di dotarsi di un idoneo sistema missilistico a medio raggio superficie-superficie; dimensioni e dislocamento limitato; ottima tenuta al mare; alta manovrabilità; elevato standard di abitabilità; elevata velocità massima; elevata autonomia ad andatura di crociera; prevalente armamento antinave; alta tecnologia elettronica, con eccellenti capacità di autodifesa in qualsiasi condizioni di tempo.

Il dislocamento e le dimensioni dello scafo era simile a quello delle unità della precedente classe Alpino, da cui le nuove unità derivavano, con la tenuta al mare migliorata attraverso l'adozione di una prora più alta e più slanciata e bulbo prodiero di dimensioni ridotte. Le Lupo presentavano ponte continuo senza castello, con lo scafo in acciaio ad alta resistenza suddiviso in quindici compartimenti stagni e sovrastrutture in alluminio. La continuità del ponte di coperta era interrotta dal cassero centrale, sormontato da un blocco prodiero costituito dalla plancia, la C.O.C. e sormontato da un albero di trinchetto per il sostegno dell'antenna del radar di scoperta di superficie ed aerei a bassa quota. Proseguendo verso poppa la sovrastruttura presentava un secondo blocco, collegato con il primo tramite una tughetta, che accoglieva le condotte/prese di d'aria comburente dell'apparato motore (in particolare le grosse condotte - plenum di aspirazione aria comburente delle TT.AA.GG.) ed un vistoso ed ampio fumaiolo di forma squadrata così realizzato principalmente per ospitare le altrettante voluminose condotte di scarico gas esausti delle TT.AA.GG. e i portelli di chiusura telecomandabili delle stesse, mentre le condotte di scarico dei Diesel di propulsione erano posti lateralmente all'unghia. A proravia del fumaiolo era poi sistemato un albero alla cui sommità era collocato il radar di scoperta aeronavale, mentre a poppavia del fumaiolo trovavano collocazione, uno su ciascun lato, due radar di direzione di tiro e sul cielo del secondo blocco trovavano posto altre elettroniche e il sistema missilistico antiaereo. Alle spalle del secondo blocco c'era l'hangar di tipo telescopico a due sezioni; a differenza della classe Alpino, il cui ponte di volo era in posizione sopraelevato, sulle Lupo il ponte di volo rettangolare, di circa 24×10 metri, era costituito dalla parte finale del ponte di coperta. La poppa era di tipo a specchio piuttosto larga.

Le Lupo nonostante avessero dimensioni più piccole ed una stazza più leggera rispetto alle coeve come le britanniche Type 21 e Type 22, le statunitensi Knox e Perry o le MEKO sono dotate di un armamento antiaereo (AAW), antinave (ASuW) ed antisommergibile (ASW) notevole, mentre l'elevata automatizzazione ha permesso una notevole riduzione del personale imbarcato, con circa 180 uomini di equipaggio, notevolmente inferiore se paragonato a navi di stazza e dimensioni simili come le britanniche Leander che avevano 250 uomini di equipaggio con un armamento notevolmente inferiore.

Propulsione e Ausiliari

L'Apparato Motore è di tipo CODOG (COmbined Diesel Or Gas) con due turbine a gas Fiat-General Electric LM-2500 e due motori diesel Grandi Motori Trieste A-230-20M.

Il sistema sviluppa una potenza di () con la propulsione a turbogas e () con la propulsione Diesel. Ogni linea d'asse era composta da turbina a gas, riduttore di giri a doppia riduzione e ruota lenta del tipo locked-trained della ditta svizzera MAAG e dal Diesel denominato Motore Termico Principale. L'inserzione in asse delle motrici era resa possibile per la turbina, con apposito giunto autosincronizzante SSS, posto nel riduttore, azionato idraulicamente e per differenza di inerzia fra motore primo e riduttore e per il Diesel mediante giunto a frizione marca RE azionato pneumaticamente i cui ferodi ad alto coefficiente di attrito, per mezzo di gonfiaggio di una camera d'aria anulare, venivano traslati passivamente ingranando su altri ferodi calettati col riduttore.

Le navi hanno due eliche a quattro pale a passo variabile, dal diametro di e raggiungono la velocità massima con l'ausilio dei soli motori diesel di 18 nodi con punte massime di 21 nodi a 1140 giri/min per ogni Diesel e con la propulsione a turbogas di 35 nodi che, all'epoca della loro entrata in servizio, ne facevano le navi più veloci della loro categoria. Le Lupo venezuelane hanno motori diesel A-230-20M che sviluppano una potenza di leggermente maggiore delle altre, e che sono stati sostituiti con nuovi motori diesel MTU 20V 1163 dopo lavori di ammodernamento nelle prime due unità.

Il governo era assicurato da due timoni, sistemati nel flusso delle eliche, con un angolo di barra di 35° per lato.

L'autonomia ad una velocità di 15 nodi è di 4000 miglia.

Per la produzione dell'energia elettrica a bordo provvedevano quattro gruppi elettrogeni Diesel alternatori GMT A-230-6M (due in un locale dedicato a prora, il locale DD-AA e altri due ospitati in locale Motori Termici Principali assieme ai due Diesel di propulsione) da ciascuno e quindi complessivamente circa di potenza elettrica..

L'energia elettrica, organizzata ancora "per servizi" prodotta dai Diesel generatori veniva convogliata per i nr.2 Diesel di prora in Centrale Elettrica di prora e per i nr.2 Diesel di poppa in Centrale Elettrica di poppa. Le due centrali venivano poi monitorate dalla consolle in C.S. (Centrale di Sicurezza) posta sul ponte di sicurezza. E potevano essere collegate fra loro da due connessioni (sbarre) o condotte separatamente (Centrali Separate). Entrambe alimentavano le utenze vitali (con linea di normale da una centrale e linea di riserva dall'altra centrale alternativamente secondo l'assetto prescelto) e quelle non vitali. Dalla Centrale Elettrica di poppa arrivava, quando in porto, l'alimentazione da terra dalla presa da terra posta in colonnina in locale Agghiaccio Timoni. La condotta da remoto dei Diesel Generatori era possibile mediante due centraline della ditta "Carlo Gavazzi", una posta in Centrale Elettrica di prora e una posta in Centrale Elettrica di poppa.

Notevoli novità per la gestione automatizzata dell'apparato motore furono introdotte con queste navi. La condotta dell'apparato motore poteva essere assicurata in locale in prossimità degli impianti (per la condotta delle TT.AA.GG. in locale vi era un bancalino di gestione, per la regolazione del passo delle eliche vi erano dei quadri in locale MM.TT.PP. e i comandi di emergenza a mano nei locali tunnel asse, per i Diesel sui motori stessi, mentre per le manovre di inserzione giunti vi erano i comandi dedicati sui riduttori di giri), ma soprattutto da remoto in C.P. (Centrale di Propulsione) posta sotto il ponte di sicurezza nello stesso compartimento stagno del locale MM.TT.PP. sia in telecomando che in automatico (mediante l'impianto automazione mod. 7206 della ditta italiana SEPA che provvedeva anche alla condotta da remoto degli ausiliari Apparato Motore) e dalla plancia (solo alcune funzioni) in automatico (sempre con consolle SEPA).

Armamento Le Lupo sono delle navi armate notevolmente, specie se si considerano le dimensioni e la stazza delle navi. Le varie versioni in cui sono state costruite presentano delle variazioni nell'armamento.

L'armamento artiglieresco è costituito da un singolo cannone prodiero 127/54mm Compatto dell'Oto Melara e dalle due mitragliere binate del sistema di difesa ravvicinata contraerea Dardo collocato sul ponte di coperta sulle due fiancate a poppavia del fumaiolo. Parte dell'armamento della fregata venezuelana Mariscal Sucre; sono visibili i cannoni binati da 40mm del CIWS, i lanciatori degli OTOMAT ed il lanciatore dei missili Aspide Il cannone da 127/54 della fregata venezuelana Mariscal Sucre Il cannone 127/54 mm Compatto è un'arma duale che ha una cadenza di tiro di 45 colpi al minuto e in grado di colpire in un raggio di bersagli aerei e di superficie. Pur essendo un'arma polivalente, il suo compito principale è comunque la difesa contraerea piuttosto che quella di arma multiruolo.