L'elmo fu un elemento costitutivo e distintivo del costume militare dei Celti.. Gli scrittori antichi ce ne testimoniarono la foggia particolare ed elaborata ma solo a partire dal XIX secolo gli scavi archeologici restituirono abbastanza pezzi, sia d'uso bellico sia d'uso cerimoniale, da permettere uno studio dell'evoluzione dell'elmo celtico.. I modelli precedenti al V secolo non si discostavano dal tipo "Elmo di Negau" diffuso a sud delle Alpi dagli Etruschi ma già nel periodo immediatamente successivo i Celti svilupparono particolari copricapi corazzati in un processo evolutivo, artistico quanto metallurgico, che contribuì moltissimo all'evoluzione dell'elmo in uso all'esercito romano sino ai primordi dell'Impero romano..

Storia

I Celti, cioè l'insieme di popoli indoeuropei parlanti le lingue celtiche, legarono il loro nome e la loro storia a due momenti tecnologico-culturali cruciali nella storia dell'Europa continentale: la Cultura di Hallstatt (IX-VI secolo a.C.) e la Cultura di La Tène (V-I secolo a.C.). Nell'arco di questi nove secoli, svilupparono diverse tipologie di elmo che ebbero poi larga diffusione in Europa, presso i vari popoli con i quali le tribù celtiche si incontrarono e scontrarono: Antichi Romani, Germani, Traci, Daci e Illiri.

Periodo di Hallstatt

I ritrovamenti archeologici, sia a livello di pezzi "fisici" sia d'iconografia, della protoceltica cultura di Hallstatt supportano la tesi che durante il Bronzo Recente fosse in uso nell'arco alpino una tipologia d'elmo in bronzo non molto dissimile dall'elmetto allora in uso presso gli Etruschi, diffusasi anche presso Illiri e Veneti. Questa tipologia d'elmo, stando ai ritrovamenti (es. il c.d. "Elmo di Negau" datato al 400 a.C. ed interrato nel 50 a.C.) sarebbe rimasta in uso anche durante la piena età del ferro lateniana. La panoplia halstattiana si componeva, oltre che dell'elmo, anche di corazze in bronzo ed era precipua degli esponenti politici di spicco, soliti servirsene per il combattimento montato, in sella al cavallo o sul pianale del carro da guerra. Nella fattispecie, proprio l'elmo divenne anche status symbol di prestigio e prese a comparire anche in fogge particolarmente decorate o elaborate..

Le prime spade in ferro apparvero al volgere del "Periodo Hallstatt B" (1050-800 a.C.), inizialmente frammiste a quelle in bronzo,. divenendo più comuni del successivo "Periodo Hallstatt C" (800-620 a.C.), specificatamente nel corso del VII secolo a.C.. La produzione di elmi ed armature in bronzo seguitò invece a perdurare.

Periodo di La Tène

Nel V secolo a.C., nonostante il frazionamento in tribù e popoli spesso in lotta tra loro, i Celti avviarono migrazioni su vasta scala, affrontando le Alpi, i Monti Balcani ed i Carpazi. Un ruolo fondamentale, in questa "età della migrazione celtica" venne svolto dalle consorterie armate che andavano via via soppiantando le antiche dinastie hallstattiane nel controllo del potere politico-militare.. Data a questo periodo lo sviluppo di nuove tipologie di elmo prettamente "celtiche", mentre, contestualmente, l'elmo, insieme alla spada, diventa simbolo distintivo del guerriero che con essi si fa seppellire... Già in epoca halstattiana l'elmo era inoltre presente sia quale effettivo elemento della panoplia sia quale copricapo cerimoniale riccamente ornato e tale distinguo persistette e s'accentuò in epoca lateniana.

Le più arcaiche tipologie di elmi lateniani (V secolo a.C.), come i tipi "Berru" e "Böckweiler", hanno un profilo conico, sono ancora realizzati in bronzo e presentano già un pennacchio in crine di cavallo o piume d'uccello.. Nel secolo successivo, il profilo della calotta comincia ad arrotondarsi (tipo "Italico"), arrivando nel II secolo a.C. alla calotta pienamente tonda del tipo "Coolus-Mannheim". A cavallo tra il IV ed il III secolo a.C. sviluppa invece un maturo apparato decorativo per gli elmi che si scosta nettamente dalle vecchie decorazioni hallstattiani. I modelli celtici maturi sono rappresentati dagli elmi del I secolo a.C., massicciamente impiegati durante la Conquista della Gallia: i tipi "Agen-Port" e "Alesia", in ferro. Parallelamente all'evoluzione nella foggia della calotta, stratifica e si tipicizza il ricorso a paragnatidi sempre più massicce e ad un paranuca sempre più lungo, percorso che ha nell'elmo tipo "Alesia" il suo punto d'arrivo.

Mentre la foggia dell'elmo lateniano evolveva, il suo uso, veicolato dalle spedizioni militari dei Celti tanto quanto dalla frequenza con cui vendettero i loro servigi ad altri popoli in qualità di mercenari,. divenne paneuropeo: l'elmo di tipo "Italico" fu in suo all'esercito romano sino al I secolo a.C. quando venne soppiantato proprio dai tipi "Agen-Port" ed "Alesia" che furono utilizzati dai legionari sotto forma del c.d. "Elmo Imperiale Gallico" o "Elmo Weisenau"..

Costruzione e decorazione

Nella società celtica, dominata da un'aristocrazia guerriera il cui lascito materiale più apprezzabile furono gli equipaggiamenti militari ed i contenitori per bevande, oltre ai gioielli, l'elmo (come il fodero della spada) divenne veicolo d'espressione artistica,.. «un'arte curvilinea altamente stilizzata basata principalmente su motivi vegetali e fogliame classici come forme di palmette frondose, viti, viticci e fiori di loto insieme a spirali, rotoli a S, forme di lira e tromba.» Quest'ornato «tipicamente dominato da viticci di vario tipo in continuo movimento, che si torcono e si girano con un movimento irrequieto sulla superficie», classificato dallo storico dell'arte Paul Jacobsthal come "Stile di Waldalgesheim" o "Stile vegetale continuo",.. mosse i suoi primi passi intorno al 350 a.C. proprio nell'impianto decorativo di due sontuosi elmi cerimoniali: l'Elmo di Agris e l'Elmo di Canosa.... Questo stile, nettamente distinto dallo "Stile antico" in voga nel V secolo a.C. ed ancora legato ai modelli hallstattiani (nella fattispecie forme geometriche e raffigurazioni zoomorfe molto stilizzate),. per il confronto riepilogativo sugli stili. fu il frutto di un'originale e coerente facies dell'arte celtica, maturata grazie ai contatti culturali con i centri di produzione della Magna Grecia della Penisola italiana,.. i cui effetti si sarebbero ripercossi ben presto a nord delle Alpi, in un processo di assimilazione e rielaborazione che rinnovò l'arte lateniana dandole originalità.. La successiva evoluzione dell'ornato, un nuovo stile maggiormente plastico con introduzione dell'altorilievo, si rileva invece dai foderi delle spade e fu appunto chiamato dagli storici "Stile a spada": lo studioso Vincent Megaw lo definì uno «stile disneyano» di teste d'animali simili a cartoni animati o «Arte del periodo degli Oppida del 125-50 a.C.»..

L'ornato degli elmi permette di apprezzare la maestria degli artigiani celti. In taluni pezzi, come il sopracitato elmo di Agris, la qualità della decorazione è tale che gli studiosi ne attribuiscono la realizzazione ad orafi invece che ad armorari. Nell'elmo di Agris, la decorazione fu in parte ottenuta già in fase di fusione della calotta bronzea per poi essere rifinita a sbalzo e poi coperta da una foglia d'oro che ne riproduce le decorazioni sottostanti. Le complesse decorazioni della superficie esterna della calotta si sviluppano su tre registri orizzontali e sono impreziosite, nel registro inferiore e superiore, dall'applicazione di numerosi castoni di corallo a cabochon, tenuti in sede da rivetti in argento con testa di bronzo decorato e placcato in oro. Le paragnatide (una sola superstite nel pezzo di Agris) erano interamente coperta da un'incrostazione di corallo.. La medesima sontuosità e complessità si riscontra anche nell'elmo di Amfreville-sous-les-Monts ove, in assenza del corallo, si ricorse allo smalto,. tecnica decorativa cara ai Celti sin dal IV secolo..

Altra caratteristica decorativa dell'elmo celtico fu il ricorrervi di elementi legati al mondo animale anche raffigurati a tutto tondo.. e non solo come parte dell'intrico di decorazioni (pensiamo al motivo del serpente cornuto che ricorre negli intrecci dell'elmo di Agris). I soggetti più frequentemente raffigurati erano uccelli (rapaci o corvidae) e cinghiali.. Questa caratteristica aveva già stupito i contemporanei dei Celti, come testimoniatoci nel I secolo a.C. da Diodoro Siculo:

La descrizione fornita da Diodoro Siculo fu comprovata dai ritrovamenti archeologici, anzitutto nella serie di elmi cornuti celtici sia rinvenuti come singoli manufatti sia raffigurati su altri manufatti.. A partire dalla seconda metà del XX secolo, successivi ritrovamenti confermarono anche le descrizioni apparentemente più fantasiose: anzitutto l'elmo ornato da una statuetta di volatile rinvenuto negli anni 1960 in una necropoli lateniana vicino alla città di Carei, il c.d. "Elmo di Ciumești"; poi, nel 2004, il rinvenimento di particolarissimi elmi decorati nel santuario gallico del sito archeologico di Tintignac-Naves a Naves (Corrèze), i c.d. "Elmi di Tintignac", tra cui il celebre "Elmo del cigno".

Tipologie ClassificazioneMaterialePeriodoDescrizioneBerruBronzoV secolo a.C.Elmo conico senza paragnatidiBöckweilerBronzoBronzo e ferroV secolo a.C.Sorta di Cappello d'armeItalicoBronzoBronzo e ferroIV secolo a.C.-I secolo d.C.Elmo semisferico con bottone superiore, paragnatidi e paranucaCoolus-MannheimBronzoBronzo e ferroFerroII-I secolo a.C.Elmo semisferico con grandi paragnatidi e paranucaOrientaleBronzo e ferroII-I secolo a.C.Elmo semisferico con paragnatidi articolati e paranuca a fasceAgen-PortFerroI secolo a.C.Elmo semisferico con grandi paragnatidi e paranucaAlesiaFerroI secolo a.C.Massiccio elmo semisferico con grandi paragnatidi e paranuca

Elmo tipo "Berru"

Il primo elmo lateniano propriamente detto, comparso nel V secolo a.C. Ne sono stati scoperti una quindicina d'esemplari in un'area che va dallo Champagne, ove si concentra quasi la metà dei ritrovamenti, alla Repubblica Ceca. Quest'elmo monopezzo non presenta paragnatidi, tuttavia i fori praticati ai bordi della circonferenza inferiore suggeriscono la presenza di un sottogola ed è presente un accenno di paranuca. La calotta sviluppa in alto un cono, rifinito con un bottone superiore molato. Alcuni esemplari, come quello scoperto a Prunay, hanno invece profilo più rotondo. Essenzialmente realizzato in bronzo, a volte in ferro, l'elmo Berru è spesso decorato con incisioni e applique. I motivi decorativi possono ancora appartenere pienamente al repertorio hallstattiano, come nell'elmo di Somme-Tourbe, o testimoniare lo "Stile Antico" di La Tène, come l'elmo della tomba con carro di Berru (Marna) che ha dato il nome alla tipologia.. È ritenuto possibile che quest'elmo fosse anche realizzato in cuoio irrobustito da placche di bronzo..

Elmo tipo "Böckweiler" Altro elmo lateniano del V secolo a.C., come il Berru, ha una forma che richiama il cappello d'arme medievale. A volte provvisto di una copertura del collo leggermente accentuata, non è dotato di paragnatidi. Tuttavia, presenta spesso fissaggi destinati a ricevere un sottogola. L'elmo che ha dato il nome al tipo è stato trovato a Böckweiler nel Saarland. Sembra sia stato più utilizzato nel territorio celtico orientale e nell'Europa centrale.

Elmo tipo "Italico"