, è un anime giapponese, ispirato al romanzo In famiglia del 1893 di Hector Malot. La serie è stata prodotta dalla Nippon Animation e mandata in onda in Giappone su Fuji TV dal 1º gennaio al 31 dicembre 1978. In Italia è stata trasmessa per la prima volta nel 1980 sulle televisioni locali e replicata successivamente anche dal network Euro TV e da Italia 1.
La serie, composta da 53 episodi, è stata diretta da Hiroshi Saitō nei primi 29 episodi e da Shigeo Koshi per i restanti e fa parte del progetto World Masterpiece Theater (all'epoca chiamato Calpis Family Theater) della Nippon Animation, del quale rappresenta il capitolo più longevo.
Trama
Antefatto La storia inizia nella seconda metà dell'Ottocento. Durante un viaggio in India Edmond Paindavoine, figlio di un ricco industriale proprietario di uno dei più grandi cotonifici francesi, in disaccordo con il padre Vulfran sposa Mary Doressany, una ragazza anglo-indiana. Edmond viene ripudiato dal padre, che non accetta che la giovane nuora entri nella sua famiglia. Dal matrimonio nasce Peline.
Dopo una dozzina d'anni i genitori di Peline decidono di partire dall'India per ritornare in Francia dal vecchio nonno di Peline, sperando di riallacciare i rapporti. La famiglia affronta un lungo viaggio con un carro trainato dall'asino Palikare, guadagnandosi da vivere con il mestiere di fotografi ambulanti.
Il viaggio La serie animata inizia in Bosnia nel marzo 1878Nel primo episodio il narratore afferma che la storia ha inizio "un giorno di marzo di circa 100 anni fa". L'anno esatto verrà menzionato nell'episodio 9 - Peline a Verona., all'indomani della morte di Edmond, che lascia la moglie e la figlia ormai tredicenne sole nel loro lungo viaggio. In agosto, dopo altri cinque mesi di viaggio, Peline e la madre raggiungono Parigi, ma la donna è debilitata. Per acquistare le medicine necessarie, madre e figlia sono costrette a vendere tutti i loro effetti personali (carro, asino, gioielli, attrezzatura fotografica), ma Mary non si riprende. Ormai in fin di vita, Mary rivela a Peline l'amara verità: suo nonno paterno sicuramente avrebbe accolto a braccia aperte il figlio, ma probabilmente loro due sarebbero state respinte, in quanto il vecchio era stato da sempre contrario al matrimonio tra i genitori di Peline e si era sempre rifiutato di avere rapporti con la giovane nuora.
Dopo il funerale di Mary, Peline decide comunque di raggiungere il nonno nella cittadina di Maraucourt dove c'è la sede centrale del suo cotonificio, per tentare di conquistare il suo affetto. La ragazzina affronta a piedi gli ultimi 150 km di viaggio, sola, disperata e senza soldi, rischiando di morire di stenti, ma finalmente raggiunge Maroucourt.
Maroucourt Una volta arrivata nel paese del nonno paterno, Peline cerca prima di tutto di capire quale sia la situazione prima di agire. Si presenta in paese con il falso nome di Aulerieil nome esatto, come è possibile leggere nella lettera di invito dell'amica Rosalie che Peline riceve (ep. 32 - La signora LaLecli), è il meno insolito Aurélie, ma evidentemente nell'edizione italiana c'è stato un difetto di traduzione dall'originale giapponese. e riesce a farsi assumere come operaia carrellista nella fabbrica del nonno. Aulerie scopre così che nonno Vulfran, reso cieco da una grave forma di cataratta, continua comunque a dirigere energicamente la ditta come se ci vedesse. Inoltre il vecchio è nella disperata attesa del ritorno del figlio Edmond che, suo unico erede, avrebbe dovuto prendere in mano le redini dell'impero industriale che egli aveva costruito negli anni.
Nel frattempo in un nuovo stabilimento del nonno che sta per essere ultimato in una cittadina vicina, arrivano dei tecnici inglesi per montare i macchinari. Purtroppo l'interprete e traduttore della ditta è gravemente malato e i lavori rischiano di subire un pesante ritardo per l'impossibilità degli inglesi di comunicare con gli ingegneri francesi. Ad Aulerie, che conosce oltre al francese anche l'inglese insegnatole dalla madre, viene assegnato il nuovo compito di interprete. Aulerie assolve all'impegno in maniera estremamente brillante e i lavori di montaggio terminano con largo anticipo sui tempi previsti. La cosa viene notata dal nonno, che prende la ragazzina in simpatia anche se non conosce la sua vera identità. In un primo momento le assegna il lavoro di traduttrice della sua corrispondenza in inglese e poi, riconosciuta la sua estrema efficienza e lealtà, la promuove sua segretaria personale, invitandola a vivere nella sua villa.
Il nonno sta facendo ricerche per riuscire a rintracciare il figlio (non sa ancora che è morto) e riceve dai suoi informatori in India lettere in inglese con frammentarie notizie, che Aulerie gli traduce. Aulerie prova un grande affetto e una gran pena per il nonno, nonostante egli abbia più volte usato in sua presenza parole terribili verso sua madre, colpevole di tenere il marito "prigioniero" in India, impedendogli di tornare. Malgrado sappia la verità, Aulerie non osa rivelare al nonno la sua vera identità, sia per la paura di essere respinta, sia perché, così facendo, avrebbe implicitamente comunicato al vecchio Vulfran la morte prematura del figlio Edmond.
Alla fine, come era inevitabile, al vecchio arriva dai suoi informatori la notizia della morte di Edmond in Bosnia, mentre con la moglie e la figlia tentava di raggiungere la Francia. L'anziano uomo cade in un terribile sconforto, ma Aulerie gli rimane accanto e lo salva dalla depressione con il suo affetto incondizionato.
Il nonno si trova poi a parlare con Françoise, la vecchia balia del figlio, e le confessa il profondo affetto che ormai prova per questa ragazzina sconosciuta apparsa dal nulla, che da qualche mese lo allieta con la sua presenza. La vecchia donna gli rivela uno strano particolare: Aulerie assomiglia curiosamente a Edmond quando era un bambino. Il nonno è cieco, quindi non si è mai accorto della cosa, ma questo fatto gli fa avere i primi sospetti su chi sia veramente Aulerie. Dopo alcune ricerche svolte in segreto, il suo avvocato riesce a risalire alla vera identità di Aulerie e finalmente Peline, ormai "smascherata", può abbracciare il nonno come sua nipote.
In seguito Peline sovrintende ai sostanziali cambiamenti che il nonno Vulfran apporta nelle condizioni di vita dei suoi operai. Viene costruito un asilo nido, dove le madri operaie possono lasciare i figli durante l'orario di lavoro e vengono allestiti nuovi alloggi, che sostituiscono i cameroni malsani dove erano costrette a vivere stipate decine di persone. Inoltre riesce a convincere il nonno a farsi operare agli occhi, ed egli finalmente, riacquistata la vista, può vedere nel volto della ragazza i lineamenti del figlio morto.
Dopo questa avventura, Peline si rende conto di aver trovato la felicità.
Personaggi
Principali
Doppiata da: Hiromi Tsuru (ed. giapponese), Rita Baldini, Antonella Baldini (ep. 1-9), Roberta Paladini (ep. 10-44), Laura Lenghi (ep. 45-53)Nell'episodio 48 (L'incendio) la voce di Laura Lenghi si alterna a quella di Sara Di Nepi. (ed. italiana) È la protagonista della serie. Ha 13 anni, ha capelli color biondo ramato, occhi azzurri, ed è una ragazzina intelligente, matura, tenace e di buon cuore. Viaggia assieme alla madre e al cane Barone su di un carretto trainato dall'asino Palikare in giro per l'Europa, con l'obbiettivo di raggiungere Maroucourt, il paese in cui suo nonno possiede una grossa filanda. Dopo la morte della madre, Peline dimostra una straordinaria forza d'animo affrontando l'ultimo tratto di viaggio a piedi, rischiando quasi di morire di stenti. Quando giunge a Maroucourt adotta il falso nome di Aulerie (Aurélie), e inizia a lavorare come carrellista nella fabbrica del nonno. Durante questo periodo la bambina si stabilisce in un rifugio di caccia situato su un isolotto al centro di un laghetto. Qui Peline dà prova di essere una ragazza ingegnosa e piena di risorse, fabbricandosi da sola stoviglie, scarpe, vestiti e imparando a pescare. In seguito la fanciulla riesce a farsi assumere dal nonno come segretaria personale, fungendo anche da traduttrice e interprete per i clienti stranieri. Infatti, essendo nata in India da padre francese e madre anglo-indiana, parla perfettamente sia il francese che l'inglese. Peline riesce così a conquistare lentamente la fiducia e l'affetto di suo nonno e dei cittadini senza che nulla le sia dovuto.
Doppiata da: Masako Ikeda (ed. giapponese), Franca De Stradis (ed. italiana) La madre anglo-indiana di Peline. È una giovane donna di bell'aspetto, dai lunghi capelli neri e dalla carnagione olivastra; è dolce, timida e mite. Il suo cognome da nubile è Stevenson, mentre nel romanzo originale è Doressany. Svolgeva il ruolo di assistente fotografa per suo marito prima della morte di quest'ultimo. Su suggerimento della figlia indossa occasionalmente il sari per attirare più facilmente la clientela, benché fosse inizialmente riluttante, in quanto le sembrava di mancare di rispetto alla propria cultura. Di salute cagionevole, la donna arriverà a Parigi stremata, dove morirà a causa degli stenti, non prima di aver confessato alla figlia che il nonno non l'ha mai accettata come nuora e che quindi potrebbe accogliere freddamente anche lei. Il suo ultimo insegnamento per la figlia sarà che: "per essere amata, dovrai per prima amare gli altri". Mary sarà un punto di riferimento fondamentale nella crescita della protagonista, che una volta rimasta sola prenderà esempio da lei per la sua grande bontà e per la sua pazienza.
Doppiato da: Kinshiro Iwao (ed. giapponese), Mario Milita (ep. 27-29, 33), Mario Colli (ep. 34-36, 38), Manlio Guardabassi (ep. 37, 39-53) (ed. italiana) È il nonno di Peline. Possiede un importante stabilimento tessile a Maroucourt, costruito da lui stesso e vive in una grande villa. Ha perduto la vista a causa di una cataratta. Nonostante sia fondamentalmente buono è molto orgoglioso, ed è tanto assorto dalla fabbrica da prestare poca attenzione a chi lo circonda. Aveva interrotto i rapporti con suo figlio Edmond dopo che quest'ultimo aveva sposato Mary in India contro la sua volontà. Quando Peline arriva in paese ha ricominciato a mettersi sulle tracce del figlio, ma prova ancora sentimenti di rancore verso Mary. Quando la ragazza inizia a lavorare per lui come segretaria, lo sente spesso parlare male della sua defunta madre, ferendo i suoi sentimenti. Successivamente cade in una profonda depressione in seguito alla scoperta della morte del figlio. Vulfran riesce a superare questo brutto momento grazie alle cure e al supporto morale di Peline, alla quale si affeziona sempre di più. L'uomo inizia a sospettare che la ragazza potrebbe essere sua nipote quando la balia di suo figlio gli riferisce di aver notato delle somiglianze fra i due, e manda così il suo avvocato a Parigi per fare delle ricerche sul suo conto. Una volta ricevuta la conferma sull'identità di Peline, l'uomo è così sopraffatto dalla felicità che accetta di farsi operare su insistenza della nipote e recupera la vista.
Doppiato da: Daisaku Shinoara (ed. giapponese), Vittorio Di Prima (ed. italiana) È il padre di Peline. Appare solamente in un flashback nel primo episodio e in alcuni ritratti nella villa di Vulfran. Sposò Mary durante un viaggio per lavoro in India causando l'ira del padre. Quando gli affari in India cominciarono ad andare male, intraprese l'attività di fotografo ambulante assieme alla moglie, per dirigersi verso il suo paese natale con la piccola Peline. Muore di polmonite in Bosnia il 19 marzo 1878Episodio 45 - Notizie dalla Bosnia., poco prima dell'inizio della serie.