La Ford Fiesta III (codice progetto BE-13) è un'autovettura di segmento B prodotta dalla filiale europea della casa automobilistica statunitense Ford dal 1989 al 1997, anno in cui è stata rimpiazzata dalla generazione successiva dopo due anni di affiancamento sul mercato.
Si tratta della terza generazione dell'utilitaria Ford ed è la prima versione a essere dotata di una carrozzeria a cinque porte.
Storia La terza generazione è stata presentata alla fine del 1988, mentre la produzione è iniziata nel febbraio seguente (sempre negli stabilimenti da cui sono uscite le generazioni precedenti) in vista dell'entrata in commercio due mesi dopo. Essa non aveva nulla in comune con la precedente: la nuova Fiesta, infatti, vantava una linea completamente ridisegnata e moderna per il tempo, anticipando la moda che negli anni novanta ha visto protagoniste le linee morbide per quanto riguardava il design automobilistico. Anche gli interni furono profondamente ridisegnati, con un miglioramento significativo nell'abitabilità grazie al passo maggiorato e alle dimensioni maggiori della carrozzeria.
Prima della presentazione, la macchina venne testata non solo sui circuiti privati o sul banco prova, ma anche nelle comuni strade per un totale di 3 milioni di chilometri. Questo fu un primato nella storia della Ford, infatti vennero costruiti circa 250 esemplari di pre-serie (con diverse tipologie di carrozzeria, meccanica e allestimenti) che venivano testati ogni settimana per qualità, durabilità, consumi e affidabilità. Alex Trotman, al tempo presidente del consiglio di amministrazione di Ford of Europe, spiegò l'importanza di tanto lavoro affermando: «La Ford si appresta a raggiungere la qualità massima in ogni area. Noi siamo sicuri che la Fiesta sarà una delle migliori nella sua categoria. I livelli qualitativi desiderati saranno raggiunti grazie a questo programma».
Contesto ed evoluzione La terza serie si pose in diretta concorrenza con la Citroën AX, l'appena rinnovata Fiat Uno, la Opel Corsa, la Peugeot 205, la Renault Supercinque (e la Clio a partire dal 1990) e la SEAT Ibiza, e come queste offrì per la prima volta una variante a 5 porte.
A livello meccanico bisogna ricordare la presenza di una nuova piattaforma che vedeva come principale differenza rispetto alla precedente l'abbandono del ponte rigido al retrotreno in favore di una nuova soluzione a ponte torcente. Inoltre, la scocca è stata rinforzata per resistere meglio agli impatti frontali e laterali.
Per quanto riguarda i motori, invece, le principali novità riguardavano l'aggiornamento del propulsore Diesel (che passò da 1.6 litri a 1.8 litri di cilindrata raggiungendo i 60 CV) e i motori base (il 957 cm³ venne portato a 1.0 litri e vennero aggiornati i 1.1 litri e 1.3 litri, tutti in grado di funzionare con benzina con o senza piombo. Il 1.1 e il 1.3, entrambi facenti parte della famiglia Valencia,derivati dal vecchio Kent,, erano dotati di distribuzione ad albero a camme laterale tramite catena con aste e bilancieri e alimentazione tramite carburatore doppio corpo Weber).
Le versioni di serie erano dotate di sedili dal design ergonomico, chiusura centralizzata delle portiere, bloccasterzo e solo su alcune versioni la cintura di sicurezza con i punti di ancoraggio regolabili in altezza. A inizio carriera, l'allestimento CLX era l'allestimento di base: esso comprendeva una modesta dotazione ed era previsto sia per la carrozzeria 3 porte sia 5 porte oltreché per tutte le motorizzazioni a carburatore, ad eccezione del 1.6 e del 1.3 a iniezione. L'allestimento S, di aspetto sportiveggiante, era riconoscibile grazie alle luci supplementari diurne e ai getti lavafari. Tra gli optional spiccavano l'impianto ALB, il lunotto termico, quattro altoparlanti con regolazione manuale del bilanciamento (versione S) e la trasmissione automatica a variazione continua di rapporto CTX per le motorizzazioni 1.1 e 1.4 litri. Per quanto concerne un altro optional, il climatizzatore, nel mercato italiano era disponibile sulle versioni Ghia, Windsor, Newport e Cayman Blue. Le motorizzazioni 1.3i, 1.4 CVH e 1.6i 16V, erano le uniche ad avere l'idroguida ed erano in grado di far funzionare l'impianto di aria condizionata. A causa del modesto spazio del vano motore non era possibile montare entrambi gli optional, per cui se un allestimento montava l'idroguida non montava il climatizzatore e viceversa. Inoltre, per i paesi scandinavi, la Fiesta montava di serie i sedili anteriori riscaldabili elettricamente su tutti gli allestimenti.
Subito dopo il lancio la gamma dell'autovettura si è ampliata con l'arrivo delle prime varianti sportive: sono state introdotte la versione sportiva XR2i con motore 1.6 CVH a iniezione elettronica da 110 CV, e la RS Turbo, dotata di un 1.6 litri sovralimentato con turbocompressore capace di erogare 133 CV. Il motore derivava da quello della Ford Escort RS Turbo da cui differiva solo per il turbocompressore: a causa del vano motore più piccolo, il Garrett T3 venne sostituito dal più piccolo T2. Caratterizzata da uno 0–100 compiuto in 7,8 secondi e da una velocità di punta di 212 km/h, fu la prima Fiesta dotata di motore turbo e fu prodotta fino al 1992. Sempre nel 1990, inoltre, fu presentata per alcuni mercati (tra cui l'Italia e il Regno Unito) la lussuosa versione Ghia, disponibile con tutti i motori a benzina non destinati alle versioni sportive.
Già a partire dal mese successivo alla sua presentazione, la Fiesta terza serie dominava le classifiche di vendita in ben sette paesi europei. Oltre 500.000 vetture vennero vendute nel 1989 ottenendo numerosi riconoscimenti da parte delle riviste di settore. A prova del notevole successo della vettura si ricordi che nel biennio 1990-1992 vennero immatricolate più di 1,8 milioni di Fiesta in tutta Europa, e solo nel 1992 si raggiunse il record di 648.781 unità.
A partire dal 1992 vennero realizzate numerose serie speciali, a volte vendute solo in specifiche nazioni (soprattutto nel Regno Unito), come Calypso (dotata di un tetto in tela apribile elettricamente e di interni molto colorati), Bravo, Lady, Sandpiper, Festival, Economy, Quartz, Finesse, Champ, Sound, Chianti, Magic, Dash, Bonus, Firefly, Finesse II, Olympus Sport, Flight, Fresco, Cayman Blue, Newport (riconoscibile grazie ai copricerchi dedicati), Windsor e Boston (dotata di sedili in velluto e predisposizione radio mangianastri). Nel frattempo, la gamma di motorizzazioni è stata omologata secondo le normative Euro 1 e per questo sono state eliminate le versioni con motore a carburatori in favore di quelle a iniezione e catalizzate.
Nel 1994 venne apportato un leggero restyling sulla carrozzeria: scomparve il leggero solco nella parte anteriore del portellone del bagagliaio, i loghi "Ford" e "Fiesta" furono ridisegnati, venne introdotto lo sportellino posteriore a protezione del tappo del serbatoio carburante, i paraurti vennero leggermente modificati, gli indicatori di direzione laterali da quadrati divennero ovali mentre quelli anteriori divennero trasparenti, cambiarono gli specchietti retrovisori (questa volta non più ripiegabili) e venne eliminato lo spoiler posto sulla parte superiore esterna del lunotto. Il restyling interessò anche l'abitacolo: il cruscotto divenne totalmente nero, venne migliorata la qualità delle plastiche sostituendo i montanti inferiori delle porte anteriori e fu introdotto un nuovo rivestimento del piantone dello sterzo, dove sparirono lo scomparto del pomello dello starter e l'accennata soglia sotto l'interruttore di avviamento.
Da questo restyling in poi venne posto un fregio al centro della parte superiore del cruscotto, atto a indicare l'allestimento dell'auto. Su tutti gli allestimenti venne fatto un passo avanti sulla sicurezza con l'introduzione degli airbag frontali di serie, di sedili anti-affondamento, di uno sterzo collassante, di pretensionatori per le cinture di sicurezza e di un pulsante d'emergenza in grado di interrompere il flusso della benzina nel motore in caso di incidente. Nei crash test, questi aggiornamenti migliorarono sensibilmente l'esito finale.
La gamma dell'utilitaria è stata leggermente aggiornata in virtù dell'aggiornamento precedente con l'arrivo del nuovo motore 1.6 benzina con testata a 16 valvole appartenente alla famiglia Zetec e con la nuova variante 1.8 turbodiesel disponibile per alcuni mercati europei. Si tratta delle ultime modifiche di sorta per l'utilitaria, che nel 1995 perde tutte le versioni sportive in vista dell'arrivo della quarta generazione alla fine dell'anno. In ogni caso, la terza generazione della Fiesta non esce di produzione ma rimane in commercio in versione Pro (oppure Futura o Classic a seconda dei mercati di destinazione), guadagnando dei nuovi paraurti più rotondeggianti e delle dotazioni arricchite a fronte di un prezzo inferiore rispetto al modello successivo. Questa versione esce di produzione l'anno seguente, ma rimane a listino fino al 1997, un anno dopo il debutto della prima citycar dell'Ovale blu, la Ka, basata sul medesimo pianale della Fiesta.
Versioni speciali Ghia
Nel 1989 venne lanciata su alcuni mercati la lussuosa versione Ghia. Disponibile solo con carrozzeria a cinque porte, è caratterizzata da modanature cromate sui paraurti (grigi come la parte inferiore della carrozzeria), specchi retrovisori richiudibili e regolabili manualmente dall'interno, cristalli atermici, plancia in color grigio chiaro, sedili in velluto grigio reclinabili con poggiatesta imbottiti, contagiri, cinture di sicurezza regolabili in altezza, sedile posteriore sdoppiato 60/40, chiusura centralizzata, chiave con luce LED, apertura elettrica del portellone, alzacristalli elettrici anteriori con comandi sul tunnel centrale e a richiesta tetto apribile parzialmente in cristallo brunito. Per questa versione, disponibile con i motori 1.1, 1.3 e 1.4 a benzina, sono anche presenti nuove tinte metallizzate come il grigio mercurio.
All'inizio del 1991 fu apportato un piccolo restyling con una nuova forma dei sedili anteriori sempre rivestiti in velluto grigio e lo spostamento dei comandi alzacristalli sulle tasche delle portiere anteriori; seguì nel 1994 un ulteriore restyling con la catalizzazione di tutta la gamma che arricchì ulteriormente la versione Ghia, che perse però la verniciatura grigia per paraurti e portiere, ora in tinta con la carrozzeria con modanature cromate come per le altre versioni, mentre all'interno furono ancora più marcate le modifiche con nuovi tessuti in velluto per il rivestimento dei sedili e pannelli più lussuosi e scuri, plancia nera, airbag guidatore a richiesta, condizionatore d'aria di serie con funzioni di ricircolo a doppie velocità e nuovi copricerchi argentati dedicati.
A settembre del 1994 debutta l'ultimo restyling generale della MK3 con leggere modifiche esterne, tra cui la sostituzione delle modanature cromate nei paraurti con modanature nere, le frecce anteriori di colore bianco e laterali di maggiori dimensioni, l'adozione dello sportello carburante in tinta con la carrozzeria e la sostituzione degli specchi retrovisori regolabili elettricamente. Internamente un nuovo devioluci e rivestimento modificato, nuovo sfondo blu per la strumentazione di bordo, nuovi volanti dotati di airbag e nuovi tessuti in velluto. Sarà questo il canto del cigno del modello, che rimarrà in produzione fino alla fine del 1995 con i soli motori 16V Zetec in ottemperanza alle normative antinquinamento.
XR2i