Biografia Carolina Pepoli nasce a Bologna il 21 agosto 1824, figlia del marchese Taddeo Pepoli e della principessa Letizia MuratLetizia Murat è la secondogenita dei reali di Napoli Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte., nota salottiera che riceve in via Castiglione per fare conversazione o organizza cene, feste e concerti, in cui Carolina "apprende a stare in società" e a volte si esibisce, essendo dotata musicalmente..

Nel 1845 sposa il conte Angelo Tattini (1823-1878) da cui ha tre figli: Laetizia o Letizia (1846-1924, futura sposa di Francesco Isolani-Lupari), Giovanni Gioacchino (1846-1877) e Napoleone (1849-1870), e si trasferisce nel palazzo di via Santo Stefano.Secondo altre fonti, nel palazzo di via Castiglione. Cfr. ., che diviene ben presto un luogo di ritrovo dell'élite liberale cittadina.

In primavera e autunno, invece, i Tattini ricevono gli ospiti nella villa fuori Porta Castiglione, detta Villa Tattini o Villa Letizia, alla QuadernaElena Musiani, cit, 2003, p. 131..

Donna di grande cultura, spesso in viaggio e aperta al nuovo come la nonna Carolina BonaparteSulle personalità e la cultura di Carolina Bonaparte, Letizia Murat e Carolina Pepoli Tattini cfr. , che cita anche parte dell'epistolario tra Carolina Pepoli Tattini e l'amico fiorentino Giuseppe Pelli Fabbroni., segue attentamente la politica e gli avvenimenti internazionali. Si interessa fin da giovane della situazione politica locale e nazionaleAttestato per esempio dal carteggio del 1946 con l'amico Fabbroni, ai primi segni di rivolta in Romagna e dei moti di Rimini. ., contribuendo attivamente al dibattito sulla causa italiana; non è favorevole al mazzinianesimo né ai moti rivoluzionari, e in un primo tempo si entusiasma per la salita al soglio pontificio e alle promesse liberali di Pio IX.

La giovane contessa, che si definisce donna di fatti e non di parole, partecipa in prima persona, insieme al fratello minore Gioacchino Napoleone Pepoli e a molte popolane, alla battaglia dell'8 agosto 1848 contro gli austriaci che avevano occupato la città: durante i combattimenti Carolina si prodiga nell'assistenza ai feriti, si occupa della confezione di divise e bandiere, e arriva a scendere nelle piazze insieme al popolo armato.

Inoltre apre una sottoscrizione per soccorrere le famiglie dei combattenti più poveri, si muove da sola, nonostante la presenza per le strade di bande di avventurieri in cerca di armi. Nei giorni successivi alla battaglia riconosce il ruolo del popolino bolognese:

Dopo la caduta della Repubblica Romana nel 1849, delusa per il voltafaccia di Pio IX, la Pepoli Tattini sceglie di appoggiare la causa sabauda e le idee liberali sostenendo le politiche di Minghetti e Cavour e criticando la politica del cugino Luigi Napoleone Bonaparte, alla quale presta comunque grande attenzioneA sposare la causa sabauda non saranno solo i Pepoli ma anche altre famiglie in vista di Bologna, come i Tanari o i Marescotti. Cfr. Elena Musiani, cit, 2003, p. 130.. Carolina Pepoli accoglie nel suo palazzo di via Santo Stefano molti dei protagonisti del Risorgimento, da Bixio a Minghetti, da Farini a d'Azeglio: il suo è un salotto politico. Sarà in corrispondenza con Cavour. Ospita Giuseppe Garibaldi nella quiete di Villa Tattini, ai piedi dei colli, nel luogo chiamato "Coffee-House", dominante l'incrocio tra via Castiglione e via Sabbioni. Qui nell'estate del 1859 il generale, allora comandante dell'Armata emiliana, viene tutte le sere a prendere il the e rimane affascinato da Paolina, sorella di Carolina e vedova Zucchini. L'albero che copre le loro conversazioni - abbattuto nel 1929 da un fulmine - sarà per tutti da allora "l'alber ed Garibéldi".

Nel periodo postunitario, probabilmente anche a causa dei numerosi lutti familiari - le morirono i due figli e il maritoIl figlio primogenito Napoleone muore nel 1870 su un bastimento per l'America, nel 1878 muoiono il figlio Giovanni e il marito. . - Carolina Tattini si allontana dalla politica attiva, pur mantenendo sempre vivo il suo interesse per l'impegno sociale; nel 1880, infatti, è tra le fautrici della costituzione di un'autonoma Società operaia femminile, attiva già dal 1875 come sezione all'interno della Società maschile. Nel 1888, in occasione delle celebrazioni dell'ottavo centenario dell'Università degli Studi di Bologna, presiede il comitato di accoglienza delle 72 signore bolognesi che offrono in dono all'ateneo il Gonfalone ideato da Alfredo Tartarini e tuttora conservato presso il Rettorato in Palazzo Poggi. Sarà anche tra i fondatori della "Società per il risanamento e la costruzione di case per gli operai" e viene nominata vicepresidente della sezione femminile della Croce Rossa.

Carolina Pepoli Tattini si spegne a sessantotto anni a Bologna il 23 agosto 1892. È sepolta nella tomba monumentale di famiglia di Sebastiano Tattini, opera di Ignazio Sarti, nel Chiostro III del cimitero monumentale della Certosa di Bologna.

Archivio Il Fondo documentario Carolina Tattini Pepoli, conservato presso la biblioteca del Museo civico del Risorgimento, a Bologna, contiene la corrispondenza prodotta dal 1845 al 1881 tra i membri della famiglia Pepoli Tattini e il fiorentino Giuseppe Pelli Fabbroni. Delle 373 lettere conservate, una parte rilevante è data dagli scambi epistolari di quest'ultimo con Carolina Tattini Pepoli..

Note

Bibliografia (fonte) (fonte) Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 179-180 Luigi Bortolotti, Il suburbio di Bologna. Il comune di Bologna fuori le mura nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1972, p. 48 Tiziano Costa, Donne da prima pagina nel passato di Bologna, Bologna, Costa, 2017, pp. 142-147 Tiziano Costa, Grande libro dei personaggi di Bologna. 420 storie, Bologna, Costa, 2019, p. 146 Mirtide Gavelli, Otello Sangiorgi, Fiorenza Tarozzi (a cura di), Un giorno nella storia di Bologna, l'8 agosto 1848: mito e rappresentazione di un evento inaspettato, Firenze, Vallecchi, 1998, pp. 16, 44-46 Elena Musiani, Donne della massoneria a Bologna, in Giovanni Greco (a cura di), Bologna massonica. Fra passione e ragione, 3ª ed., Bologna, CLUEB, 2016, pp. 78-79 Marco Poli, Cose d'altri tempi IV. Frammenti di storia bolognese, Argelato, Minerva, 2015, pp. 91-92 Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco, Bologna s'è desta! Itinerario risorgimentale nella città, Bologna, Minerva, 2011, pp. 72-81, 145-149 Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, p. 652 Fiorenza Tarozzi, Politica, economia e società nell'età del Risorgimento a Bologna, in: “Quaderni di cultura del Galvani”, centocinquantenario, numero speciale, 2012, vol. 1., p. 36 Fondo Carolina Pepoli Tattini del Museo civico del Risorgimento di Bologna, trascrizione di alcune lettere a cura di Carmela Abagnara e Sofia Renzi, periodo 1845-1865

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