Con monumenti di Ravenna si intende un vasto numero di beni culturali rilevanti dal punto di vista architettonico, archeologico, storico e artistico che caratterizzano la città di Ravenna. La città è celebre per la presenza di otto monumenti dichiarati nel 1996 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO che costituiscono il sito seriale dei monumenti paleocristiani di Ravenna.
Architetture religiose Monumenti paleocristiani
Il complesso dei monumenti paleocristiani di Ravenna è considerato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO; ne fanno parte: la basilica di San Vitale (prima metà del VI secolo) il mausoleo di Galla Placidia (prima metà del V secolo, post 426) la Cappella Arcivescovile (500 circa) la basilica di Sant'Apollinare Nuovo (inizio del VI secolo, con decorato nuovamente nella seconda metà del VI secolo) il mausoleo di Teodorico (520 circa) il battistero degli Ariani (prima metà del VI secolo) il battistero Neoniano (430 circa, decorato verso il 458) la basilica di Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 549).
Il mausoleo di Teodorico, il battistero degli Ariani e Sant'Apollinare in Classe sono gestiti dalla direzione regionale musei Emilia-Romagna del Ministero per i beni e le attività culturali, mentre la custodia degli altri cinque siti spetta all'Opera di Religione dell'arcidiocesi di Ravenna.
Chiese ed altri luoghi di culto
Duomo di Ravenna Costruito nel XVIII secolo su progetto dell'architetto Giovan Francesco Buonamici demolendo l'antica cattedrale a cinque navate con abside decorata a mosaico, detta basilica Ursiana (dal nome del vescovo fondatore Ursus) e dedicata alla Hagìa Anastasis, ovvero alla Resurrezione. Dell'antica cattedrale rimangono visibili fra gli altri (oltre al campanile ed al battistero dedicato a san Giovanni in Fonte): una porzione di muratura con arco d'ingresso murato; alcune delle 56 colonne che sostenevano le cinque navate dell'antico edificio; alcuni capitelli detti "a testa d'Ariete"; frammenti della decorazione musiva del XII secolo; marmi d'incerta ubicazione originaria (in parte proveniente dalle spoliazioni della Schola Cantorum ubicata nella navata centrale) tagliati ed incastonati a formare il pavimento del nuovo edificio; e l'ambone decorato con fasce di formelle recanti animali simbolici. È sede dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia. Basilica di Sant'Agata Maggiore Edificata nel V secolo, l'aspetto attuale è dovuto ai restauri degli inizi del Novecento grazie ai quali la chiesa riacquistò le sue forme originali paleocristiane. Basilica di Santa Croce In parte rimaneggiata nei secoli, nell'area retrostante l'attuale chiesa sono visibili copiosi avanzi delle murature dell'edificio di culto originario, annesse a quelle di strutture precedenti di epoca romana. Basilica di San Francesco Ricostruita nel X-XI secolo sopra un precedente edificio dedicato agli apostoli e poi a san Pietro. Dietro l'umile facciata di mattoni, sono presenti una navata centrale e due navate laterali. Sono visibili frammenti di mosaico della chiesa primitiva sul pavimento. In questa chiesa si svolse la cerimonia funebre di Dante Alighieri nel 1321. Nella cappella di San Liberio era conservata la celebre statua giacente del giovane condottiero Guidarello Guidarelli, opera di Tullio Lombardo traslata nella Galleria dell'Accademia (ora Museo d'arte della città di Ravenna): "Giace la statua del defunto, chiusa nell'involucro rigido dell'armatura, le mani congiunte sulla spada, volta di tre quarti allo spettatore la testa, come tronco d'albero abbattuto", così la descrive A. Venturi nella Storia dell'arte italiana. Basilica di Santa Maria in Porto Costruita alla metà del XVI secolo presenta una ricca facciata del XVIII secolo. Ha una navata centrale, due navate laterali e un'alta cupola. Dal 1570 vi è conservata l'immagine della famosa Madonna greca, che fu portata a Porto Fuori da Costantinopoli attorno all'anno 1100. Chiesa di San Giovanni Evangelista Costruita nel V secolo da Galla Placidia come ex voto dopo un naufragio. Parzialmente distrutta da un bombardamento alleato durante la seconda guerra mondiale è stata ricostruita negli anni cinquanta—sessanta nella sua foggia originale. Altre chiese
Chiesa di Sant'Apollinare in Veclo Chiesa di Santa Barbara Chiesa di San Biagio Chiesa di San Carlino Chiesa di Santa Chiara, ora Teatro Rasi. Chiesa di San Domenico Chiesa di Sant'Eufemia, del XVIII secolo, è l'accesso alla cosiddetta Domus dei tappeti di pietra (VI-VII secolo), che possiede all'interno splendidi mosaici provenienti da un palazzo bizantino. Chiesa di San Giovanni Battista Chiesa di San Giovanni Decollato, cappella fatta costruire nel 1576 all'interno del Palazzo del Legato pontificio (oggi sede della Prefettura). La chiesina fu gestita dalla Compagnia della Buona Morte, gruppo di fedeli aventi il compito di dare gli ultimi conforti religiosi ai condannati a morte. È sita in piazza Unità d'Italia (già piazzetta delle Antiche Carceri)Alla scoperta della chiesina di San Giovanni, ne «il Resto del Carlino», edizione Ravenna, 21 dicembre 2019.. Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo Chiesa di Santa Giustina Chiesa di San Lorenzo in Cesarea, di recente costruzione, sorge non molto lontano da dove si trovava la basilica omonima. Chiesa di Santa Maria degli Angeli Chiesa di Santa Maria delle Croci Chiesa di Santa Maria Maddalena Chiesa di Santa Maria Maggiore Chiesa di Santa Maria in Porto Fuori Chiesa di Santa Maria del Torrione Chiesa di Santa Maria del Suffragio Chiesa di San Michele in Africisco Chiesa di San Nicolò Chiesa di San Pier Damiano, consacrata nel 1958, è situata nel quartiere Darsena; la pianta circolare del tempio e del campanile sono un riferimento ai modelli architettonici a pianta centrale tipici delle basiliche ravennati; opere d'arte significative sono la statua bronzea raffigurante il santo patrono (1959) e la Via Crucis in ceramica (1961) ad opera dell'artista Angelo Biancini, oltre che una singolare cancellata in ferro battuto che ne delimita il sagrato, opera dell'architetto L. Palmeri (1992). Chiesa di San Rocco Chiesa di San Romualdo, oggi Sacrario dei Caduti. Chiesa di San Simone e Giuda Antica Chiesa dello Spirito Santo, originariamente la cattedrale del culto ariano, affiancata dal suo battistero. Chiesa di Santo Stefano degli Ulivi Chiesa di San Vittore Chiesa del Santissimo Crocifisso al Camposanto. Pieve di San Pietro in Trento
Chiese scomparse
Basilica di Sant'Andrea dei Goti Basilica di Sant'Andrea Maggiore, parzialmente demolita e rimaneggiata, ora è adibita ad abitazione privata. Alcuni resti dell'abside e della torre campanaria sono visibili presso gli orti dei cappuccini. Basilica di Sant'Agnese Basilica Ca'Bianca Basilica di Sant'Eufemia ad Arietem Basilica di Santa Maria in Foris Basilica di San Lorenzo in Caesarea Basilica petriana, la prima chiesa cristiana di Classe Basilica del Beato Probo Basilica di San Severo Chiesa di Sant'Agata del Mercato, via IV Novembre. Chiesa di Sant'Anna Chiesa di Sant'Antonio dei Fossi Chiesa di Sant'Apollinarino Chiesa di San Barnaba, antica chiesa divenuta deposito temporaneo delle salme dei condannati a morte per impiccagione (da qui il toponimo di "Chiesa degli appesi o impiccati"). Era ubicata nell'area compresa fra la basilica di Santa Maria Maggiore e la basilica di Santa Croce. Le strutture esterne sono ancora leggibili chiaramente. Chiesa di Bartolomeo alla Turricola Chiesa del Buon Gesù, via A. Diaz. Chiesa di Santa Caterina Chiesa di San Crispino Chiesa di Sant'Eleucadio Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, della quale rimangono tracce dell'arco trionfale dell'abside realizzato con mattoni detti "Giulianei", inglobato nella muratura d'un edificio residenziale. Chiesa di San Francesco di Paola, via Maggiore. Chiesa di San Gerolamo Chiesa di San Giacomo Maggiore al Ponte Marino Chiesa di San Giorgio ai Portici Chiesa di San Giovannino Chiesa di San Girolamo Chiesa di Santa Giustina in Capite Porticus VIII secolo, i cui resti sono visibili dal Palazzo Ferruzzi. Chiesa di San Mamete, via S. Mama. Chiesa di San Mammolino Chiesa di San Marcellino Chiese di San Marco e San Sebastiano, nella Piazza del Popolo furono inglobate in un unico edificio, poi adibito a Torre dell'Orologio. Chiesa di Santa Maria ad Blachernas, ubicata fuori le mura di porta Anastasia. Chiesa di Santa Maria in Coelos-Eo Chiesa di Santa Maria ad Luminara Chiesa di Santa Maria delle Mura, via Don Minzoni. Chiesa di Santa Maria degli Orti, nelle Adiacenze della Rocca Brancaleone. Chiesa di Santa Maria del Pozzo Chiesa dei Santi Nicandro e Marciano Chiesa di Sant'Omobono Chiesa di San Pietro, via Ravegnana. Chiesa di San Salvatore ai Calchi, della quale rimane visibile l'ardica cosiddetta del "palazzo di Teodorico". Chiesa di Santo Stefano Juniore Chiesa di San Vincenzo, via Antica Zecca.
Architetture civili
Palazzo di Teodorico È di fatto, secondo un'ipotesi accreditata, l'ingresso della precedente chiesa di San Salvatore ad Calchi. Al suo interno sono presenti mosaici dal vero palazzo del re ostrogoto. Il primo palazzo di grandi dimensioni di Ravenna fu fatto realizzare dall'imperatore romano Onorio (395-423). Successivamente la residenza imperiale fu ingrandita, sino a raggiungere l'entità di un quartiere interamente occupato da strutture legate alla corte imperiale. Di essa oggi sappiamo ben poco. In epoca successiva Ravenna fu una stabile alleata dell'imperatore del Sacro Romano Impero. Infatti Ravenna fu una delle tre sedi imperiali in ItaliaLe altre due furono Roma e Pavia.. Ottone I di Sassonia fece costruire un suo palazzo in città (oggi scomparso).
Piazza del Popolo L'origine della piazza va fatta risalire al tardo XIII secolo, quando la famiglia Da Polenta diventò padrona della città e fu creata la piazza del Comune, allargando la strada prospiciente alla residenza signorile di Bernardino da Polenta. Sul lato sud della piazza fu costruito il palazzo del Rettore di Romagna (1295), che nel 1544 divenne palazzo Apostolico, sede del Legato di Romagna. Il palazzo di Bernardino da Polenta fu sostituito nel 1681 dal Palazzo Comunale, conosciuto oggi dai ravennati come «Palazzo Merlato». Sempre in Piazza del Popolo è presente il palazzo ex sede della Banca Nazionale del Lavoro, costruito dall'architetto Camillo Morigia; è collegato al palazzo della prefettura da un voltone (il secondo della piazza) dal quale è possibile scorgere la tomba di Dante, opera dello stesso architetto. Sono degni di nota anche altri edifici civili quali il Palazzo dei Rasponi del Sale, attuale sede della banca UniCredit, di recente ristrutturazione. Tomba di Dante Attigua al convento di San Francesco, costruita nel 1781 da Camillo Morigia a forma di tempietto, ospita le spoglie del Divin Poeta racchiuse in un sarcofago di epoca romana, arricchito dal 1483 da un bel bassorilievo di Pietro Lombardo con la figura del poeta visto di profilo, illuminato da una lampada che arde perennemente. Intorno al tempietto è stata istituita una Zona Dantesca di rispetto e di silenzio. Biblioteca Classense Antica abbazia camaldolese (1512-1797), il nucleo originario del patrimonio librario viene dalla biblioteca monastica risalente al XVIII secolo. La Classense è oggi tra le più importanti d'Italia per patrimonio e collezioni. Grazie alla bellezza dei suoi spazi il monumento è inserito nei principali percorsi di visita alla città, in special modo per il suo refettorio cinquecentesco, affrescato e finemente decorato da Luca Longhi, e per l'Aula Magna, affrescata da Francesco Mancini.
Altri edifici