La battaglia del passo di Kasserine (in tedesco Schlacht am Kasserinpass, in inglese Battle of the Kasserine Pass) si svolse durante la campagna di Tunisia della seconda guerra mondialeLa battaglia si sviluppò nelle vicinanze del centro di Qaṣrayn (), che nella lingua parlata può essere letto Qasrìn.. Si trattò dello scontro più importante della breve ma efficace controffensiva effettuata fra il 19 e il 25 febbraio 1943 dalle forze italo-tedesche nella regione della grande dorsale delle montagne dell'Atlante, nella Tunisia centro-occidentale. Le forze dell'Asse impegnate furono elementi del Deutsches Afrikakorps del feldmaresciallo Erwin Rommel (reduci dalla lunga ritirata seguita alla sconfitta di El Alamein), la divisione corazzata italiana "Centauro" e una parte della 5. Panzerarmee (5ª armata corazzata) del generale Hans-Jürgen von Arnim, sbarcata in Nordafrica nel dicembre 1942 per contrastare le forze angloamericane avanzate verso est dopo l'operazione Torch. Da parte Alleata le forze impegnate furono essenzialmente quelle del 2º corpo d'armata dell'esercito statunitense, comandata dal maggior generale Lloyd Fredendall, rafforzate nella seconda fase (dopo la disfatta iniziale) da importanti reparti britannici e francesi.

La battaglia rappresentò uno dei primi scontri su grande scala tra truppe statunitensi e tedesche nella seconda guerra mondiale. Le giovani ed inesperte truppe americane, maldestramente guidate in battaglia dai loro comandanti., furono sconfitte e subirono pesanti perdite; in particolare le forze corazzate americane (dotate di un equipaggiamento abbondante e moderno) mostrarono una netta inferiorità tattica e operativa nei confronti delle più esperte Panzer-Division tedesche. In termini chilometrici la battaglia rappresentò la più grande sconfitta delle forze statunitensi nella seconda guerra mondiale, respinte di 140 km in una sola settimana.

Dopo l'imprevista disfatta, l'esercito statunitense apportò diversi cambiamenti alla sua organizzazione e alle sue tattiche, riorganizzando le singole unità e sostituendo i comandanti. Poche settimane dopo, quando tedeschi e americani si scontrarono di nuovo, questi ultimi dimostrarono un chiaro miglioramento delle loro capacità operative..

Lo scenario

L'8 novembre 1942, nel corso dell'operazione Torch, le forze statunitensi e britanniche erano sbarcate in diversi punti lungo la costa del Marocco francese e dell'Algeria. Questo sbarco avvenne pochi giorni dopo lo sfondamento ad est del generale Bernard Law Montgomery, in seguito alla vittoriosa offensiva britannica di El Alamein il 4 novembre 1942. Comprendendo i pericoli di un crollo generale delle forze dell'Asse in Africa, Adolf Hitler e gli alti comandi tedesco e italiano decisero l'immediato invio di nuove truppe, giunte dall'Europa per occupare la Tunisia e costituire una solida testa di ponte (in teoria facilmente rifornibile attraverso lo stretto di Sicilia) da cui bloccare l'avanzata Alleata ed eventualmente contrattaccare, in coordinamento con le forze del feldmaresciallo Rommel in ritirata dalla Libia..

Da parte Alleata, dopo i riusciti sbarchi dell'operazione Torch, non si procedette con la necessaria velocità ad avanzare verso la Tunisia per anticipare le forze nemiche; il generale Dwight Eisenhower, comandante in capo delle forze Alleate, impiegò molto tempo in complesse negoziazioni con i comandanti locali della Francia di Vichy mentre solo una limitata parte delle forze angloamericane sbarcate proseguì dall'Algeria verso Tunisi e Biserta nella seconda metà di novembre..

I diversi tentativi di raggiungere Tunisi prima che le truppe tedesche potessero consolidarsi in forze furono inoltre vanificati dalla scarsa coordinazione Alleata, dalle difficoltà dell'aspro terreno montuoso, dal clima piovoso e dall'inesperienza delle truppe americane che furono efficacemente impegnate da piccoli reparti di paracadutisti e genieri tedeschi veterani e molto combattivi che riuscirono nel compito di rallentare la loro avanzata. Infine, dal 1º dicembre, i primi reparti corazzati dell'esperta 10. Panzer-Division (10ª divisione corazzata), in arrivo dalla Francia, contrattaccarono a Tebourba (a circa 30 km da Tunisi) neutralizzando le avanguardie Alleate e stabilizzando il fronte tunisino.. Il 24 dicembre i generali Eisenhower e Anderson (comandante della 1ª armata britannica schierata in Tunisia) furono costretti a sospendere le operazioni e passare sulla difensiva in attesa di un rafforzamento e di una riorganizzazione delle loro forze..

Nel mese di gennaio le forze dell'Asse in Tunisia (organizzate in una 5ª armata corazzata guidata dal generale Hans-Jürgen von Arnim, con la 10. Panzer-Division, la 334. Infanterie-Division, un battaglione di carri pesanti, alcuni reggimenti di paracadutisti tedeschi e la divisione di fanteria italiana "Superga".) si rafforzarono, consolidarono le loro posizioni e sferrarono contrattacchi locali che ottennero alcuni successi tattici contro le forze anglo-franco-americane permettendo di occupare Gabès, al-Miknassi (o al-Maknassi) e Susa.. In questo periodo anche gli Alleati si rafforzarono notevolmente e procedettero a riorganizzare la catena di comando costituendo la 1ª armata britannica al comando del generale Anderson, formata dal 5º corpo britannico a nord (78ª e 46ª divisione fanteria, 6ª divisione corazzata), dal 19º corpo motorizzato francese al centro e dal 2º corpo statunitense a sud tra il passo di Fāʾiḍ e Gafsa (1ª divisione corazzata, 1ª e 34ª divisione fanteria)..

In realtà le operazioni Alleate vennero intralciate dagli eccessivi timori dei comandi per una possibile offensiva tedesca in Marocco iniziata dalla Spagna, e quindi, per contrastare questa ipotetica minaccia, venne costituita e schierata in Marocco la 5ª armata statunitense (al comando del generale Mark Clark) che sarebbe rimasta inoperosa in questa regione con la 2ª divisione corazzata e ben tre divisioni di fanteria americane al completo (3ª, 9ª e 45ª divisione fanteria)..

Il 23 gennaio 1943 l'8ª armata britannica del generale Montgomery occupò senza combattere Tripoli, abbandonata dalle residue truppe del feldmaresciallo Rommel in ritirata. Il comandante tedesco intendeva bloccare (almeno momentaneamente) l'ulteriore avanzata delle forze britanniche verso il confine meridionale della Tunisia occupando le solide opere difensive, note come linea del Mareth, che i francesi avevano costruito da molti anni in questa regione allo scopo di respingere un possibile attacco italiano proveniente dalla Libia. Con le loro linee protette dalle Montagne dell'Atlante ad ovest e dal Golfo di Sidra ad est, anche le deboli truppe italo-tedesche, solidamente ancorate alla linea del Mareth, avrebbero potuto in teoria sbarrare la strada alle forze britanniche del generale Montgomery, impedendone il ricongiungimento con l'esercito Alleato schierato in Tunisia..

Inizio dell'offensiva italo-tedesca I piani dell'Asse

In questa fase sorse un chiaro contrasto tra i piani del generale von Arnim, piuttosto scettico sulle reali possibilità delle sue forze e desideroso di limitare eventuali offensive a piccoli risultati tattici nel settore settentrionale del fronte tunisino (da Faïd verso Pichon), e il feldmaresciallo Rommel che in un primo momento ipotizzò una grande manovra offensiva con tutte le forze concentrate contro il 2º corpo americano molto disperso e malamente schierato tra Faïd e Gafsa, sfruttando il rallentamento dell'avanzata di Montgomery verso la solida linea del Mareth.. Inizialmente era tuttavia necessario occupare il passo Fāʾiḍ (nella dorsale orientale), tenuto da alcuni reparti franco-americani, che minacciava le linee dell'Asse e faceva temere un'avanzata alleata diretta verso Sfax (come inizialmente ipotizzato dal generale Eisenhower nel cosiddetto piano "Satin")..

Per contrastare questa minaccia il generale von Arnim disponeva anche della 21ª divisione corazzata (21. Panzer-Division), proveniente dallDeutsches Afrikakorps di Rommel che, riequipaggiata con numerosi carri armati ultimo modello, sferrò il 30 gennaio un attacco a sorpresa con i Kampfgruppe Grün e Pfeiffer, contro i difensori francesi a Fāʾiḍ sbaragliandoli facilmente. Il passo cadde in mano dei tedeschi e l'intervento e i contrattacchi del Combat Command BL'organizzazione delle divisioni corazzate prevedeva che i vari battaglioni non fossero inquadrati in reggimenti ma posti alle dirette dipendenze della divisione, la quale aveva tre comandi subalterni chiamati "Combat Command" (A e B, più R (reserve) senza forze assegnate che assumevano il controllo operativo dei vari battaglioni e dei supporti a seconda della missione assegnata. Vedi della 1ª divisione corazzata statunitense non riuscirono a sloggiare le forze tedesche anche se permisero di bloccarne momentaneamente l'ulteriore avanzata verso ovest.. Dopo tre giorni gli statunitensi sospesero i contrattacchi e le linee vennero arretrate sulle colline. Il Combat Command A assunse la difesa del settore e schierò i suoi reparti, rafforzati da elementi della 34ª divisione fanteria, in una serie di capisaldi mal collegati tra loro, con ricognizioni inadeguate e campi di mine insufficienti..

A questo punto gran parte della Tunisia era in mano tedesca, e le vie di accesso alle piane costiere erano tutte solidamente bloccate. Gli Alleati controllavano ancora l'interno della catena della dorsale occidentale dell'Atlante, ma la cosa era strategicamente poco significativa, dato che gli sbocchi verso est erano tutti sbarrati dalle forze dell'Asse. Nelle due settimane successive, Rommel, von Arnim e Kesselring (comandante supremo tedesco del teatro Mediterraneo), discussero sulle possibili opzioni operative. Il 12 febbraio le forze italo-tedesche provenienti dalla Libia terminarono felicemente la loro estenuante ritirata occupando saldamente la linea del Mareth, mentre il 9 febbraio, Kesselring, Rommel e von Arnim s'incontrarono e decisero infine di raggruppare la maggior parte degli elementi mobili per sferrare un attacco di sorpresa al 2º corpo d'armata americano. In realtà von Arnim, sempre desideroso di attaccare a Pichon e ad al-Faḥṣ (in francese Pont du Fachs)Alla località, nell'attuale distretto di Zeghwan, fu dato dai francesi il nome di "Ponte del Fahs" a causa delle rovine di un antico ponte romano che sorgeva anche allora negli immediati pressi del centro di al-Fahs ()., trattenne una parte della 10. Panzer-Division e del battaglione corazzato pesante dotato di carri Tiger a nord e inviò a sud, per l'offensiva concordata con Rommel, solo un battaglione corazzato della stessa 10. Panzer-Division al comando del capitano Helmut Hudel, rinforzato da soli quattro Panzer VI..

La manovra ideata dal comando tedesco (in accordo, almeno inizialmente, tra Kesselring, von Arnim e Rommel) prevedeva un attacco su due direttrici: una massa principale, al comando del vice di von Arnim (generale Heinz Ziegler) e costituita con una parte della 10. Panzer-Division e della 21. Panzer-Division, rinforzati da alcuni Tiger (circa 200 panzer in totale), sarebbe sbucata fulmineamente dal passo di Fāʾiḍ e avrebbe attaccato la 1ª divisione corazzata americana malamente schierata a ovest del passo; mentre Rommel avrebbe preso di persona la guida di un secondo raggruppamento, costituito da parte della 15. Panzer-Division (26 carri armati) e della divisione corazzata italiana "Centauro" (23 carri), puntando su Gafsa.. In una seconda fase le due colonne si sarebbero ricongiunte per dirigersi, a seconda delle circostanze, sugli importanti passi della grande dorsale dell'Atlante di Kasserine e Sbeitla; nella riunione del 9 febbraio Kesselring ipotizzò anche ambiziosi obiettivi a grande distanza come Tébessa e il porto di Bona. Era la cosiddetta operazione Fruhlingswind ("vento di primavera"), che avrebbe inferto una clamorosa sconfitta al 2º corpo d'armata americano e provocato una grossa crisi nel comando Alleato in Nordafrica..

Sidi Bou Zid