Cracovia () è una delle città più grandi e antiche della Polonia, con una popolazione urbana di abitanti (stima del 2020). Situata sul fiume Vistola (in polacco: Wisła) nella regione della Piccola Polonia, Cracovia fu fondata nel VII secolo e divenne la capitale della Polonia dal 1038 al 1596, la capitale del Granducato di Cracovia dal 1846 al 1918 e il capoluogo del Voivodato di Cracovia dal XIV secolo al 1999. Oggi è il principale centro urbano del Voivodato della Piccola Polonia.
Storia antica
Preistoria
I reperti archeologici confermano la presenza umana nell'area di Cracovia almeno dal a.C. (Età del ferro): circa anni fa, sorgeva forse un villaggio, come testimoniato dalla massiccia presenza di utensili in pietra, che prosperava sulla collina centrale del Wawel, dove oggi si trova il castello reale.
Basso Medioevo
Il primo insediamento conosciuto sull'attuale sito di Cracovia fu stabilito sulla collina del Wawel e risale all'IX secolo. La leggenda attribuisce l'istituzione della città al mitico sovrano Krakus, che la costruì sopra una grotta occupata da un drago famelico, lo Smok wawelski. Molti cavalieri tentarono invano di spodestare la creatura mitica dal sito con la forza fallendo, ma, invece, Krakus gli diede da mangiare un agnello avvelenato e lo uccise in tale maniera. Uccisa la bestia, la città era a quel punto libera di prosperare: le ossa del drago, molto probabilmente quelle di un mammut, sono esposte all'ingresso della cattedrale del Wawel. Prima della formazione dello stato polacco, Cracovia era la capitale della tribù dei vistolani, i quali vissero per un breve periodo sotto la Grande Moravia. Dopo che la Grande Moravia fu sottomessa dagli ungheresi, Cracovia divenne parte del regno di Boemia. La prima apparizione del nome della città nei documenti storici risale al 966, quando un viaggiatore ebreo sefardita, Ibrahim ibn Ya'qub, descrisse Cracovia come un grande centro commerciale sotto il dominio dell'allora duca di Boemia Boleslao I il Crudele. Si fa inoltre riferimento al battesimo del principe Miecislao I, oltre a riferire il suo status di fondatore del Ducato di Polonia. Verso la fine del suo regno, Miecislao sottrasse Cracovia ai boemi e la incorporò nei possedimenti della dinastia Piast.
+ Composizione etnica di Cracovia, Kazimierz e Kleparz nel XIV secoloGruppo etnicoConfini cittadiniQuartiere di KazimierzQuartiere di KleparzInsieme Polacchi Circa 5 000 Circa 1 500 Circa 1 000 7 500 Tedeschi Circa 3 500 – – 3 500 Ebrei Circa 800 – – 800 Ungheresi e/o italiani Circa 200 – – 200 Altri Circa 500 – – 500 Totale per colonna 10 000 1 500 1 000 12 500 Corte, esercito e clero Circa 2 500 Totale complessivo Circa 15 000Fonte: T. Ladenberger, Zaludnienie Polski na początku panowania Kazimierza Wielkiego, Leopoli, 1930, p. 63.
Entro la fine del X secolo, la città si presentava come un importante centro commerciale: in tale fase storica era in corso il processo di costruzione di edifici in mattoni, compreso il castello reale del Wawel con la rotonda dei Santi Felice e Adautto, chiese romaniche, una cattedrale e una basilica. Qualche tempo dopo il 1042, Casimiro I il Restauratore fece di Cracovia la sede del governo polacco. Nel 1079 su una collinetta nella vicina Skałka, il vescovo di Cracovia Stanislao di Szczepanów, poi santificato, fu ucciso per ordine del re polacco Boleslao II il Generoso. Nel 1138, iniziò a sortire i suoi effettivi il testamento di Boleslao III Boccatorta in vigore alla sua morte, con cui ripartiva la Polonia in cinque province, con Cracovia che finì in un proprio ducato, destinata ad essere governata dal membro maschio più anziano della famiglia reale in qualità di Gran principe (o Alto Duca). Le lotte intestine tra fratelli, tuttavia, fecero presto entrare in crisi il sistema e generarono un'instabilità interna che si trascinò per quasi due secoli, fino al 1320.
Cracovia nel tardo Medioevo
Cracovia fu quasi completamente distrutta durante l'invasione mongola della Polonia nel 1241, dopo che il tentativo polacco di respingere gli invasori fallì miseramente nella battaglia di Chmielnik. Cracovia venne ricostruita nel 1257, in una forma che rimase praticamente inalterata, e ricevette dal re i diritti di autogoverno della città in base al diritto di Magdeburgo: nel contempo, si assistette a un'accelerazione ai processi di immigrazione tedesca. Nel 1259, la città fu devastata una seconda volta dai mongoli, 18 anni dopo la prima incursione e vi pure un terzo attacco, sebbene infruttuoso, nel 1287. L'anno 1311 ebbe luogo una ribellione di Wójt Albert contro l'Alto Duca polacco Ladislao I. Ad essere coinvolti furono perlopiù cittadini di lingua tedesca di Cracovia che, alla fine, abbandonarono le loro ambizioni politiche. Tra l'altro, entro la fine del XIII secolo, Cracovia contava perlopiù cittadini provenienti dalla Germania. Tuttavia, in altre regioni della Polonia l'insurrezione ebbe effetti maggiori, tanto che l'importante centro di Danzica finì in mano all'ordine teutonico nel 1309.
La Cracovia medievale era circondata da una cinta muraria, realizzata nel corso di due secoli, lunga 3 km e completa di 46 torri e sette ingressi principali che le attraversavano (di cui sopravvivono la porta di San Floriano, il barbacane di Cracovia e tre bastioni). Il sistema difensivo della città apparve a Cracovia dopo il completamento del centro storico, cioè nella seconda metà del XIII secolo (1257). Fu allora che iniziò la costruzione di una linea di fortificazione uniforme, ma sembra che il progetto non potesse essere completato. In seguito, tuttavia, le mura, furono ampliate e rinforzate (a concedere il placet fu Leszek il Bianco nel 1285). Cracovia assunse una nuova importanza nel 1364, quando Casimiro III di Polonia fondò l'Accademia di Cracovia, la seconda dell'Europa centrale per anno di costituzione dopo l'Università di Praga. Invero, già dal 1150 esisteva una scuola cattedrale funzionante sotto gli auspici del vescovo locale, ma la città continuò a prosperare in futuro grazie alla dinastia degli Jagelloni (1386–1572). In quanto capitale di uno stato divenuto nel XIV secolo potente, fiorirono circoli dedicati a scienze e arti, dando vita al cosiddetto periodo d'oro.
Cracovia figurava tra i membri della Lega anseatica e molti artigiani vi si stabilirono per tale ragione, spingendo i commercianti a riunirsi in corporazioni e gilde. La legge della città, comprese le raffigurazioni e le descrizioni delle corporazioni, sono state registrate in lingua tedesca nel Codice di Balthasar Behem, ora disponibile presso la Biblioteca Jagellonica. Nel 1475 i delegati dell'elettore Giorgio il Ricco di Baviera giunsero a Cracovia per negoziare il matrimonio della principessa Jadwiga di Polonia (Edvige in tedesco), figlia del re Casimiro IV Jagellone, e il tedesco. Edvige viaggiò per due mesi a Landshut, in Baviera, dove si svolse una sontuosissima celebrazione delle nozze, (1475) nella collegiata di San Martino. Intorno al 1502, Cracovia era già presente nelle opere di Albrecht Dürer così come in quelle di Hartmann Schedel (Cronache di Norimberga) e Georg Braun (Civitates orbis terrarum).
Durante il XV secolo, ecclesiastici estremisti sostenevano la violenza contro gli ebrei, che in un processo graduale persero le loro posizioni. Nel 1469 gli ebrei furono espulsi dal loro vecchio insediamento in via Spiglarska. Nel 1485 i semiti in età avanzata furono costretti a rinunciare al commercio a Cracovia, circostanza che spinse molti a partire per Kazimierz, non intaccata dalle restrizioni a causa del suo status di città reale. Dopo l'incendio del 1494 a Cracovia, si verificò un'ondata di sommosse in funzione antiebraiche. Nel 1495, il re Giovanni I Alberto espulse gli ebrei dalle mura della città di Cracovia e li spronò ancor di più a trasferirsi a Kazimierz (ora un quartiere di Cracovia).
Rinascimento
Il Rinascimento arrivò a Cracovia alla fine del XV secolo, insieme a numerosi artisti italiani tra cui Francesco Fiorentino, Bartolomeo Berecci, Santi Gucci, Matteo Gucci, Bernardo Morando e Giovanni Battista di Quadro. Durante tale fase, proseguita per svariati decenni, si formarono tanti artisti e scienziati eccezionali, tra cui Niccolò Copernico, studente presso l'Accademia locale. Nel 1468 l'umanista italiano Filippo Buonaccorsi giunse a Cracovia, dove lavorò come insegnante dei figli di Casimiro IV Jagellone. Nel 1488 il poeta laureato imperiale e umanista Conrad Celtis fondò la Sodalitas Litterarum Vistulana ("Società letteraria sulla Vistola"), una società dotta basata sulle accademie romane. Nel 1489, lo scultore Veit Stoss (Wit Stwosz) di Norimberga terminò il suo lavoro sull'altare maggiore della basilica di Santa Maria; in seguito, realizzò un sarcofago di marmo per il suo benefattore Casimiro IV Jagellone. Nel 1500, Johann Haller, di origini tedesche, utilizzò per la prima volta un torchio tipografico e molte opere del movimento rinascimentale furono stampate lì durante quel periodo.
L'arte e l'architettura fiorirono sotto l'occhio vigile del re Sigismondo I il Vecchio, che salì al trono nel 1507. Le sue nozze con Bona Sforza, legata all'influente famiglia meneghina, permisero di intrecciare nuovi legami con gli italiani, avviando il grande progetto (sotto l'architetto fiorentino Berecci) di rifacimento dell'antica residenza dei re polacchi, il castello del Wawel, in un moderno palazzo rinascimentale. Nel 1520, Hans Behem realizzò la campana più grande della chiesa, chiamata campana Sigismondo in onore del monarca. Nello stesso periodo Hans Dürer, fratello minore di Albrecht, assunse l'incarico di pittore di corte di Sigismondo. Intorno al 1511 Hans von Kulmbach dipinse una serie di pannelli per la chiesa dei Padri Paolini a Skałka e la basilica di Santa Maria. Sigismondo portò inoltre a corte cuochi italiani che introdussero la cucina tipica della penisola.
Nel 1572, il re Sigismondo II morì senza lasciare eredi e il trono passò brevemente a Enrico di Valois, poi alla sorella di Sigismondo II Anna Jagellona e suo marito Stefano I Báthory, quindi a Sigismondo III del casato di Vasa. Il suo regno cambiò radicalmente Cracovia quando nel 1596 trasferì il governo a Varsavia, in quanto più vicina alla Lituania. Ne seguì una serie di guerre tra Svezia e Polonia.
Dopo le spartizioni della Polonia
Alla fine del XVIII secolo, la Confederazione polacco-lituana fu spartita tre volte dai suoi vicini espansionisti: l'Impero russo, l'Impero austriaco e il Regno di Prussia. Dopo le prime due spartizioni (1772 e 1793), Cracovia faceva ancora parte della nazione polacca, benché queste apparisse una potenza decisamente ridotta rispetto ai fasti di un tempo. Nel 1794 Tadeusz Kościuszko fomentò una rivolta contro gli stati occupanti, la cosiddetta insurrezione di Kościuszko, nella piazza del mercato di Cracovia. L'esercito polacco, inclusi molti contadini, combatté contro gli eserciti russo e prussiano, ma i contingenti avversari, decisamente più numerosi, alla fine repressero la ribellione. L'esercito prussiano prese il controllo di Cracovia il 15 giugno 1794 e vi innestò molte guarnigioni, responsabili tra l'altro del saccheggio del tesoro reale polacco custodito nel castello di Wawel. Le insegne rubate, dal valore di 525.259 talleri, furono segretamente fuse nel marzo 1809, mentre pietre preziose e perle furono trasferite a Berlino. La Polonia fu divisa per la terza volta nel 1795 e Cracovia divenne parte della provincia austriaca della Galizia.