Biografia Dopo gli iniziali studi alla civica scuola Dosso Dossi, collaborò alla decorazione interna della cattedrale cittadina con Virginio Monti, seguendolo appena diciassettenne a Roma, dove entrò in contatto con Gino Piccioni e successivamente con la baronessa Maria Von Milkau di Dresda. Con lei visitò alcuni paesi europei (Francia, Svizzera, Inghilterra, Germania), incontrando diversi esponenti artistici delle nuove correnti artistiche per poi tornare nella città natale nel 1901.. Tra il 1900 e il 1901 frequentò a Firenze la Scuola libera del Nudo all'Accademia di belle arti, frequentata altresì in quegli anni dal coetaneo ferrarese Oreste Forlani. In quel periodo Tagliaferri eseguì varie vedute della città e del suo "contado".Lucio Scardino (a cura di), Rari da trovarsi. 22 pittori ferraresi del Novecento, Ferrara, 2023, pp. 44-45.
Esposizioni Oltre alla partecipazione ad importanti esposizioni a Firenze, Roma, Torino e Rimini, espose in diverse edizioni delle rassegne artistiche della Tisi.
Opere Oltre alla produzione di opere di piccolo formato sia grafiche (Autoritratto - Studio allo specchio, 1901, o Testa di mostro) che plastiche, nel 1892 decorò lo studio dell'avvocato Luigi Pareschi nel suo palazzo di Ferrara, detto di Renata di Francia, ora studio del Rettore dell'università, mentre Ippolito Medini dipinse l'appartamento padronale del Palazzo (). Di queste decorazioni rimangono quelle dell'attuale rettorato dell'Università di Ferrara. In precedenza Tagliaferri aveva lavorato a chiaroscuro nella chiesa parrocchiale di Quacchio. Il suo Chiaro di Luna è conservato nelle collezioni del Museo dell'Ottocento a Palazzo Massari, assieme al disegno Scena infernale con Dante e Virgilio.Manfredo Manfredini e il mito di Dante a Ferrara tra '800 e '900, Lucio Scardino e Filippo Manvuller (a cura di), Comune di Ferrara, 2021, p. 27.
Stile Grazie ai soggiorni in Europa, a fine Ottocento Tagliaferri poté studiare direttamente l'opera dei Preraffaelliti, dei divisionisti e dei simbolisti nordici: non a caso recentemente Vittorio Sgarbi lo ha avvicinato alla pittura del belga Fernand Khnopff. Nel primo decennio del Novecento, egli frequentò altri pittori simbolisti, tra i quali Giovanni Battista Crema che nel 1903 gli dedicò un articolo sulla Gazzetta FerrareseG. B. C. [Giovanni Battista Crema], Un artista originale, in Gazzetta Ferrarese, 29 luglio 1903 Cesare Laurenti con il quale collaborò alla decorazione dell'Albergo Storione a Padova, oggi demolito, Maria Giuseppa Liesch e Ferruccio Luppis. Ospite nella villa di quest'ultimo a Rimini, si tolse la vita appena trentasettenne.
Note
Bibliografia
In Luca Brunelli (a cura di), NELLA NOTTE SIMBOLISTA Pier Augusto Tagliaferri, pittore (1872 - 1909), Atti della giornata di studio Porotto, 23 maggio, Comune di Ferrara, 2015
Voci correlate Maria Giuseppa Liesch
Collegamenti esterni