Il neoghibellinismo è un termine che, riallacciandosi ai sentimenti filo-imperiali dei ghibellini medioevali, ha assunto vari significati storici,Peter Herde, Neoguelfen und Neoghibellinen, in Walter Kasper, Lexikon für Theologie und Kirche, 3ªed., vol. 7, Freiburg im Breisgau, Herder, 1998, col. 735. finendo per indicare riduttivamente quella corrente culturale laica, repubblicana e unitaria diffusa in Italia nella prima metà del XIX secolo che, ispirandosi all'illuminismo e all'anticlericalismo, si opponeva alle ingerenze ecclesiastiche e ai neoguelfi papali di Vincenzo Gioberti.
Uso del termine Prima di tornare in voga durante il Risorgimento italiano, il termine ghibellinismo o neoghibellinismo aveva caratterizzato anche il programma politico rinascimentale dello statista italiano e gran cancelliere ispano-asburgico Mercurino Arborio di Gattinara, consigliere dell'imperatore Carlo V nel Cinquecento.Alfred Kohler, Karl V (1519–1556), in Anton Schindling, Walter Ziegler, Die Kaiser der Neuzeit, 1519–1918. Heiliges Römisches Reich, Österreich, Deutschland, pag. 36, Monaco, Verlag C. H. Beck, 1990 ISBN 3-406-34395-3.
Rifacendosi al suo significato medioevale di sostegno partigiano in favore del Sacro Romano Impero, Gattinara lo rilanciò come ideale politico-ideologico di una monarchia universale ad immagine di Gesù Cristo signore del mondo cristiano, capace non solo di riunificare sotto il proprio dominio i territori tedeschi e italiani, ma anche di posizionarsi come potere egemone sovranazionale subordinando a sé tutti i principi cristiani.Alfred Kohler, Das Reich im Kampf um die Hegemonie in Europa 1521–1648, pag. 5 e segg., Monaco, Oldenbourg Wissenschaftsverlag, 2010 ISBN 978-3-486-59782-0.
In seguito, il neoghibellinismo passò a designare nell'Ottocento il pensiero risorgimentale di quanti si contrapponevano al progetto neoguelfo e federalista di riunificazione nazionale italiana, considerando il Papato come l'ostacolo principale all'indipendentismo del paese. Principali esponenti del neoghibellinismo in quest'epoca furono il drammaturgo Giambattista Niccolini, il romanziere Francesco Domenico Guerrazzi, e il poeta satirico Giuseppe Giusti.
Ulteriori significati Con un diverso significato, nel Novecento il filosofo perennialista Julius Evola, vicino al fascismo, proponeva di realizzare un'idea di romanità «neo-ghibellina», mirante cioè alla ricostituzione di un Sacro Romano Impero o un Impero romano ma basato su valori spirituali, seppure non cristiani, richiamandosi a una sorta di imperialismo paganeggiante. Ne Il Mistero del Graal rivendicava il significato originario del termine ghibellino, indicante una spiritualità guerriera, regale e aristocratica, erede della tradizione esoterica del Graal, deprecandone l'inversione del suo contenuto semantico avvenuta nel corso del tempo, che avrebbe finito per denotare una dimensione laica, anti-tradizionale e profana, contrapposta a quella del sacro.Julius Evola, Il mistero del Graal , § 29, Roma, Mediterranee, 1994 ISBN 978-8827205020.
Negli anni sessanta, Evola e altri esponenti del ghibellinismo diedero vita alla rivista di studi tradizionali Il Ghibellino.
Note
Bibliografia Julius Evola, Imperialismo pagano, 1928. Julius Evola, Il mistero del Graal, 1937. Peter Herde, Neoguelfen und Neoghibellinen, in Walter Kasper, Lexikon für Theologie und Kirche, 3ªed., vol. 7, Freiburg im Breisgau, Herder, 1998, col. 735.
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