Biografia Antonio era il figlio secondogenito di Innico de Guevara e della sua consorte Covella Sanseverino. Dal lato paterno discendeva da un ramo della famiglia spagnola dei Guevara. Il nonno paterno era infatti Pedro Vélez de Guevara, signore di Guevara e Oñate. Un figlio di quest'ultimo, Innico (nato dal secondo matrimonio di Pedro Vélez con Costanza de Tovar), era giunto in Italia al seguito di Alfonso V d'Aragona, distinguendosi nelle operazioni di conquista del regno di Napoli da parte della corona aragonese. Antonio era imparentato con i Sanseverino attraverso il nonno materno Ruggero Sanseverino, conte di Tricarico e Chiaromonte nonché con i Ruffo tramite la nonna materna Covella, figlia del conte di Montalto Antonio Ruffo.

Alla morte del padre Innico (avvenuta durante la battaglia di Troia il 18 agosto 1462Alan Ryder, GUEVARA, Iñigo, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 60 (2003)Tommaso Vitale, Giuseppe Bianchi, Storia della regia città di Ariano e sua diocesi Opera di Tommaso Vitale patrizio di detta città, e giureconsulto dedicata alla sacra Real Maestà di Ferdinando 4. Re delle Due Sicilie & c, In Roma: nella stamperia Salomoni, 1794. p.92-93), Antonio, come riconoscimento della fedeltà dimostrata dal padre nei confronti del sovrano, venne confermato nel 1471 da Ferdinando I di Napoli quale secondo conte di Potenza, titolo che era stato già stato concesso al padre.Gabriele De Rosa, Antonio Cestaro, Storia della Basilicata, volume 2, Laterza, 1999, p. 682Giustino Fortunato (autore), Tommaso Pedìo (a cura di), Badie, feudi e baroni della Valle di Vitalba, volume 3, P. Lacaita, 1968, p. 352 Antonio rimase fedele alla corona allorquando si manifestò la congiura dei baroni. Per tale ragione a differenza del fratello maggiore Pietro non venne privato dei propri possedimenti. Antonio cercò inutilmente di rivendicare i feudi già appartenuti al fratello ricaduti nel demanio regio per la fellonia di quest'ultimo.Alan Ryder, GUEVARA, Pietro, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 60 (2003)

Antonio ricoprì la carica di Gran siniscalco del Regno di Sicilia e di Napoli, della quale erano già stati titolari il fratello e il padre.Tommaso Pedìo, Napoli e Spagna nella prima metà del Cinquecento, Napoli, Cacucci, 1971, p. 193 Nel 1491 fu designato quale ambasciatore di Ferdinando I presso la corte del re di Castiglia. Nel 1496 fu Capitano della sola città di Napoli con le prerogative di Viceré.Parrino, p. 34 Anche il successore di Ferdinando I, ovvero Federico I di Napoli ebbe stima per Antonio, nominandolo quale precettore del figlio Ferdinando, Duca di Calabria.Passero, Historie, p. 127Sánchez, p. 162

Nel 1500 Antonio acquisì il feudo di Apice, che era stato devoluto al Fisco a causa della morte senza eredi del suo precedente titolare, il capitano Juan Cervillon (noto in italiano come Giovanni di Cerviglione), per 11000 ducati, ottenendo anche il titolo di conte su tale possedimento.Erasmo Ricca, La nobiltà del Regno delle Due Sicilie, parte prima, volume 1, Napoli, Stamperia di Agostino De Pascale, 1859, p. 37 Nel 1509 Antonio venne designato quale luogotenente generale del viceré di Napoli, nel periodo di transizione intercorso tra la partenza di Juan de Aragón e l'arrivo del suo successore Raimondo Folch de Cardona.Passero, Historie, p. 160

Antonio morì il 14 settembre del 1513.Erasmo Pèrcopo (a cura di), Le rime di Benedetto Gareth detto il Chariteo, secondo le due stampe originali con introduzione e note di Erasmo Pèrcopo, Napoli, 1892, p. 416, nota 45Passero, Historie, p. 201 Altre fonti riportano quale anno di morte il 1514.

Matrimonio e discendenza Antonio sposò tra il 1478 ed il 1480 Laura Caetani d'AragonaCesare Ramadori (trascrizione), Sylvie Pollastri (a cura di), Inventarium Honorati Gaietani. L'inventario dei beni di Onorato II Gaetani d'Aragona, 1491-1493, L'Erma di Bretschneider, 2006, p. 16, nota 2, figlia di Baldassarre, conte di Traetto e della sua consorte Antonella Caracciolo. Dal matrimonio nacquero i seguenti figliErasmo Ricca, Istoria de' feudi d'Italia intorno alle successioni legali né medesimi con documenti de' pubblici archivi, volume 1, Napoli, Stamperia di Agostino De Pascale, 1861, p. 44:

Giovanni, III conte di Potenza Francesco, monaco benedettino Innico, conte di Apice Caterina, sposatasi con Pietro Caracciolo, Signore di Fiumara di Muro

Note

Bibliografia

Domenico Antonio Parrino, Teatro eroico, e politico dei governi de' viceré del regno di Napoli dal tempo del re Ferdinando il Cattolico fino al presente, tomo IX, Napoli, Giovanni Gravier, 1770 Giuliano Passero, Historie in Giuliano Passero cittadino napoletano o sia prima pubblicazione in istampa, che delle storie in forma di giornali, le quali sotto nome di questo autore finora erano andate manoscritte, ora si fa a sue proprie spese da Vincenzo Maria Altobelli libraro napoletano, Napoli, presso Vincenzo Orsino, 1785 Carlos José Hernando Sánchez, El reino de Nápoles en el imperio de Carlos V: la consolidación de la conquista, Madrid, Sociedad Estatal para la Conmemoración de los Centenarios de Felipe II y Carlos V, 2001.

Antonio