Bosco di Pian Prà (Rorà) è un sito di interesse comunitario (cod.IT1110045) della Regione Piemonte, istituito nell'ambito della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e designato inoltre come Zona Speciale di Conservazione. Comprende un'area di 93 ettari nei territori comunali di Rorà e Torre Pellice, nella Città metropolitana di Torino.

Territorio

Il territorio protetto si trova a cavallo dello spartiacque tra il solco principale della Val Pellice (a nord) e la valletta di Rorà, tributaria in destra idrografica della Val Pellice. La quota massima del sito si tocca con il monte Luetta ( s.l.m.). . Ai limiti del SIC/ZSC sono presenti due aree di cava.

Flora e vegetazione L'area protetta è ricoperta di fitti boschi, con predominanza di latifoglie. Intervallate alla copertura arborea sono presenti alcune piccole aree prative e coltivate. La zona esposta a nord, verso Torre Pellice, è caratterizzata da faggete quasi in purezza, mentre i versanti che si affacciano sulla valle di Rorà hanno una composizione floristica più varia. Tra le specie rare segnalate nella ZSC c'è Monotropa hypopitys,. una pianta saprofita e priva di clorofilla. Varie tra le misure conservazionistiche adottate sono rivolte a conservare l'integrità dell'ambiente forestale: tra queste ci sono ad esempio alcune prescrizioni per il corretto utilizzo dei boschi cedui, per la loro possibile riconversione in fustaia e per una gestione forestale che privilegi alcune specie autoctone poco diffuse come ad esempio tasso e l'agrifoglio. Per la tutela delle zone aperte come prati e pascoli le misure intervengono invece principalmente sul carico di bestiame e sulle modalità del pascolamento.

Fauna Il principale motivo che ha portato all'istituzione del SCI /ZPS è la tutela di alcune rarissime specie di coleotteri. Tra queste due hanno abitudini di vita endogee, ossia vivono anche allo stato adulto all'interno del terreno. Si tratta di Dellabeffaella olmii e di Doderotrechus ghilianii ssp. sampoi, entrambe endemiche della valli del Pinerolese. Il loro particolare habitat le rende molto difficili da osservare; tra il 1977 e il 1978 l'entomologo Achille Casale riuscì a trovarne alcuni esemplari grazie alle forti piogge che in quegli anni saturarono a tal punto il terreno da costringere gli insetti ad emergere in superficie. Oltre alle due specie prima menzionate sono presenti nell'area protetta due specie di carabidi (Pterostichus impressus e Aptinus alpinus) endemiche, in questo caso, delle Alpi occidentali. Per il resto la fauna, anche per le piccole dimensioni della zona tutelata, non presenta grandi specificità, ma è comunque da segnalare la presenza di alcune specie protette in ambito europeo come il saettone (Zamenis longissimus).

Habitat Nel SIC/ZSC sono presenti i seguenti due habitat naturali di interesse comunitario: Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale) (cod. 6230), Faggeti del Luzulo-Fagetum (cod. 9110).

Attività La zona del SIC/ZSC è visitabile a piedi partendo dalla Sella di Pian Prà ( s.l.m.), collegata da una stradina asfaltata con il centro di Rorà. Un sentiero che si tiene nei pressi del crinale permette di addentrarsi nell'area protetta.

Note

Bibliografia

Cartografia

Voci correlate Siti di interesse comunitario del Piemonte

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