L'Ecomuseo degli Iblei, già noto come Sistema Rete Museale Iblei, è una rete di musei della Sicilia sud-orientale nell'area dei Monti Iblei.

Storia

Nell'ambito del PIST n.12 Thapsos Megara – HyblonTukles coordinato dall'Agenzia di Sviluppo degli Iblei GAL Val d'Anapo, l'int. n. 3 riguardava il completamento dei mezzi di comunicazione, promozione e dei servizi didattici e tecnologici di una rete di musei: "La Rete museale ed i servizi di trasporto". Tale progetto ha permesso il restauro di immobili di pregio storico e l'istituzione di musei, che si sono associati nel Sistema Rete Museale Iblei, il quale gestisce la SAM - Scuola antichi mestieri (Legge Reg. 08/2018), con sede nei musei di Canicattini, Floridia e Sortino. Inoltre tale Rete Museale, con l'istituzione della Legge reg.le n. 16/ 2014 "Istituzione degli Ecomusei della Sicilia", viene riconosciuto come Ecomuseo degli Iblei, fra i primi 11 ecomusei della Sicilia con D.D.G. n.04/Gab del 06/02/2020 dal Presidente della Regione Siciliana.

Il Sistema Rete Museale Iblei promuove e valorizza la cultura popolare della Sicilia sud-orientale. In particolare si propone di rafforzare la rete di collaborazioni e di interscambio di esperienze per diversificare l'offerta museale e permettere una più completa fruizione del patrimonio culturale del territorio ibleo.

Ecomuseo degli Iblei L'Ecomuseo degli Iblei, con l'attuazione della legge regionale 16/2014, viene riconosciuto tale insieme ad altri dieci Ecomusei per arricchire l'offerta culturale della Regione Sicilia, rafforzando la rete degli attrattori turistici e coinvolgendo i territori e le comunità locali. Le attività svolte dal Sistema Rete Museale “IBLEI” sono di carattere culturale per il territorio in termini di acquisizione di dati, catalogazione e ricerca sugli antichi mestieri; di carattere economico per il ripristino delle antiche botteghe artigianali. Ha come obiettivo la crescita del territorio con la partecipazione attiva dei centri coinvolti dall'ecomuseo per rafforzare il senso di identità e appartenenza.

Gli itinerari turistici dell'Ecomuseo degli Iblei sono proposti per porre in sistema i siti d'interesse archeologico, storico, artistico e naturalistico che vanno dall'entroterra siracusano alla costa, da Portopalo di capo Passero, Vendicari e Noto, a Canicattini Bagni, Floridia, Sortino, Solarino, Pantalica, Ferla, Cassaro, Buccheri. Sede legale a Canicattini Bagni, sede Operativa a Floridia.L'associazione Sistema Rete Museale Iblei è stata costituita nel novembre 2106 fra significativi musei etnografici della provincia di Siracusa, con il sostegno dei Comuni di Canicattini Bagni, Floridia e Sortino, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, l'Agenzia di sviluppo degli Iblei – Gal Val d'Anapo.

Musei Fanno parte di tale Sistema i seguenti musei:

Museo Etnoantropologico (Buccheri) Museo del Tessuto, dell'Emigrante e della Medicina popolare - TEMPO (Canicattini Bagni) Museo Visivo e Documentaristico dell'Altopiano Ibleo Siracusano (Cassaro) Museo parrocchiale "Casa della Memoria" (Ferla) Museo etnografico "N. Bruno" (Floridia) Parco dell'anima (Noto) Laboratorio Etnologico (Solarino) Antiquarium del medioevo sortinese (Sortino) Casa dell'apicoltura – "A casa do fascitraru" (Sortino) Museo dell'Opera dei pupi (Sortino) Museo del carretto siciliano "Rio"(Sortino)

Museo Etnoantropologico (Buccheri)

Il museo espone antiche maioliche di Caltagirone, tra cui formine per la marmellata, piatti, quartare, brocche e giare e una collezione di santini antichi, statuine, un crocifisso del Seicento in cartapecora e quadri della religiosità popolare. Fulcro della collezione è un carretto siciliano della fine dell'Ottocento, realizzato dall'artigiano rosolinese Vincenzo Ignaccolo; vi sono inoltre numerosi attrezzi della civiltà contadina come arnesi da falegname con banchi, un tornio in legno a pedali, pialle, seghe, scalpelli ed antichi oggetti di uso quotidiano. Si possono ammirare telai per la tessitura databili tra il Settecento e l'Ottocento, con tutti gli strumenti per l'orditura e la cardatura della lana e i relativi manufatti che testimoniano l'operosità delle donne iblee.

Il Museo si trova a Buccheri, comune ibleo che sorge sulle pendici del Monte Lauro, su un antico cratere spento ricco di aree boschive. Il centro abitato, di origine medioevale, danneggiato dal terremoto del 1693, fu ricostruito in una breve e aperta vallata alle sorgenti del fiume San Leonardo. La città attuale presenta un aspetto medioevale, ricco di vicoli di matrice islamica, oltre che edifici di stile barocco come per esempio la fontana “Dei quattro canali” che accoglie il visitatore con quattro mascheroni scolpiti. Di particolare rilevanza è la chiesa settecentesca di Santa Maria Maddalena, al cui interno si può apprezzare lo stile di Antonello Gagini nella statua della Maddalena, la città è ricca anche di chiese decorate con stucchi dei Gianforma e custodisce innumerevoli opere del tardo barocco nella Chiesa di Sant'Antonio Abate dove sono esposte due tele del Borremans.

Museo Civico TEMPO (Canicattini Bagni)

La sezione del Museo dedicata alla Tessitura propone la visita di ambienti nei quale sono esposti tessuti di vario genere, dal più umile al più prezioso, frutto dell'operosità femminile che ha saputo realizzare, nel passato, tesori da conservare gelosamente. Nel museo sono esposti molti manufatti tra cui a cutra e a frazzata, coperte realizzate al telaio con filati di cotone bianco o colorato al naturale. Una sezione che merita un particolare percorso espositivo è quella dedicata alla tintura dei filati con la presentazione della piante tintorie che aprono una parentesi interessante sull'aspetto naturalistico del Comune di Canicattini Bagni.

La sezione del Museo dedicata all'Emigrazione si pone come centro di ricerca storica del fenomeno migratori e scambio interculturale con i Paesi dell'area mediterranea in un periodo in cui il fenomeno dell'emigrazione fa della nostra isola terra di approdo di popoli con diversa cultura: da terra di emigrazione a luogo di immigrati.

Per la Medicina Popolare il Museo propone un percorso di carattere etnoantropologico. È un unicum in quanto propone le ricette e rimedi degli aromatieri e degli speziali che anticamente curavano le malattie utilizzando i principi attivi delle piante officinali degli Iblei.

Canicattini Bagni sorge sulle estreme propaggini dei monti Iblei a 362 m. sul livello del mare. Il suolo, collinoso dalla parte di mezzogiorno, scende dolcemente verso tramontana fino alla cava di Alfano dove un ponte di pietra, costruito nel 1796, congiunge il territorio di Canicattini all'ex feudo S. Alfano. Canicattini ospita il Museo del Tessuto, dell'Emigrazione e della Medicina Popolare e accoglier‡ il visitatore con addobbi floreali scolpiti nella pietra calcarea tipica dei Monti Iblei su cui sorge e che ricalcano lo stile Liberty, ricco di elementi tipici delle grandi cittadine europee. Con visite guidate, si avrà modo di percorrere sentieri naturalistici in siti di rilevanza internazionale come i siti archeologici di Cugno Case Vecchie e Santolio, il sentiero di Bosco Cardinale, mentre nella parte sud del paese il Sentiero Natura che si snoda da Canicattini a Cavagrande del Cassibile. Si avrà modo di osservare un paesaggio che conserva un sapere secolare e rende testimonianza del legame tra la cultura contadina e la storia del territorio.

Museo Visivo e Documentaristico dell'Altopiano Ibleo Siracusano (Cassaro) Il “Museo Visivo e Documentaristico dell'Altopiano Ibleo Siracusano” ha sede nel settecentesco Palazzo Garfì. Si compone di due aree tematiche: storico-artistica e agropastorale. Le sale espositive presentano paramenti e oggetti sacri delle chiese di Cassaro, strumenti musicali della Banda del paese, materiale documentaristico su personaggi locali, mobili, oggetti e manufatti della civiltà contadina; è dedicato a Monsignor Luigi Bordonaro (1905-1993). Nasce grazie alle donazioni di enti ed istituzioni religiose e privati collezionisti su iniziativa dell'Amministrazione Comunale, che ne segue l'attività gestionale. Di notevole pregio sono le sale espositive che mettono in mostra paramenti e oggetti sacri provenienti dalle numerose chiese di Cassaro. Fra queste pregevoli testimonianze spicca la sala dedicata a Mons. Luigi Bordonaro, a lungo prete della città, dove è possibile osservare oggetti sacri appartenuti al sacerdote, tra cui di rilevante importanza è un messale del XVI secolo. Un'altra sala è dedicata alla storia, quasi centenaria, della “Banda musicale di Cassaro” con vecchi strumenti e partiture. Inoltre vi è la parte riguardante le tradizioni etnoantropologiche di una civiltà contadina ancora molto viva, con le varie sale dedicate alla manifattura siciliana. Infine vi è la parte riguardante la cultura popolare, con l'esposizione di una tipica camera da letto siciliana d'altri tempi e di oggetti del lavoro contadino riguardanti la raccolta e la lavorazione delle olive, tipica della zona dove sorge il piccolo centro di Cassaro.

La matrice del nome Cassaro deriva, secondo alcuni storici, dall'arabo Kars, che significa castello o fortezza, costruzione che si trovava infatti in un'area di grande rilevanza strategica, vicino al fiume Anapo, un tempo navigabile. Nel 1542, a causa del terremoto, il castello fu distrutto e l'area circostante fu utilizzata per la costruzione dell'antico borgo. Dopo il terremoto del 1693 furono edificati monumenti religiosi e palazzi dell'aristocrazia, fra cui la Chiesa di sant'Antonio Abate (1760), gioiello d'arte arricchito con grandiosi affreschi del pittore Giuseppe Crestadoro e la chiesa di San Sebastiano, ricca di stucchi, eseguita nel 1791 da Giovanni Gianforma.

Museo parrocchiale "Casa della Memoria" (Ferla)

La Casa della Memoria è un'esposizione parrocchiale permanente sorta nel 2010 su iniziativa del Parroco Don Roberto Corrado Garro che ha raccolto ed esposto una collezione di oggetti sacri provenienti dalle chiese di Ferla. L'esposizione si trova in un immobile di pregio storico, adiacente alla Chiesa di Sant'Antonio. Espone paramenti sacri, ex voto, capezzali e argenteria fra cui cibori, ostensori ed una croce del XVI secolo. Una delle sette sale espone messali e testi sacri settecenteschi, nonché una collezione di giare per la conservazione dell'olio destinato a rifornire la lampada votiva del SS. Sacramento durante tutto l'anno. La Casa della Memoria ospita anche una biblioteca con fondi librari di vario genere. La città di Ferla, l'antico Castel di Lega, è stata definita “porta di Pantalica”, in quanto è uno degli ingressi della Riserva Naturale Orientata Valle dell'Anapo – Area Archeologica di Pantalica, l'antica Ibla che fra il XII e VIII secolo a.C. fu la capitale di un piccolo regno nell'Altopiano ibleo. L'originario centro urbano, raso al suolo dal terremoto del 1693, fu ricostruito subito dopo secondo il gusto architettonico dell'epoca, il Barocco e ampliato fino ai primi del ‘900 con costruzioni ricche di decori Liberty. Al centro della piazza domina la Chiesa di San Sebastiano con facciata barocca del Di Giacomo che, al suo interno, custodisce la tela di Giuseppe Crestadoro con il martirio di San Sebastiano. Altre chiese presenti nel centro storico sono la settecentesca chiesa del Carmine con una artistica loggia campanaria “a tre luci”, la Chiesa Madre e la Chiesa di Sant'Antonio con un ampio sagrato a ciottolato.

Museo etnografico "Nunzio Bruno" (Floridia)