Soprannominato "El Inca Dinamita" è stato campione del mondo in due classi di peso avendo detenuto il titolo WBA nei pesi superpiuma dal 2006 al 2008, ed il WBC nei pesi leggeri dal 2009 al 2010. Riconosciuto da Ring Magazine come uno dei più forti pugili della sua generazione e da Sport Illustrated come "Il più pericoloso mancino degli ultimi 20 anni", era noto per il suo brutale stile di combattimento e la potenza devastante dei suoi pugni. BoxRec lo ha inserito al secondo posto nella classifica dei migliori pugili venezuelani pound-for-pound di sempre. Valero è detentore della più alta percentuale di KO (100%) ed è ad oggi l'unico campione del mondo nella storia del pugilato imbattuto e con tutte le vittorie giunte prima del limite (27 su 27). Ha detenuto inoltre il record di vittorie consecutive per KO alla prima ripresa (18).

Nel 2004 Valero venne bandito dal pugilato professionistico negli Stati Uniti per motivi medici (ad eccezione dello stato del Texas) e fu a lungo poco mediatizzato rispetto ai suoi colleghi di altre classi di peso. Ottenne grande fama invece in Europa, Sud America e Giappone.

Nonostante sia stato uno dei picchiatori più duri di sempre, Valero è ricordato anche per la vita controversa che condusse fuori dal ring e le numerose vicende giudiziarie che lo coinvolsero. Arrestato il 18 aprile 2010 per il cruento omicidio di sua moglie Jennifer Carolina Viera, si tolse la vita il giorno seguente all'età di 28 anni nella cella di detenzione.

Biografia Primi anni e approccio con la boxe Nacque il 3 dicembre 1981 a Bolero Alto, un piccolo paese di montagna di Mérida. È il terzo di cinque fratelli. Il padre Domingo Valero è un camionista e la madre Eloìza Vivas è cameriera in un ristorante. I genitori divorziarono nel 1988 ed il padre, di conseguenza, abbandonò la città per dedicarsi a tempo pieno al suo mestiere, lasciando l'ex moglie e i cinque figli in condizioni di vita molto difficili. Ridotto in povertà, per supportare la famiglia il giovane Valero smise di andare a scuola per lavorare come fruttivendolo in una bancarella. Spesso, dopo il lavoro non aveva neanche i soldi per il biglietto dell'autobus che lo riportava a casa e dovette dormire nella stessa stazione. Anni dopo, così il pugile riassumeva in un'intervista a un quotidiano statunitense la sua infanzia: "Non ho avuto un'infanzia normale. Era lavoro, lavoro, lavoro. Davo a mia madre tutto quello che guadagnavo. Avevamo a malapena il cibo per mangiare".

L'adolescenza di Valero è caratterizzata da piccoli crimini e uso di droghe. Già dall'età di dodici anni ebbe esperienze con alcol e cocaina e i primi guai con la legge unendosi ad una baby gang locale dedita alle risse e ai furti di motociclette.

Appassionatosi in tenera età agli sport da combattimento, Valero iniziò a praticare il taekwondo. All'età di dodici anni trovò lavoro in un negozio di biciclette, qui il suo capo Dimas Garcia, a sua volta ex-pugile, spinse il giovane a imparare a boxare. Cominciò così ad allenarsi in una palestra intitolata al campione olimpico Francisco «Morochito» Rodríguez e venne notato da Oscar Ortega, il proprietario della struttura, che intuendone il talento dopo averlo visto combattere si offrì di allenarlo. Ortega divenne mentore di un Valero ancora bambino, risultando importante non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello umano. Valero sostenne più volte che la nobile arte lo tolse dalla strada salvandolo da un futuro certo di crimini.

Il 5 febbraio 2001 ebbe un grave incidente stradale: procedendo con la sua moto, perde il controllo uscendo da una curva e si schianta a circa 80 km/h contro una macchina parcheggiata. Valero urta con il corpo il parabrezza posteriore dell'auto e viene sbalzato dal suo mezzo battendo violentemente la testa sul marciapiede; non indossava il casco. Le sue condizioni appaiono subito gravi, tanto che viene ricoverato d'urgenza con il cranio fratturato ed un'emorragia cerebrale. Venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per rimuovere un coagulo di sangue formatosi tra il cuoio capelluto e la scatola cranica e installare una placca in titanio. Tuttavia il referto medico indicò che il trauma compromise alcuni nervi cranici che gli avrebbero rallentato irreversibilmente i riflessi. Valero tornò a casa dopo 3 mesi di riabilitazione.

Vita privata Nel 1998 conobbe Jennifer Carolina Viera, la cui zia abitava di fianco alla palestra dove Valero si allenava. La coppia si sposò l'8 ottobre 2002 dopo che Jennifer appena quindicenne rimase incinta del loro primo figlio Edwin Antonio. La seconda figlia Jennifer Roselyne nacque nel 2005. Grande amico e sostenitore di Hugo Chàvez, aveva tatuato sul petto il suo volto insieme alla bandiera venezuelana con la scritta "Venezuela de verdad".

Suo fratello Luis fu anch'egli pugile professionista.

Stile di combattimento Valero possedeva uno stile di combattimento tra i più aggressivi che si siano mai visti (Slugger). Non in possesso di una grande tecnica e per nulla incline ad una boxe strategica, compensava alle lacune stilistiche con pugni pesanti e precisi efficaci sia nella corta che nella lunga distanza, e che gli hanno consentito di vincere ben 19 incontri al 1º round. Pugile di notevole resistenza ed abile con entrambe le mani, utilizzava all'occorrenza una caratteristica tecnica denominata "take the weapons away" (letteralmente "portare via le armi") che consisteva nel colpire ripetutamente i bicipiti dell'avversario in modo che ripresa dopo ripresa non sarebbe stato più in grado di alzare la guardia per proteggersi. Sebbene fosse una strategia vantaggiosa, poteva risultare utile solo se finalizzata al KO, poiché secondo il regolamento colpire sulle braccia o sui guantoni non è proibito, tuttavia non incrementa il punteggio.

Meno brillante dal punto di vista difensivo, era un boxeur che attaccava e allo stesso tempo accettava gli scambi a viso aperto non arretrando mai, cosa che permetteva quasi sempre a lui di guidare il ritmo del match. Il suo approccio rissoso e turbolento lo rendeva però vulnerabile ai pugili tattici.

Vantava inoltre un'ottima elasticità e resistenza di gambe, che gli permetteva di essere un buon counter-puncher o contrattaccante.

Carriera Carriera amatoriale Come pugile dilettante vinse il campionato venezuelano per tre volte consecutive. Nel 2000 vinse l'argento alle Olimpiadi Americane tenutesi a Tijuana. A maggio vola in Argentina e prende parte alle qualificazioni per i Giochi Olimpici di Sidney. Raggiunse il match decisivo del torneo dopo aver dominato tutti i suoi avversari senza perdere nemmeno un round. In finale cedette ai punti contro il brasiliano Valdemir Pereira. Durante il viaggio di ritorno Valero venne assalito in una stazione di autobus e derubato di denaro, passaporto e della medaglia conquistata poco prima.

Nonostante non abbia trovato lo sbocco olimpico, all'epoca, già da peso piuma aveva mostrato la sua grinta per il modo in cui si sbarazzava facilmente dei suoi avversari. Mesi dopo vinse i Campionati Centroamericani e Caraibici.

A livello amatoriale sostenne 92 incontri riportando 86 vittorie di cui 45 per KO. Fu proprio quest'ultima statistica ad affibbiargli la seconda parte del suo soprannome da chi lo vedeva combattere come se "avesse la dinamite nelle mani".

Carriera professionistica

2002 - 2003: Gli inizi Il 17 febbraio 2002 dopo aver ottenuto l'abilitazione a salire sul ring, Valero debuttò da professionista a Caracas nel luglio dello stesso anno contro Eduardo Hernandez, sconfiggendolo KO tecnico al 1º round. Nell'incontro successivo il nativo di Mérida affrontò Danny Sandoval, più esperto di lui, vincendo ancora per KO tecnico al 1º round. Nel 2003 approda negli Stati Uniti e si stabilisce con la sua famiglia a Vernon, in California.

2003 - 2004: La prematura sospensione Dopo la vittoria in California contro il messicano Tomas Zambrano la rete televisiva HBO si interessò a trasmettere in esclusiva le sue performance. Era in programma un match a New York contro Francisco Lorenzo che sarebbe dovuto apparire nella serie tv Boxing After Dark ma un improvviso avvenimento ne precluse l'accordo: nel 2004 fallisce un test medico pre-combattimento a causa di un'anomalia riscontrata durante una TAC: un coagulo di sangue non assorbito causato dal trauma cerebrale avvenuto anni prima. Valero non consegue l'idoneità a proseguire nel professionismo e per tanto viene sospeso dalla Commissione Atletica di New York a tempo indeterminato; il dottor Barry D. Jordan che fu uno dei medici della NYSAC che visitarono Valero, gli consigliò addirittura di appendere i guantoni al chiodo. L'orgoglioso pugile si limitò a rispondere: "Sono perfettamente in forma".

Come conseguenza ulteriore la Golden Boy Promotions, che aveva un contratto di sponsorizzazione con lo stesso Valero decide di rinunciare al rinnovo. Tale rescissione era dovuta al fatto che Valero aveva tenuto nascosto il suo infortunio alla sigla del contratto, inoltre la nota società di promozione operava ed opera tuttora principalmente sul suolo americano rendendo di fatto impossibile il rapporto lavorativo. Tuttavia Valero fece appello a presunti motivi politici per i quali non era gradito come atleta da parte degli statunitensi. Criticò inoltre la stessa Golden Boy sottolineando che un altro pugile, il messicano Marco Antonio Barrera sotto contratto con la medesima società, aveva subito un intervento al cervello ancora più serio del suo, ciò nonostante continuava a combattere senza problemi negli Stati Uniti. Provò ad ottenere l'idoneità in California, ma senza successo. Mesi dopo lo stato del Texas gli concesse la licenza, ma il divieto di incrociare i guantoni oltre confine creò a Valero non pochi problemi per l'organizzazione dei futuri incontri e a causa di questo non ottenne nessun contratto sebbene diversi importanti manager avessero espresso interesse per lui.

In questo periodo visse a Los Angeles dove nacque la sua seconda figlia Jennifer Roselyne e per sbarcare il lunario Valero lavorò come tassista. Non aveva ancora possibilità di combattere ma continuava ad allenarsi regolarmente, e per non perdere l'abitudine a stare nel quadrato fece da sparring partner per pugili importanti come Manny Pacquiao ed Erik Morales.

2005 - 2008: La rinascita Dopo l'infelice parentesi negli Stati Uniti, Valero ritornò in patria determinato. Dopo quasi un anno e mezzo di assenza dal ring, il 21 maggio 2005 ritorna in gran forma sconfiggendo a Caseros, in Argentina il locale Hernan Abrahm Valenzuela in soli 2 minuti e non mostrando alcun segno di cedimento. Curiosamente, il giorno prima di incontrare Valenzuela, la Golden Boy inviò un fax agli uffici della sede venezuelana della World Boxing Association. Nel messaggio si chiedeva di annullare l'incontro, visti i danni cerebrali di Valero e i potenziali rischi, e sollevandosi inoltre dalla responsabilità della decisione presa dal pugile di proseguire a combattere contro il parere dei medici.

A metà 2005 ottenne altre 2 vittorie in Sud America. I risultati ottenuti gli valsero l'attenzione di Akohiko Honda, noto promotore giapponese a capo della Teiken Promotions che gli procurò un incontro a Kobe contro il beniamino locale Hero Bando che sconfisse per KO tecnico al 1º round. Valero continuò la sua striscia di vittorie, raggiungendo un record di 18-0 con 18 KO tutti alla prima ripresa infrangendo così lo storico primato che apparteneva dal 1905 ad Arthur Susskind (16 KO al 1º round). Tra queste vittorie è ricordata maggiormente quella contro l'armeno Aram Ramazyan, atterrato da un tremendo diretto sinistro di Valero dopo appena 20 secondi dall'inizio. L'incontro, disputato a Parigi, stabilì il record del KO più veloce mai avvenuto in Europa.