La Manifattura Cantagalli è stata una manifattura ceramica di Firenze, attiva tra Ottocento e prima metà del Novecento.
Storia All'inizio del XIX secolo Ulisse Cantagalli avviò una produzione artistica di ceramica, affiancandola alla sua fornace lungo la via Senese a Firenze che produceva materiale grezzo da costruzione. Nella produzione artistica, destinata alla nascente classe borghese, si ispirò ai modelli rinascimentali di Faenza, Urbino, Cafaggiolo, Gubbio, Pesaro, Casteldurante, ma anche le seicentesche maioliche di Savona o di İznik, spesso realizzando vere e proprie copie, altre volte dedicandosi a creazioni originali.
Ebbe un notevole successo, soprattutto nella prima metà del Novecento, quando la manifattura si affermò come una delle più rilevanti nella regione, a metà strada tra il classicismo della Richard Ginori e le creazioni in stile modernista della Manifattura Chini. A quel periodo risalgono anche importanti commissioni per la decorazione di edifici pubblici, quali il palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia a Pistoia o il palazzo delle Poste di Firenze, e di edifici privati, quali la villa Stibbert.
Con la morte di Ulisse nel 1901, assumono la direzione della ditta la vedova Margherita Tod poi i tre figli Lorenzo, Berta e Flavia; quest'ultima in particolare dette un nuovo impulso alla produzione di forme moderne ottenendo numerosi premi. Dopo alcuni passaggi di proprietà, ripresa la proprietà dalla famiglia nel 1954, la manifattura fu data in affitto ad una cooperativa operaia ed assunse il nome di Società cooperativa operaia maioliche artistiche Firenze.
Note
Bibliografia , I, 1977, p. 87.
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