La via Lauretana senese è un'antica strada che fa parte di un fascio viario ovest-est nel cuore della Toscana, che collega Siena con la Val di Chiana attraversando Asciano.E il risultato del collegamento di un reticolo di strade esistenti già in epoca etrusco-romana, poi sviluppatesi nel medioevo con nuove varianti, che furono infine consolidate nel Settecento dalla lungimirante opera di rinnovamento granducale, tesa a migliorare il sistema viario della Toscana.

Storia

Questa direttrice viaria ha origini antiche. L'analisi della Tabula Peutingeriana, copia medievale di itinerari stradali del tardo impero romano, mette in risalto come questa zona dell’Etruria fosse servita dall’importante strada Cassia Adrianea, soprattutto nella zona della Val di Chiana fino ad Armaiolo RapolanoALFREDO MARONI, Prime comunità cristiane e strade romane nei territori di Arezzo, Siena e Chiusi,1973.. Secondo lo storico Alfredo Maroni, lo stesso documento identifica alcuni diverticoli, uno in particolare tratta una deviazione per Saena lulia (Siena) che si distaccava dallo stesso tracciato della Cassia presso Manliana (Torrita di Siena) per poi proseguire in direzione di Trequanda e quindi Asciano (Sessiano). Tale percorso, per le località coinvolte, può essere associato sia alla medievale “strata de Sciano” che dalle porte di Siena giungeva fino a MontefollonicoDONATELLA CIAMPOLI – THOMAS SZABO’ a cura di, Viabilità e legislazione di uno Stato cittadino del Duecento. Lo Statuto dei Viari di Siena, ed. Accademia Senese degli Intronati, Siena 1992, sia al tracciato della via Lauretana che ne conseguì.

Come è ben documentato dalle fonti medievali il percorso subì delle modifiche, spesso provocate dall’impraticabilità di alcuni tratti, così come fu interessato dall’apertura di nuove varianti con il mutare degli assetti insediativi e socio-economici; non dobbiamo altresì dimenticare che intorno ad esso gravitavano direttrici secondarie a raccordo delle varie località situate tra Siena, Crete e la Val di Chiana.

Siena, attraversata dalla via Francigena che contribuì alla sua fortunaIl progressivo abbandono delle strade consolari Cassia e Aurelia dopo il crollo dell’impero romano, fece sì che in almeno a partire dall’epoca longobarda, si preferisse un percorso nord – sud prevalentemente collinare che tagliava la parte centrale della Tuscia. Siena dovette in gran parte anche a questo fattore e alla sua posizione sul percorso che poi diverrà la via Francigena, lo sviluppo cittadino e commerciale del medioevo. RENATO STOPANI, Le vie di pellegrinaggio del Medioevo, Le Lettere, Firenze, 1991-1995., fu uno dei centri medievali più importanti della Tuscia da cui ovviamente partivano molteplici strade. Una di esse era delineata dagli Statuti dei ViariDONATELLA CIAMPOLI – THOMAS SZABO’ a cura di, Viabilità e legislazione di uno Stato cittadino del Duecento. Lo Statuto dei Viari di Siena, ed. Accademia Senese degli Intronati, Siena 1992. con il seguente percorso: da “Porta Sancti Vienis (presso l'attuale Porta Pispini) sive a porta Santi Mauritii (presso l'attuale Porta Romana) usque Scianum et a Sciano usque a castrum Montis Follonici” (strada che inizia da porta San Viene o piuttosto da porta di San Maurizio fino ad Asciano e da Asciano fino al castello di Montefollonico), questa era nominata la “strata de Sciano”. Storicamente considerata tra le “strate publice e principales” dello Stato Senese, nonché di pari importanza alla via Francigena, l’interesse fu ribadito ai primi del Trecento quando si affermava che era: “multum utilissima et necessaria comuni Senarum et singularibus personis de civitate et comitatus et per eam multa abundaniia vittualium et grascie debenit in civitate” (era molto utile al comune di Siena, alle persone e agli abitanti del contado per la moltitudine di generi alimentari che arrivavano in città). Perciò sia la strada romana (deviazione per Siena dalla Cassia Adrianea) sia la strada medievale Siena – Asciano – Montefollonico, confermano l’esistenza di un vecchio “fascio direzionale” tra Siena e la Val di Chiana.

La strada, uscita da Siena, continuava attraversando il fiume Arbia presso Taverne su un ponte di mattoni probabilmente da identificare con il “pontem super Arbiam in contrata de Monte Silvoli” attestato dallo statuto di Siena del 1262LODOVICO ZDEKAUER, a cura di, Il Costituto del Comune di Siena dell’anno 1262, Forni, Bologna, 1974..

Da qui fino ad Asciano il tragitto ricalcava all’incirca quello romanoGIULIO VENEROSI –PESCIOLINI Notizie geografiche, demografiche, agrarie sul territorio delle Crete tra Siena e Asciano nei secoli XIII-XIV, in Bullettino Senese di storia Patria, XIL, 1934., sfiorando numerose località: Monselvoli, Leonina, Mucigliani, Vescona, Rencine; si giungeva quindi al ponte sul fiume Ombrone o di RencineFRANCESCO BROGI, Asciano tra XIII e XV secolo: opifici idraulici e fabbriche di vasellame, in Vie d’Acqua Vie di Terra. Il percorso dei mulini di Asciano. Amm.ne Comunale di Asciano, Sinalunga, 2015, pp, 45-80.. L'origine romana di questo tratto, secondo lo storico Venerosi Pesciolini, sarebbe confermata dal toponimo Decimo, attestato da un documento del 1092 e ubicabile in località Casanuova presso Vescona. In effetti questo luogo coinciderebbe con il decimo miglio da Siena, secondo il computo romanoALFREDO MARONI, Prime comunità cristiane e strade romane nei territori di Arezzo, Siena e Chiusi,1973.

Prima di Asciano la via attraversava uno dei cinque borghi del castello, Camparboli, preludio abitativo del primitivo castello di Sciano presso il colle del CastellareFRANCESCO BROGI Evoluzione insediativa del castello di Asciano tra XII e XV secolo, in Asciano e le sue Terre fra Tre e Quattrocento. Per i 650 anni della cittadinanza senese. Associazione Ricerche Culturali Asciano, Sinalunga, 2019, pp. 51-66.. Il tratto principale invece, dopo il castello di Asciano, proseguiva verso Trequanda, la Val di Chiana, Torrita e Montefollonico.

L’attuale tracciato lauretano si basa su un'ulteriore variante deliberata nello statuto duecentesco dei viari e ribadita nel seguente costituto del 1309-10, dove si comandava la realizzazione di un nuovo percorso “ubicumque melius et utilius videbitur convenire”, dai piedi del castello di Montalceto fino a SinalungaELSHEIKH MAHMOUD SALEM a cura di, Il costituto del comune di Siena volgarizzato nel 1309 – 1310, 2 voll. Siena, 2002.. Forse si trattava di un percorso più a monte, in parte o del tutto simile a quello attuale, la cui realizzazione sarebbe stata necessaria per “securità de li uomini et de le persone e' quali vanno et tornano per la contrada et de la contrada di Val di Chiana”.

La strada, come adesso, lambendo le località di Poggio Pinci, San Gimignanello, Montecalvoli e Castelnuovo Grilli, attraverso Collalto conduceva a Pieve di Sinalunga, con la sua primitiva chiesa di San Pietro ad Mensulas, dove incrociava il vecchio tracciato della Cassia Adrianea. Esso in quel luogo passava più ad est rispetto all’attuale itinerario della Lauretana e precisamente per le località La Fratta e SantarelloMARIO BEZZINI La strada Lauretana, in Bullettino Senese di Storia Patria, CVI, 1999. Non sappiamo con precisione quando in questo punto la strada fu spostata, verso ovest, ma possiamo dedurre dopo l’impaludamento della Val di Chiana che rese poco praticabile il primo tracciatoDal punto di vista strategico, questa strada, dopo il citato impaludamento della valle, fu per molti secoli la più importante della zona. Vale la pena ricordare che in epoca antica specie nei documenti vescovili al tempo della contesa delle pievi, le stesse, con i centri abitati, erano disseminati nel territorio chianino anche in zone pianeggianti. Si ricorda che lo stesso Carlo Magno, dovendo spostarsi nell'inverno del 786 da Roma a Firenze, transitò proprio per la via Cassia, e quindi per la stessa Val di Chiana che non doveva ancora avere problematiche relative alla stagnazione delle acque. Infatti il fiume Chiana (Clanis) si riversava nel Paglia poco prima della confluenza di questo nel Tevere. Nel medioevo le acque del Chiana iniziarono ad avere difficoltà di deflusso verso il Paglia; tale situazione fu esasperata dall’ostruzione nel 1055 da parte della città di Orvieto con l'innalzamento del cosiddetto "Muro grosso", per ragioni strategiche militari che le avrebbero consentito di controllare i territori delle comunità di Sarteano, Chianciano e Chiusi, condannando così la Val di Chiana lentamente a trasformarsi in palude e modificando lo sviluppo dei centri abitati e delle stesse strade, di cui il tracciato lauretano beneficiò molto. Il Muro Grosso, in Consorzio per la bonifica della Val di Chiana romana e Val di Paglia., di conseguenza la strada si avvicinò molto alla sua attuale fisionomia, incrociando la via proveniente da Asciano a Rigaiolo e il bivio per l’Amorosa, per proseguire poi verso Torrita di Siena.

La via Lauretana dopo il castello di Guardavalle giungeva all’antica pieve di San CostanzoPoi smantellata e oggi chiesa della Madonna dell’Olivo., poi in zona le FontiNel luogo oggi si trova la chiesa della Madonna delle Fonti, sorta nel 1665 per ricordare il prodigio verificatosi presso una fonte d'acqua che sorge lungo la strada. per giungere alle porte di Torrita di Siena, estremo baluardo dello Stato Senese ad estTorrita fu fin dall’inizio dell’espansione della repubblica di Siena, un castello molto importante per la sua posizione, essendo un avamposto senese nei confronti dei confinanti territori di Montepulciano e Perugia. Molte furono le battaglie che videro Torrita accanto a Siena: nel 1358 contro le truppe perugine; nel 1363, contro le truppe di Nicolò di Montefeltro, Duca di Urbino, evento immortalato nella parete della Sala del Mappamondo all’interno del Palazzo Comunale di Siena., per poi proseguire nel territorio di Montepulciano, zona di confine a lungo contesa tra la stessa Siena e FirenzeFin dal 1205 Montepulciano dichiara di non voler riconoscersi senese, innescando una serie di contrasti, sfociati spesso in vere guerre, tra la stessa Siena e la rivale di sempre Firenze, schierata con Montepulciano. Duccio Balestracci, «Castrum de Summofonte et eiusdem homines pro inimicis tenebo». Siena la guerra di Semifonte e la definizione territoriale della Toscana meridionale. Leo S. Olschki Editore, Firenze. 2004.. Il percorso lauretano si dirigeva verso il Monastero di San Pietro d'Argnano, l'abbazia, oggi meglio conosciuta come Abbadia di MontepulcianoALESSANDRO ANGIOLINI La Via Lauretana, antica strada della Valdichiana, Cara Montepulciano, Thesan & Turan, 2008. La strada Lauretana (nell’attuale località Parcese zona di sovrappasso dell'Autostrada del Sole) intercettava l’antico percorso (forse di epoca etrusca) che da Cortona attraverso Valiano con il suo ponte, conduceva al castello di Montepulciano e da lì alla Val d’Orcia fino al mareALESSANDRO ANGIOLINI La Via Lauretana, antica strada della Valdichiana, Cara Montepulciano, Thesan & Turan, 2008..