La nostra patria Europa è un discorso pronunciato a Parigi il 21 aprile 1954 da Alcide De Gasperi in occasione della Conferenza Parlamentare Europea, da lui presieduta, di fronte a 300 deputati dei paesi del Consiglio d'Europa, della Svizzera e dell'AustriaGiorgio Sansa, De Gasperi presiederà oggi la conferenza parlamentare europea, in: Corriere della Sera, 21 aprile 1954.

Presupposti Quando De Gasperi pronuncia questo discorso, erano già sorti i primi organismi sovranazionali europei: l’OECE (1948), il Consiglio d'Europa (1949) e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (1951). Nei parlamenti nazionali era in corso il dibattito per l’approvazione della CED-Comunità europea di Difesa che, nonostante l’impegno di De Gasperi, non andrà a buon fine. Il 25 marzo 1957, quasi tre anni dopo la morte di De Gasperi, saranno sottoscritti i Trattati di Roma che istituirono la Comunità economica europea, poi Unione europea (1992).

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Il 21 aprile 1954, a Parigi, De Gasperi prende la parola quale terzo oratore, dopo il Presidente del Consiglio e il presidente dell'Assemblea nazionale francese quali ospitanti della Conferenza Parlamentare Europea L.C., Il discorso di De Gasperi nella seduta inaugurale, in: Corriere d’Informazione, 21-22 aprile 1954. Premette di non trovarsi di fronte a un organismo titolato a prendere decisioni politiche ma a un foro nel quale possono soltanto confrontarsi pareri differenti. È qui che utilizza la locuzione "La nostra patria Europa", che dà il titolo al discorso, per indicare il fine delle tematiche da affrontare.

Ricorda che otto anni prima si era presentato nella stessa sala di fronte alle nazioni vincitrici della Seconda Guerra Mondiale per esporre il parere dell'Italia sulla bozza di Trattato di Pace. Manifesta la sua soddisfazione per la numerosa platea dei presenti, in confronto alla quale paragona a una "Piccola Europa" l'ultima riunione del Movimento Europeo dell’ottobre 1953 a L'Aia, alla quale era presente. Chiede peraltro che non si discuta della Comunità europea di difesa, essendo l’argomento sottoposto alle decisioni dei Parlamenti nazionali dei singoli Stati sovrani.

De Gasperi passa ad esaminare le ideologie dominanti da prendere in considerazione per garantire solidità all'unione europea: il liberalismo, il socialismo e il cristianesimo. Afferma di non ritenere che una sola di tali correnti possa essere posta alla base dell'evoluzione culturale, sociale e politica della futura civiltà europea.

Per quanto riguarda il liberalismo:

Passa poi ad esaminare il socialismo.

Infine, il cristianesimo.

Concludendo:

Chiede quindi all’assemblea:

È appena il caso di sottolineare che i tre partiti liberale, socialdemocratico e popolare (democratico cristiano) europei hanno costituito le tre correnti politiche principali presenti nel Parlamento Europeo, sin dalla sua istituzione (1979).

Reazioni e conseguenze

De Gasperi non sopravviverà più di quattro mesi al suo discorso, venendo meno a Borgo Valsugana il 19 agosto 1954. Non riuscirà perciò a vedere compiuto l'edificio della "casa comune europea" che aveva auspicato.

Tale concetto sarà però ripreso 35 anni dopo dall'ultimo Presidente dell'Unione Sovietica Michail Gorbačëv; questi scelse non a caso l'Assemblea del Consiglio d'Europa per dichiarare chiusa, il 6 luglio 1989, l'era della Guerra Fredda, richiamandosi appunto al concetto di "casa comune europea".

Non ebbe però il tempo necessario per entrare in Europa perché, nel 1991, l'Unione Sovietica si dissolse nei 17 Stati che la componevano. Anni più tardi, però, tre di essi (Lituania, Lettonia ed Estonia) furono ammessi nell’Unione europea, così come i paesi satelliti dell'Unione Sovietica, già facenti parte del Patto di Varsavia.

Note

Bibliografia Alcide De Gasperi/Giovanni Allara/Angelo Gatti, Alcide De Gasperi e la politica internazionale, Edizioni Cinque Lune, Roma, 1990 Maria Romana Catti De Gasperi, La nostra patria Europa. Il pensiero europeistico di Alcide De Gasperi, Mondadori, Milano, 1969 Michail Gorbačëv, La "casa comune europea", Mondadori, Milano, 1989.

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